Giovedì, 22 Ottobre 2020

PRIMO PIANO NEWS

«Nel prendere atto – informa una nota del Comune di Crotone – che il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato l'istanza cautelare del consorzio sportivo Momenti di gloria e delle società affiliate proposto per l'annullamento dell'ordinanza di sgombero adottata dal Comune relativamente al PalaMilone appare significativo rimarcare quanto specificato nell'ordinanza laddove si mette in evidenza come prioritario l'interesse pubblico di recupero del bene da parte dell'Ente proprietario».

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Palamilone off-limts per il Comune di Crotone fino alla sentenza del Tribunale di Crotone del prossimo 6 luglio. La prima sezione del Tribunale amministrativo della Calabria ha emesso un nuovo decreto con cui estende a tutte le società del consorzio Momenti di gloria l’accoglimento dell’istanza cautelare che blocca l’ordinanza di sgombero notificata dal Comune di Crotone.

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«Il consorzio non consegna le chiavi perché l’ordinanza del Comune è sospesa in ragione dell’ordinanza del Tar di ieri, le associazioni che sono vincitrici del pronunciamento hanno diritto a ricevere garanzia che non ci sia alterazioni dello stato dei luoghi».

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La sentenza non è definitiva e uno dei due motivi del ricorso è stato rigettato, mentre sul secondo resta un flebile “nì”.

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CATANZARO - L'avvocatura dello Stato, per conto del Governo, ha rinunciato alla procedura accelerata con la richiesta di decreto cautelare monocratico al presidente del Tar di Catanzaro nel procedimento aperto contro la Regione Calabria per l'ordinanza della presidente Jole Santelli che consente il servizio ai tavoli, se all'aperto, per bar e ristoranti. Lo hanno annunciato i legali nel corso dell'udienza tenuta stamani. Il presidente del Tar ha quindi fissato per sabato alle 9.30 l'udienza collegiale che esaminerà il ricorso. Il ricorso del Governo contro l'ordinanza della Regione Calabria deve essere discusso dalla Corte costituzionale e non dal Tar. Lo hanno sostenuto gli avvocati Oreste Morcavallo, Andrea Di Porto e Massimiliano Manna - quest'ultimo dell'Avvocatura regionale - che assistono la Regione. "Si tratta - ha spiegato l'avvocato Morcavallo - di una contrapposizione tra poteri dello Stato che può essere decisa solo dalla Corte costituzionale in base all'art. 134 della Costituzione".

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Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha impugnato, a quanto apprende l'Ansa, l'ordinanza della Regione Calabria del 29 aprile che prevede l'apertura di bar e ristoranti. Gli atti sono stati trasmessi come da prassi, sempre a quanto si apprende, all'avvocatura generale dello Stato.

Già in mattinata le dichiarazioni del ministro si dirigevano verso questa direzione. "Mi auguro che la presidente Santelli segua le regole, quelle che disciplinano la vita nelle istituzioni. Lei le conosce bene e sa che quell'atto è illegittimo", aveva detto ospite di Sky tg24, parlando dell'ordinanza della Regione Calabria, dopo la diffida inviata dal governo perché la ritiri. "Come Jole Santelli sa, giovedì è partita la lettera, l'invito che si è trasformato in una diffida e le procedure sono partite. Lei conosce bene le procedure, ha ancora tempo per ritirare l'ordinanza. Se non dovesse farlo, sa quello che succede quando parte una lettera che diffida dall'andare avanti rispetto a quell'ordinanza". Il ministro ha ricordato che la governatrice calabrese "nelle ultime due videoconferenze non si è presentata, nemmeno confrontata e questo non va bene. Io l'ho chiamata perché ci conosciamo da anni". In una intervista al 'Messaggero' Boccia annuncia che senza il ritiro dell'ordinanza "nelle prossime ore" ci sarà l'impugnazione "domani mattina al Tar".

 

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