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Giovedì, 18 Luglio 2024

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belli pugliese«Apprendo – scrive il sindaco di Crotone Ugo Pugliese – delle dichiarazioni della commissaria straordinaria per la bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli che seguono ad altre apparse sulla stampa nei giorni scorsi. Per la diretta esperienza vissuta quale sindaco della città evidenzio l'alto senso istituzionale con il quale il commissario Belli sta seguendo la delicata questione della bonifica di Crotone ed il pieno coinvolgimento che sta offendo agli enti territoriali. Un confronto costante, che avviene, altro dato significativo ed importante direttamente a Crotone, aperto non solo agli Enti ma anche ad altre realtà del territorio. Il tema della bonifica, reale ed efficace, è stato elemento sul quale ci siamo impegnati fin dal primo giorno del nostro insediamento. Diamo atto al coordinamento operato dal commissario Belli di aver dato quella giusta accelerazione che considero fondamentale per il futuro della nostra città. La necessità ormai non più irrinunciabile per la nostra terra di fare presto e bene impone a tutti un impegno scevro da bizantinismi burocratici e più legato alla risoluzione dei problemi. Questo è quanto si propone il tavolo istituzionale coordinato dalla commissario Belli ed in questo senso non mancherà il giusto apporto e il determinato impegno del Comune di Crotone. Il clima costruttivo del tavolo istituzionale che ha esaminato e discusso tutti gli argomenti relativi alla bonifica compreso quello relativo al risarcimento per il danno ambientale è quello giusto per arrivare ad una soluzione condivisa che risponda al criterio che abbiamo da sempre espresso: bonifica foriera di vero sviluppo, condivisa dalla città e a tutela della salute dei cittadini».

 

 

 

 

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elisabetta belli comune«In questi giorni – scrive il Partito democratico provinciale di Crotone – abbiamo assistito, meravigliati per la verità, a uno scambio epistolare, tra l’assessorato regionale all’Ambiente e il commissario per la bonifica di Crotone Elisabetta Belli. Restiamo piuttosto perplessi e preoccupati dal tenore delle dichiarazioni, in quanto riteniamo che l’accelerazione sulla bonifica voluta dal presidente Oliverio sia un dato incontestabile, come è inconfutabile la posizione del governo regionale nel dichiarare zero discariche in Calabria. Né tantomeno si può ragionare della materia, disconoscendo o dimenticando il ruolo fondamentale che la normativa nazionale assegna alle regioni, avendo scelto, il legislatore, di depotenziare il ruolo dei Comuni e delle Province. La nomina della commissaria Belli, da parte del ministero dell’Ambiente, nove mesi addietro, era stata accolta con particolare interesse dai cittadini crotonesi, consapevoli che lo sviluppo futuro del territorio passi, prioritariamente, dalla bonifica. Interesse dettato da un’attesa di troppi anni. Oggi, dopo tanto tempo, non vorremmo che l’atteggiamento della commissaria Belli rischi di bloccare l’iter che con tanta difficoltà è stato messo in moto. Ecco perché, la commissaria deve accelerare e presentare un cronoprogramma alla città, all’interno del quale si comprenda chiaramente come verranno spesi i 70 milioni di euro, che è necessario ricordare, sono il risarcimento che il tribunale di Milano ha assegnato alla città per i danni ambientali subiti da Eni e quindi sono patrimonio della nostra città e del suo territorio. La posizione del Partito democratico continua a essere quella già ribadita nel corso dell’iniziativa organizzata dalla Camera di commercio la scorsa settimana, finalizzata a favorire l’istituzione del tavolo di sviluppo, dal segretario Murgi e dal deputato Oliverio, ossia la necessità di un impegno comune, di tutti i soggetti interessati istituzionalmente, per tentare di coinvolgere il più possibile la città ed i cittadini, nonché tutti i portatori di interesse. Su questo percorso il Partito democratico intende continuare a dare il proprio contributo e impegno».

