Mercoledì, 05 Agosto 2020

 

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sposato landini bonazza falbo taverniti«Inziativa di oggi è importante, così come la presenza della segretaeria nazionale della Cgil che vuole mandare un messaggio ben preciso: non stiamo discutendo di un problema locale, ma ha un significato nazionale». Maurizio Landini da Crotone lancia un messaggio preciso per rilanciare il ruolo attivo del sindacato all’interno dei processi che da qui a dodici anni (almeno) porteranno alla bonifica del Sito d’interesse nazionale. Si è svolta questa mattina presso la sala Raimondi l’iniziativa organizzata da Cgil “Bonifica, investimenti, lavoro”. Assieme al segretario generale di Crotone, Raffaele Falbo, e al segretario nazionale Landini, al tavolo presieduto da Elsa Bonazza (della segreteria regionale) hanno seduto il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, e Stefania Taverniti della segreteria territoriale. Si sono inoltre registrati gli interventi del sindaco di Crotone Ugo Pugliese, del commissario straordinaio per la bonifica Elisabetta Belli, del direttore generale dell’Asp pitagorica Sergio Arena, del dirigente generale del dipartimento Ambiente della Regione Calabria Orsola Reillo e di altri dirigenti regionali della Cgil e delle sue sigle di categoria. Pubblico delle grandi occasioni a Crotone per l’ex leader della Fiom che, poco prima dell'inziativa, ha fatto visita sui terreni dell'ex sito industriale.

landini pubblico «L’attenzione – ha detto Landini nel suo intervento conclusivo – va certamente al lavoro e allo sviluppo legato più in generale alla bonifica di Crotone. Siamo di fronte ad atti concreti e a progetti che possono dare gambe. C’è un punto più importante abbiamo bisogno nel lavoro che mettiamo in campo di dare il senso e ricostruire tutti insieme anche quella fiducia col territorio e coi cittadini per significare che le cose si possono fare e si può cambiare quello che in questi anni non è stato cambiato. La bonifica non è solo un fatto di Crotone, ma abbiamo molte bonifiche che marciano in modo diverso in Italia come nel caso Bagnoli dove le cose sono addiritture peggiorate, o oltri casi come Taranto dove gli impianti sono ancora attivi. Manca un’idea di sistema su questo fronte nel nostro Paese, rispetto ad altre realtà internazionali dove si è scelta una strada comune. La cooperazione, nel rispetto del fatto che ci sono idee diverse, anche sul fatto che si possa sviluppare un’accoglienza turistica legata al progetto “Antica Kroton”, va sempre messa in un’ottica di sistema e di costruzione di filiera.

Landini sala raimondiDobbiamo pensare adesso a cosa ci sarà su quei territori fra 12 anni, altrimenti avremo solo dei territori bonificati. Il tavolo permanente proposto dal segretario generale di Crotone va intesa come una cabina di regia per la verifica dello stata d’avanzamento, ma anche come postazione strategica che indichi la via per il futuro». Landini ha anche affrontato la tematica del lavoro legato alla bonfica attraverso le imprese locali e alla necessità di creare degli scudi contro le infiltrazioni negli appalti.

 

 

 

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scuola san francesco crotoneAttraverso una nota stampa, commissario straordinario per la bonifica del Sin, Elisabetta Belli informa che è arrivato il «via libera dalla Conferenza dei servizi, che si è tenuta stamane a Roma al ministero dell’Ambiente, alla nuova perimetrazione del Sin (Sito di interesse nazionale) di Crotone». Queste le nuove aree incluse: il piazzale Casillo; la banchina del porto; il piazzale Croton scavi; la scuola “San Francesco”; gli alloggi Ater in località Margherita; l’Istituto tecnico commerciale “Lucifero”; il piazzale Ciampà Igieco; il cavalcavia Bernabò; gli alloggi Reyna Edilcase; gli alloggi Aterp in località Lampanaro; la villa Ermelinda nel comune di Cutro; la cabina Enel nel comune Isola di Capo Rizzuto. Priorità sarà data agli interventi di bonifica nei quattro siti pubblici contaminati da Cic (Conglomerato idraulico catalizzato) nei quali ricadono le scuole (“San Francesco” e “Lucifero”) e gli alloggi popolari (Ater in località Margherita e Aterp in località Lampanaro). In queste aree sarà effettuata la rimozione integrale del Cic grazie all’integrazione dei 6 milioni di euro previsti dall’accordo di programma quadro del 2011 che si sono rivelati insufficienti, con i fondi a disposizione del commissario straordinario per la bonifica del Sin, Elisabetta Belli. «Sin dal mio insediamento – commenta il commissario straordinario Belli – mi sono battuta, in accordo con gli enti locali, affinché le scuole ‘San Francesco’ e ‘Lucifero’ e gli alloggi in località Margherita e Lampanaro fossero restituiti alla cittadinanza. Per questo obiettivo era indispensabile la loro inclusione nel perimetro del Sin. Sono felice che oggi siamo riusciti a concludere il passaggio obbligato della Conferenza dei servizi, che precede l’ultimo e definitivo passo che coronerà questo risultato: il decreto di riperimetrazione del Sin». Alla conferenza dei servizi, coordinata dalla dirigente del ministero dell’Ambiente Laura D’Aprile, erano presenti, tra gli altri, oltre al commissario Belli, il prefetto di Crotone Cosima Di Stani e l’assessore alle Attività economiche e produttive del Comune di Crotone, Sabrina Gentile.

