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Giovedì, 18 Luglio 2024

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incontro bonifica sindacati commissario belliI sindacati hanno ribadito al commissario straordinario per l’ex sito industriale di Crotone che la loro posizione è quella della bonifica e non della messa in sicurezza permanente dell’area. Si è svolto nel primo poriggio di oggi un incontro interlocutorio nella struttura commissariale (insediatasi presso la sede della Provincia), tra la responsabile Elisabetta Belli, le organizzazioni sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil e Confindustria. Presenti Raffele Falbo, Francesco Gatto ed Elsa Bonazza per la Cgil, Pino De Tursi e Pasquale Scerra per la Cisl, Mimmo Tomaino per la Uil e Michele Lucente e Daniela Ruperti per Confindustria. L’incontro è durato un’oretta circa ed è servito, oltre che a fare conoscenza, anche a chiarire le rispettive posizioni e lo stato dell’arte della bonifica. «Un’occasione proficua – riferisce una nota del commissario Belli – di confronto per iniziare un percorso di condivisione. Tutte le organizzazioni hanno sottolineato la necessità di garantire la salute della popolazione e la tutela dell’ambiente, senza trascurare l’aspetto occupazionale. Il Commissario straordinario – prosegue la nota –, che ha ascoltato proposte e richieste, ha suggerito di individuare al più presto un obiettivo di utilizzo delle aree per assicurare la compatibilità con la progettazione della bonifica. La dottoressa Belli ha inoltre fornito aggiornamenti sui prossimi step, a cominciare dall’8 febbraio prossimo quando è previsto l’incontro tecnico-istituzionale sulle aree industriali di competenza Syndial. Si è poi convenuto – conclude la nota – sull’importanza di incontri periodici in un’ottica di piena collaborazione».

 

 

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peppino vallone«Le rumorose comunicazioni - scrive l'ex sindaco di CrotonePeppino Vallone - in ordine alle bonifiche dell’area industriale, anziché chiarire ai cittadini ed agli addetti ai lavori la reale situazione in cui versa oggi la città, hanno al contrario aumentato il livello di confusione e disinformazione che già regna sull’argomento. Questa situazione induce a rompere il silenzio per fornire qualche elemento di riflessione e dare così un contributo per individuare un percorso perlomeno corretto, che conduca alla soluzione “obiettivo”: bonificare certamente le aree per contenere i danni ambientali che le stesse stanno producendo, ma anche fare ritornare nella disponibilità della città le predette aree, incardinandole alla stessa quale elemento di sviluppo del territorio.

 

Occorre preliminarmente fare il punto delle attività che sono in corso. La barriera idraulica, a confine con le aree ex insediamento Eni, con una prima realizzazione di pozzi di emungimento, effettuati nel periodo del primo commissariamento e successivamente da Syndial, ha la necessità di essere completata nella parte di area che riguarda la ex Sasol; per tale intervento esiste un accordo che prevede la copertura di oltre € 1.200.000 a carico del ministero. E’ evidente come tale intervento costituisca una priorità, al fine di non vanificare lo scopo per il quale la barriera è stata realizzata ed i cui risultati debbono essere naturalmente in modo continuativo monitorati e valutati, onde poter escludere la necessità di una barriera fisica, per non innescare difficoltà di carattere idrogeologico di conseguenze non facilmente valutabili, a detta degli stessi esperti.

 

Altro argomento spinoso, riguarda la discarica Tufolo-Farina. Con un finanziamento di circa € 2.300.000 attuato dal comune di Crotone, i lavori di messa in sicurezza d’emergenza sono stati aggiudicati ed eseguiti. Occorre ora, naturalmente, garantire i fondi per l’attività ordinaria di gestione ed occorre altresì completare la progettazione per la messa in sicurezza permanente anche questa da finanziare con risorse da reperire. La bonifica ed il monitoraggio dell’area archeologica pubblica ex Montedison, oggetto di finanziamento attuato dal Comune di Crotone, dopo la iniziale perdita delle risorse ed il successivo recupero delle stesse, è attualmente in corso e se ne prevede il completamento entro il corrente anno.

 

Le aree con presenza del cosiddetto Cic (conglomerato idraulico cementizio), alcune pubbliche e altre private, a suo tempo sottoposte a sequestro, sono state tutte oggetto di caratterizzazioni e successive attività istruttorie effettuate dal comune di Crotone e, in una Apq presso il ministero, sono appostate specifiche risorse per i relativi interventi. Queste aree non ricadono in aree Sin, ma naturalmente vi è tutta l’urgenza di definirne gli interventi con la contestuale esecuzione.

