Mercoledì, 25 Novembre 2020

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elicottero carabinieriImponevano ai ristoratori di origine italiana della zona di Stoccarda, in Germania, l'acquisto di vino, prodotti di pasticceria e semilavorati per la pizza prodotti da imprese legate alla cosca. Tredici persone sono state arrestate per estorsione in Germania nell'ambito dell'inchiesta "Stige" [LEGGI ARTICOLO] condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone. Secondo l'accusa, gli emissari della cosca Farao-Marincola erano anche divenuti i referenti dei ristoratori per la composizione di eventuali controversie che si venivano a creare.

 

 

 

 

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parrilla laurenzano2C'e' anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla [LEGGI ARTICOLO] tra le 169 persone arrestate nell'ambito dell'operazione Stige [LEGGI ARTICOLO]. Parrilla, sindaco di Ciro' Marina, e' accusato di associazione mafiosa ed e' ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Complessivamente sono tre i sindaci arrestati. Oltre a Parrilla, infatti, sono coinvolti il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici. Complessivamente sono una decina gli amministratori locali coinvolti, tra i quali figurano anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli e il presidente del Consiglio comunale di Ciro' Marina Giancarlo Fuscaldo. Le accuse rivolte ai 169 indagati sono associazione mafiosa, estorsione, peculato, turbata liberta' degli incanti, corruzione e danneggiamento, reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dall'indagine, curata dal procuratore Nicola Gratteri, dall'aggiunto Vincenzo Luberto e dai pm Domenico Guarascio, Fabiana Rapino e Alessandro Prontera, la cosca Farao si sarebbe infiltrata in tutti i settori della vita economica locale: dal porto di Ciro' al commercio del pescato, dalla raccolta dei rifiuti al business dei migranti oltre che il settore turistico e le slot machine.

 

 

 

 

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arresti farao marincola carabinieri2Sono stati arrestati anche i sindaci di due paesi della provincia di Crotone nell’ambito dell'operazione "Stige" [LEGGI ARTICOLO] condotta all'alba dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, contro la cosca Farao-Marincola. I loro nomi non sono stati ancora resi noti dal momento che l'operazione e' ancora in fase di esecuzione. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà, alle 10.30, presso la sede della procura della repubblica di Catanzaro. Secondo indiscrezioni ormai sempre più accreditate, nel mirino degli inquirenti sarebbero finiti il presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla (che è anche sindaco di Cirò Marina), e il primo cittadino di Strongoli, Michele Laurenzano. Con loro, sarebbero in stato di fermo anche l’ex sindaco Roberto Siciliani, il vicesindaco di Cirò Marina, Giuseppe Berardi, il presidente del Consiglio comunale Giancarlo Fuscaldo, il vicesindaco di Casabona, Domenico Cerrelli.

 

 

 

 

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Associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, autoriciclaggio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni, illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso e procurata inosservanza di pena sono le accuse a cui dovranno rispondere i 169 arrestati oggi tra l'Italia e la Germania su nell'ambito dell'inchiesta, denominata 'Stige', coordinata dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto Vincenzo Luperto e dai sostituti procuratori Domenico Guarascio, Alessandro Prontera e Fabiana Rapino. Oltre al provvedimento cautelare, emesso dal Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, è stato effettuato un sequestro di beni per un valore di circa 50 milioni euro. Le ordinanze, notificate in Italia dai carabinieri del Ros e dai militari del comando Provinciale di Crotone in Calabria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania, hanno raggiunto anche indaganti in Germania grazie alla collaborazione di Eurojust che ha consentito il coordinamento tra la procura di Catanzaro e le procure di Kassel, Stoccarda, Monaco e Dusseldorf. Gli arresti sono il risultato di un'indagine che ha fatto scoprire gli assetti gerarchici interni e le attività criminose della cosca dei Farao-Marincola di Cirò, in provincia di Crotone, in posizione di 'sovra-ordinazione' rispetto altre realtà criminali territorialmente contigue. La cosca deteneva il controllo di aziende dei settori della produzione e commercio del pane, della vendita del pescato, del vino e dei prodotti alimentari tipici.

