Giovedì, 22 Ottobre 2020

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margherita corrado«Ho dichiarato in campagna elettorale che il monitoraggio del progetto “Antica Kroton” sarebbe stato una mia priorità, se eletta. Insieme all’associazione “Sette Soli”, infatti, ne seguo le sorti con passione e apprensione fin dal 2010, quando il finanziamento era ancora più cospicuo dei 61,7 milioni di euro del Pac odierno. Una cifra comunque enorme, specialmente per una realtà come Crotone». Lo scrive in una nota la senatrice del M5s Margherita Corrado, dopo l’avvenuta firma del protocollo tra Mibact, Comune di Crotone e Regione Calabria. «La sottosegretaria Dorina Bianchi – scrive la senatrice pentastellata –, che ringrazio per gli auguri rivoltimi pubblicamente, ma della cui azione, stante la deplorevole ‘riforma Franceschini’ del Mibact, non ho condiviso alcunché, e la consigliera regionale Flora Sculco si attribuiscono ora il merito della firma di un accordo ministero-Regione-Comune valido per 5 anni. L’oggetto di quell’accordo, però, a leggere i resoconti di stampa, contiene alcune potenziali criticità sulle quali occorre subito puntare l’attenzione e interrogarsi. Lo affermo da tecnico del settore non meno che da cittadina crotonese, oltre che nella veste di parlamentare di questo territorio. Più di 15 milioni di “Antica Kroton” sarebbero destinati all’area statale antistante le fabbriche dismesse, il cui profilo pedologico sconsiglia, com’è noto, l’esecuzione di scavi archeologici e comunque rende di fatto impossibile la musealizzazione di quanto eventualmente messo in luce. Diciamola tutta: lì un parco archeologico in senso tradizionale non potrà mai fiorire, con buona pace delle prime pietre posate e da posare. Per questo avrebbe molto più senso il recupero dei casali in rovina, che però la scheda riassuntiva pubblicata dai media limita al casino e alla torre di Vigna Morelli (la seconda quasi del tutto crollata), mentre esclude gli altri 4 edifici analoghi, costruiti tra il ‘500 e l’800, altrettanto bisognosi di un intelligente recupero funzionale. Il cosiddetto museo ‘sospeso’ è invece un’idea obsoleta e tecnicamente irrealizzabile, in quel contesto peculiare, se non mettendo fortemente a rischio l’incolumità dei resti archeologici sottostanti. C’è da sperare, perciò, che il ministero, garante della tutela del patrimonio culturale del Paese, richiami gli altri attori dell’accordo all’esercizio del buon senso e li convinca a destinare risorse alle diverse tecniche di ricerca non invasiva che sfruttano le tecnologie più avanzate. Oltre 26 milioni andrebbero poi all’area urbana, con una sproporzione palese quanto difficilmente giustificabile alla luce di quanto noto. Nel merito, trovo menzionate come cardini del “parco archeologico urbano diffuso”, oltre al centro storico – dove nulla sopravvive di Kroton, è bene ricordarlo, ma resta intatto lo straordinario potenziale di Piazza Villaroja –, anche Acquabona e Parco Pignera. Si tratta di due zone marginali nell’ambito della polis achea. Basti dire, del primo, che i limitrofi quartieri di Marinella e S. Antonio nell’Antichità non erano neppure terraferma, mentre gran parte del Parco Pignera si sviluppa su quelle colline che, disabitate in antico, vedevano correre in sommità le mura cittadine, demolite poi nel Cinquecento per la realizzazione delle fortificazioni spagnole di Cotrone. Scavare a Parco Pignera, dunque, significa né più né meno gettare via denaro, mentre il risultato sperabile ad Acquabona è viziato