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Lunedì, 24 Giugno 2024

PRIMO PIANO NEWS

Il presidente della Regione Mario Oliverio, martedi' prossimo, 24 maggio, alle ore 9.30, nella sede della prefettura di Crotone, firmera' un accordo con Giovanni Milani, amministratore delegato della 'Syndial Servizi Ambientali'. Sara' anche presente l'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo. L'accordo - informa una nota dell'ufficio stampa della giunta - ha come oggetto la realizzazione di alcuni interventi di bonifica nell'area industriale del sito ex 'Pertusola'. Ha la finalita' di rendere possibili, attraverso un confronto tra le parti e gli altri enti competenti nella realizzazione degli interventi di bonifica, il prosieguo ed il completamento, nei tempi previsti dalle normative, degli iter amministrativi, sia dei progetti di bonifica gia' in corso, sia del progetto di bonifica delle discariche fronte-mare.

 

 

 

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citta vela«In questo mese di marzo sottoscriveremo un protocollo con Syndial per l'attuazione della bonifica sull'ex sito industriale di Crotone». Ad annununciarlo è stato il presidente della giunta regionale Mario Gerardo Oliverio durante la conferenza stampa del progetto "Crotone città della vela" svoltasi questa mattina presso la sala conferenze della Capitaneria di porto pitagorica. L'annuncio è di portata epocale se si considera che è quasi 20'anni ormai che si attende un intervento su quei terreni. «L'impostazione che daremo a questo protocollo - ha preannunciato il presidente Oliverio - è chiara: no alle megadiscariche a Crotone, così come in Calabria. Lo abbiamo messo nero su bianco nella bozza del Piano regionale dei rifiuti, lo abbiamo ribadito approvando delle misure di salvaguardia che vanno in questa direzione e che avranno la validità di un anno, ossia il tempo che serve alla piena operatività della nuova legge regionale».

 

Una bonifica sullo stile della Ruhr in Germania.

«La bonifica - è entrato nel merito Oliverio - dovrà utilizzare tecnologie di ultima generazione così come è stato in Germania dove i terreni inquinati sono stati inertizzati in loco». L'esempio da seguire, secondo appreso, è quello applicato alle miniere della Ruhr, dove gli inquinanti sono stati incapsulati, in materiali impermeabili, e messi sotto delle colline: le scorie non possono essere spostate è, per non spostarle in discariche, le hanno lasciate lì, aggiungendo al paesaggio delle colline che prima non c’erano. I resti delle miniere sono adesso luoghi di visita per i turisti e creano lavoro: ma hanno dovuto bonificare prima, terreni, fiumi e parchi... «All'interno del protocollo - ha aggiunto il presidente della giunta regionale - abbiamo chiesto che venga previsto un concorso di idee internazionale per il riutilizzo delle ex aree industriali, tenedo conto anche del futuro sfruttamento del mare (sono due le discariche presenti nel bacino prospicente le fabbriche e nel porto, ndr). Dovrà essere un'area di crescita e sviluppo - ha detto ancora Oliverio - con servizi moderni e la presenza di un forte attrattore». Il presidente ha inoltre ricordato che il sottosegretario Dorina Bianchi ha da poco annunciato la disponibilità dei 62 milioni di euro per il progetto Antica Kroton. «Anche in questo caso - ha assicurato Oliverio - stiamo lavorando perché si arrivi in tempi celeri alla progettazione definitiva e abbiamo dato così un'accelerata».

 

 

 

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rizzo regioneL'Assessore regionale all'Ambiente della Regione Calabria, Antonella Rizzo, ha annunciato la bonifica, a breve, a Crotone, del sito dove insistono le acque di falda nell'area dell'azienda Kroton Gres 2000 (ex Sasol). Nei prossimi giorni, fa sapere la Regione, sara' stipulata una convenzione con il Comune di Crotone per l'attuazione del programma esecutivo degli interventi compresi nell'Accordo di programma, sottoscritto tra la stessa Regione ed il ministero dell'Ambiente.

 

Disponibili 1,2 milioni di euro. «Con questo stanziamento ministeriale - sottolinea una nota della Giunta - si potra' realizzare l'intervento in sostituzione ed in danno del soggetto responsabile inadempiente il cui curatore fallimentare aveva rappresentato la mancanza di risorse finanziarie per sostenere l'investimento per la bonifica della falda». Per l'assessore Rizzo, «si puo' scrivere una pagina positiva che certamente apre una fase nuova. Siamo in grado di restituire al territorio un'area di grande interesse, bonificato e riqualificato».

