Mercoledì, 08 Luglio 2020

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«Una cava di macine per antichi mulini è stata rinvenuta, in modo casuale, giorno 26 giugno 2020 a Crotone, sul litorale cittadino, in corrispondenza dell’antico Convento dei Carmelitani (il cosiddetto Lazzaretto), che sorgeva fuori le mura della città, sulla via per Capo delle Colonna».

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«Era il 24 Agosto 2017, quando a Crotone veniva inaugurato l'ufficio della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio, situata nel castello di Carlo V». È quanto scrive Giovanni Antonio Marsala del Comitato per la Provincia della Magna Graecia.

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«Il Tar del Lazio, con ordinanza dell'11 giugno scorso, ha pronunziato una ordinanza con la quale non ha sospeso il decreto che individua la sede della nuova Soprintendenza della Calabria in Crotone, come erroneamente è stato riferito dal sindaco nonché presidente della Provincia di Catanzaro, ma si è limitata a fissare l'udienza pubblica del 10 novembre prossimo ai soli fini di una sollecita definizione del giudizio di merito».

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«La sospensione del decreto ministeriale da parte del Tar con cui il ministero dei Beni culturali ha istituito la nuova Soprintendenza Catanzaro-Crotone con sede nella città pitagorica, consentirà di salvaguardare gli interessi di Catanzaro: le dichiarazioni del sindaco di Catanzaro non fanno altro che evidenziare il vuoto istituzionale che circonda il territorio crotonese».

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"La storia si ripete", recita un vecchio detto. È proprio così!

Ciclicamente soprattutto alle nostre latitudini, siamo ormai avvezzi a ricadere negli stessi errori. 

Quello che più colpisce ed al contempo delude, non è tanto il gioco dei capoluoghi storici perpetuanti nella loro contorta visuale centralista, quanto il fatto che i nostri popoli non siano animati da quel sussulto d'orgoglio che permetterebbe un'inversione di tendenza alle storture. 

Capita che la città capoluogo di Regione ricorra al Tar per una sentenza avversa ad una sede della Soprintendenza nella città di Pitagora!

Certo non compete a chi scrive ricordare che quando gli avi greci misero piede in terra jonica fondarono città che ancora oggi riecheggiano negli annali: Sybaris e Kroton, che strinsero rapporti con Pandosia, passando per Krimisa e Petelia. La storia è nata qui! 

Le gesta dei grandi hanno albergato in questo lembo di terra di 200 km. 

Dovremmo imprimerlo bene, dapprima nella nostra mente, poi forse saremo in grado di pretendere il rispetto che altri ci devono. 
Si badi bene, Catanzaro fa il suo gioco! È legittimo tirare l'acqua al proprio mulino. 

Quello che si dovrebbe evitare è pensare di contrastare i colossi con gli eserciti di carta. 

Della meravigliosa Magna Graecia, oggi rimangono i brandelli della diaspora di popoli che si sono chiusi nei loro piccoli recinti. 

Allora, se Catanzaro vuole la sua soprintendenza, accentrando a sé tutta la terra d'Istmo dei Feaci, la Magna Graecia ha l'innato diritto d'avere la propria soprintendenza che abbracci le prime due colonie d'archea stirpe in terra di Calabria. 

Le stesse città che hanno portato luce laddove, prima di loro, c'era il più completo nulla. 

Pertanto, perché non generare una soprintendenza ai beni archeologici e culturali di Sybaris e Kroton! Non una, ma due sedi, magari dirette dallo stesso supervisore, uscendo quindi dal localismo che ci ha caratterizzato ed iniziando un reale e virtuoso percorso di rete.

Si badi bene, l'idea di amalgamare la sibaritide e la crotoniatide non è una forzatura, semplicemente è fare pace con la storia. 

Non abbiamo forza e numeri separatamente, ma potremo averla insieme, quando tutto il territorio avrà inverato l'idea di città solidamente diffusa. 

In questa Regione, per creare economie di scala bisogna destagionalizzare il turismo, che giocoforza si limita ai soli mesi estivi. 

Allora cosa si può sfruttare meglio, oltre al mare, se non la cultura, la storia, l'arte, che nell'Arco Jonico di levante abbonda! 

Si pensi ai molteplici castelli, alle fortezze disseminate tra Rocca Imperiale e Le Castella. Riflettiamo sulla miriade di chiese e monasteri che dai centri sulla linea di costa raggiungono i borghi che accarezzano le propaggini della Sila. 

Tutto quest'inestimabile tesoro, compreso anche l'unico patrimonio UNESCO in Calabria, gestito, curato e preservato dalla soprintendenza ai beni archeologici e culturali della Magna Graecia. 

A quel punto i capoluoghi storici non ci guarderanno più come terra di conquista, ma come competitivi avversari e il riverbero dell'area jonica di levante contribuirà irradierà quel circolo virtuoso di rinascita dell'intera Regione. 

Domenico Mazza

Cofondatore Comitato per la Provincia della Magna Graecia

 

 

 

 

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«Impugnare al Tar la decisione di stabilire a Crotone la sede della neonata Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Catanzaro e Crotone (Sabap Cz-Kr), decisione che non può essere contestata in quanto attiene all'organizzazione interna del ministero oggi a guida Franceschini, è mentire sapendo di mentire». È quanto scrivono in una nota le parlamentari Cinquestelle Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado in merito al ricorso al Tar presentato dal Comune di Catanzaro.