dalla parziale distruzione di quel settore dell’abitato greco da parte di un corso d’acqua connesso all’Esaro, come accertato nel 2011. Perché, allora, l’attenzione si è concentrata su centro storico, Acquabona e Parco Pignera fino a farne dei punti cardine? Non sarà che, come al solito, l’archeologia a Crotone serve ad attrarre risorse per realizzare operazioni che con la conservazione e fruizione del patrimonio culturale crotonese hanno poco a che vedere? Più in generale, il concetto stesso di “rete museale diffusa” mi preoccupa non poco, subodorando una replica di quella gestione comunale che finora ha dato pessima prova di sé, come dimostra la vicenda di “ArkeoUrbe”, progetto grazie al quale, spendendo circa 1 milione, abbiamo perso parte della visibilità delle mura bizantine di Corso Vittorio Emanuele II, bucherellato inutilmente i sotterranei del Municipio e reso (finora) non fruibile l’area archeologica sottostante la vecchia Bpc siti a pochi metri da quello. In merito a Capo Colonna, poi, dove il buon senso avrebbe concentrato le risorse, in quanto sede del principale santuario di Kroton, e le avrebbe indirizzate verso un incremento della conoscenza dei resti dell’area sacra magno-greca e della città romana, dal momento che nel solo circuito del parco resta non scavata almeno il 70% della superficie totale, leggo che poco più di 7 milioni – una ‘miseria’ rispetto al totale – saranno destinati alla fantomatica “area archeologica Lacinia”. Il denaro sarà impiegato per la messa in sicurezza della strada litoranea di collegamento a Crotone e per la “fruibilità dell’area archeologica nord-orientale dell’heraion”. Quest’ultimo è solo uno dei tanti interventi di cui il parco dovrebbe giovarsi per migliorare la propria offerta. Per decollare, infatti, il parco archeologico di Capo Colonna, esso sì esistente e passibile di sviluppo, ha bisogno di un progetto di largo respiro. “Antica Kroton” avrebbe potuto offrire questa opportunità ma nelle menti dei progettisti sembra essere Crotone l’elemento attrattivo per il turista del futuro, non Capo Colonna, se non in subordine. Che dire in fine dei 3,1 milioni destinati all’Area Marina, o meglio ad 8 percorsi subacquei e ad un’ambigua “struttura di supporto dell’antica Kroton marina”? Giova forse ricordare che il sito di Kroton, per quanto esteso, non rientra nel perimetro della Riserva, né esiste o è mai esistita alcuna ‘antica Kroton marina’. A pensar male, i 3,1 milioni sembrano le ‘briciole’ a sette cifre di una torta sontuosa che non si vuole negare a nessuno... Il monitoraggio di “Antica Kroton” si rende oggettivamente indispensabile, e in questo senso mi attiverò da subito per fare chiarezza sui contenuti di un progetto che, proprio perché costituisce una straordinaria opportunità per Crotone, non può essere pensato e gestito con le ‘solite logiche’ se non a rischio di vanificarne l’efficacia, come fanno temere anche certe scelte operate nella costituzione del Tavolo direttivo Mibact-Regione-Comune. È poi allarmante e inaccettabile che il risultato scientifico atteso da un progetto da 61,7 milioni di euro denominato “Antica Kroton” consista, come dichiarato prudentemente dal segretario regionale Mibact alla stampa, nel fatto che: “fra un paio di anni Crotone sarà un centro di documentazione a livello internazionale”. Per renderla tale bastano una decina di milioni; gli altri 50 sono destinati ad interventi che già ora, evidentemente, si temono qualitativamente mediocri e senza concrete ricadute di lungo periodo».