 

Le aree industriali dismesse, essendo state completate le attività di demolizione dei manufatti ivi esistenti, ora comportano la necessità di bonifica del sito con la necessaria ed urgente approvazione di un apposito progetto. Syndial, società a partecipazione Eni, unico soggetto obbligato alle bonifiche, mette in campo da sempre comportamenti dilatori, che di fatto hanno sino ad oggi inibito di definire un progetto esecutivo ultimativo, che comprendesse anche le due discariche “a mare”. Queste ultime, in particolare, sono state oggetto di più approfondimenti, compreso un tavolo tecnico, partecipato da Comune, Provincia, Autorità portuale, Arpacal e la stessa Syndial, finalizzato alla fattibilità della messa in sicurezza permanente delle stesse, riportandole naturalmente almeno al piano campagna e, per la loro estrema vicinanza la mare, ipotizzare una serie di vasche di colmata che avrebbero ottenuto il duplice obiettivo di difendere le discariche dagli effetti del mare e realizzare un bacino portuale con un’area retrostante molto importante per la cantieristica navale. Questo intervento avrebbe consentito anche di iniziare a dare corso al dragaggio dello specchio d’acqua antistante l’area industriale e del porto, le cui problematiche dei relativi fondali sono note. Da evidenziare che anche lo specchio di acqua antistante l’area industriale e lo stesso porto ricadono in area Sin e le loro invasive contaminazioni provengono dall’attività industriale svolta con prevalente responsabilità sempre di Syndial.

 

Sulle tecniche di bonifica dell’area industriale da sempre Syndial ha proposto la decontaminazione o inertizzazione delle aree con rilascio dei rifiuti decontaminati in loco, suscitando forti perplessità degli enti locali e dello stesso ministero in considerazione delle particolari caratteristiche di alcuni contaminanti esistenti e delle conseguenze negative di carattere idrogeologico che tale soluzione avrebbe comportato. Nulla naturalmente impedisce di effettuare gli approfondimenti tecnici indispensabili le cui perplessità nel passato ne hanno escluso la fattibilità, in particolare ove si pone mente alla circostanza che le sole due discariche contengono circa un milione di metri cubi di rifiuti speciali. E’ evidente che la fattibilità di una ipotesi di questo genere non può essere conferita alla sola Syndial.

 

In ordine alla ipotesi di bonifica integrale con conferimento dei rifiuti in discarica è da sottolineare che nella città esiste già la discarica “Sovreco” per rifiuti speciali e pericolosi, che accetta legittimamente i rifiuti speciali di tutto il paese, ed ha una ulteriore capacità di abbancamento di circa 1.000.000 di metricubi sufficiente ad accogliere le esigenze di Syndial, senza necessità quindi di realizzare una ulteriore discarica. La stessa Syndial d'altronde, quando ha realizzato le bonifiche dei siti di Cassano-Cerchiara, ha conferito nella città di Crotone i relativi rifiuti speciali utilizzando correttamente la discarica “Sovreco” per circa 100.000 metricubi, non chiedendo certamente a quei Comuni la realizzazione di un specifica discarica. Per questa soluzione Syndial ha sempre opposto un rifiuto e debbo confessare spesso con la compiacenza del ministero e, non è assolutamente vero altresì, che questa circostanza è stata da tutti sottaciuta. Il sottoscritto in particolare lo ha sempre fatto presente in tutte le sedi competenti sia in sede di audizione delle Commissioni parlamentari venute a Crotone, ma soprattutto al ministero dell’Ambiente, in particolare in una delle ultime conferenze dei servizi alla quale ha partecipato unitamente all’assessore all’Ambiente, Michele Marseglia, tenutasi il 24 marzo 2015, dopo avere preteso che le circostanze appena evidenziate venissero verbalizzate a fronte degli assunti di Syndial che continuava a pretendere la discarica di “Giammiglione” e il comportamento conciliante del ministero, abbiamo per protesta abbandonato la conferenza e la Regione Calabria anche in quell’occasione è stata vicina alle posizioni del Comune.

