fbpx
Mercoledì, 28 Settembre 2022

PRIMO PIANO NEWS

Nel pomeriggio di ieri la Polizia di Stato ha rinvenuto sui banchi della Fiera mariana 337 paia di scarpe griffate di verosimile provenienza illecita, forse provento di un furto registrato ai danni di un autorticolato poche settimane fa in Puglia. Il controvalore della merce è di oltre 16mila euro. L'attenzione degli investigatori della Squadra Mobile è stata subito attratta da alcuni colli contenenti scarpe per donna, dai quali era stato asportato, mediante taglio, il cosiddetto sopracollo, riportante i dati relativi alla tracciabilità del prodotto dal distributore al venditore. Sul posto è stato così fatto intervenire il responsabile commerciale di zona della ditta, il quale ha specificato che la merce viene posta in vendita solo ed esclusivamente presso i punti vendita in franchising e non presso attività commerciali ambulanti. Peraltro, la merce della linea 2015 non è ancora stata distribuita in Calabria. Inoltre era posta in vendita ad un prezzo nettamente inferiore a quello praticato presso gli esercizi commerciali affiliati. I venditori ambulanti non sono stati comunque in grado di fornire l'idonea documentazione atta a comprovare la legittima provenienza delle scarpe. Tra l'altro, poche settimane fa, in Puglia, era stata perpetrata una rapina ad un autoarticolato che trasportava oltre 280mila euro di calzature della medesima marca. Si è dunque proceduto a sequestrare le 337 paia di scarpe poste in vendita sulla bancarella di un incensurato G. V. di 45 anni, di Castrovillari (CS), il quale è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria per avere impiegato in attività economiche beni di provenienza illecita. Sono in corso ulteriori indagini svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dal P.M. d.ssa Luisiana Di Vittorio. Nel contempo, al fine di garantire l'ordinato svolgimento della manifestazione ed il rispetto delle norme non solo in materia di commercio, ma anche per il contrasto di reati contro il patrimonio, quotidianamente, con ordinanza del questore di Crotone vengono disposti servizi di vigilanza con l'impiego di diverse componenti delle forze di polizia, che si aggiungono a quelli specifici in materia di annona effettuati dal locale Comando di Polizia municipale.

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

polizia volanteÈ andata male a due giovani individui poco più che ventenni che, intorno alle 5 di questa mattina, hanno tentato di sottrarre l'incasso del giorno prima ad un noto supermercato del centro. I due si erano introdotti furtivamente all'interno dell'esercizio, ma qualcosa è andata male e sono finiti entrambi in manette. Dietro una segnalazione, infatti, sono intervenuti gli uomini della Questura che hanno tratto in flagranza di reato i due giovani, dopo averli trovati nascosti dietro due celle frigorifere del supermercato. In manette sono finiti Francesco Spagnolo, di appena 21 anni, e Alex Gentile, di 24 anni. Gli agenti di una Volante, che erano già di pattuglia, hanno ricevuto alle 4.57 la segnalazione da parte della Sala operativa della Questura perché qualcosa di anomalo stava accadendo all'interno del supermercato "Simply" di corso Mazzini. Arrivati sul posto, gli agenti hanno visto da una griglia esterna all'esercizio Francesco Spagnolo intento a svuotare dei cassetti in cui erano sistemate delle buste contenenti l'incasso del giorno prima (ammontante a 2.114 euro). Assieme a lui, gli uomini della Questura hanno potuto appurare il concorso di Alex Gentile, impegnato anche lui nel tentativo di mettere a segno il furto. È stato a questo punto che gli agenti hanno deciso di introdursi all'interno dei locali, cogliendo di soppiatto i due giovani. Insieme hanno subito abbandonato la refurtiva sul posto, tentando la fuga attraverso i sotterranei del supermercato. Non trovando vie di fuga, però, Spagnolo e Gentile hanno pensato di nascondersi dietro due grandi celle frigorifere. Un tentativo vano il loro visto che gli agenti li hanno scovati poco tempo dopo. I due hanno anche tentato un ulteriore e ancor più disperato tentativo di fuga davanti alla vista degli agenti, ma non c'è stato niente da fare. Spagnolo e Gentile sono stati così tratti in arresto con l'accusa di furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. I due sono stati messi a disposizione dell'Autorità giudiziaria che in giornata si pronuncerà attraverso il rito per direttissima.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

La squadra mobile di Crotone ha fermato quattro stranieri perché ritenuti gli scafisti di 107 dei 211 migranti giunti ieri nel porto di Crotone. Si tratta di Yakhya, 22 anni, del Senegal; Gibril Faal (22), del Gambia; Osman Conteh (25), della Sierra Leone e Weworah Adonase (25), del Ghana, tutti accusati, in concorso, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed omicidio colposo. I quattro fermati, secondo quanto è emerso dalle indagini della polizia e della Capitaneria di Porto, hanno trasportato i migranti dalla Libia verso le coste italiane su un gommone in precarie condizioni di sicurezza. Tra i migranti, soccorsi in acque internazionali da un mercantile battente bandiera panamense, c'erano anche i cadaveri di due donne ed un uomo. Il mercantile, dopo avere recuperato i migranti, ha effettuato il soccorso di altre 104 persone. All'individuazione degli scafisti si è giunti attraverso le foto e le testimonianze raccolte tra i migranti.

