Martedì, 11 Agosto 2020

 

PRIMO PIANO NEWS

scuola san francesco crotoneCon l’attività di prelievi compiuta questa mattina presso l’istituto scolastico San Francesco sono ufficialmente partite le attività per la rimozione del Cic in quattro delle aree inserite dal ministero dell’Ambiente nella nuova riperimetrazione del Sin (Sito di interesse nazionale) di Crotone. La rimozione delle scorie Pertusola, dunque, parte da uno dei luoghi simbolo della clamorosa inchiesta "Black mountain", avviata nel 2008 dalla Procura di Crotone e che portò al sequestro di 24 siti. Adesso, oltre all’area della scuola elementare ricadente nell’istituto comprensivo Alchimeone (dove si stima siano presenti nel sottosuolo 17 milioni di chilogrammi di Cic); si procederà alla bonifica del cortile dell’Istituto tecnico commerciale (presenza stimata 600mila chilogrammi); il piazzale antistante le palazzine Aterp in località Margherita (presenza stimata due milioni di chilogrammi); e il campetto di calcio in località Campanaro presenza (stimata sei milioni di chilogrammi). Il vi libera all’avvio delle operazioni era stato dato lo scorso 18 gennaio nel corso di una riunione operativa, svoltasi a Roma presso il ministero dell’Ambiente. In queste aree sarà effettuata la rimozione integrale del Cic grazie all’integrazione dei 6 milioni di euro previsti dall’accordo di programma quadro del 2011 e adesso trasferiti dalla Regione al Comune nell’ambito dell’accordo “Cantiere Crotone”. Qualora tale somma si rivelasse insufficiente a compiere la bonifica integrale dei siti, sarà il commissario straordinario per la bonifica di Crotone.

 

 

 

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cic via gallucci«Si è tenuto questa mattina – informa una nota del Comune di Crotone – presso la direzione generale per la salvaguardia del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare una riunione operativa convocata sull'approccio metodologico per la gestione dei materiali contenenti Cic rinvenute nelle aree pubbliche ricadenti nel Comune di Crotone, di Cutro e di Isola Capo Rizzuto. Al tavolo ministeriale con il dirigente Laura D'Aprile, il commissario straordinario alla Bonifica di Crotone Elisabetta Belli. Alla riunione sono intervenuti con il sindaco Ugo Pugliese, il dirigente del settore Lavori pubblici Giuseppe Germinara e il funzionario Danilo Pace. Una riunione tecnica che segue una fitta programmazione relativa alla bonifica, non solo dell'ex area industriale, ma anche dei siti precedentemente non compresi nell'area Sin che grazie al coordinamento istituzionale del commissario straordinario alla Bonifica Elisabetta Belli ed alla costante attività del Comune di Crotone sono stati ricompresi nel Sito di interesse nazionale. In particolare la riunione odierna che ha visto una lunga ed accurata discussione aveva come oggetto l'approccio metodologico relativo alla gestione dei materiali contenenti Cic nelle aree in oggetto. Al termine della riunione è stato stabilito di autorizzare il Comune a procedere ai relativi progetti per la rimozione dei materiali stessi. “Si tratta di una giornata - dichiara il sindaco Ugo Pugliese – che è importante non solo dal punto di vista tecnico, ma che risponde soprattutto alla annosa questione che riguarda la presenza di materiale Cic in aree della città di Crotone. La nostra politica ambientale al riguardo è chiara: vogliamo tutelare l'ambiente. Questo riguarda sia l'ex area industriale quanto i siti dove è stata registrata la presenza di materiale Cic. Stiamo raccogliendo il lavoro che abbiamo fatto in materia ambientale in questi mesi e possiamo dire che oggi siamo alla stretta finale. La nostra determinazione in questo senso è stata chiara. Questo è anche frutto della sinergia che abbiamo stabilito con le altre istituzioni e del coordinamento da parte del commissario straordinario Elisabetta Belli così come va evidenziato il lavoro ed il contributo che arriva dal ministero, dalla Regione, Ispra ed Arpacal", conclude il sindaco».

