Giovedì, 22 Ottobre 2020

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ospedale panoramicaNon si può che condividere. Le due parlamentari crotonesi pentastellate, Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto, nei giorni scorsi hanno incontrato il commissario regionale per il piano di rientro dai debiti sanitari, Saverio Cotticelli, ed hanno discusso della difficile situazione in cui versa la sanità della provincia di Crotone. Un unico ospedale al servizio di un territorio vastissimo, che è utilizzato anche da uno spicchio di territorio della Provincia di Cosenza, Cariati e in parte Sibaritide, area montana che si affaccia sullo Ionio e San Giovanni in Fiore. Un ospedale che, negli ultimi mesi, ha subito tagli di reparti e accorpamenti a cui vanno aggiunti la mancanza di medici e di infermieri. Non va meglio la situazione nel territorio dove l’Azienda sanitaria, per mancanza di medici, ha dovuto temporaneamente chiudere alcune postazioni di guardia medica. Hanno fatto bene le due parlamentari ad andare da Cotticelli a porre il problema della sanità di questo territorio periferico e abbandonato. Ho apprezzato molto il rilievo fatto da Corrado e Barbuto circa il dibattito che si è aperto sul caso del chirurgo Giuseppe Brisinda, dopo la cancellazione del richiamo scritto che gli era stato inflitto. Su questa vicenda, che non appassiona molto, lascia interdetto il fatto che l’attuale commissario dell’Asp facente funzioni, molto precario perché sarà sollevato dall’incarico appena diventa operativo il decreto del Governo sulla sanità, abbia voluto prendersi la responsabilità di intervenire nella vicenda. L’intervento è legale, ma non si capisce perché l’abbia fatto un commissario facente funzioni che già nelle prossime ore potrebbe essere sollevato dall’incarico che, tra l’altro, nessuno le ha conferito. E’ diventata commissario facente funzioni esclusivamente perché il Governo nazionale ha mandato a casa tutti i commissari che erano stati nominati dalla Regione Calabria e al loro posto sono subentrati i rappresentanti della direzione strategica “più anziani”. Non si può che condividere, quindi, quello che hanno fatto e scritto le parlamentari e cioè che “il problema della sanità di Crotone non può essere ricondotto esclusivamente al caso Brisinda che, a torto o ragione, dovrà trovare una soluzione in altre sedi”. Mettono al centro la vera questione e nello stesso tempo rispondono al loro collega di partito Francesco Sapia, che da sempre sta sostenendo le ragioni del chirurgo. La vicenda del chirurgo non appassiona, ma va risolta per i danni che potrebbe provocare alla nostra sanità. Non si può e non si deve entrare nella vicenda, saranno altri a farlo come dicono Corrado e Barbuto, non si può e non si deve discutere la professionalità del professionista, ma sicuramente una considerazione va fatta alla luce dell’ispezione effettuata dal ministero della Salute nell’estate 2018. Per quanto bravo possa essere il dottor Brisinda non potrà continuare a stare a Crotone, per un fatto di opportunità e nell’interesse dell’utenza. Tornando alle due parlamentari di M5S hanno saputo cogliere tutte le questioni che la sanità crotonese sta vivendo: tagli e taglietti e sperpero di denaro pubblico. Tra le questioni dello sperpero hanno ben individuato il pagamento di affitti onerosi a fronte del fatto che l’Asp ha locali di proprietà, che potrebbero essere ristrutturati. Forse avrebbero dovuto porre questo problema al sub commissario regionale per il piano di rientro dai debiti, Thomas Schael, vice di Cotticelli. E’ stato lui a fare il contratto con i privati per il fitto dei locali e ad un prezzo più alto rispetto a quello pagato da altri enti e associazioni, che hanno preso in fitto una parte della struttura del “Granaio”. Alle nostre parlamentari non sarà sfuggito nemmeno che l’Asp di Crotone è proprietaria di un terreno a Tufolo, di fronte il Comando provinciale dei vigili del fuoco. Un terreno dove potrebbe essere costruita un nuovo centro direzionale dell’Azienda. Forse basterebbe investire i soldi che si pagano per i fitti.

