Sabato, 28 Novembre 2020

PRIMO PIANO NEWS

parentela«La rimozione del cemento da Capo Colonna è una vittoria di associazioni e comitati, noi siamo stati soltanto abili portavoce in Parlamento». Lo afferma il deputato M5s Paolo Parentela, sulla conclusione dei lavori di rimozione del cemento che coprivano il colonnato dell'antico foro romano nel parco archeologico di Capo Colonna, oggetto di interrogazioni parlamentari e proteste dei cittadini di Crotone. Il parlamentare continua: «Siamo grati all'impegno delle associazioni Sette Soli e Gettini di Vitalba, che ci hanno fornito supporto di carattere tecnico utile a far comprendere al ministero lo scempio in atto in uno dei parchi archeologici più importante del meridione. Ma il ringraziamento più grande va agli attivisti del comitato #salviamocapocolonna, che si sono battuti strenuamente, ma con intelligenza e cultura, senza sfociare mai nella violenza». Parentela conclude: «Ora si deve agire per creare un circolo virtuoso attorno al parco archeologico di Capo Colonna. Servono interventi seri e mirati per una migliore fruibilità del sito, che restituisca giustizia alla gloriosa storia che è capace di raccontare».

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

consiglio comunale4«Chi in questi giorni - scrive l'Ufficio stampa del Pd - sta esprimendo pubblicamente la propria preoccupazione per la eventualità di nuove trivellazioni al largo della costa crotonese, magari proponendo ricette magiche e taumaturgiche dell'ultimo momento, probabilmente è un pochino distratto. Stiano sereni. Se questi neo paladini dell'ambiente - è scritto nella nota - si sono accortii del problema solo oggi, la città invece ne ha preso contezza già da qualche anno. Risale infatti al 2013 il "No" netto espresso dalla città di Crotone, attraverso il consiglio comunale, ad eventuali nuove trivellazioni nel mare Ionio, ed in particolare al largo delle coste crotonesi. Quella che è la preoccupazione degli smemorati di oggi - scrive il Pd - è stata la netta presa di posizione della città di Crotone espressa attraverso il consiglio comunale. Un "No" senza possibilità di appello, condiviso fin da allora anche con associazioni ambientaliste, che pone Crotone tra le prime città che ha abbracciato una battaglia, oggi comune a molti comprensori della fascia ionica, contro il pericolo di nuove trivellazioni. Un "No" che ribadiamo ancora oggi in maniera convinta, frutto di analisi, di studio, di dibattito e non di scelta opportunistica dell'ultimo momento. La battaglia per la salvaguardia dell'ambiente è stata abbracciata dall'amministrazione Comunale di Crotone molto tempo fa. Una battaglia alla quale si può anche aderire legittimamente, ma senza tuttavia ammantarsi dell'aurea del salvatore della patria. Il nostro "No" è motivato da una battaglia politico-amministrativa cominciata molto tempo fa. Mentre i "No" pronunciati in questo momento, poco tempestivamente, hanno solo l'odore dell'argomento buono da tirare fuori in modo poco opportuno, e da cavalcare non a caso in un periodo ormai molto vicino alla campagna elettorale».

 

Ferrara (M5S): «Il ministero Economia viola direttive Ue».

laura ferrara«Sono sempre più evidenti le contraddizioni delle autorizzazioni alle trivellazioni nel nostro mare e che mettono a nudo decisioni assunte a prescindere della legittimità e del buon senso». È quanto afferma l'eurodeputata di M5S Laura Ferrara all'indomani della terza tappa calabrese del tour itinerante "Giù le mani dal nostro mare", nella città di Crotone. «Il ministero dell'Economia e dello sviluppo - prosegue Ferrara - rispetti la Convenzione di Aarhus, concedendo ai cittadini la possibilità di essere informati, interpellati e che il loro giudizio sia preso nella giusta considerazione. La partecipazione del pubblico non può considerarsi esaurita con un mero atto formale di richiesta di parere agli enti locali, i quali, peraltro, quasi nella totalità, solo due Comuni non si sono pronunciati, hanno chiaramente espresso parere contrario alle trivellazione lungo le coste di competenza. Parere assolutamente ignorato in piena violazione della convenzione di Aahrus che prevede ben altro. Questo Governo, - afferma la Ferrara - troppo attento agli interessi delle lobby e poco a quelli dei cittadini, dimentica evidentemente che l'Italia ha aderito alla Convenzione che prevede che i cittadini prendano parte all'iter decisionale. L'espediente per aggirare queste disposizioni, così come altre - prosegue l'eurodeputata - è giuridicamente rozzo ed offensivo per l'intelligenza dei cittadini. Infatti il permesso di ricerca DR74AP è situato a 4 km dalla costa e la perforazione sarà effettuata a partire dalla terraferma per cui la ricerca esulerebbe dal campo di applicazione della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare. Continueremo a mettere a nudo le molteplici contraddizioni e paradossi di una decisione presa non certo per il bene comune intanto esorto pubblicamente tutte le amministrazioni comunali, non solo calabresi, che potrebbero vedersi deturpate le proprie coste dagli impianti di trivellazione, a valutare urgentemente e molto seriamente la possibilità di ricorrere alla commissione ad hoc prevista dalla convenzione di Aahrus (Aarhus Convention Compliance Committee). Al contempo invito tutti i cittadini, senza distinzione di appartenenza, ad unirsi al nostro grido, perché sia sempre più assordante: giù le mani dal nostro mare».