 

 

 

 

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I deputati del gruppo di "Possibile" Beatrice Brignone, Giuseppe Civati, Andrea Maestri e Luca Pastorino hanno presentato un'interrogazione alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare per avere chiearimenti su bonifica e risarcimento danno ambientale per il Sito d'interesse nazionale di Crotone. I parlamentari di possibile chiedono nell'interrogazione «quali iniziative urgenti il governo intenda assumere, a partire dalla nomina del commissario delegato per il danno ambientale nel sito d'interesse nazionale di Crotone rimasta inattuata dal 2012; quali iniziative, oltre alla nomina del commissario, il presidente del Consiglio e il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare intendono mettere in campo per assicurare al più presto la bonifica dell'area interessata; quale progetto di sviluppo sostenibile, anche al fine di favorire nuova occupazione, il governo intenda sviluppare nell'area del sito d'interesse nazionale di Crotone come previsto dall'articolo 4 del cosiddetto Decreto Destinazione Italia».

 

 

 

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bonificaCgil, Fiom e Filctem di Crotone ha siglato un lungo documento programmatico in cui suggeriscono un percorso da avviare sulla "Vertenza Eni". Partendo dalla bonifica, il sindacato chiede di riaprire e programmare la discussione con Eni anche sull'attività estrattiva (idrocarburi e salgemma) operata nel Crotonese, senza tralasciare il confronto col ministero dell'Ambiente per lo sblocco del risarcimento versatogli da Eni e destinato a Crotone.

 

«Eni incrementi investimenti produttivi nel Crotonese».
«Premesso che - scrivono Cgil, Fiom e Filctem di Crotone - a parere della Cgil è necessario e strategico un forte e rinnovato impegno economico e di investimenti da parte di Eni nel Paese e nell'area crotonese in particolare; nell'ambito del Piano industriale e/o strategico del Gruppo l'auspicata e rinnovata attenzione al nostro territorio per la Cgil si deve tradurre in investimenti per consolidare i siti produttivi esistenti e per sviluppare altre attività produttive sostenibili, compatibili e innovative puntando sull'enorme potenzialità che offre il territorio in termini di know-how, di risorse energetiche e di competenze e professionalità maturate. In particolare - scrivono le tre sigle - sulle principali problematiche oggetto di confronto e prese di posizione che in quest'ultimo periodo si susseguono, appare opportuno evidenziare di seguito le nostre richieste e il nostro punto di vista».

 

Revisione del progetto di bonifica.
Cgil, Fiom e Filctem di Crotone quindi focalizzano in punti schematici la loro revisione del risanamento ambientale di Crotone. «Sul progetto di intervento ambientale - comincia a elencare la nota - presentato da Syndial Spa-Gruppo Eni e approvato dalla Conferenza di servizi decisoria (luglio 2009), in cui il ministero dell'Ambiente ha autorizzato l'avvio di alcune azioni sul Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara, la Cgil è assolutamente contraria sulla parte che indica l'utilizzo di pratiche sperimentali per la decontaminazioni del suolo e sottosuolo e in genere delle matrici ambientali che non hanno allo stato una comprovata utilità. Inoltre, sul tema legato alle discariche di rifiuti speciali e pericolosi che costeggiano la strada consortile (Armerina e Farina Trappeto) riteniamo indispensabile, da subito, la rimozione totale delle migliaia di tonnellate di rifiuti presenti con il conseguente conferimento in discarica autorizzata. Appare pertanto indispensabile - aggiunge il sidnacato - richiedere, al ministero competente e all'Eni (Syndial), una revisione e conseguente modifica del progetto con l'obiettivo di garantire la realizzazione di un intervento di "Bonifica integrale" del Sito, in grado di restituire integro il territorio interessato alla comunità, al fine di destinare le aree a nuove attività produttive sempre più compatibili ed ecosostenibili, ad alto valore tecnologico, anche coinvolgendo in nuove attività la stessa Eni».

 

Riconsiderare l'estrazione del salgemma a Belvedere.
Cgil, Fiom e Filctem di Crotone estendono poi la revisione dei rapporti con Eni estendendo la discussione a tutti gli stabilimenti che possiede sul territorio. «Avvio di un confronto tempestivo, serio, funzionale - richiamano i sindacati - con Syndial Spa, sul futuro delle aree dove insistono due siti - oramai dismessi - di grande valore ed interesse per le comunità: la Miniera di salgemma nel Comune di Belvedere Spinello e lo stabilimento di produzione di cloruro di sodio nel Comune di Cirò Marina, ambedue di proprietà di Syndial Spa».