 

 

 

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protesta fiera mariana 2019«I grandi inconvenienti verificatisi in occasione della fiera mariana in realtà non ci hanno stupiti più di tanto, perché questa amministrazione ci ha abituato a brutte figure, una dietro l’altra». Lo scrive in una nota Il gruppo consiliare M5s di Crotone.
«Andiamo con ordine – proseguono nella nota i consiglieri d’opposzione Andrea Correggia e Ilario Sorgiovanni –. Dopo mesi e mesi di discussione su come realizzare la fiera ed individuare l'area idonea per rispettare tutte le prescrizioni previste dalla normativa dei grandi eventi, il 30 aprile è stata emanata la delibera di giunta che impegnava 160.000 euro e di conseguenza il 9 maggio è stata emessa la determina dirigenziale in cui si assegnava ad una società privata la gestione della fiera. Il 10 maggio è stata pubblicata la graduatoria degli operatori che avevano diritto ad occupare lo spazio della fiera, che sarebbe dovuta iniziare domenica 12, data in cui, invece, molti commercianti si trovavano ancora negli uffici comunali ad aspettare l'assegnazione del posteggio.
Quando non c’è efficienza in un ente pubblico l'illegalità trova facilmente spazio, infatti tanti sono stati i commercianti che hanno riscontrato degli abusi in relazione al loro posto assegnato. Delle domande sorgono spontanee: ma se in una manifestazione così importante, dove gli interessi economici sono enormi, non c’è il controllo di chi governa la città, chi ci assicura che la criminalità organizzata non si infiltri magari per pretendere il pizzo o esercitare un controllo sulla fiera?
Un consiglio comunale degno di questo nome chiederebbe già le dimissione dell’assessore Gentile, ma questo non accadrà poiché non c'è interesse verso il bene della città ma solo verso le prossime elezioni, perciò i nostri amministratori stanno ben attenti a non pestarsi i piedi tra di loro. Le argomentazioni con cui si spostano le colpe sulla Ditta organizzatrice si reggono sulle grucce, in quanto le responsabilità sono sempre sia del committente che dell'esecutore.
Agli annunci altisonanti sull'Antica Kroton, che presentano una città del Terzo Millennio, fanno da contraltare le inefficienze sull'ordinaria amministrazione. La fiera non è certo un'emergenza ma un evento previsto e prevedibile, pertanto ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso, maturo e, questa volta, responsabile; ci si aspetterebbe che l'assessore si scusasse nei riguardi degli esercenti e della città e rimettesse il mandato nelle mani del sindaco».

 

 