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

ferrara parentela2Lo hanno definito «un tour tra il paradosso ed il drammatico quello di domenica a Crotone» gli attivisti del Meet up locale con l'avvocato Cono Cantelmi (ex candidato alla presidenza della Regione per i grillini). Insieme hanno accompagnato i portavoce del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara, Piernicola Pedicini e Paolo Parentela, lungo un itinerario delle zone a rischio ambientale del Crotonese. «Un vero e proprio giro fra le bombe ecologiche di questo territorio - commentano i portavoce - Crotone e' da considerarsi una terra dei fuochi, fra discariche sotterrate, quelle che sorgeranno e quelle ancora in uso nonostante non si rispettino le norme vigenti». Localita' Ponticelli e' stata la prima tappa del mini tour. «Era necessario confrontarsi ancora una volta con i cittadini - riferisce la nota - che da anni convivono con le nauseabonde esalazioni riconducibili ai rifiuti solidi urbani in putrefazione, provenienti dall'impianto di trattamento degli Rsu e di valorizzazione Rd. E' stato comunicato loro l'importante risultato raggiunto con l'avvio di un'inchiesta da parte della Commissione europea in seguito all'interrogazione presentata da Laura Ferrara. La visita ha interessato anche l'impianto di smaltimento, al cui esterno sostavano diversi camion carichi di rifiuti e dai quali era evidente la perdita di percolato. Da Ponticelli, passando per Scandale, ci si e' spostati verso un altro sito 'caldo': Giammiglione. Lungo il tragitto sorgono piantagioni di angurie e coltivazioni bio, ma presto la scellerata politica ambientale calabrese che si basa sull'emergenza, partorira' una nuova mega discarica, non si sa ancora se destinata a Rsu o a rifiuti speciali, distruggendo cosi' la fonte di sostentamento di molte famiglie e aziende agricole del territorio. Qui Piernicola Pedicini - promotore del progetto di monitoraggio dei siti a rischio ambientale, "Punto Zero" gia' avviato in Basilicata e Sicilia - ha rilevato l'impatto delle radiazioni, registrato il dato per poi confrontarlo con futuri rilievi nel caso in cui si proceda con la realizzazione della discarica». «Abbiamo voluto verificare di persona lo stato dei siti che a nostro avviso rappresentano le principali criticita' per questo territorio - spiegano Ferrara, Pedicini e Parentela - non e' la prima volta che visitiamo queste zone, ma con la nuova legge sugli eco reati e la possibilita' di avviare anche in Calabria il progetto Punto Zero, era necessario tornare a Crotone, esempio di come in Calabria non si sia ancora attivata una virtuosa politica ambientale». «In prossimita' dell'ex discarica di Farina, ultima tappa del tour dei rifiuti - informa ancora la nota -, e' stato annunciato l'esposto che verra' presentato nei prossimi giorni in Procura per denunciare lo stato di totale abbandono del luogo e la bonifica mai avvenuta, (in pratica si diffida l'amministrazione a dare risposte sulle sorti della discarica ai cittadini entro 30 giorni). Un invaso dismesso e che deve essere bonificato». «Oggi si vorrebbe soltanto procedere a metterlo in sicurezza - scrivono i portavoce grillini -, cosa che andava fatta piu' di 10 anni fa, evitando che il percolato, la cui presenza e' stata constata durante la visita di ieri, inquinasse la falda acquifera superficiale presente. Come se non bastasse l'amianto giace a cielo aperto ed il resto dei rifiuti fa capolino sotto una coltre di terra che frana di giorno in giorno. La giornata si e' conclusa con un'agora' pubblica in cui si e' fatto il punto della situazione. L'ambiente e la possibilita' di una Calabria a Rifiuti zero rimane un priorita' per il Movimento 5 Stelle che portera' avanti in tutte le istituzioni la questione delle bonifiche e della tutela dei beni comuni».