 

Riaprire discussione su rinnovo convenzione col comune.
Quindi Cgil, Fiom e Filctem di Crotone passano a parlare della convenzione Eni su cui il Comune ha steso un braccio di ferro col cane a sei zampe. «Necessaria appare - invitano le tre sigle - altresì la ripresa immediata delle trattative sulla "Convenzione Eni" per contrattare risorse aggiuntive alle Royalties, da destinare al contrasto e rimedio al fenomeno dell'erosione delle coste e a quello della subsidenza; nonché al monitoraggio continuo degli eventuali riflessi derivanti dalla pluridecennale attività di estrazione off-shore dal fondale dello specchio d'acqua prospiciente le coste del crotonese. In questo contesto elaborare un progetto che possa dare risposte al territorio anche sul terreno delle opportunità occupazionali, anche di studio-lavoro, promuovendo sinergie tra territorio, Università ed Eni per dare avvio - partecipandovi - ad un "Centro di Ricerca e Formazione", a carattere innovativo e sperimentale, e con finalità preventive, specializzato nello studio dei fenomeni relativi ai riflessi causati dalla intensa estrazione (gas e salgemma), e che, sul fronte formativo, dia vita ad una vera e propria scuola di formazione, indirizzata, da una parte, alla formazione interna al gruppo Eni, per specializzare i dipendenti sulle attività che attengono alla ricerca e alla produzione di idrocarburi, e sul fronte esterno ad una platea di periti e laureati provenienti dagli istituti e università della Calabria». Secondo il sindacato per aprire tutti questi fronti con Eni e monitorarne gli sviluppi è logico aprire un tavolo esecutivo nazionale. «Apertura formale - chiedono quindi Cgil, Fiom e Filctem di Crotone - di un tavolo con l'esecutivo nazionale (in particolare con i dicasteri interessati dell'Ambiente, del Tesoro e dello Sviluppo economico), le Autonomie locali, l'Eni, per definire un percorso condiviso e un crono-programma, al fine di avere/assumere impegni certi sui tempi e modalità della "Bonifica Integrale" delle aree destinate al riuso».

 

Sblocco dei 56 milioni di euro del risarcimento Eni.
Quindi il sindacato chiede lo sblocco immediato del risarcimento Eni fermo nelle casse del ministero dell'Ambiente. «Immediata funzionalizzazione delle procedure – chiede Cgil - e sblocco delle risorse in seno al ministero dell'Ambiente (che ad oggi si aggirano intorno a 70/80 milioni euro, di cui 56 milioni derivanti dalla sentenza per risarcimento danno ambientale ) a favore dello sviluppo del territorio crotonese, attraverso la stesura di un nuovo accordo di programma quadro (nel quale far confluire ulteriori risorse individuabili nell'ambito della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020), strumento utile a favorire da una parte l'immediata disponibilità delle risorse economiche, dall'altra iter autorizzativi e burocratici più snelli e veloci».

 

 

 

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pedace pitaro sculco ciminoL'occasione è ghiotta e non bisogna lasciarsela sfuggire (anche se non sarebbe la prima volta!). Per il "caso Crotone" e quindi la bonifica, ma anche per la revisione dei rapporti con Eni sull'estrazione del metano a largo della costa e lo sviluppo più in generale, c'è la possibilità di far rientrare tutta la progettazione nel Patto per il Sud che il consiglio regionale affronterà nella seduta del prossimo 3 dicembre. L'opportunità è data dal fatto che nell'ultima adunanza di palazzo Campanella [LEGGI ARTICOLO] è stato presentato un ordine del giorno per iniziativa dell'onorevole Flora Sculco che impegna la giunta regionale e il presidente Mario Oliverio «ad attivare utili e concrete occasioni di confronto con L'Eni allo scopo di assicurare a Crotone quanto gli spetta e, da tempo, gli è dovuto». E l'occasione è subito data dal Patto per la Calabria che è uno dei 15 previsti per il Sud dal governo e che dovranno essere definiti entro dicembre 2015. È in questo prospetto che dovrebbe rientrare il cosiddetto 'masterplan' per cio' che riguarda, non solo le bonifiche e la tutele ambientale, ma anche e soprattutto lo sviluppo complessivo di Crotone (agricoltura e industria, agroalimentare, turismo a attrattori culturali, servizi e logistica, infrastrutture - ad incominciare dal potenziamento dell'aeroporto e del porto, dalla '106' e dalla linea ferroviaria - servizi di pubblica utilita'). L'onorevole Sculco, tenterà in questi pochi giorni disponibili, di compiere l'impresa: chiamare istituzioni e parti sociali attorno a un tavolo per chiedere loro un contributo alla definizione del masterplan. Altrimenti, la consigliera regionale di Calabria in rete è già pronta e arriverà comunque in consiglio con una propria proposta. Di questo e di altro ne ha discusso questa mattina nel corso di una conferenza stampa moderata dal capo ufficio stampa del Condiglio regionale Romano Pitaro, svoltasi nelle sede crotonese dei Demokratici e a cui hanno preso parte anche i consiglieri comunali Manuela Cimino ed Enrico Pedace. 