 

 

 

 

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belli infusino«La nostra città tra i numerosi problemi da cui è afflitta e che aumentano di continuo, ha anche quello della bonifica dell'ex area industriale». A scriverlo è Pietro Infusino fondatore del movimento “Attivisti no Eni” (Fane). «L'ex area industriale – scrive nella sua nota –, tra le prime a livello nazionale per tipologie produttive e per capacità di competere con i mercati globali, ha prodotto dagli anni ‘40 agli anni ‘90 del secolo scorso, sviluppo, e benessere per la nostra città, che progressivamente attratto lavoratori da tutta la calabria e regioni limitrofe divenendo sempre più grande. Dagli anni ‘90 a venire, per varie motivazioni lo stato ha deciso di dismettere questa area industriale, ed il trapasso verso la dismissione ha portato ad una diminuzione di benessere e di prospettive per la nostra grande città. Le motivazioni che hanno portato alla dismissione, sono state di tipo politico, ed economico ambientale. In quanto i procedimenti di lavorazione, per questioni tecnologiche, producevano un inquinamento che esorbitava dalle nuove soglie stabilite dalle leggi nazionali emanate sulla base di accordi internazionali tesi a garantire uno sviluppo industriale compatibile con il minimo deturpamento dell'ambiente. La problematica era comune agli altri siti industriali nazionali. Con questa nuova legislazione lo stato ha valorizzato al massimo livello l'ambiente in quanto è stato considerato come valore aggiunto costituzionalmente protetto e non più pregiudicato da altri valori costituzionali quali la proprietà e l'iniziativa economica. Con le novelle legislative lo stato definì con precisione il concetto di bene ambiente come bene di relazione, ossia come unione delle sue singole componenti naturali: flora, fauna, suolo, aria, acqua, ecc.., in costante ed armoniosa integrazione tra loro. Subito dopo definì il danno all'ambiente come l'alterazione degli elementi che lo compongono dovuta ad una condotta inquinante omissiva o commissiva. E punisce l'autore di tale condotta inquinante a risarcire il danno ambientale con il ripristino dello stato dei luoghi e ove tale ripristino non sia perfettamente possibile con una somma a titolo di risarcimento del danno ambientale residuo. In particolare con la L.n° 349 del 1986 lo stato ha introdotto nel nostro ordinamento una figura di illecito tipico per il danno ambientale di cui è unico titolare, che insieme alle leggi di recepimento di numerose direttive europee è confluito nel "testo unico delle norme in materia di ambiente" (d. lgs n° 152 del 2006). Il tribunale di Milano con sentenza n° 2536 del 2012 ha condannato Syndial S.P.A. a ripristinare lo stato dei luoghi dell'area ex industriale con una bonifica dal costo stimato di 135 o 150 milioni di euro a seconda che i materiali verranno smaltiti nella prevista discarica di "Giammiglione" o fuori territorio, e in aggiunta al risarcimento di 55 milioni di euro verso lo stato unico titolare per legge del bene ambiente costituzionalmente inteso. In ottemperanza a tale sentenza e per l'esecuzione della stessa, lo stato in persona del ministro dell'Ambiente pro tempore ha nominato il commissario delegato Elisabetta Belli. Come primo punto si rileva che tale procedura è caratterizzata da estrema lentezza, ed inoltre non è in linea con le best practice seguite in ambito europeo per casi analoghi, in quanto il commissario è stato nominato con incarico fiduciale e rimarrà in carica al massimo fino a quando rimarrà in carica il ministro per l'Ambiente pro-tempore, essendo a fine legislatura. Nulla da obiettare sulla professionalità e l'esperienza dell'attuale commissario, ma la messa in opera della bonifica come previsto analiticamente e dettagliatamente nella sentenza durerà almeno 15 anni, per cui l'attuale commissario non riuscirà presumibilmente nemmeno ad iniziare la bonifica. Sarebbe forse stato meglio nominare una struttura commissariale interna del ministero dell'Ambiente con l'ausilio di esperti come la dottoressa Belli. Infatti dopo tanto tempo che si è insediato, il commissario ha interloquito esclusivamente con l'Amministrazione comunale di Crotone diretta da entità esterne. A questo punto la domanda sorge spontanea: perchè e solo ultimamente sono stati invitati i sindacati? Perchè dopo le innumerevoli richieste di far parte della governance della bonifica non sono stati ancora coinvolti? Mancano all'appello le associazioni ambientaliste, gli ordini professionali, i comitati, le altre rappresentanze territoriali, che potrebbero dare un contributo migliorativo per l'esecuzione del miglior percorso di bonifica, oltre che assicurare al procedimento della bonifica trasparenza, correttezza e partecipazione, in linea con i recenti interventi legislativi. Ricordiamo che esiste la legge 16 del marzo 2001, numero 108 che ratifica e da esecuzione alla convenzione sull'acceso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali, e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, fatta ad Aarhus il 25 giugno del 1998. Come terzo punto non meno importante si rileva che fino ad ora il commissario non ha ancora detto nulla su come usare il risarcimento di 55 milioni a carico dello stato. Tale somma liquidata è al di sotto del danno reale ambientale dato che non comprende altri tipi di danno quali le numerosissime morti per carcinoma legati a tale inquinamento, che non sono stati liquidati perchè non esisteva all'epoca dei fatti il registro dei tumori, il solo strumento per accertare il nesso di causalità. Purtuttavia di tale somma che lo stato dovrà spendere per riparare il danno residuo che resterà a bonifica ultimata, non vi è traccia nella pianificazione commissariale, saranno spesi per la nostra città? Come? E quando? La caratteristica fondamentale dello stato è la sua territorialità, ovvero l'ambiente, anche la nostra città fa parte dell'Italia, lo stato siamo anche noi, e la nostra città ha il diritto di essere rimessa a nuovo, di avere un nuovo inizio per come prevede l'articolo 3 della nostra costituzione. Chiedo inoltre all'autorità giudiziaria, al prefetto, e a tutti noi di vigilare e partecipare al procedimento del danno ambientale subito dalla nostra città. Che dovrà avvenire non solo con la bonifica ma anche col migliore utilizzo dell'ulteriore somma di 55 milioni che lo stato dovrà spendere per riparare in modo alternativo al residuo di danno ambientale».