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

mantia giuseppeÈ accusato di aver fatto parte della "batteria" di rapinatori che, nell'aprile del 2014, si introdussero in un noto hotel di Padova e, spacciandosi per appartenenti alle forze dell'ordine, armati di pistola, si sono fatti consegnare 15mila euro in contanti da alcuni cittadini di nazionalità cinese, adescati con un falso annuncio pubblicato su un giornale e riguardante la vantaggiosa compravendita di materiale di abbigliamento e casalinghi. Per questo motivo, nella nottata di giovedì scorso, personale della Squadra Mobile di Crotone ha tratto in arresto Giuseppe Mantia (foto), di 42 anni, residente a Mesoraca. Il provvedimento è stato eseguito nell'ambito di una più ampia attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile di Padova, in esecuzione a un'ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Tribunale di Padova. Mantia, dunque, si sarebbe reso responsabile del reato di rapina aggravata in concorso con: Fortunato Gagliardi, nato a Lamezia Terme il 2 gennaio 1965 e residente ad Alessandria;  Cosimo Tallarico, nato a Castrovillari (CS) l'11 febbraio 1984 e residente a San Lorenzo del Vallo (CS); e Alessandro Vignati, nato a Busto Arsizio (VA) il 21 giugno 1978 e residente a Gorla Minore (VA). Secondo quanto appurato nel corso delle indagini, nell'aprile del 2014, Mantia (assieme ai suoi complici), si sarebbe introdotto in questo noto hotel padovano (l'Ac hotel Mariott di via Prima Strada) per compiere la rapina. In particolare si sarebbe spacciato per appartenente alle forze dell'ordine. Armato di pistola, si sarebbe così fatto consegnare, sotto minaccia, la somma in contanti di 15mila euro, da parte di alcuni cittadini di nazionalità cinese che erano presenti nell'hotel per motivi di lavoro. Le indagini scattarono, serrate, subito dopo la rapina e si sono concluse da poco. Gli investigatori hanno fatto ricorso ad attività tecniche, perquisizioni, acquisizioni dei filmati registrati dagli impianti di video-sorveglianza dell'hotel. Tutte attività meticolose che, alla fine, hanno permettesso di ricostruire le fasi dell'azione criminosa e, quindi, giungere all'individuazione degli autori della rapina. Le indagini sono partite dall'analisi delle celle telefoniche e hanno trovato riscontro in una abitazione di Treviso, usata dalla banda come base, dove è stato trovato un biglietto con scritto il numero di telefono degli altri componenti della banda. I malcapitati cinesi erano stati adescati attraverso un annuncio economico inserito su un giornale italiano, ma fatto pubblicare in caratteri mandarini. L'annuncio parlava della vendita in stock di materiale d'abbigliamento e casalinghi. Reclamizzava l'esigenza di un fittizio venditore cinese (residente nella provincia di Padova) che, avendo cessato la propria attività, avrebbe avuto merce da alienare. Contattato dunque il finto inserzionista, questi ha poi fissato l'appuntamento con i propri connazionali all'interno di un hotel di Padova. qui sarebbe dovuto avvenire lo scambio della merce e dei soldi. Una volta giunti sul posto, però, mentre erano ancora in corso le trattative concernenti la compravendita della merce, hanno fatto nel frattempo irruzione all'interno della stanza i malviventi che, dichiarandosi poliziotti, con arma in pugno e facendo finta di comunicare con una radiolina, si sono impossessati di un trolley e di un borsone all'interno dei quali, oltre agli effetti personali, era custodito il denaro contante. I rapinatori prima di allontanarsi, hanno anche ammanettato con delle fascette in plastica da elettricista tre dei quattro cinesi presenti in stanza, portando via come ostaggio il cittadino cinese autore dell'inserzione dimostratosi poi, all'esito dell'indagine, complice degli stessi. Secondo quanto appurato dagli investigatori, il gruppo stava già pianificando un nuovo colpo a Lecco nell'abitazione di
imprenditore che, a loro dire, avrebbe fruttato 6 milioni di euro.

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

Un 36enne è stato tratto in arresto dalla Polizia perché sorpreso a sottrarre materiale ferroso in un capannone. «Nell'ambito di mirati servizi di controllo del territorio - riferisce una nota della Questura - nonché di prevenzione e repressione dei reati in genere, disposti dal questore di Crotone Luigi Botte, nella serata di ieri (16 marzo, ndr) gli agenti della Squadra Volante, diretti dal commissario capo Francesco Meduri, hanno tratto in arresto F. S., crotonese, classe 1979, poiché resosi responsabile del reato di "furto aggravato". A seguito di una chiamata telefonica giunta sull'utenza del 113 - informa il comunicato - gli agenti hanno prontamente organizzato un servizio di perlustrazione effettuato nella zona industriale di Crotone, dove era stata segnalata la presenza di persone che stavano asportando materiale da un capannone. Appena individuato il sito industriale oggetto del furto - prosegue il comunicato - gli operatori sono riusciti a bloccare nella flagranza di reato il soggetto indicato intento a riporre un ingente quantitativo di materiale ferroso in un furgone. Il materiale ferroso oggetto di furto - specifica la nota - previa identificazione da parte del proprietario, è stato successivamente restituito allo stesso, mentre l'arrestato, su disposizione del pubblico ministero di turno, sarà giudicato con rito per direttissima nella giornata di domani 18 marzo 2015».

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

immigrati7Motivo della sommossa sarebbe stato il mancato percepimento del "pocket money", delle schede telefoniche e l'insufficienza dei vestiti loro forniti, nonché la richiesta di conoscere la data di esatta convocazione da parte della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Pubblicato in Cronaca
Pagina 86 di 88