 

 

 

 

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parentela votazione scheda elettorale«Grazie a voi abbiamo distrutto un sistema politico che in Calabria ha prodotto emigrazione, poverta' e isolamento. In primo luogo, abbiamo 'fatto a fettine' Mimmo Tallini, dunque Sergio Abramo, e Piero Aiello, raggiunti da una sconfitta cocente e, credo, definitiva». Lo scrive in un post sul suo profilo facebook, Paolo Parentela, deputato confermato del Movimento Cinque stelle. «Non solo – prosegue Parentela –. Insieme a voi, abbiamo 'bastonato' le vecchie volpi: Andrea Gentile (erede del 'cinghiale' cosentino Antonio), l'ambasciatore del Pd Ferdinando Aiello, i 'tromboni' lametini Franco Talarico e Antonio Scalzo, il deputato dem Nicodemo Oliverio, il cercatore di poltrone Giacomo Mancini junior e il politicizzatissimo commissario di Sorical Luigi Incarnato. Abbiamo "silurato" pure Enzo e Flora Sculco, liberando la provincia di Crotone dai loro artigli. Il MoVimento 5 Stelle - aggiunge - ha conquistato l'intera Calabria. E nel resto dell'Italia siamo pure la prima forza politica. Il risultato calabrese parte da lontano, pero' e' il frutto di un lavoro incessante e continuo sul territorio, con centinaia di denunce coraggiose in materia di tutela dell'ambiente e della salute. Ed e' il frutto di un ascolto paziente e continuo dei cittadini, di una politica dal basso fatta di esempio, di umilta', di sacrificio e di limpidezza. Nel tempo, ci siamo conquistati fiducia e credibilita', nonostante le bugie degli apparati, le mistificazioni, gli annunci propagandistici del governatore Oliverio e la difesa a oltranza delle logiche d'affari da parte di potentati pubblici e privati. Per esempio, a proposito della Cardiochirurgia del Policlinico universitario, che adesso, grazie al Movimento 5 stelle, ha una terapia intensiva dedicata, proprio come prescritto dalla legge. Vi ringrazio di cuore - conclude Parentela - per avermi confermato (vostro) deputato per la seconda volta. Saro' ancora piu' attento e operativo, sapendo di dover rispondere soltanto a voi, che con spirito rivoluzionario mi, e ci, avete investito di una responsabilita' enorme, che e' quella di costruire insieme il vostro futuro, il futuro comune».

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«Ci permettiamo di scrivere perché in città stanno avvenendo fatti incresciosi durante questa campagna elettorale, con particolare riferimento all’incontro avvenuto presso la chiesa di S. Chiara dal titolo “L’impegno politico dei cattolici”, alla presenza di don Giovanni Barbara». È la lettera che i consiglieri d’opposizione del Movimento cinquestelle, Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia, hanno rivolto al vescovo di Crotone-Santa Severina Domenico Graziani. «Magari – commentano i due consiglieri d’opposizione – l’intenzione era quella di parlare del coinvolgimento dei credenti nella vita politica, ma a nessuno è sfuggita la presenza del candidato della Lega Nord, che ha affermato l’opportunità che i cattolici sostengano la Lega dal momento che le altre forze politiche non rispettano, a suo dire, i principi della vita, della famiglia e della “libertà”! Questa iniziativa appare una chiara indicazione di voto, legittimata dalla Chiesa per la presenza di don Giovanni Barbera. E’ più che giusto che la Chiesa inviti alla partecipazione alla vita politica e suggerisca di appoggiare forze politiche che si ispirino ai principi della dottrina della Chiesa, quando ciò risulti veritiero e suffragato da prove ed argomentazioni ma, onestamente, il suo silenzio, in questa circostanza, potrebbe risultare colpevole davanti alla condotta scorretta di chi, come l’avvocato Cerrelli, si propone come candidato che vuole realizzare il “disegno di Dio”, come fosse un profeta, mentre in realtà è esponente della Lega Nord, una compagine di persone che da anni in Italia professa una politica di odio e disprezzo verso gli extracomunitari, scatenando un duro contrasto tra poveri, tra rifugiati nel nostro paese e famiglie italiane meno abbienti. E’ risaputo che la Lega Nord si ispiri a politiche fasciste contrarie alla nostra Costituzione, basti pensare ai suoi alleati nella coalizione come “Fratelli d’Italia”, partito che guarda al regime fascista con ammirazione. Che dire dell’altro alleato della Lega, Silvio Berlusconi, personaggio oramai famoso alle cronache per varie vicende giudiziarie? La cosa più spaventosa è che esistono sentenze secondo cui lo stesso avrebbe foraggiato Cosa nostra per un ventennio! Come è possibile che la Chiesa appoggi un candidato che dichiari di seguire “il progetto di Dio” a nome della Lega e della suddetta coalizione e lo faccia, soprattutto, all’interno di un luogo sacro, con il consenso del parroco e con un battage pubblicitario giunto persino nelle scuole? Crediamo che abbia fatto bene l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, a prendere le distanze dal leader della Lega Nord che in piazza Duomo, a Milano, ha usato in maniera strumentale la Bibbia per il suo comizio elettorale, perchè un cristiano non deve invocare il nome di Dio invano nemmeno in politica. Siamo semplici portavoce di fedeli che si sono sentiti smarriti e traditi, pertanto chiediamo un incisivo intervento da parte Sua, certi che vorrà porre rimedio a questa incresciosa, inopportuna ed imbarazzante situazione. Voglia accogliere il senso della nostra rispettosa osservazione. Buon operato pastorale!».

