Domenica, 09 Agosto 2020

 

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elisabetta belli comune«In due anni di mandato prodotti anche 2 studi di fattibilità e 8 progetti. Il porto? L’Autorità portuale non ha ancora presentato il progetto di dragaggio». Lo dichiara in una nota il commissario straordinario per la bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli. «Reputo negativo – prosegue la nota – far passare il messaggio che sulla bonifica non siano stati avviati progetti e che nessun cantiere sia stato aperto. C’è chi si limita a una lettura superficiale e strumentale, che fa male innanzitutto a Crotone e ai crotonesi, che da anni attendono risposte concrete. E le meritano. La “partita” bonifica richiede infatti, per essere vinta, meno proclami, più passi concreti da parte di tutti i soggetti coinvolti e una forte coesione tra le istituzioni per raggiungere un obiettivo comune. Quell’obiettivo comune per cui mi sto battendo sin dal mio insediamento, proprio per dare finalmente risposte ai cittadini, risanando ferite ambientali aperte da tempo, tutelando la loro salute, creando premesse per il rilancio economico del territorio. Sono convinta che sia questo il modo più efficace per intervenire. Non mi preoccupano le polemiche politiche, che si sono riversate su di me già pochi mesi dopo l’inizio del mio mandato. Basti ricordare l’attacco del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, audito in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nel febbraio 2017. È uno sport nazionale diffuso attaccare chi prova a smuovere acque da tempo stagnanti. Parlano i fatti, che ricorderò brevemente, riservandomi di illustrarli nel dettaglio e di fornire chiarimenti nelle sedi competenti, qualora necessario. Fatti peraltro già ampiamente descritti nelle relazioni presentate al ministero dalla struttura commissariale. È dal 2008 che la città attende un progetto condiviso di bonifica dell’area industriale e oggi ce l’ha. Il progetto di Fase 1 (“Interventi di protezione a mare delle discariche”) è stato approvato ed è in attesa della Via (valutazione di impatto ambientale) regionale. Il progetto di Fase 2 (“Aree di proprietà Syndial-Discariche fronte mare e aree industriali”) è in istruttoria ed è in attesa dell’emanazione del decreto prefettizio sui Tenorm (i rifiuti contenenti radionuclidi naturali) rinvenuti nelle aree di progetto nonché della conclusione di un approfondimento tecnico, da me coordinato, sulle aree critiche, segnalate anche dai sindacati e dai comitati cittadini, nell’area dello stabilimento ex Pertusola, la cui conclusione è, in entrambi i casi, prevista in tempi brevi. Non è superfluo ricordare che nessun intervento può essere avviato se non decretato dal ministero dell’Ambiente e che i tempi tecnici di istruttoria ministeriale sono necessariamente lunghi. Tutti gli interventi fermi già decretati dal ministero sono stati avviati, compresa la barriera idraulica Syndial per la bonifica della falda, decretata nel 2010, collaudata e avviata solo dopo la mia nomina, così come lo scotico nell’area ex Pertusola, decretato nel 2011 ma iniziato e terminato in corso di mandato, unitamente agli altri interventi decretati nel 2017 e attualmente in corso. Si è preso altresì atto, in merito agli interventi di sperimentazione, che gli obiettivi di bonifica fissati dal decreto direttoriale protocollo numero 18/Sta del 3 febbraio 2017 non sono stati raggiunti e dunque sono state proposte alternative di intervento incluse nel Pob (Progetto operativo di bonifica) Fase 2. Inoltre, sono stati prodotti 2 studi di fattibilità e 8 progetti (senza contare le varianti non ritenute approvabili). Quello che lamentano coloro che hanno dato alle neoparlamentari una versione al limite della querela dell’attività commissariale svolta è, in realtà, che tutto ciò è stato fatto nel più rigoroso rispetto delle norme e delle risorse pubbliche assegnate, cioè evitando suggeriti incarichi professionali di progettazione esterni e affidandosi prima di tutto alle istituzioni e alle loro preziose competenze tecniche. Quanto alla cosiddetta bonifica del porto industriale, le accuse vengono respinte al mittente. Come è stato più volte chiarito negli incontri tecnici e nella corrispondenza intercorsa, il progetto di dragaggio deve essere presentato dalla competente Autorità portuale (come prevede la legge 84/1994) e “nel caso i valori di concentrazione misurati nei sedimenti di detto strato (il fondale dragato) superino i limiti di intervento … si deve attivare la procedura di bonifica” (dm Ambiente 7/11/2008). Poiché questo progetto, più volte sollecitato, non è stato ancora presentato, non è possibile dare seguito alle attività. In ogni caso, non si può ignorare il fatto che la sentenza che ha condannato Syndial al risarcimento del danno ambientale non ha ravvisato elementi concreti per riconoscere tale danno ai sedimenti marini del porto industriale. Rimane la volontà e la disponibilità a realizzare gli interventi che contribuiscono allo sviluppo socio-economico e occupazionale del territorio, ma esclusivamente in presenza dei presupposti richiesti dalla legge per il loro finanziamento».