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mezzi akrea piazzaleUna nota stampa di Akrea informa che: «In merito alla nota stampa “Crotone si differenzia” a firma dei consiglieri comunali e dei parlamentari locali del Movimento Cinque Stelle, Akrea ribadisce quanto già comunicato dal presidente Rocco Gaetani ai consiglieri Sorgiovanni e Correggia nel corso di una riunione privata tenutasi nella sede aziendale nel settembre 2016 e durante l’audizione del 12 ottobre 2018 presso la V Commissione comunale. In entrambe le circostanze, il presidente ha fornito una dettagliata documentazione relativa alla vicenda Akros/Akrea. Tali informazioni sono registrate in un Cd, che non è mai stato ritirato dai suddetti consiglieri ed è tuttora a disposizione di quanti volessero conoscere lo stato dell’arte della questione. Dal momento però che repetita iuvant, ecco, di nuovo, le risposte punto per punto. La tempistica relativa all’avvio della raccolta differenziata non sconta alcuna “assenza di previsione”. Il Cda di Akrea ha predisposto il 22 dicembre 2018 le delibere occorrenti per l’indizione delle gare di acquisto di nuovi mezzi e attrezzature. Atti che sono stati inviati puntualmente alla Cuc (Centrale unica di committenza) per l’espletamento dei quali le procedure sono fissate a norma di legge. I mezzi acquisiti dalla Curatela fallimentare in nome della società Akros, come già esaustivamente illustrato nelle citate riunioni e audizioni, al momento dell’acquisizione non erano funzionanti. I mezzi sono stati semplicemente trasferiti dal deposito di Akros al capannone di Akrea, con l’impegno del presidente di Akrea di verificarne la possibilità di ripristino. L’operazione è risultata vana per gli alti costi dei lavori da effettuare, vista la vetustà dei mezzi (20 anni). Il contratto di locazione si è rivelato utile per la sola acquisizione dei bidoni stradali, che consentivano ad Akrea di espletare la raccolta differenziata su strada. Il costo totale del contratto di affitto è pari a euro 2.500 mensili, una somma che fotografa lo stato d’efficienza degli 11 mezzi e dei 550 bidoni rilevati dalla Curatela».

 

 

 

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airgun«Il Mise pubblica i decreti autorizzativi nel silenzio-assenso dei portavoce pentastellati locali». Lo scrive in una nota il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «La lettura – scrive il sindaco – del bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse del 31 dicembre 2018 pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico, dicastero guidato dal vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, è l'ennesimo colpo inferto al territorio ed è la nuova, chiara, dimostrazione di una netta rottura tra il Movimento e i territori.
Sono ben tre i decreti con i quali il Mise accorda i permessi di ricerca nel Mar Ionio, permessi che erano stato oggetto di ricorsi e scontri per criticità sia sul profilo autorizzativo che su quello ambientale.
Non sono lontani i giorni in cui i portavoce locali del Movimento 5 Stelle lanciavano l'allarme contro la possibilità che nel nostro mare si potesse utilizzare per la ricerca di idrocarburi la tecnica dell'air gun. La memoria fortunatamente, mi assiste, al contrario dei rappresentanti istituzionali, forza di Governo, e dei portavoce locali improvvisamente silenti sul tema. Forse distratti?
Ebbene, io ricordo la dura presa di posizione dell'Amministrazione comunale da me guidata, la contrarietà espressa nelle assise da me convocata e alla quale hanno partecipato i sindaci dei Comuni costieri, ricordo il ricorso presentato dal Comune di Crotone e dalla Regione Calabria, ricordo che da crotonese e membro di questa comunità, ancora prima che sindaco e oggi presidente della Provincia, ho sempre difeso il mare, patrimonio ambientale e risorsa del territorio.
Ho fatto mia questa battaglia, non l'ho semplicemente sponsorizzata pro-tempore. Il governo giallo-verde sembra aver dimenticato velocemente quelle battaglie. Il Movimento 5 Stelle sembra averle dimenticate!
I portavoce locali del Movimento "attivi" sui social, sui media locali, probabilmente ignorano che la tecnica "air gun" demonizzata ieri , oggi è stata redenta : "l'air gun è ad oggi considerata la tecnica più efficace per lo studio delle caratteristiche geologiche del suolo marino, non solo ai fini della ricerca di idrocarburi ma anche a scopi scientifici e di protezione civile (...) - e ancora – si riscontra l'assenza di una correlazione provata del tipo causa-effetto degli impatti degli airgun sui mammiferi marini" (Fonte: Bollettino ufficiale 31/12/2018). Si rappresenta il territorio, si è portavoce dei cittadini e del territorio, si è parte di una comunità prima che di un movimento politico o partito che sia: ricordiamolo!
Oggi abbiamo la possibilità di fare squadra, di essere uniti nella comune battaglia per la difesa del territorio, ed è per questo che ancora una volta, come già fatto nel febbraio del 2017, convocherò i sindaci dei comuni costieri per discutere e per valutare "insieme" la possibilità di un'azione unitaria.