 

 

 

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enzo voceIl comitato cittadino “Le colline dei veleni”, già promotore di un ricorso al Tar contro il decreto del ministero dell’Ambiente (Mattm), che a febbraio scorso ha approvato la bonifica di un primo lotto di suoli dell’ex stabilimento Pertusola Sud, scrive che «è in totale disaccordo su quanto ha dichiarato il sindaco Ugo Pugliese sulle bonifiche in atto sui siti industriali». Il riferimento è a quanto riferito nell’ambito dell’iniziativa “Rapporto alla Città”, durante la quale il sindaco ha dichiarato che «i veleni saranno portati fuori e lontano da Crotone» e che «l’Amministrazione comunale ha aperto il confronto sull’utilizzazione di quelle aree dopo la bonifica e dell’incidenza che quelle dovranno avere sui processi futuri». «Le cose – riferisce l’ingegnere Vincenzo Voce del comitato – sono completamente diverse, in quanto nel Pob Fase 2 che la multinazionale ha presentato nel mese di agosto, gran parte del sito di Pertusola, che da solo rappresenta i due terzi di tutta l’area industriale dismessa, sarà messo in sicurezza permanente. Si stima, inoltre, che almeno 400.000 tonnellate di rifiuti, presenti nelle aree denominate “ex impianti” ed “ekrt centro”, che risultano già messe in sicurezza permanente, non saranno rimossi o trattati. Sono i rifiuti delle discariche a mare ad essere rimossi e smaltiti probabilmente fuori Regione. Solo quelli, non si faccia confusione. Il comitato cittadino “Le colline dei veleni” chiede al sindaco di fare chiarezza proprio su questi suoli assimilabili a rifiuti, che la multinazionale lascerebbe sull’area industriale, pertanto, invita questa amministrazione ad andare a rivedere i Piani di caratterizzazione di quelle aree e l’analisi di rischio sito-specifica, che è rimasta la stessa. Si tratta di terreni fortemente contaminati da cadmio, arsenico e piombo, che non saranno minimamente trattati, che vincolerebbero qualsiasi successivo utilizzo delle aree. Inoltre, ed è bene ricordarlo, anche l’amministrazione comunale si è opposta ai decreti del Mattm, spendendo decine di migliaia di euro per spese legale dei cittadini, per cui, per coerenza dovrebbe rispedire al mittente il Pob Fase 2, che include anche la “non” bonifica dei suoli dell’ex stabilimento di Pertusola. Il Comitato “Le colline dei veleni” resta in attesa che il sindaco convochi una sua delegazione, visto che da molte settimane ha fatto richiesta per un incontro, proprio per evidenziare le lacune del nuovo Pob Fase 2».

 

 

 

 

 

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porto veduta aereaLa Camera di commercio di Crotone ha preso parte alla riunione tecnica convocata dal commissario straordinario per la bonifica del Sin di “Crotone Cassano Cerchiara”, Elisabetta Belli, svoltasi lo scorso 16 novembre, a Roma, presso la sede dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). «Alla riunione – informa una nota stampa della Camera di commercio di Crotone – hanno preso parte il presidente dell'Ente camerale Alfio Pugliese ed il componente di giunta con delega alle infrastrutture Francesco Maria Lagani. L'incontro ha avuto ad oggetto la pianificazione della caratterizzazione dell'area del porto di Crotone finalizzata al dragaggio dei sedimenti portuali, intervento sollecitato per il ripristino della funzionalità del porto. Ben chiara la posizione della Camera di commercio di Crotone: "Abbiamo evidenziato – è il commento del componente di Giunta Lagani – la necessità di riferirsi al Piano regolatore del porto vigente per definire le aree da sottoporre a dragaggio nonché di ricomprendere nella caratterizzazione tutto il porto industriale e la sua imboccatura, poiché completamente interno alla perimetrazione del Sin, per poi effettuare il piano dei dragaggi solo sulla scorta degli esiti della caratterizzazione. La Camera di commercio di Crotone – aggiunge il presidente Alfio Pugliese – ha inserito la bonifica tra le proprie priorità, nell'interesse generale dell'intero territorio. Per tale motivo riteniamo sia indispensabile che tutti gli enti, in particolar modo quelli finora rimasti in sordina, partecipino attivamente agli incontri finalizzati a concretizzare gli interventi di bonifica. E' fondamentale, in questa fase, che tutte le istituzioni territoriali, ciascuna con le proprie competenze, facciano squadra per rappresentare gli interessi del territorio presso le sedi competenti. Il prossimo passo – conclude il presidente – sarà la trasmissione a cura dell'Autorità portuale di Gioia Tauro di un documento aggiornato contenente l'indicazione delle aree e dei volumi di scavo; la proposta di caratterizzazione dei sedimenti nonché gli scenari alternativi per la gestione dei sedimenti. Auspichiamo che ciò avvenga in tempi rapidi al fine di procedere con le attività di dragaggio, fondamentali per il ripristino di un'infrastruttura di rilievo come il porto di Crotone».