barbuto corrado tavoloLe parlamentari del M5s Corrado e Barbuto erano state a confronto con la Consulta provinciale marittima sulle problematiche del Porto nel pomeriggio di lunedì 21 maggio scorso in un incontro tenutosi presso la Camera di commercio di Crotone. Le parlamentari cinquestelle, Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto, avevano accolto l’invito della Consulta provinciale marittima. «Tra le varie criticità sottolineate – hanno riferito in un comunicato –, alcune delle quali imputabili anche all’immobilismo dell’amministrazione comunale per quanto di sua competenza, i componenti della Consulta hanno richiesto la collaborazione delle due onorevoli in particolar modo su due questioni. La prima riguarda i disagi derivati dall’accorpamento, deciso dalla riforma Delrio del luglio 2016, dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro (in cui Crotone ricade) con quella di Messina: a causa del mancato accordo tra le due Regioni in merito alla nomina del Presidente, si è proceduto al commissariamento che sta fortemente rallentando l’assunzione di decisioni importanti riguardo alla nostra infrastruttura marittima quali, ad esempio, il piano regolatore portuale. Oltre a ciò, gli operatori del settore esprimono forti perplessità sull’adeguatezza di questa operazione di fusione, a loro parere da ridiscutere col Ministero per richiedere, invece, di far ricadere il Porto di Crotone sotto l’Autorità di Taranto, data la contiguità geografica all’interno dell’omonimo golfo ed in considerazione di altre caratteristiche che accomunano i due scali, nell’ottica di una più efficace programmazione e di un miglior coordinamento delle strategie. La seconda questione riguarda il forte ritardo della bonifica dell’area del porto industriale, solo sulla carta partita già da due anni, ma nei fatti mai concretamente avviata. La Consulta ritiene necessario che il Ministero dell’Ambiente verifichi l’operato del commissario straordinario per la bonifica, dott.ssa Elisabetta Belli, attraverso la documentazione inerente all’attività svolta, tra cui i resoconti trimestrali cui lo stesso commissario è tenuto da decreto di nomina: alla stessa è stato conferito mandato per realizzare interventi di bonifica in 24 mesi e ad oggi, ad un mese dalla scadenza, nessun cantiere è stato aperto e nessun progetto è stato prodotto! Atteso che tutti i ritardi sono ascrivibili alla struttura commissariale, occorrerà spronare il Ministero ad un’azione più risoluta, che contempli eventualmente anche la mancata proroga dell’incarico, prevista nel decreto, alla stessa Belli. Le due portavoce, molto coinvolte dalle gravi problematiche illustrate, ma altrettanto fiduciose nelle concrete possibilità di sviluppo prospettate, si sono dette pronte ad intervenire presso i due Ministeri competenti, al fine di sciogliere questi nodi e scongiurare il pericolo che il porto cittadino diventi l’ennesima scommessa persa nel già desolato quadro infrastrutturale del nostro territorio».