Il "nostro" territorio può essere tutelato solo se l'obiettivo è comune, se competenze, lavoro e ruoli amministrativi (maggioranza ed opposizione),ed istituzionali sono il mezzo, lo strumento, per ottenere il migliore risultato possibile per la comunità, se finalmente si ritorna ad essere comunità».
«Il Movimento 5 Stelle “cambia” idea, ancora una volta, e autorizza l'air gun nel nostro mare». È il commento della consigliera regionale Flora Sculco che lo reputa un «nuovo, ennesimo, tradimento del territorio da parte dei pentastellati».
«Lo stupore – prosegue la consigliera regionale di Cir – ha lasciato il posto ormai da tempo alla consapevolezza che per governo del “cambiamento” si intende il cambio di idee che sta caratterizzando la componente “gialla” dell'esecutivo nazionale.
Ed ecco servito il nuovo, ennesimo, “cambio” di rotta dei grillini fino a ieri, fino alla campagna elettorale profondamente contrari alle trivellazioni, alla tecnica dell'air gun, ed oggi firmatari (Mise) delle autorizzazioni e permessi per la ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio con la tecnica denominata “air gun”.
Non sono lontani i tempi in cui erano attivamente impegnati sul fronte del “no”, in cui erano pronti anche qui a Crotone ed in Calabria a puntare il dito contro l'amministrazione Pugliese, contro la Regione, insomma “contro”! Certo oggi il “cambiamento” c'è stato...è evidente!
Non reggono gli alibi, inconsistenti almeno quanto la loro capacità di rispettare gli impegni assunti con i territori. Il Coordinamento Nazionale No Triv ha in modo attento, meticoloso e puntuale individuato le responsabilità per le autorizzazioni e permessi pubblicati nel Bollettino del 31 dicembre 2018, smontando di fatto la tesi proposta e propinata dal sottosegretario Crippa.
“Le autorizzazioni, spiega bene il Coordinamento nazionale No Triv, concesse dal Mise non sono affatto "la conseguenza obbligata dell'ennesima legge assurda ereditata dal passato Governo". Le firme dei quattro decreti non erano un atto dovuto!
Il diniego dei tre permessi e della concessione non avrebbe comportato lesione del legittimo affidamento in capo ai richiedenti e, quindi, nessuno mai avrebbe potuto attivare un contenzioso. La solita storia delle "penali" non funziona”. Bene ha fatto il presidente della Provincia e sindaco di Crotone Ugo Pugliese ad intervenire sulla questione, convocare i sindaci dei comuni costieri è il primo passo per valutare “insieme” come agire per tutelare il territorio, per difenderlo.
Bene ha fatto a ricordare che le battaglie per il territorio non si sponsorizzano ma si fanno! Anche la Regione, come già fatto in passato, dovrà fare la sua parte. Il nostro “no” alla tecnica dell'air gun era forte ieri e lo è ancor di più oggi. Non siamo disponibili, credo lo sia più nessuno ormai, ad ascoltare la solita storiella che “è sempre colpa di qualcun altro”, ha stancato e soprattutto non è più credibile!
Il timore oggi è che se il “cambiamento” è da intendersi così, i signor “no” locali potranno fare chissà quali altri improbabili e pericolosi “cambi” su temi fondamentali per il territorio: uno su tutti la bonifica».