 

 

 

 

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giuseppe germinaraDalla Provincia con furore. Il sindaco Ugo Puliese ha assegnato dei nuovi “superpoteri” a Giuseppe Germinara da poco nominato (decreto sindacale numero 25 dello scorso 31 ottobre) dirigente del settore IV al Comune di Crotone. Proprio ieri, il sindaco è intervenuto con un nuovo decreto (il numero 28) per rettificare e definire il contenuto dell’incarico dirigenziale conferito al funzionario proveniente dall’Ente intermedio, assegnandogli «funzioni di assistenza agli organi politici e amministrativi di direzione tecnica dell’Ente». In pratica, il sindaco Pugliese affida tutti i progetti strategici e cruciali per il futuro di Crotone nelle mani e nelle competenze dell’ingegner Germinara: dalla bonifica, all’Antica Kroton; dal Patto per la Calabria, al resto dei finanziamenti europei. In particolare, è scritto nel decreto del sindaco che, il neodirigente, dovrà occuparsi degli «aspetti tecnici attinenti lo svolgimento delle seguenti funzioni strategiche: bonifica del Sito di interesse nazionale e rapporti con gli uffici del commissario straordinario delegato per la bonifica; politiche e programmi di finanziamento europei, nazionali e regionali, a sostegno delle politiche di coesione economica, sociale e territoriale; coordinamento degli interventi per le infrastrutture, l’ambiente e il territorio, diretti all’attuazione del “Patto per la Calabria”; coordinamento e monitoraggio degli interventi diretti all’attuazione del piano di gestione del sito Antica Kroton». Com'è noto, sono tanti i milioni di euro che girano attorno a questi quattro grandi programmi strategici per Crotone come i circa 260 milioni di euro preventivati per la Bonifica, cui si aggiungono i 71 milioni che il tribunale di Milano ha assegnato a Crotone per i danni ambientali subiti da Syndial e i circa 60 milioni rimodulati dai Pac per l'antica Kroton. Una pioggia di milioni di euro, inoltre, ancora da destinare, sono quelli derivanti dal Patto per la Calabria e dei programmi per i finanziamenti europei. All'ingegner Germinara, insomma, toccherà regolare tutti i rapporti del Comune di Crotone per questi quattro aspetti, seguendo l'indirizzo politico assegnatogli dall'esecutivo Pugliese e dimostrando, al contempo, di essere quel "super dirigente" che il sindaco si attende.

 

 

 

 

 

 

 

 

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bonifica discariche mareImpedire alla ‘ndrangheta di mettere le mani sui soldi della bonifica. E’ sicuramente il primo obiettivo che si pone il prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, con l’approvazione del protocollo legalità per i lavori di bonifica all’interno dell’area di interesse nazionale. Di Stani ha convocato i sindacati confederali, alle ore 9,30 del prossimo 6 novembre, per sottoporre alla loro valutazione “il protocollo volto alla realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nel settore degli appalti interessati allo svolgimento dei lavori di bonifica all’interno dell’area Sin”. Il prefetto intende mettere in piedi lo strumento per controllare i cantieri utilizzando, tra l’altro, ciò che la legislazione antimafia mette a disposizione degli operatori. Non sarà facile per le ‘ndrine del crotonese inserirsi negli appalti della bonifica. Sempre che la bonifica sarà realizzata nei tempi e nei modi previsti dagli accordi sottoscritti. Secondo quanto riferito ci sono ambienti del sindacato confederale che esprimono forti preoccupazioni sulla realizzazione del progetto predisposto da Syndial. Prima di tutto non è stato gradito l’accorpamento dei due interventi: quello a terra e quello a mare. A parere di alcuni ambienti sindacali sarebbe stato opportuno mantenere divisi i due interventi. Sul progetto dell’intervento a mare il giudizio è positivo e potrebbe essere subito messo in atto, mentre si hanno difficoltà a condividere le proposte contenute per la bonifica delle aree a terra. In particolare non convince il fatto che, dopo la bonifica, le aree non potranno avere qualsiasi tipo di utilizzo. La preoccupazione è rappresentata dal fatto che se nel sito disinquinato non potranno essere realizzate opere o strutture abitative potrebbe voler dire che l’intervento di bonifica non è totale. La bonifica rischia di partire in salita, perché il sindacato è pronto a mettere in campo tutto il suo potere per fare chiarezza.

 

P.S. Mi perdonino i lettori per la divagazione, visto anche la serietà dell’argomento trattato. C’è un personaggio che crede di essere giornalista, ma sino ad ora ha solo lavorato a rimpastare comunicati o al massimo a trasmettere note per conto della politica che gli paga lo stipendio. Questo personaggio, tra l’altro nostalgico del manganello, dà giudizi sugli altri definendoli “ciucci presuntuosi”. Devo dire che ha titoli conquistati sul campo per potere esprimere questi giudizi: ogni volta che si guarda allo specchio si trova davanti un ciuccio presuntuoso. Esperienza lunga una vita, che può anche usare nel suo curriculum.

 

 

 

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