 

 

 

 

 

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elisabetta belli comuneIl commissario straordinario per la bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli, in una nota informa che: «Nella prosecuzione della Conferenza dei servizi sul Pob fase 2, che si terrà al ministero dell’Ambiente il prossimo 4 maggio, sarà valutato, in particolare, il parere congiunto degli organi tecnici (Ispra e Arpacal) sul progetto operativo di bonifica ‘Aree di proprietà Syndial-Discariche fronte mare e aree industriali’. Un aggiornamento della Conferenza dei servizi funzionale a consentire l’incontro tecnico che si terrà la prossima settimana a Roma. Si tratta di passaggi importanti in un’ottica di massima condivisione tra le istituzioni e gli organismi tecnici coinvolti per un più che opportuno approfondimento, considerato anche il tempo trascorso dal Pob 2008, che, come noto, è alla base dell’attuale progetto. La prosecuzione della Conferenza non dilata in alcun modo i tempi del procedimento poiché questi rimangono nettamente inferiori a quelli necessari alla chiusura delle Valutazioni di impatto ambientale regionali. Infatti, il procedimento di Via (valutazione di impatto ambientale) regionale, già previsto per il Pob fase 1 (Opere anticipabili di protezione a mare), sarà necessario anche per il Pob fase 2. L’approfondimento tecnico dunque non comporterà nessun allungamento dei tempi, anzi sfrutterà al meglio il tempo a disposizione».

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prossima crotone«Le uscite del consigliere comunale Andrea Correggia non sorprendono più nessuno, così come non stupisce la sua capacità di distorcere la verità ai soli fini di specularci politicamente». Lo scrive il coordinamento politico della Prossima Crotone in merito alla reiterata richiesta del consigliere pentastellato a convocare un’assemblea pubblica sulla bonifica. «L’ultima novità del Correggia – commenta la Prossima Crotone – riguarda la firma del Protocollo d’intesa di legalità sulle operazioni di bonifica, a cui hanno assistito, e non presenziato, le due nuove parlamentari crotonesi. Semplicemente assistito perché tutto il lavoro propedeutico alla firma è stato fatto senza alcun contributo dei Cinque Stelle, oseremmo dire come al solito. Ma nulla da imputare alle due parlamentari neoelette, anzi, abbiamo già apprezzato che, a differenza di chi le ha precedute, manifestano interesse al territorio. Ora, però, al di là della presenza e della semplice enunciazione dei problemi ci auguriamo che arrivino anche le proposte di soluzione ai tanti problemi di questa città. Quelle proposte che dai cinquestelle non sono mai arrivate, nemmeno quando abbiamo affrontato il tema “bonifica” in Consiglio comunale. Sempre e solo polemiche, mai proposte concrete. D’altra parte, per quanto ci riguarda, abbiamo sempre auspicato una costante e attiva partecipazione e capacità di iniziativa di tutte le rappresentanze istituzionali, volute e legittimate dal Popolo, e che fra queste vi sia la voglia di fare gioco di squadra nel solo interesse del territorio e dei suoi abitanti. Per quanto riguarda il Correggia, ci stupisce, ancora, che il consigliere pentastellato delegittimi, per l’ennesima volta, l’assise cittadina chiedendo per l’ennesima volta un’assemblea pubblica sul tema bonifica, e denunciando che dal processo siano stati esclusi proprio i cittadini. Chiariamoci. I consiglieri comunali sono i rappresentanti dei cittadini, di tutti i cittadini. Anche Correggia, paradossalmente, rappresenta i crotonesi, ma non ditelo in giro per favore. Per quanto riguarda, invece, l’assemblea pubblica richiesta, vorremmo, una volta per tutte, chiarire determinate cose. Lo statuto comunale, strumento arcaico che deve essere modernizzato e adeguato alle nuove normative, non parla di assemblee pubbliche ma di “pubbliche assemblee di cittadini a livello circoscrizionale”. Concetto ben diverso da quello espresso da Correggia. Per non dimenticare, infine, che questa amministrazione ha celebrato più consigli comunali aperti, alcuni anche in diretta televisiva, riunioni nelle quali i Cinquestelle hanno fatto sempre polemica senza mai avanzare una proposta e soprattutto senza mai entrare nel merito delle vicende. Un paradosso che chi non ha nulla da dire in consiglio comunale cerchi una vetrina più ampia come un’assemblea cittadina, per esprimere il proprio costante nulla. Una domanda, in conclusione, ma la Raggi quando ha detto no alle Olimpiadi di Roma ha convocato un’assemblea pubblica per confrontarsi con i cittadini?».

