Giovedì, 25 Febbraio 2021

 

 

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margherita corrado antica kroton«Leggo di tutto un po’ sui castelli di Crotone e Le Castella, in questi giorni: la fantasia al potere (serva del potere, dovrei dire) fa qui una piroetta e là un triplo salto mortale all’indietro». Lo sostiene in una nota Margherita Corrado senatrice del M5s e componente della commissione Cultura.
«Li fa per negare – prosegue la senatrice – la gravità dell’inquinamento della fortezza di Carlo V, dove, a leggere certa ‘stampa’, quasi quasi non si capisce perché qualcuno, armato di buona volontà, non porti via a spalla quel sacchettino di pietre azzurre radioattive, e per disegnare, invece, nel caso del cosiddetto castello aragonese, scenari da day after. Se la stagione turistica di Le Castella rischia di essere compromessa, il pericolo è legato anche agli allarmi ripetuti di certi pennivendoli. Ironie a parte, devo dare atto al ministero Beni culturali e alla Prefettura di Crotone di aver preso molto sul serio la problematica del Castello di Carlo V, niente affatto irrilevante, e al Commissario prefettizio di Isola di non essersi sottratto in alcun modo alle responsabilità municipali per la fortezza di le Castella, sopperendo, anzi, in più occasioni, alle lacune degli altri enti. Per fortuna la Pubblica amministrazione, quando dà il meglio di sé, fa bene e rapidamente l’interesse dei cittadini. Sono sinceramente fiduciosa per le sorti di entrambi i siti. Per la decontaminazione del Castello di Crotone il Mibac spenderà circa un milione di euro, tant’è che la bonifica rientra fra i sei interventi previsti in Calabria grazie allo sblocco di 120 milioni di euro annunciato recentemente dal ministro. A Le Castella, salvo imprevisti, un bando di imminente pubblicazione consentirà di riaprire al pubblico la fortezza da luglio a settembre, gratuitamente, grazie alla collaborazione di una associazione non profit. Ciò accadrà nelle more della messa a gara e dello svolgimento delle procedure di affidamento stabile della gestione del monumento, che come si sa è il secondo più visitato della Calabria. Iniziative culturali di grande interesse sono già in cantiere, con buona pace degli avvoltoi a pagamento».

 

 

 

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castello carloV2Un anno fa è stato chiuso il castello Carlo V e non si fanno, almeno per il momento, ipotesi per la sua riapertura. Il castello è stato chiuso da un’ordinanza del sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, in seguito ad una denuncia pubblica presentata dalla senatrice pentastellata Margherita Corrado, che richiama alla mente la famosa “maestrina con la penna rossa” del Libro cuore. La senatrice “maestrina” chiese la verifica della presenza di Tenorm nell’area estrema del castello. Le analisi confermarono il sospetto e il sindaco ha emanato l’ordinanza di chiusura del maniero. In un anno di chiusura, non sono stati fatti passi avanti per la riapertura al pubblico del monumento. Sono stati fatti i carotaggi, che hanno confermato la presenza del Tenorm e le analisi da parte dell’Arpacal che, invece, non hanno rilevato la presenza in quantità pericolosa del terribile gas radon. Nonostante la presenza del Tenorm nel castello non c’è il rischio di ammalarsi di cancro. D’altra parte, se la casistica ha un qualche valore, c’è da dire che a nessuno dei dipendenti del Comune (quattro presenze alla biblioteca e quattro al museo) che hanno prestato la loro attività all’interno del castello sia stata, sino ad oggi, diagnosticata una qualsiasi malattia riconducibile all’esposizione del radon o del Tenorm. Alcuni di questi lavoratori (una ventina negli ultimi 23 anni) sono stati presenti, nei turni di lavoro, 40 ore la settimana. Una bella esposizione, durata per diversi di loro 23 anni, che sicuramente avrebbe inciso sullo stato di salute. Nessuno di loro, per fortuna, si è ammalato di cancro, una malattia che miete continuamente vittime in tutta la città e nella sua provincia. Non sono morti legati al Tenorm e al gas radon presente nel castello perché altrimenti, tra i lavoratori che hanno prestato l’attività nel monumento, qualche caso doveva essersi verificato. Il problema, quindi, in questo periodo dell’anno che avvia la stagione estiva e l’arrivo dei turisti è quello di trovare una soluzione per riaprire il monumento al pubblico. Ora non serve a questa città e ai suoi cittadini sapere chi ha sbagliato e che cosa doveva essere fatto prima. E’ il momento di mettere insieme le forze per riaprire il maniero senza dimenticare che c’è da trovare la soluzione definitiva alla presenza del Tenorm. Una soluzione che deve essere indicata dai tecnici in base alla disponibilità economica che c’è. L’errore più grosso, in questo, momento sarebbe quello di arroccarsi sulle questioni di principio.