 

 

Pubblicato in In primo piano

Dopo le ultime notizie sull'odio di esponenti della 'ndrangheta nei confronti del pm Pierpaolo Bruni, della Dda di Catanzaro, la deputata M5s Dalila Nesci ha presentato l'ennesima interrogazione al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nella quale si chiede "se non ritenga prioritario e urgente innalzare il livello di protezione nei confronti del magistrato, predisponendo tutti i sistemi opportuni, compresa la videosorveglianza, a garanzia e tutela dell'incolumita' sua e dei familiari".  Nell'interrogazione, la parlamentare ha citato una precedente risposta del viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, per il quale le misure di tutela nei confronti di Bruni sono adeguate e la rimozione della videosorveglianza avvenne su indicazione dello stesso magistrato. La parlamentare sottolinea: "Oggi, invece, Bruni e' in piu' grave pericolo, dato che la 'ndrangheta, come avvenuto, ritiene che sia un bersaglio molto facile da colpire. Questo fatto e' inquietante e va preso nella massima considerazione dal ministro Alfano, che deve occuparsi subito della sicurezza del pm calabrese, altrimenti la lotta antimafia diventa inutile". Nesci conclude: "Lo Stato non puo' piu' permettersi errori o ritardi. Il mio appello va anche ai colleghi di Bruni, perche' si stringano attorno al magistrato affinche' gli si aggiungano misure di sicurezza".

Pubblicato in In primo piano

parentela nesci2VIDEO - «A Crotone serve immediatamente l'Emodinamica con Cardiologia interventistica, la sistemazione del Pronto Soccorso e la ristrutturazione del Laboratorio analisi». Lo dichiarano i parlamentari M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela, al termine della visita all'ospedale di Crotone [LEGGI ARTICOLO]. Accompagnati da una delegazione di attivisti Cinque stelle, i due parlamentari hanno visitato i reparti, parlando con il personale sanitario per conoscere le necessità dell'ospedale di Crotone.    I due deputati hanno anche incontrato il commissario straordinario dell'Asp di Crotone, Sergio Arena, sottolineando l'esigenza di rivedere la nomina di Agostino Talerico quale direttore sanitario aziendale, in quanto sprovvisto dei requisiti di legge. «Chiederemo - concludono - al commissario alla sanità, Massimo Scura, e al presidente della Regione, Mario Oliverio, di interessarsi subito delle tre priorità rilevate all'ospedale di Crotone. Il territorio, fino a Rossano, non può fare a meno della presenza di una Emodinamica, la cui distribuzione sul territorio regionale è stata fatta sulla base di criteri sganciati dai bisogni dei pazienti. I progetti per la ristrutturazione del Pronto Soccorso e del Laboratorio analisi, già, esistenti, devono partire al più presto, sia per il sovraffollamento derivante anche dagli sbarchi di immigrati, sia per l'elevato numero di casi di tumore tra il personale del Laboratorio analisi».

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

senato sala nassyria«Salviamo Capo Colonna, l'arte perduta tra cemento e degrado» è stato il titolo della conferenza stampa che si è tenuta quest'oggi presso la sala Nassirya al Senato. «Durante il dibattito - informa una nota - sono intervenuti i parlamentari M5S Paolo Parentela, Nicola Morra e Michela Montevecchi, l'ex ministro Maria Carmela Lanzetta, oltre agli esponenti del comitato #SalviamoCapocolonna, alla giornalista Stefania Battistini e agli archeologi Margherita Corrado e Manlio Lilli. «Lo scopo di questa conferenza stampa – afferma il parlamentare M5S Paolo Parentela – era sensibilizzare la stampa a livello nazionale e sollecitare il ministro Franceschini a rispondere al nostro invito ad organizzare un incontro presso il ministero dei beni culturali con gli archeologi delle associazioni calabresi che hanno aspramente criticato il progetto di riqualificazione del Parco archeologico di Capo Colonna». «Gli interventi degli archeologi Manlio Lilli e Margherita Corrado – affermano Parentela e Morra – hanno chiarito come una colata di cemento sia un metodo tutt'altro che conservativo, come invece è stato dichiarato dal ministro nel rispondere alla nostra interrogazione. Franceschini deve dimostrare di avere veramente a cuore le sorti di Capo Colonna, ascoltando le proposte di rimodulazione del progetto che i cittadini del Comitato vogliono proporre». Parentela, Morra e l'eurodeputata M5S Laura Ferrara concludono: «Faremo chiarezza anche sulla vicenda dei fondi europei, la Commissione Europea afferma infatti, nella risposta all'interrogazione parlamentare presentata dalla collega Laura Ferrara, che il progetto è stato finanziato esclusivamente sulla base di risorse nazionali e non a valere su fondi europei. Il M5S rimarrà a fianco dei cittadini che non vogliono far cadere nel dimenticatoio questa vicenda. Non accetteremo mai che la nostra storia venga cancellata da una colata di cemento».

 

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano
Pagina 21 di 23