 

 

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andrea correggia«Coinvolgiamo i cittadini sulla bonifica». Lo scrive Andrea Correggia, portavoce del MoVimento 5 Stelle Crotone. «La settimana scorsa – scrive il consigliere d’opposizione –, in Prefettura, è stato firmato un importante Protocollo d'intesa di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in relazione agli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Crotone. Lo scopo dell'accordo è quello di monitorare le società esecutrici, sotto il profilo dell'assoggettamento alle informazioni antimafia, alla tracciabilità dei flussi finanziari, agli obblighi contributivi e retributivi verso i lavoratori e alle garanzie in tema di sicurezza degli ambienti di lavoro. Siamo soddisfatti che le neoparlamentari del M5s, Margherita Corrado e Elisabetta Barbuto, abbiano presenziato alla firma. Finalmente la città di Crotone potrà contare su degli esponenti politici, di livello nazionale, realmente liberi da ogni interesse privato, e con il solo scopo di portare avanti gli interessi del territorio. Ci dispiace constatare, ancora una volta, che da questo percorso sia rimasto fuori uno dei soggetti più importanti del processo di bonifica, cioè i cittadini crotonesi. Sono passati diversi mesi dalla raccolta firme in cui i crotonesi hanno chiesto di confrontarsi in un'assemblea pubblica per discutere insieme ai tecnici di Syndial, al ministero e alla regione delle modalità con cui si svolgeranno le vari fasi della bonifica! Il sindaco Pugliese non può ignorare la volontà dei cittadini che sentono la necessità di essere protagonisti in questo percorso, soprattutto in un territorio dove è forte la presenza della ndrangheta. Siamo fortemente preoccupati da questa politica incapace di coinvolgere i cittadini in un processo decisionale così importante. Viviamo nel paese della "Terra dei fuochi" e non sono lontani i tempi in cui nella vicina Campania la criminalità organizzata ha arrecato danni incalcolabili al paesaggio, al territorio, ai cittadini, alla loro salute ed alla loro economia: noi vogliamo evitare che ciò accada anche nel nostro territorio. Il movimento 5 stelle è sempre stato dalla parte dei cittadini; quindi, le istituzioni hanno il dovere di confrontarsi in un'assemblea pubblica con la popolazione il prima possibile! Anche tenuto conto del fatto che tale strumento è previsto dal Regolamento comunale».

 

 

 