 

 

 

 

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barbuto corrado tavolo"La montagna ha partorito il topolino". Lo affermano Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado, candidate alla Camera e al Senato del Movimento 5 Stelle. "C'era grande attesa per l'annuncio previsto oggi circa il destino dell'aereoporto di Crotone - scrivono - inattivo da novembre 2016. Cio' che la Sacal e' riuscita ad ottenere da Ryanair e' solo la promessa di due nuove rotte da e per l'aereoporto Sant'Anna e per un periodo limitato alla stagione estiva 2018. Non ci soddisfa questa soluzione - continuano Barbuto e Corrado - che e' solo temporanea, da giugno fino a fine agosto. Bisogna garantire l'ordinarietà degli spostamenti da e per lo scalo pitagorico, bisogna progettare a lunga scadenza affinche' l'aereoporto diventi un punto di riferimento stabile ed attrattivo. L'annuncio di oggi ha tutto il sapore della promessa elettorale, il palliativo somministrato ad un territorio che si aspettava invece maggiore lungimiranza da parte della dirigenza Sacal. Crotone pretende un progetto serio di rilancio dello scalo che ne garantisca la sostenibilita' economica e quindi la crescita di tutta l'area. L'appuntamento del 4 marzo, alla luce dell'ennesima mortificazione del territorio crotonese, acquista ancora piu' significato. Ribadiamo tutto il nostro impegno nelle sedi istituzionali competenti affinche' lo scalo aereoportuale Sant'Anna possa esprimersi al massimo delle sue potenzialita' e possa diventare concretamente - concludono - un volano per lo sviluppo del territorio e non solo uno scalo a tempo determinato".

 