 

 

 

 

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genitori alcmeone

(Foto: Repertorio)

«Nella mattinata odierna – informa una nota –, presso i locali della parrocchia “Sacro Cuore” del quartiere San Francesco, si è tenuto un incontro tra il commissario straordinario per la bonifica del Sin, Elisabetta Belli, il il sacerdote don Antonio Arcuri e il “Comitato genitori Alcmeone”. Sono i genitori di alunni ed ex alunni dell’istituto comprensivo "Alcmeone", reso tristemente noto dalle vicende legate all’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica di Crotone denominata “Black Mountains”: il plesso frequentato dai bambini della scuola dell’infanzia e dalle prime due classi della scuola primaria, che è uno dei siti extra Sin contaminati dal Cic (Conglomerato idraulico catalizzato). Il Comitato genitori ha voluto rendere partecipe il commissario Belli sul fatto che, è dal lontano 2008, che questa parte di città si è trovata coinvolta, suo malgrado, in una complessa vicenda che presenta numerosi e diversificati aspetti di carattere amministrativo, giudiziario e sanitario. Cittadini che da anni sono impegnati a tenere alta l’attenzione sulla questione ambientale e sulla necessità di restituzione alla collettività di un bene bonificato e fruibile. L’incontro si è svolto in un clima di cordialità. Il commissario straordinario ha illustrato i risultati principali raggiunti da quando si è insediato, con riferimento al procedimento, in via di conclusione, di riperimetrazione del Sin di Crotone, che consentirà di includere, in particolare, le aree pubbliche contaminate da Cic tra cui la scuola “San Francesco”, i nove alloggi Aterp in località Margherita, gli alloggi Ater in località Lampanaro e il piazzale Itc Lucifero. A conclusione dell’incontro, il Comitato, che garantirà l’impegno costante dei cittadini a vigilare, ha chiesto alla dottoressa Belli definizione e certezza dei tempi. Il commissario ha assicurato che proprio questi sono i suoi obiettivi e ha manifestato la propria disponibilità a valutare tecnicamente eventuali segnalazioni».