 

L'ipotesi di sviluppo.

«Sull'annosa questione Eni-Crotone, dopo l'Ordine del giorno approvato all'unanimita' dal Consiglio regionale nella seduta di martedi' 10 novembre, la Regione puo' dotarsi ora di un Piano». Ha sostenuto la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco, incontrando oggi i giornalisti. Ha aggiunto: «Da quel documento del Consiglio regionale occorre prendere le mosse, ridando protagonismo alle energie politiche, sociali e imprenditoriali del territorio, per convogliarle su due fronti ed il cui esito deve intercettare le previsioni del 'masterplan' del Governo per il rilancio del Sud ed il conseguente 'Patto per la Calabria' coordinato dalla Regione». Quali sono i due fronti? Ha spiegato la consigliera regionale: «Il primo fronte: ottenere, con l'intervento risoluto della Regione e del Governo, impegno messo nero su bianco nella parte conclusiva dell'Ordine del giorno, che l'Eni onori gli enormi debiti contratti con la citta' di Crotone e suggellati in sentenze di tribunali, presto e senza piu' tentennamenti. Il secondo: trasformare la questione dei disastri ambientali provocati al territorio dal processo di deindustrializzazione iniziato negli anni 90 e la problematica dell'arricchimento dell'Eni, che nel mare antistante la citta' da decenni estrae metano pari a circa il 19% della produzione italiana destinata anche al mercato internazionale, in opportunita' reali di sviluppo per Crotone e per la Calabria. Ad avviso di Sculco, «questa e' anche l'occasione per la Calabria che ha in Crotone un pezzo della sua storia piu' importante, visto che Crotone fin dal 1921 e' stata una delle realta' piu' industrializzate dell'intero Mezzogiorno con livelli occupazionali consistenti e con la formazione di una classe lavoratrice tra le piu' produttive e professionalizzate dell'intero Paese, per dimostrare che qui non attendiamo la manna dal cielo. Che la Calabria ha ragioni da vendere e crediti enormi da esigere nei confronti dello Stato, ma anche la capacita' di progettare la fuoriuscita dalla crisi, sperimentando assieme al Governo, con intelligenza e idee innovative, le nuove vie per lo sviluppo». Ha sottolineato Flora Sculco: «Tuttavia, e questa e' un'altra delle novita' dell'ordine del giorno, occorre, d'ora in avanti, abbandonare la politica delle recriminazioni, dei posizionamenti difensivi e dell'autoreferenzialita' e concentrare gli sforzi del territorio, valorizzando i talenti di cui disponiamo, per creare sviluppo produttivo, ricchezza generale ed occupazione. L'occasione e' data, anzitutto, dall'inserimento, contemplato dall'ordine del giorno, della questione Eni-Crotone, nel Patto per la Calabria - uno dei 15 Patti per il Sud previsti dal 'masterplan' che dovranno essere definiti entro dicembre 2015 dal lavoro comune Governo-Regioni-Citta' metropolitane - per cio' che riguarda non solo le bonifiche e la tutele ambientale ma anche e soprattutto lo sviluppo complessivo di Crotone (agricoltura e industria, agroalimentare, turismo a attrattori culturali, servizi e logistica, infrastrutture - ad incominciare dal potenziamento dell'aeroporto e del porto, dalla '106' e dalla linea ferroviaria - servizi di pubblica utilita'). L'impegno del Governo con il masterplan presenta importanti spunti di novita' che la Calabria deve cogliere fino in fondo, sul presupposto - insito nel masterplan - che non sono le risorse che mancano, 'essendo a disposizione per politiche di sviluppo circa 95 miliardi da qui al 2023'. Quando il Governo sostiene che le risorse per lo sviluppo ci sono, ma che e' mancata per decenni la capacita' di utilizzarle, dice due cose vere e chiama in causa le responsabilita' anche delle classi dirigenti del Mezzogiorno. Cio' che dobbiamo fare noi oggi e' correggere i comportamenti del passato, anzitutto dotandoci di una visione del futuro che vogliamo per il nostro territorio e, in secondo luogo, percorrere, con serieta' e responsabilita', ogni occasione che ci viene messa disposizione per assicurare alle nostre popolazioni prospettive di crescita e sviluppo».

 

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