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protocollo legalità bonifica prefettura tavolo2«Syndial (Eni) – informa una nota – ha sottoscritto oggi il Protocollo d'intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in relazione agli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Crotone. L'atto è stato firmato nella tarda mattinata nella sede della Prefettura di Crotone dal prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, dall'amministratore delegato di Syndial, Vincenzo Maria Larocca, dall'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Antonella Rizzo, dal sindaco di Crotone Ugo Pugliese e dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali locali e da Confindustria, Confapi, Ance e dalla Camera di Commercio di Crotone. La sottoscrizione del Protocollo intende affermare il preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nel settore degli appalti interessati allo svolgimento dei lavori di bonifica che Syndial sta attuando nelle ex aree industriali e rappresenta il momento conclusivo di un iter che ha visto coinvolti la Prefettura, le forze dell'ordine, Syndial e gli enti locali, al fine di individuare lo strumento più idoneo per prevenire eventuali intromissioni della criminalità organizzata nelle attività di risanamento ambientale e rendere corretta e trasparente ogni attività e insediamento delle imprese. L'accordo prevede un sistema di controlli anti-mafia molto capillari su appalti e subappalti e un monitoraggio continuo dei cantieri attraverso l'attività del Gruppo Interforze, che coinvolge tutte le forze dell'ordine con il coordinamento della Prefettura di Crotone e la costituzione di un "tavolo permanente" per assicurare un costante confronto e un monitoraggio congiunto. Eni è nel sito di Crotone dal 1990, quando, per la scelta politica di impegnare l'allora Ente di Stato nel salvataggio di realtà industriali in crisi, molti siti ad alta criticità ambientale gli furono trasferiti “ex lege”.

protocollo legalità bonifica prefettura tavoloNel Sin di Crotone Syndial è proprietaria di circa 70 ettari corrispondenti allo stabilimento ex Pertusola, la cui acquisizione da parte di Eni è avvenuta nel 1990 e agli stabilimenti ex Agricoltura ed ex Fosfotec, confluiti in Eni nel 1992 da Montedison. Eni Syndial, estranea all’attività industriale che ha determinato Io stato del sito, non appena è cessata l'attività dello stabilimento ex Pertusola nel 1999, ha avviato le attività di messa In sicurezza e di progettazione degli interventi di bonifica delle aree, comprese le discariche fronte mare ex Perlusola ed ex Fosfotec esterne al sito. Dal 2001 al 2008 Syndíal ha sospeso le attività poiché il sito è passato in gestione commissariale. Negli anni successivi e fino a fine 2017, Syndial ha sostenuto costi per bonifica e demolizioni - quest'ultime già completate - per circa 124 milioni di euro e prevede di spendere ulteriori 285 milioni di euro per ultimare gli interventi di bonifica su falda, suoli e discariche fronte mare, di cui circa 82 milioni saranno impiegati per il trattamento delle acque di falda per i prossimi 15 anni. Le attività di bonifica della falda sono state avviate nel 2004, mediante una barriera idraulica che oggi opera con complessivi 54 pozzi e un sistema di emungimento che invia le acque di falda all'impianto regionale consortile: nel solo anno 2017 sono state emunte e inviate a trattamento più di 770 mila metricubi. Attualmente è in corso l'istruttoria per il 'Progetto operativo di bonifica fase 1', relativo alle aree di protezione spondale delle discariche fronte mare, che sono propedeutiche alle attività per la loro rimozione e quindi della 'fase 2', che prevede la rimozione completa delle due discariche con destino dei terreni contaminati in impianti di trattamento e smaltimento esterni al sito, oltre agli altri interventi di risanamento necessari per completare la bonifica di tutte le aree di pertinenza Syndial. Il progetto verrà esaminato prossimamente dalla Conferenza dei Servizi decisoria indetta dal ministero, previa acquisizione dei pareri da parte degli Enti e della Prefettura di Crotone. Syndial sta già predisponendo le integrazioni richieste dalla Commissione prefettizia il 6 marzo scorso e confida in una rapida approvazione».

 

 

 

 

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prefettura2Sara' firmata giovedi' 8 marzo, alle ore 12, in Prefettura, a Crotone, l'intesa di legalita', gia' oggetto di approfondimento tra i oggetti firmatari, in tema di lavori di bonifica dell'area cosiddetta Sin (sito d'interesse nazionale di Crotone-Cassano-Cerchiara). "All'incontro - comunica la prefettura - interverranno l'amministratore delegato di Syndial, l'assessore regionale all'Ambiente, il commissario straordinario governativo per il coordinamento delle iniziative in tema di bonifica, il sindaco della citta' di Crotone e i rappresentanti dell'associazionismo industriale e sindacale, incaricati dello sviluppo economico e sociale di questo territorio".

 

 

 

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