 

 

 

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syndial bonifica cartello2«Grande coesione – informa una nota – e passi in avanti per favorire il coinvolgimento delle imprese locali nell’esecuzione degli interventi di bonifica nelle ex aree industriali sono emerse dall'incontro che si è tenuto stamane alla Camera di commercio di Crotone. Erano presenti il presidente Alfio Pugliese, il commissario per la bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli, il sindaco Ugo Pugliese, la consigliera regionale Flora Sculco, Confindustria e Ance, imprenditori e sindacati. È stata prodotta una mappatura, predisposta da Confindustria e Ance, del tessuto imprenditoriale crotonese per evidenziare le aziende locali che possono essere coinvolte nei lavori per capacità dimensionali, attività principali e tipologie di lavorazione, certificazioni e attestazioni possedute, fatturato, mezzi, impianti e attrezzature speciali. “Abbiamo affiancato al protocollo di legalità – ha affermato il commissario Belli –, che il prefetto Cosima Di Stani sta predisponendo, un altro strumento a disposizione di Syndial per favorire il diretto coinvolgimento delle imprese crotonesi nel lavori di bonifica. Auspichiamo che la mappatura delle imprese locali, alcune delle quali già incluse nella Vendor List della società, possa evitare la paventata ipotesi di un coinvolgimento residuale o limitato al subappalto delle aziende in un’ottica di crescita economica e sociale del territorio”. “Abbiamo voluto valutare insieme – ha detto il presidente Pugliese – quale percorso avviare, incentrandolo sulla condivisione, per far sì che le nostre imprese siano impiegate nei lavori di bonifica. Chiederemo un incontro al prefetto per manifestare la nostra volontà e rendere possibile che ciò avvenga, nel rispetto dei passaggi istituzionali previsti”. “L'unione di intenti tra le istituzioni – ha dichiarato il sindaco Ugo Pugliese – è fondamentale per raggiungere i risultati. Questo è già avvenuto nell’aprile scorso, quando lo studio presentato da Syndial è stato accolto all'unanimità, e deve caratterizzare il nostro modo di agire. La nostra città sta vivendo un momento storico: non possiamo perdere questa occasione di sviluppo e riscatto”».

Nel pomeriggio incontro con i sindacati.

Il commissario Elisabetta Belli ha poi incontrato nel pomeriggio, presso la struttura commissariale, i sindacati confederali territoriali. Erano presenti Raffaele Falbo e Francesco Grillo per la Cgil, Pasquale Scerra per la Cisl e Fabio Tomaino per la Uil. Un incontro dai toni cordiali – riferisce una nota –, durante il quale il commissario ha illustrato quanto è stato fatto negli ultimi mesi, sia nella fase che ha preceduto il raggiungimento dell’unanimità dei consensi tra le istituzioni sull’ultimo studio di fattibilità presentato da Syndial sia in quella successiva. Si è in particolare esaminato il delicato e complesso percorso tecnico che si concluderà con l’approvazione in Conferenza dei servizi del Progetto Operativo di bonifica delle discariche fronte mare e delle ex aree industriali di competenza Syndial (ccosiddetta “Fase 2”). Su richiesta dei sindacati la dottoressa Belli ha inoltre chiarito gli interventi di propria competenza, sia per quanto riguarda la bonifica, sia per quanto riguarda la riparazione del danno ambientale. Proprio su questi ultimi interventi, il commissario ha dato la piena disponibilità a valutare tecnicamente le segnalazioni e le proposte dei sindacati sulle criticità ambientali da loro individuate in alcune aree. Il commissario e i sindacati hanno convenuto sull’importanza del confronto, come è avvenuto oggi, quale strumento strategico di condivisione per individuare eventuali problematiche e affrontarle sinergicamente, creando possibilità di sviluppo in un territorio che ha grandi potenzialità.

 

 

 

 

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Primo incontro, subito operativo, tra il commissario per la bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli, e il nuovo prefetto di Crotone, Cosima Di Stani. Al centro del confronto, che si è tenuto oggi pomeriggio in Prefettura, l’importanza del ruolo dell'Utg, quale autorità competente per gli interventi previsti nel decreto legislativo 230/1995 in materia di protezione dalle radiazioni ionizzanti, e della certezza dei tempi di conclusione del procedimento di approvazione del Piano operativo di bonifica della rimozione delle discariche fronte mare e delle aree industriali di Syndial (cosiddetta “”Fase 2”). Nel corso dell’incontro si è rilevata l'importanza di tutelare, oltre al territorio e la salute dei lavoratori e dei cittadini, lo sviluppo occupazionale. A tal fine, il prefetto Di Stani ha informato la commisaria Belli che sarà stipulato dalla Prefettura un Protocollo di legalità sulla cui importanza entrambe le parti hanno convenuto. Il commissario, dal canto suo, ha reso noto che proprio con questo obiettivo domani si svolgerà il secondo incontro in Camera di Commercio per favorire il coinvolgimento delle imprese locali qualificate, nonché delle aziende locali di più piccole dimensioni, anche mediante forme di aggregazione, nell'esecuzione dei lavori di bonifica nelle ex aree industriali. Il prefetto e il commissario hanno espresso la volontà di interfacciarsi sulle prossime fasi cruciali del procedimento.

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