 

 

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margherita corrado affreschiLa maestrina con la penna rossa. La mitica senatrice Margherita Corrado ama le battaglie e lo ha più volte dimostrato. Ha mostrato i muscoli quando ha costretto il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, ad emanare l’ordinanza di chiusura del castello Carlo V. Pugliese non poteva fare altro, perché la denuncia della mitica senatrice, che richiama alla mente il personaggio del libro Cuore della maestrina con la penna rossa, era circostanziata: il castello è inquinato per la presenza al suo interno di strane pietre colorate (rifiuti della attività industriali). La denuncia è stata fatta ad un mese preciso dalla sua elezione al Parlamento. La senatrice “maestrina” frequenta il castello da quando aveva le treccine degli adolescenti o forse addirittura anche prima. E’ un’ottima archeologa e esponente del Fai e come tale è in grado di raccontare la storia di ogni pietra del castello di Crotone. C’è da pensare che conosce anche la storia di quelle strane pietre. Perché, allora, ha aspettato di diventare senatrice per denunciare la presenza dell’inquinamento? Avrebbe dovuto e potuto farlo quando accompagnava, da rappresentante del Fai, le scolaresche in visita al maniero. Forse al tempo delle visite guidate delle scolaresche l’inquinamento non c’era o la senatrice non ne aveva contezza. La sua legittima denuncia ha portato alla chiusura del castello e ad oggi non si sa quando potrà essere riaperto al pubblico, perché si dovrà procedere con un intervento di bonifica e i tempi dei ministeri interessati sono tradizionalmente molto lunghi. Il problema dovrebbe porselo soprattutto la senatrice eletta anche con i voti di Crotone. Dovrebbe intervenire presso i ministeri e chiedere di darsi una mossa. In molti mi chiedono che ha fatto la senatrice in un anno al Senato della Repubblica. Francamente, anche se sono giornalista e dovrei saperlo, ammetto di non essere a conoscenza delle attività svolte. Anche molti cittadini non hanno consapevolezza del lavoro svolto e delle ricadute positive del territorio, a sentire quello che dicono. Probabilmente è tutta colpa dell’ignoranza. Faccio autocritica, anche io sono ignorante in materia e me ne dispiace. La gente chiede se sono stati assegnati i fondi per la costruzione del nuovo stadio, perché abbiamo rischiato lo smantellamento dello Scida, sempre per l’intervento della nostra senatrice. Per onestà di cronaca l’intervento per lo smantellamento dello stadio (opere realizzate per la promozione in A del Crotone) era stato fatto qualche giorno prima della sua candidatura. Torniamo al castello: il report sull’indagine condotta dall’Arpacal sull’inquinamento ha certificato la non pericolosità del sito. La stampa ha preso questi dati dal verbale e gli articoli scritti sono stati contestati dalla senatrice. Ho parlato con il tecnico dell’Arpacal che ha effettuato le analisi del sito. Il tecnico mi ha riferito a livello verbale che non sono stati rilevate situazioni di pericolo né nei locali chiusi e né all’aperto. Varrà qualcosa quello che riferisce un tecnico del settore che non ha interesse a mistificare i dati? La senatrice ha contestato i dati forniti da Arpacal, perché evidentemente ha realizzato nel proprio laboratorio (il laboratorio Corrado) un’analisi dei reperti più approfondita ed appropriata dell’Arpacal. Dispiace contraddire la senatrice, i dati dell’Arpacal sono quelli che fanno testo, invece quelli del “laboratorio Corrado” non possono avere valore scientifico. La dico ancora più chiara i giornalisti riferiscono dati riportati in un documento ufficiale dell’Arpacal, mentre la senatrice parla da esperta del settore.

 

 

 

 