 

Infine la sentenza del Tribunale di Milano che condanna Syndial al pagamento del danno ambientale determinato in circa €. 70.000.000, riconosce l’obbligo di bonificare non solo le aree industriali, ma anche le aree limitrofe, con la conseguenza che tutti gli interventi che sono in corso si stanno programmando ed effettuando con risorse pubbliche, le quali dovranno essere ripetute dalla stessa Syndial. Si è ritenuto con la presente nota di aver fornito un succinto esame della recente attività svolta, ma soprattutto delle opportunità che si possono cogliere se contestualmente alle attività di bonifica effettive si mette in campo un’idea concreta di riutilizzo dell’area stessa che colga le numerose potenzialità che possiede».

 

 

 

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elisabetta belli intervista bonifica«Comparazione degli effetti delle due soluzioni progettuali; esame con un unico procedimento; e approfondimento del rischio idraulico con l'Autorità di bacino». Questi i tre temi trattati nella prima riunione tavolo istituzionale sulla bonifica dell’ex sito industriale di Crotone che si è riunito quest’oggi negli uffici del commissario straordinario Elisabetta Belli (foto) con l'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo, il presidente della Provincia Nicodemo Parrilla, il sindaco di Crotone Ugo Pugliese, l'assessore comunale alle Attività produttive Sabrina Gentile e il viceprefetto Eugenio Pitaro. «Un primo passo decisivo – spiega una nota del Comune – per l'accelerazione degli interventi raggiunto grazie alla più ampia condivisione di percorsi e obiettivi. In un incontro ampio e partecipato, tre sono state le priorità individuate: la convocazione di un incontro tecnico-istituzionale sulle aree industriali, fissato per giovedì 2 febbraio a Crotone, per la comparazione degli effetti ambientali, economici e sociali delle due diverse soluzioni progettuali, l'una di bonifica, l'altra di messa in sicurezza permanente. L'importanza dell'esame contestuale - ovvero con un procedimento unitario - dei progetti di bonifica dell'intera area industriale, evitando progetti stralcio che confliggono con un disegno complessivo di bonifica. La convocazione dell'Autorità di bacino del Liri, Garigliano e Volturno – Distretto idrografico dell'Appennino meridionale - per approfondire l'esame del rischio idraulico dell'area industriale».

 

 

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francesco scuteri pci«Un piano serio di sviluppo per il sud, che restituisca ai cittadini sanità, infrastrutture e lavoro: questa è la proposta emersa ieri dal comitato federale del Partito comunista italiano». Lo riferisce una nota diffuso dal Pci di Crotone. «Alla presenza del segretario regionale del partito, Lorenzo Fascì, i compagni crotonesi hanno discusso le problematiche del territorio, dall'emergenza migranti a quella occupazionale, dalla carenza strutturale dei trasporti al focolaio di malattie e disastro ambientale costituito dal sito industriale. Proprio quest'ultimo punto – come ha sottolineato il segretario di sezione, Francesco Scuteri – è di centrale importanza e necessita di una risposta immediata e risolutiva. I rifiuti tossici, che avvelenano il sito industriale e la città tutta, non possono essere ancora a lungo trascurati né "tombati" sul posto, come vorrebbe il progetto Syndial. Tale progetto – ha sostenuto Scuteri – è da rigettare fermamente, perché tale "messa in sicurezza permanente" di fatto impedisce qualunque futura bonifica reale, e destina il sito industriale a rimanere indisponibile alla popolazione, senza per questo cessare di risultare dannoso, per la pesca come per il turismo e per tutte le attività produttive, oltre che per la salute della popolazione. E alla salute della popolazione – spiega la nota del Pci – sono strettamente correlate le altre problematiche del territorio, dalla sanità ai trasporti. La Calabria intera, oltre a non disporre più da anni di un registro tumori che permetta di monitorare le malattie oncoematologiche e di studiarne le correlazioni con l'ambiente e il territorio, è abituata all'emigrazione sanitaria. I calabresi – commenta il Pci – sono costretti dalla carenza delle strutture sanitarie locali a spostarsi al Nord per usufruire di servizi migliori, e ciò sfidando la pessima rete ferroviaria, tenuta in vita con gli scarti delle altre regioni, e l'altrettanto pessima rete stradale, che impedisce dei collegamenti rapidi e sicuri con Lamezia, mentre Crotone e Reggio Calabria conducono una lotta per tenere aperti i rispettivi piccoli aeroporti. Le piaghe che affliggono il Sud e la Calabria in particolare, devono essere affrontate con un piano organico e con delle proposte semplici e concrete, senza che si smarrisca la più chiara delle bussole: l'applicazione della Costituzione, che il popolo italiano ha scelto di difendere col voto del 4 dicembre, i cui principi normativi e ideali vengono quotidianamente traditi dalle politiche neoliberiste che antepongono il profitto di pochi ai reali interessi di tutti. Una sanità – chiede il Pci – gratuita e di qualità per tutti, la possibilità di lavorare e di percepire un reddito dignitoso, la tutela e la valorizzazione del territorio, perché il Sud – come ha affermato il segretario regionale Fascì – non è un peso ma una risorsa e un'occasione di sviluppo per tutto il Paese. Queste sono le proposte le Pci, insieme al proporzionale puro, l'unica legge elettorale realmente democratica, in cui i voti hanno tutti lo stesso peso ed è garantita una rappresentanza istituzionale anche alle minoranze. Oltre alla discussione di questi punti, il comitato federale ha fatto il punto sul tesseramento e ha constatato la crescita del partito dall'Assemblea costituente del giugno scorso. La Federazione di Crotone – annuncia la nota –, inoltre, sarà presente con una propria rappresentanza all'importante iniziativa nazionale di Livorno, che il 21 gennaio celebrerà l'anniversario della nascita del Partito di Gramsci, alla presenza del segretario nazionale Mauro Alboresi».