settori imprenditoriale stigeL'organizzazione criminale i sera inoltre infiltrata anche nel settore della raccolta e ricilco sia di materie plastiche sia di Rsu. L'indagine è riuscita a delineare il quadro complessivo deli interessi illeciti gestiti in ambito nazionale ed estero dalla cosca ed a verificare la disponibilità di ingenti risorse finanziarie che venivano reimpiegate in numerose iniziative imprenditoriali e commerciali nel nord-Italia e in Germania. L'organizzazione era guidata dal boss ergastolano Giuseppe Farao, settantenne, ed aveva la sua base operativa nell'area di Cirò, Ciro Marina e nei comuni circostanti, dove è stata trovata l'operatività di due 'ndrine satelliti: quella di Casabona e quella di Strongoli, entrambe in provincia di Crotone. L'assetto della cosca era espressione delle direttive impartite da Giuseppe Farao orientato allo sviluppo imprenditoriale della cosca, affidato ai figli e nipoti e sviluppato attraverso il reperimento di nuovi e più remunerativi canali di investimenti economico, limitando al massimo il ricorso ad azioni violente ed evitando gli scontri interni. Il controllo del territorio era invece demandato ad una serie di 'reggenti', fedelissimi al boss. Le indagini hanno permesso inoltre di ricostruire la rete di imprenditori compiacenti e collusi che ottenevano rapidi pagamenti dalle pubbliche amministrazioni, recuperi crediti, lavori e commesse, pubbliche e private, riconoscendo quindi ialle cosche favori come assunzioni, finanziamenti e quant'altro. E' stato quindi documentato il controllo ad opera della cosca della produzione e distribuzione di pane e affini, quindi i commercianti al dettaglio cirotani erano costretti ad acquistare solo il pane prodotto dal forno di uno degli affiliati e gli altri concorrenti venivano allontanati dal territorio con minacce. Allo stesso modo la cosca era riuscita anche a infiltrarsi nella gestione dei servizi funebri. La 'Farao-Marincola' si era inserita anche nel commercio dei prodotti vinicoli sia in ITalia che in Germania, costringendo i ristoratori calabresi presenti in territorio tedesco (in particolare nel land del Baden Wurttemberg e nel land dell'Assia), ad acquistare i prodotti vinicoli di imprese controllare dalla cosca. Il tutto agendo dietro la copertura di un'associazione di ristoratori italiani. E ancora deteneva il controllo della raccolta e riciclo di mkaterie plastiche e della carta e della raccolta dei Rsu, grazie alla complicità di amministratori pubblici, nonché dei servizi portuali di Cirò e Cariati e del servizio di lavanderie industriali in favore di alberghi e ristoranti della zona.

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oliverio pugliese sculco aeroportoCandidature con il rischio dell’incompatibilità. Gli accordi ci sono per candidare i soggetti vincenti, ma alcune delle proposte potrebbero cozzare con le regole che il Partito democratico nazionale sta scrivendo in vista delle elezioni. Fonti regionali del Pd danno per certe le candidature di Flora Sculco nel collegio uninominale della Camera, composto dai 27 comuni del Crotonese e da 24 Comuni del Catanzarese, e quella di Nicodemo Oliverio al collegio del Senato, che ingloba tutti i Comuni compresi tra Sellia e Trebisacce. Candidature certe se il Pd non applica, concedendo deroghe, gli sbarramenti previsti per i consiglieri regionali e per tutti coloro che hanno già avuto l’opportunità di essere eletti per tre legislature. Nelle maglie di queste regole potrebbero rimanere impigliati sia Flora Sculco che Nicodemo Oliverio. Il percorso della Sculco, comunque, è meno irto perché lei non è stata eletta nel consiglio regionale della Calabria nella lista del Pd. Sempre Sculco potrebbe godere anche del vantaggio del ragionamento che il Pd sta facendo di candidare tutti i grandi portatori di voti. Se passa questa regola dei portatori di consensi dovrebbero trovare posto Tonino Scalzo, probabilmente nel collegio di Lamezia Terme, e Carlo Guccione a Cosenza. Sono certe, invece, le candidature del ministro dell’Interno, Marco Minniti, e del segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno. Minniti sarà candidato nel collegio uninominale di Reggio Calabria e Magorno, capolista nel listino di Cosenza. Sempre a Cosenza, al secondo posto dopo Magorno, dovrebbe essere inserita Enza Bruna Bossio, parlamentare uscente. Certa anche la ricandidatura di Bruno Censore, che punta a raccogliere consensi soprattutto nella provincia di Vibo Valentia. Crescono le quotazioni della candidatura di Angela Marcianò a Reggio Calabria. Quest’ultima candidatura sarebbe addirittura caldeggiata personalmente dal segretario nazionale del partito, Matteo Renzi. Mentre si discute e si decidono le candidature il Pd di Crotone, che esprime il segretario provinciale Gino Murgi, continua a stare sull’Aventino. Tra i mugugni, alcuni esponenti, di questa area “ringhiano” che faranno confluire i loro voti su altri candidati, al di fuori del Pd, per impedire l’elezione della Sculco. Non accettano il metodo scelto dai livelli nazionali e regionali del partito di avere imposto, calandolo dall’alto, una candidatura che, in ogni caso, andava discussa e digerita a livello territoriale. Scelte calate dall’alto che dimostrano lo scarso peso specifico che ha la maggioranza che governa la federazione di Crotone, dove, tra l’altro, qualche varco si è iniziato a creare. Sarà anche l’influenza del governatore Mario Oliverio, che dell’accordo con Sculco è anche uno dei padrini. I duri e puri rischiano di restare isolati insieme ai Giovani democratici, che hanno assunto una posizione intransigente. La cosa strana è che i Gd, per la loro posizione in linea con la maggioranza che governa la federazione, non hanno avuto nemmeno un cenno di solidarietà. Solitudine a comparto stagno.