«Bisognerebbe chiedere i danni – scrivono – al sindaco Abramo, non solo perché alimenta il campanilismo più becero, evidentemente allo scopo di guadagnare facili consensi e distogliere l'attenzione dei cittadini catanzaresi dai problemi reali, non pochi, causati alla città che amministra, ma perché sperpera risorse del 'suo' Comune e costringe quello di Crotone a fare altrettanto, coinvolgendolo in una battaglia legale che sa bene essere priva di qualsiasi legittimazione. Bisognerebbe chiedergli di pagare di tasca sua il professionista che il commissario prefettizio ha designato per difendere gli interessi dell'Ente pitagorico».

«In realtà, gli interessi in gioco – sottolineano – non sono dei due comuni/province, ma dello Stato al più alto livello».

«Le soprintendenze Abap infatti – entrano nel merito Barbuto e Corrado –, non sono uffici di rappresentanza del Mibact sul territorio, ma uffici di tutela e la tutela, diversamente dalla valorizzazione, non è materia concorrente con le Regioni, ma spetta interamente allo Stato, che la esercita distribuendo uffici e personale in base alla quantità e qualità del patrimonio culturale stratificatosi nel tempo in un'area che può anche comprendere più province o parti di esse. Per questo le sedi delle singole Soprintendenze e i loro uffici territoriali non ricalcano l'ordinamento amministrativo e men che meno tengono conto del rango di capoluogo in quanto tale, tranne che questo, come spesso accade in Italia, non spetti ad una città di fondazione classica. Non è così per Catanzaro, se ne facciano una ragione, perché non esiste una Catanzaro magno-greca o romana: la città nasce nel Medioevo, con un gap di 2.000 anni rispetto a Reggio, a Crotone, a Locri, a Vibo. La storia non si cambia per mera demagogia».

«La notizia alla quale prestare attenzione – invitano le parlamentari –, se mai, e di cui compiacersi a Catanzaro come a Crotone, dovrebbe essere la pubblicazione, ieri, da parte del Mibact, della circolare che per la prima volta bandisce l'interpello per assegnare la direzione della Soprintendenza Abap di Catanzaro e Crotone. Si cerca, in altre parole, un dirigente ministeriale (in forza alle Soprintendenze Abap o ai Poli museali) che sia disposto ad assumere l'incarico di soprintendente della sede di Crotone, inaugurando la serie. E tuttavia anche questa buona novella nasconde insidie che devono essere motivo di preoccupazione: l'interpello riguarda, infatti, anche altre cinque soprintendenze Abap (in Calabria, Umbria, Liguria) e per tutte l'incarico potrebbe non essere triennale ma ad interim, quindi a tempo limitato».

«Soprattutto – rivelano Barbuto e Corrado –, si legge nell'atto: "in assenza di istanze, l'Amministrazione per esigenze inderogabili di natura organizzativa e funzionale, si riserva, in ogni caso, di assegnare in via unilaterale la sede". È la formula inaugurata con la circolare numero 342 del 31 ottobre 2019, alla quale avevo già pronosticato fortuna perché, complice la moria dei soprintendenti (l'ultimo concorso è del 2007), segna il passaggio dalla discrezionalità consentita dalla normativa vigente ai dirigenti pubblici all'arbitrio puro e semplice».

«Ebbene, che non ci saranno – commentano – istanze di dirigenti e che la Soprintendenza Abap Cz-Kr sarà assegnata ad interim (con questo o con un successivo interpello) è pressoché scontato. Facile quindi indovinare la gioia di chi, tra i soprintendenti del sud Italia, si vedrà piombare tra capo e collo anche l'ufficio di Crotone, oltre a quello che già dirige, senza alcun incentivo né economico né di carriera, trattandosi di una soprintendenza piccola, defilata e niente affatto prestigiosa secondo i criteri in voga oggi al Mibact. Una soprintendenza nata già carica di problemi, che vanno dalle difficoltà logistiche alla mancanza di personale (i dipendenti residui sono appena tre), fino alle beghe di "Antica Kroton"».

«Eh sì – incalzano le parlamentari –, perché non bisogna dimenticare "Antica Kroton", che fa troppa gola alla politica regionale affaristico-malavitosa per essere lasciata nelle mani di uno sconosciuto... Da qui l'altro scenario possibile: che l'incaricato (ma sarebbe meglio dire l'eletto) non sia affatto uno sconosciuto, bensì persona di esperienza, cioè fidata e da sempre tacitamente prona agli interessi, confessabili e non, che si muovono intorno a quelle decine di milioni di euro ancora da distribuire agli affamati. Non chi ha realmente bisogno e dunque spera, legittimamente, nel miraggio di nuove opportunità lavorative, ma chi non sa ormai mettere freno alla propria ingordigia. E allora sì che Catanzaro, o meglio il Catanzarese, diventa (anzi rimane) la location ideale, poiché tutto avviene già da tempo alla luce del sole che bacia la città cassiodorea pendente dai colli come un grappolo e la landa desolata di Germaneto», concludono.

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