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corrado m5s«Una buona notizia c’è ma non è quella all’attenzione dei media che in queste ore rilanciano l’interpretazione comunale della mappatura regionale dei siti contaminati da Norm e Tenorm pubblicata ieri da Arpacal, dopo il mio sollecito scritto dell’11 marzo». Lo scrive in una nota la senatrice del Movimento cinquestelle, Margherita Corrado.
«La buona notizia – commenta la senatrice –, se ci riferiamo al Castello di Carlo V di Crotone, è che il sarcofago di cemento armato che racchiude “un importante volume” (cito dalla pagina 4 della Relazione) di metasilicati contenenti Tenorm presente sul versante sud della fortezza, quello ricostruito dal Genio Civile all’inizio degli anni ’70 dopo il crollo del muro originale a cavallo del 1959 e riempito di dette scorie radioattive erroneamente credute inerti, tiene. Non ci sono incrinature o crepe attraverso le quali il Radon, gas naturale cancerogeno – è la prima causa di cancro ai polmoni per i non fumatori! – che salendo dalle viscere della Terra arriva in superficie, incontrando il Tenorm, amplifichi la propria carica di pericolosità per i frequentatori degli ambienti chiusi posti a piano terra nelle ex caserme Campana e Sotto campana.
La vicinanza del Tenorm a tali edifici, sedi di uffici comunali e ministeriali, poteva far temere la pericolosissima combinazione del rischio genotossico del primo a quello del radon. I valori registrati da Arpacal sembrano escluderlo, fortunatamente. I dipendenti comunali che, a detta loro, mai hanno conosciuto un responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro né sono stati sottoposti ad esami specialistici per verificarne lo stato di salute, leggendo i dati ArpaCal, sarebbero autorizzati a trarre un sospiro di sollievo.
Affermare, però, che la fortezza di Carlo V è un luogo salubre (…) e la bonifica in corso a spese del ministero Beni culturali, al quale il monumento appartiene, non ha ragion d’essere, è da irresponsabili. Il Tenorm, infatti, con la sua lieve carica radiologica, resta pericoloso per la salute umana sia per contatto sia per inalazione di polveri. Da qui l’ordinanza comunale di chiusura della fortezza emanata dal Sindaco nella sua qualità di responsabile della salute pubblica circa un anno fa.
La presenza di Tenorm nel Castello in strati più o meno cospicui, da poche decine di centimetri a diversi metri a seconda che si faccia riferimento alla zona centrale o al versante sud, è stata accertata prima con strumenti radiometrici e poi, imponendo la normativa nazionale di procedere alla bonifica, è stata confermata dai carotaggi eseguiti durante le operazioni di caratterizzazione. Il contenuto delle singole carote è tuttora oggetto di analisi in un laboratorio specializzato e a breve, in base ai risultati, sarà decisa la strategia da adottare per bonificare i diversi settori interessati.
Ma cosa dice la mappatura ArpaCal e perché, pronta già nello scorso autunno, lunedì scorso ne ho sollecitata la pubblicazione? Il primo dato significativo sta nella scala regionale dell’analisi condotta, richiesta fin dal 2015in base al D.L. 241/2000 e specialmente necessaria nel caso della Calabria. È ormai pacifico, infatti, che i Tenorm sono stati dispersi non solo in città e nel territorio comunale; la loro presenza è oggi accertata anche in provincia (Isola e Scandale) ma, considerata la quantità di scorie prodotte dagli stabilimenti crotonesi, e la loro modalità di ‘smaltimento’, è plausibile che le grandi quantità attualmente mancanti all’appello vadano cercate nel resto della regione. È questa una delle sfide per il futuro.
Altro punto nodale per la città pitagorica e i suoi abitanti: il Comune di Crotone, incredibile a dirsi, non ha partecipato alla Campagna Regionale del Radon, promossa nel 2015 e ancora in corso. Per aderire sarebbe bastato e basterebbe tuttora che i nostri amministratori inviassero ad Arpacal una lettera di richiesta. La mancata partecipazione fa sì che alle verifiche eseguite in passato nei soli edifici pubblici mediante appositi dosimetri, risultate in più casi positive, non siano seguiti approfondimenti atti a verificare se, com’è stato dimostrato in tempi più recenti, alte concentrazioni di radon sono determinate, a Crotone, dalla già accennata combinazione di quello con i metasilicati contenenti tenorm usati per vespai degli edifici. Il dubbio, perciò, e faccio un solo esempio eclatante, che i dati relativi ai seminterrati dell’Ospedale possano spiegarsi con la presenza, sotto e dentro le fondazioni, di tenorm, dubbi che i carotaggi avrebbero potuto sciogliere.
Peggio ancora: nessuna mappatura del Radon è stata tentata a Crotone per quanto concerne l’edilizia privata, nonostante i fortissimi sospetti che gli edifici residenziali di interi quartieri di nuova espansione sorti a partire dagli anni ‘60/’70 del Novecento (soprattutto case popolari) possano sorgere su vespai costituiti da scorie industriali e dunque che la cancerogenicità del gas, attraversandole, possa essere moltiplicata dalle radiazioni ionizzanti di quelle, a danno degli abitanti dei piani bassi. Il costo proibitivo per i privati delle necessarie caratterizzazioni renderebbe tuttavia auspicabile un intervento pubblico, giustificato anche dall’indubbio vantaggio economico che la prevenzione sanitaria garantisce rispetto ai costi generati invece dal contrasto alla malattia conclamata.
Neppure il Decreto 28/2016, che impone, laddove sia concreto il rischio della presenza di norm e tenorm, di misurare il radon nelle acque destinate al consumo umano, ha mai trovato, a Crotone e ‘dintorni’, l’attenzione dovuta. Insomma, se non siamo all’anno zero, giudizio che sarebbe troppo severo a fronte del lavoro pluridecennale svolto fin qui da ArpaCal e del più recente monitoraggio dell’apposita commissione tecnica prefettizia, poco ci manca.
Così, mentre il pifferaio a sei zampe incanta i nostri studenti, complice l’ignavia di molti dirigenti scolastici, e il sindaco Felix dispensa sorrisi e benedizioni in ogni direzione, i pazienti oncologici crotonesi contribuiscono non poco a quell’aumento del totale dei nuovi casi, in Calabria, pari a decine di migliaia all’anno e con le loro drammatiche esperienze personali smentiscono la favola della “città felice” che evidentemente suona dolce alle orecchie di chi, sempre e comunque, preferisce non sapere e non far sapere. Eppure, merita ribadirlo, “i fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo” (A. Huxley)».