 

 

 

 

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consiglio streaming seduteDopo 18 mesi è tempo già di larghe intese. La Prossima Crotone, coalizione di maggioranza al Comune di Crotone, può contare su una maggioranza relativa, e non più assoluta, all’interno del consiglio comunale. È il dato più significativo, certamente di carattere politico, che emerge dalla seduta consumatasi questa sera tra gli scranni di piazza della Resistenza. All’appello del neosegretario generale Pasquale Monea hanno risposto in 25. Per la maggioranza (compresi i voti del presidente del consiglio e del sindaco) erano presenti 15: un numero inferiore alla metà più uno dei componenti del consiglio richiesti dal Regolamento per validare la seduta. Sei gli assenti della coalizione: i tre del gruppo “Autonomi e coerenti” (Massimiliano Bianchi, Francesco Pesce e Tommaso Pupa) e tre dei “Demokratici” (Enrico Pedace, Fabiola Marrelli e Manuela Cimino). Erano presenti in aula invece 10 consiglieri di minoranza: 4 del Pd (Mario Galea, Saverio Flotta, Mario Megna e Michele Ambrosio, con Rosanna Barbieri assente); il subentrato per il gruppo “Una sola passione Crotone” (Andrea Devona); un consigliere di “Crotone bene comune (Giovanni Procopio); un consigliere di “Crotone Civica” (Giuseppe Fiorino); 2 di Forza Italia (Sergio Torromino e Antonio Argentieri Piuma); e un consigliere del M5s (Ilario Sorgiovanni, con Andrea Correggia assente). Eccezion fatta per i due consiglieri di Forza Italia e quello del M5s che hanno abbandonato i lavori nella fase iniziale, la minoranza ha avuto, questa sera, un ruolo determinante sui lavori del consiglio. Sono stati, infatti, i sette consiglieri dell’area “dem”, quelli cioè che avevano sostenuto in campagna elettorale Rosanna Barbieri, a mantenere il numero legale della seduta. Pesa soprattutto l'atteggiamento degli aderenti al gruppo Pd. Come? Al riguardo è lecito farsi delle domande e magari aprire degli scenari. Ad esempio, i consiglieri di minoranza eletti con le liste civiche della coalizione avrebbero potuto magari abbandonare l'aula seguendo i colleghi piddìni, qualora questi avessero intrapreso la coraggiosa decisione politica di farlo. Tale eventualità, infatti, dal punto di vista amministrativo avrebbe sicuramente prodotto meno disastri, rispetto ai risvolti politici che restituiscono, invece, una maggioranza arrancante e divisa dopo appena 18 mesi. Allora il voto contrario dei sette consiglieri “dem” sul punto 5 (Ratifica della deliberazione giunta comunale n. 335 del 16.11.2017, relativa a variazioni di bilancio) - che era già stato oggetto di aspre polemiche espresse dal gruppo di Autonomi e coerenti - è da considerarsi come un timido velo, più che il palesarsi del senso di responsabilità, sul ritrovato “dialogo” tra Sculco e Oliverio, tra Prossima Crotone e Partito democratico. L’asse che porta a queste considerazioni sono i patti di San Giovanni e Cosenza, l’avvio di una collaborazione fattiva tra le due aree attraverso il “Cantiere Crotone”, il vertice in Comune di questa settimana tra i leader della Prossima Crotone (Enzo Sculco compreso) e la segreteria cittadina del Pd, nonché la riunione di ieri convocata nella federazione di via Panella per fare il punto su tutta la linea politica da adottare da qui in poi, compresa quella in consiglio. L’era delle larghe intese al Comune di Crotone è avviata.

 

 

 

 

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