 

 

 

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barbuto pugliese corrado«Chi conosce l'origine delle royalties spettanti ai territori sui quali viene effettuato estrazione di metano sa bene che si tratta di un tributo che viene riconosciuto in virtù di tale attività». Lo dichiara il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «La corresponsione – spiega – è regolata dal legge dello Stato e per quanto riguarda Crotone e i comuni costieri anche da legge regionale che ne prevedono la corresponsione agli enti territoriali. La vicenda della mancata corresponsione di eventuali royalties ai pescatori ripresa dalle parlamentari Cinquestelle e dai consiglieri comunali di Crotone sicuramente non incide sulla volontà dell'Amministrazione comunale, semmai riguarda la Regione che, tuttavia, ha più volte obiettato che tale corresponsione rappresenterebbe un aiuto di Stato ed una violazione del diritto di legittima concorrenza sancito dall'Unione europea. Tra l'altro, se come affermano gli stessi esponenti Cinquestelle, nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad un danno subito per mancato pescaggio, l'interlocutore, in questo caso, è proprio Eni verso quale i pescatori dovrebbero indirizzare le loro richieste di risarcimento. La responsabilità di eventuali risarcimenti, se si tratta come affermato di danno subito, dunque va ricondotta verso Eni. In questo caso, davanti ad un colosso nazionale ed internazionale, il sostegno delle nostre parlamentari sarebbe quanto mai fondamentale nel sostenere la causa dei pescatori. Il Comune di Crotone, che ha sempre costantemente dialogato con un settore particolarmente importante, sarà pronto a sostenere l'eventuale azione che gli stessi intendano proporre».

 

 

 

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incendio 300 alloggi«La legge a Crotone: per molti ma non per tutti, soprattutto nella gestione dei rifiuti…». Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali del M5s Andrea Correggia e Ilario Sorgiovanni assieme alle parlamentari Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado. «Nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle – si legge nella nota – ha presentato formale esposto al Comando dei Carabinieri del Gruppo Forestale di Crotone relativamente all’incendio divampato nel mese di agosto presso il capannone dell’Arssa, situato in via Gioacchino da Fiore. Da alcune foto pubblicate sulle testate giornalistiche, siglate con il logo dei Vigili del Fuoco, si evince che tra le ceneri vi era materiale di vario genere non compatibile con gli sfalci. Tale circostanza è stata constatata anche da un nostro sopralluogo. L’evidente pericolo d’incendio è stato segnalato al Comune anche con una missiva dell’Arssa, in cui si riferiva la presenza di rifiuti che avrebbero potuto rappresentare un serio rischio per l’incolumità pubblica. Pare che, sia i dirigenti comunali, che i dirigenti di Akrea fossero al corrente di tale pericolo, almeno questo riferiscono contributi giornalistici sulla vicenda. In ragione di tutto ciò, abbiamo chiesto alle autorità competenti di fare luce sull’accaduto e verificare eventuali responsabili dell’episodio, che ha provocato danni alla salute pubblica e timore per le possibili conseguenze immediate e future dello stesso, non ultime quelle legate al rischio ambientale. Ad aggravare la situazione, infatti, già di per sé anomala e pericolosa, si aggiunga il fatto che il capannone in fiamme presentava l’intera copertura in pannelli di eternit. Ci dispiace che il sindaco, forse troppo occupato a svolgere la campagna elettorale per il presidente Mario Oliverio, non si sia occupato di questa faccenda, che dovrebbe vederlo in prima linea, pronto ad intervenire in quanto primo responsabile della salute pubblica della città. Altra preoccupazione suscitano le indiscrezioni lette in questi giorni relativamente al processo “Six Tows” contro i clan del Crotonese, in seguito alle dichiarazioni di alcuni imputati che hanno definito la forza politica che sostiene questa amministrazione “il partito della pagnotta”, ragion per cui, secondo quanto riportano i giornali, gli stessi sostennero la candidatura di Flora Sculco alle passate Regionali. La Magistratura farà di sicuro la sua parte e noi del Movimento 5 Stelle faremo la nostra, perché la gestione dei rifiuti non sia la “pagnotta” di “qualcuno” ma sia un servizio efficiente per i cittadini che, se gestito in modo trasparente, potrebbe assicurare posti di lavoro, decoro alla città, attrattiva per i turisti, fonte di benessere, anche economico, per tutti».

 

 

 

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