 

 

 

 

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tecnici belli bonifica sopralluogoSi e' svolto questa mattina, nella sede della struttura commissariale, un incontro tra il commissario straordinario per la bonifica del sito industriale di Crotone, Elisabetta Belli, e i tecnici degli enti locali interessati (Regione, Provincia, Comune), dell'Arpacal e dell'Asp (Azienda sanitaria provinciale). "Il commissario - secondo quanto si legge in un comunicato stampa - si e' soffermato sui problemi aperti nelle aree pubbliche (quali, ad esempio, quelle del Cic e dell'area archeologica) e nell'area ex Sasol. In particolare - e' scritto - sono stati approfonditi lo stato di avanzamento degli interventi e i relativi finanziamenti, l'iter degli atti amministrativi, i vincoli normativi di cui tener conto, i provvedimenti ministeriali in materia. Sono state concordate le azioni tecnico-amministrative necessarie per il rispetto delle tempistiche e per l'accelerazione della tabella di marcia complessiva. Nel corso dell'incontro, inoltre, sono stati stabiliti i soggetti che dovranno far parte del tavolo tecnico, a supporto del tavolo istituzionale che si insediera' il 26 gennaio".

(Foto Youtube: Esperia TV)

 

 

 

 

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elisabetta belliIl capogruppo del Partito democratico alla commissione agricoltura della Camera dei deputati, Nicodemo Oliverio, chiede un’audizione con la commissaria della bonifica di Crotone, Elisabetta Belli. La richiesta è stata effettuata “in occasione degli uffici di presidenza delle commissioni congiunte di Ambiente e Agricoltura, nell’ambito delle risoluzioni presentate sulle bonifiche dei siti contaminati in Italia”. Da quanto è stato possibile capire non si tratterebbe di una richiesta formale per conoscere lo stato dell’arte delle attività messe in campo dalla Belli nelle scorse settimane, anche se a leggere la richiesta questa dovrebbe essere la motivazione. Le ragioni vere, secondo quanto è stato possibile apprendere, sarebbero legate ad un non gradimento da parte del parlamentare della provincia di Crotone dei rapporti intessuti sino ad oggi dalla commissaria. La Belli avrebbe creato rapporti privilegiati esclusivamente con il Comune di Crotone, mettendo all’angolo sia la Regione Calabria che la deputazione parlamentare. Ovviamente si tratta di indiscrezioni, che trovano conferma nella richiesta di audizione presentata da Oliverio; se, infatti, la Belli avesse mantenuto rapporti positivi con la deputazione parlamentare territoriale non ci sarebbe stato bisogno di chiedere un’audizione. In questo caso il confronto poteva avvenire in maniera informale. Non ci sarà da meravigliarsi, poi, se Oliverio dovesse presentare un’interrogazione parlamentare sulle attività messe in campo dalla commissaria, conoscendo l’uomo politico.

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