 

 

 

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elisabetta belli intervista bonifica“Ritengo importante che la città di Crotone sia messa nelle condizioni di poter scegliere la migliore soluzione possibile per il disinquinamento e il risanamento delle aree inquinate". Lo dichiara il commissario straordinario per la bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli, replicando ad alcune dichiarazioni apparse in anteprima sulla Provincia KR [LEGGI ARTICOLO]. "Proprio per questo - spiega il commissario belli - ho voluto convocare una serie di incontri tecnici e istituzionali (i cui esiti sono stati subito diffusi alla stampa per garantire la massima trasparenza) per approfondire le numerose tematiche tecniche e per favorire un’ampia condivisione di percorsi e obiettivi, visto che non credo nelle decisioni calate dall’alto. Ritengo opportuna, pur non essendo prevista da alcuna disposizione, la verbalizzazione di alcuni incontri che, infatti, è in corso. Purtroppo non ci sono gli elementi per definire il cronoprogramma di attuazione poiché gli interventi più importanti non sono ancora stati progettati. Stupisce, in particolare, la richiesta di rendere noto come saranno spesi i 70 milioni previsti dalla sentenza del tribunale di Milano del 2012 per il risarcimento del danno ambientale a favore dell’amministrazione dello Stato, soprattutto alla luce di prime scelte già condivise in sede di tavolo istituzionale come, ad esempio, quelle relative al finanziamento di alcune aree pubbliche Cic, per la messa in cantiere delle quali si è in attesa di atti di competenza regionale. Dal canto mio, posso assicurare che proseguirà il mio massimo impegno e la mia assidua presenza sul territorio per accelerare gli interventi, in un clima sereno e costruttivo di condivisione. A tal fine ho anche dato la mia disponibilità alla Camera di Commercio di Crotone a partecipare agli incontri tematici sulla bonifica previsti nell’ambito del ‘Tavolo dell’economia locale’, al cui insediamento ero presente lunedì scorso”.

 

 

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rizzo belliNominata lo scorso mese di giugno il commissario per la bonifica di Crotone, Elisabetta Belli, non ha ancora reso noto il “cronoprogramma di attuazione degli interventi di sua competenza”. Ad evidenziare la circostanza è l’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, in una lettera inviata alla stessa Belli e per conoscenza al ministero dell’Ambiente, all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), alla Provincia e al Comune di Crotone, alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e alla Syndial. La competenza della Belli, come prevede l’articolo 3 comma 2 del Dcpm 28 giugno 2016, è quella di stabilire i tempi e il programma per spendere i 70 milioni di euro assegnati da una sentenza del tribunale di Milano alla città di Crotone, quale risarcimento per i danni ambientali subiti. L’assessore Rizzo, quindi, chiede di essere messa al corrente del cronoprogramma “essendo la Regione Calabria tra i soggetto responsabili dell’Accordo di programma del 16 giugno 2016”. Non si può pensare di procedere senza il coinvolgimento dell’assessorato regionale all’Ambiente. Nella lettera inviata alla Belli la Regione chiede, inoltre, copia dei verbali relativi al “sopralluogo del 19 gennaio scorso, del tavolo tecnico del 20 gennaio scorso, del tavolo istituzionale del 26 gennaio scorso, del tavolo istituzionale del 2 febbraio scorso e dell’incontro presso Ispra Roma del 23 febbraio”. Verbali che, secondo quanto riferito, sarebbero stati chiesti in più occasioni ai tavoli ufficiali e alla richiesta non ci sarebbe stata da disponibilità a fornirli. “Riteniamo importante la condivisione dei verbali – scrive l’assessore regionale all’Ambiente nella lettera – anche alla luce delle risultanze dell’ultima riunione presso l’Ispra in cui l’Autorità di bacino della Regione Calabria, rappresentata dall’ingegnere Olga Saraco – ha chiesto che venga redatto da parte di Syndial specifico studio idrologico/idrailico all’area di interesse”. Sempre nella lettera Rizzo sottolinea che “l’autorità di bacino si è offerta di fornire lo studio idrologico al fine di velocizzare i tempi”. E’ davvero singolare che un commissario si rifiuti di fornire copia dei verbali di riunioni ai rappresentanti del governo regionale, così come è incomprensibile il fatto che, a distanza di nove mesi dalla sua nomina, non abbia reso noto come intende spendere i 70 milioni di euro, che appartengono ad un territorio ricadente nella regione.