 

 

 

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sopralluogo castelloProcedono le attività per la restituzione della fruibilità del Castello Carlo V. Lo rende noto un comunicato del Comune di Crotone «Si è tenuto questa mattina – informa una nota –, presso il Castello Carlo V, un sopralluogo disposto dal segretariato regionale per la Calabria del ministero dei Beni culturali al quale hanno partecipato con il sindaco Ugo Pugliese i rappresentanti di Arpacal e Azienda sanitaria provinciale. Come è noto il Castello Carlo V è chiuso attualmente al pubblico a seguito del rinvenimento di "tenorm" in un'area esterna alla struttura che attualmente ospita la biblioteca ed il museo civico prospiciente il mare.

fosforite castelloIl segretariato regionale per la Calabria del ministero dei Beni culturali, recependo l'invito del sindaco Pugliese, ha predisposto un sopralluogo tecnico, che segue quello già effettuato in precedenza nelle scorse settimane, al quale ha anche partecipato l'esperto qualificato incaricato dal segretariato stesso, per la verifica degli interventi da attuare per restituire alla fruibilità il sito. Seguente al sopralluogo, sarà quindi la redazione del progetto per bonificare l'area e individuare le discariche in cui conferire i materia. Il sopralluogo, in pratica, è l'inizio, mentre la progettazione non è solo che il principio. La riapertura del Castello non sarà dunque cosa imminente... "Ringrazio il direttore del segretariato regionale Salvatore Patamia che ha, da subito, dato grande disponibilità ed i tecnici che sono intervenuti. Il nostro obiettivo è la riapertura del Castello al pubblico il prima possibile per restituire alla città un bene che è particolarmente significativo dal punto di vista culturale e turistico" ha detto il sindaco Ugo Pugliese».

 

 

 

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castello aereo«Il progetto di restauro del Castello di Crotone – informa la senatrice del M5s Margherita Corrado –, inserito nel Pon “Cultura e sviluppo” 2014-2020 con un finanziamento di 3 milioni di euro a valere sui fondi strutturali europei Fesr, non è stato validato dal ministero dei Beni culturali, perché giudicato inadeguato al livello definitivo richiesto per attivarlo. È quanto emerge dall’incontro che la senatrice Margherita Corrado ha avuto lunedì 14 maggio con il direttore del servizio di programmazione strategica nazionale e comunitaria del segretariato generale, Dora Di Francesco. La dirigente ha tuttavia assicurato il proprio impegno perché nei prossimi mesi si pervenga ad un’adeguata progettazione definitiva mediante gara internazionale. Lo impongono sia le condizioni critiche del monumento, giustamente inserito dal Mibact tra gli attrattori di rilevanza strategica ma da oltre vent’anni abbandonato a sé stesso e perciò bisognoso di interventi urgenti che ne assicurino la messa in sicurezza, sia la necessità di procedere celermente alla bonifica della fortezza. Com’è ormai noto, infatti, l’uso di tenorm come riempimento vi genera i livelli di radioattività superiori al fondo naturale che recentemente hanno imposto la chiusura al pubblico della fortezza, necessaria fino alla rimozione dei fosfogessi. Questi e le altre fonti di inquinamento ambientale presenti in città e nell’area industriale dismessa non possono essere ulteriormente tollerati. Devono essere rimossi, sistematicamente e in tempi ragionevoli, per assicurare la salute della popolazione crotonese, diritto costituzionalmente garantito a tutti i cittadini italiani».

 

 

 

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