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«La crisi idrica che ha colpito la città di Crotone nei giorni scorsi conferma l'incapacità e l'inadeguatezza della classe politica dirigente, sempre in ritardo sui problemi più gravi della città, come la distribuzione dell'acqua nelle case dei crotonesi». Così, Andrea Correggia, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Crotone. «Già nelle prime riunioni di commissione dell'anno scorso – scrive Correggia –, in cui si discuteva circa il problema idrico, avevamo denunciato l'illegittimità delle tariffe applicate da Sorical nei confronti del Comune di Crotone. Purtroppo siamo rimasti inascoltati e, anzi, abbiamo subito l'ingiustizia della mancanza d'acqua per un debito che in realtà esiste sulla base di tariffe illegittime. Inoltre stiamo anche presentando un piano di rientro su delle somme che se contestate al Tar andrebbero revisionate; siamo veramente al teatro dell'assurdo. La Sorical, di fatto continua a gestire l'acqua come un prodotto commerciale, dimenticando che sta distribuendo un bene comune. L'acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, ma è un diritto dell'uomo in quanto bene pubblico ed essenziale per la dignità del cittadino. In commissione nei giorni scorsi, dall'assessore Sinopoli, ci siamo sentiti dire che "improvvisamente" il comune di Crotone ha scoperto che la rete idrica crotonese è un colabrodo, che esistono tante utenze abusive, che Congesi non riesce a farsi pagare da tutti gli utenti, che Sorical non applica tariffe illegittime e che la quantità d'acqua venduta a Congesi da parte di Sorical non è certificata da nessun contatore. Ciò che è stato affermato precedentemente è vero, ma perché questi problemi si devono affrontare dopo la chiusura dell'acqua e non prima? Perché i cittadini crotonesi devono subire sempre i disservizi? Non è finita qui perché se Congesi nella sua breve vita si trova già in debito con Sorical, tanto da dover presentare un piano di rientro (che sicuramente non rispetterà), come potrà andare a gestire il depuratore di Crotone una volta ultimati i lavori di risanamento? Esiste dunque il pericolo imminente che l'impianto potrebbe andare nelle mani di una società la quale non ha soldi per gestirlo, con la conseguenza che ci troveremo al punto di partenza: un depuratore che non funziona poiché mal gestito! ma la vicenda Soakro non è servita a nulla? Invito il sindaco Pugliese di iniziare a far rispettare i diritti dei cittadini crotonesi nelle sedi opportune invece di continuare a subire e di smetterla con tavoli e tavolini che non servono a nulla. Crotone purtroppo è l'ultima in tante classifiche... e siamo anche gli ultimi in quanto classe politica a difesa del territorio!».

 

 

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barbuto corrado«Non ci stupiscono le affermazioni di Cerrelli sull'autonomia della nostra decisione di non partecipare alla manifestazione per l'aeroporto Sant'Anna svoltasi a Lamezia Terme venerdì scorso [LEGGI ARTICOLO]». E' quanto affermano, in una nota congiunta, Margherita Corrado, candidata M5S al Senato collegio uninominale Corigliano-Crotone e Elisabetta Barbuto, candidata M5S alla Camera collegio uninominale Crotone. «Nel leggere le sue parole – proseguono le candidate Cinquestelle – ci verrebbe da chiedere se da libero cittadino abbia mai partecipato a manifestazioni in favore della riapertura dell'aeroporto. A noi non risulta. Cerrelli ha evidentemente maturato - proseguono - l'interesse verso questo tema proprio ora, con l'approssimarsi del 4 marzo, così invece di partecipare a qualche ulteriore convegno sulle patologie umane, ha preferito recarsi a Lamezia Terme, concretizzando ciò che noi abbiamo detto di non voler fare: strumentalizzare un'azione di protesta al fine di visibilità durante la campagna elettorale. Per quanto attiene alla manifestazione, noi abbiamo fede nel fatto che i cittadini sapranno valutare la spontaneità delle azioni e la coerenza di una vita. A tal proposito chiediamo se il candidato Cerrelli, attento censore dei costumi e delle scelte altrui, abbia preso visione della normativa in materia di propaganda elettorale [LEGGI ARTICOLO]. Essa, giusto per rinfrescare la memoria a coloro i quali adottano un concetto di legalita' e moralita' del tutto personale e mutevole, vieta espressamente tutte le forme pubblicitarie tramite i pannelli pubblicitari mobili in forma fissa, in area privata esposta al pubblico, forme adottate dal leghista fin dalle prime battute della campagna elettorale. Comprendiamo l'ansia del candidato della Lega nel dover cercare di dare, in ogni modo, dimostrazione concreta del progetto salvifico di Salvini anche nella nostra regione, ma rileviamo che in uno stato di diritto le regole si rispettano sempre».

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