 

 

 

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tavoli partenariato dibattitoAlla discarica non si rinuncia. Ogni volta che c’è un incontro per parlare di bonifica, c’è sempre qualcuno che tira in ballo la costruzione della discarica a Giammiglione proposta dall’imprenditore abruzzese Guglielmo Maio. E’ successo anche ieri alla Camera di commercio (foto), dove si è tenuto un incontro, che ha registrato la partecipazione della commissaria della bonifica, Elisabetta Belli, dei rappresentanti delle associazioni di categoria, del Comune di Crotone, del parlamentare Nicodemo Oliverio e della consigliera regionale di Calabria in rete, Flora Sculco [LEGGI ARTICOLO]. I partecipanti sono stati informati sullo stato dell’arte della procedura e in particolare sono stati messi al corrente sulle due ipotesi su cui si sta ragionando: fare una bonifica senza il trasporto in discarica (inertizzazione e tombamento in sito); bonifica con il trasporto in discarica. Ai presenti è stato detto che se si dovesse scegliere la via dello smaltimento dei veleni in discarica il territorio si dovrà fare carico della costruzione di un impianto ed è stato indicato quale possibile luogo di ubicazione Giammiglione. Ci risiamo ogni qualvolta c’è una riunione qualcuno tira in ballo la costruzione della discarica di Giammiglione e fa finta di non ricordare che esiste un piano regionale dei rifiuti che non prevede la costruzione di nuove discariche. Ha una memoria molto corta, quasi da malato di Alzheimer, da non ricordare nemmeno che il Consiglio di Stato si è espresso accogliendo le ragioni della Regione Calabria, che è contro la costruzione della discarica proposta a Giammiglione. Non ricorda o non vuole ricordare che la Syndial è stata chiara: in caso si scegliesse la via del conferimento in discarica la scelta sarà fatta sulla base di una gara internazionale. Allora perché ogni volta si tira in ballo la costruzione della discarica? C’è il sospetto che dietro queste continue riproposizioni vi siano interessi personali da difendere. Perché non si pone fine al ragionamento che rischia di fare diventare quella di Crotone la bonifica del gambero? Perché non si comincia ad entrare nel merito delle questioni per passare dalle parole ai fatti? La Belli, per esempio, perché non presenta il piano per spendere i soldi del risarcimento ambientale concessi dal tribunale di Milano alla città di Crotone? Si preferisce “ciurlare nel manico”, perché c’è sempre la speranza di “regalare” a Crotone una mega discarica per smaltire veleni e ogni tipo possibile e immaginabile di monnezza.

 

 

 

 

 

 

 

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enzo voceIl comitato cittadino crotonese “Le colline dei veleni”, quest’oggi, ha presentato presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Crotone un esposto sui rifiuti interrati del sito di Pertusola. Firmatario della querela è stato l’ingegner Vincenzo Voce, assistito dall’avvocato Domenico Monteleone del foro di Roma. «I fatti – scrive il comunicato – che si vogliono evidenziare alla Procura, erano già emersi con il processo “Black Mountain”. Il consulente del Tribunale – riferisce il comunicato –, l’ingegner Martelloni, nella sua relazione di consulenza del 2012, aveva scritto che sotto il Conglomerato idraulico catalizzato (Cic), impiegato per mettere in sicurezza una parte del sito di Pertusola (circa 13 ettari), durante i sondaggi di caratterizzazione, aveva individuato che a contatto con il suddetto materiale vi erano veri e propri rifiuti riconducibili alla scoria cubilot tal quale o alle ferriti di zinco. Sempre il consulente del Tribunale – ricorda la nota – aveva scritto che quelle opere di copertura erano state realizzate in difetto della previa rimozione dei rifiuti interrati. Nei mesi scorsi, con la presentazione dello studio di fattibilità di “Syndial – Attività diversificate Spa”, anche la società del gruppo Eni, scrive che sul sito di Pertusola “viene segnalata la presenza di residui di lavorazione”. In Pertusola Sud i residui di lavorazione erano proprio le ferriti di zinco, rifiuti pericolosi contenenti arsenico, piombo e cadmio in concentrazioni elevatissime. Gli aspetti normativi che disciplinano i rifiuti e un sito contaminato sono completamente diversi. Nel caso di rifiuti interrati si configura la realizzazione di una discarica illegale e incontrollata e questi dovranno essere rimossi. Quando si è, invece, in presenza di un sito contaminato, allora si procede con la bonifica o la messa in sicurezza permanente del sito. Il ministero dell’Ambiente il 7 febbraio 2017 ha approvato definitivamente a “Syndial – Attività diversificate Spa” la messa in sicurezza permanente di gran parte del sito di Pertusola e con il nuovo progetto, questi eventuali rifiuti interrati, non solo non saranno rimossi, ma, addirittura, sopra si vorrebbero realizzare due impianti di confinamento di rifiuti pericolosi. Il Comitato “La Collina dei Veleni” chiede di fare piena luce su questa vicenda, che potrebbe dare una svolta alle bonifiche del territorio crotonese, attese ormai da troppi anni».

 

 

 

 

 

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