Lunedì, 28 Settembre 2020

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stadio ordinanza tar calabriaIl Mibac non ama Crotone. Questa la chiave di lettura della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Calabria, che ha accolto il ricorso presentato dal Comune e dalla Fc Crotone. Nella sua valutazione dei fatti il Tar ha tenuto conto principalmente di due questioni sollevate con il ricorso del Comune e dalla Società di calcio: non sono stati prodotti danni ai reparti con la costruzione della tribuna mobile e degli spogliatoi; non ci sono progetti e soldi per realizzare scavi e portare alla luce i resti archeologici presenti nel sito dello stadio. Il Tar Calabria, in buona sostanza, ha utilizzato il buon senso. Quello che di solito utilizzano i padri di famiglia. Il buon senso ha sempre evitato di fare danni e avrebbe dovuto utilizzarlo anche il Mibac che, invece, ha scelto la strada della rigidità, risultata a molti del tutto incomprensibile. Quale obiettivo si intendeva raggiungere con quella rigidità? L’unico che, a lume di ragione, si intravvede è quello di togliere dallo stadio la squadra di calcio in attesa di finanziamenti che potrebbero non arrivare mai. Un rappresentante regionale del Mibac, in maniera del tutto riservata, mi ha riferito che la rigidità sulla vicenda dello stadio di Crotone è una scelta nazionale. Viene il dubbio che qualcuno abbia spinto per ottenere la posizione intransigente. E’ un dubbio, se ci fosse la certezza sarei pronto a dire nome e cognome di coloro che potrebbero avere deciso di fare del male a questa città per affermare i propri principi. Di questi soggetti, sempre che il dubbio trovasse conferma nei fatti, Crotone farebbe volentieri a meno.

 

 

 

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stadio ezio scida curva tribunaLa prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria ha accolto oggi definitvamente l’istanza cautelare presentata dall’Fc Crotone, sospendendo così i provvedimenti di Soprintendenza e Mibac con i quali si intimava lo smantellamento delle strutture amovibili di Tribuna e curva sud dello stadio Ezio Scida. La sezione del Tar Calabria ha quindi fissato al 19 giugno 2019 l’udienza pubblica per il pronunciamento definitivo. Secondo i magistrati (Vincenzo Salamone, presidente; Francesca Goggiamani, referendario estensore; e Pierangelo Sorrentino, referendario), allo stato, «risulta la probabile sussistenza del lamentato vizio della funzione emergendo (vedi relazione direttori lavori e relazione Silpa 2016 e 2018) non solo che le strutture amovibili (tribuna e spogliatoi), per come progettate e realizzate, non hanno compromesso il sottosuolo e relativi resti archeologici, pienamente rispettando le prescrizioni contenute nell’originaria concessione (difetto di scavi/ carico inferiore a 1 kg/cmq), ma anche che il Mibac non ha programmato nell’area in questione interventi di valorizzazione dei beni archeologici, mentre al contrario la F.C. Crotone sta predisponendo studio di fattibilità per realizzazione di un nuovo impianto sportivo già preannunciato al Comune, il quale ha a sua volta approvato il documento preliminare al Psc». Sulla scorta di queste considerazione, i magistrati del Tar Calabria hanno ritenuto che i provvedimenti impugnati avrebbero potuto procurare danno alla comunità e alla società stessa non potendo disputare il campionato di Serie B in casa.

 

 

 

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stadio ezio scida curva tribunaIl Tar della Calabria, dopo i ricorsi presentati da Crotone e Comune, ha disposto la sospensiva degli atti della Soprintendenza archeologica della Calabria che non aveva autorizzato l'uso delle strutture amovibili di tribuna coperta e curva sud dello stadio Scida disponendone la rimozione. Il giudice ha fissato la discussione di merito per il 26 settembre. La gara di sabato prossimo tra Crotone e Verona, quindi, si giocherà regolarmente. A causa della mancata autorizzazione lo stadio era stato dichiarato inagibile e la gara contro il Foggia si era giocata solo grazie ad un'ordinanza del sindaco Ugo Pugliese. Lo ha reso noto Pugliese. Il Tar ha ritenuto il ricorso "fondato sotto il profilo della violazione dei principi di proporzionalità ed affidamento, in quanto: le strutture amovibili non hanno compromesso il sottosuolo e relativi resti archeologici e la circostanza non appare contestata; il Mibac non ha dimostrato e nemmeno enunciata l'esigenza di effettuare interventi di valorizzazione".

pedace pugliese deluca«Eravamo nel giusto. E lo abbiamo sempre sostenuto. Così come abbiamo sostenuto che il Crotone doveva giocare a Crotone. Questo di oggi è un primo risultato importante». Lo ha detto il sindaco Ugo Pugliese nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sala giunta commentando il decreto del Tar con il quale si accoglie la domanda di sospensiva dell'ordinanza e delle diffide a firma del dirigente della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio relative allo Stadio Ezio Scida. Con il sindaco Pugliese, presenti l'assessore all'Urbanistica Salvatore De Luca che ha seguito in prima persona la vicenda giudiziaria, e gli assessori Leo Pedace e Giuseppe Frisenda e il presidente del Crotone Calcio Gianni Vrenna. «Come è noto – recita una nota del Comune di Crotone – la Soprintendenza non aveva dato autorizzazione all'uso delle strutture amovibili della Tribuna coperta e della Curva Sud e ne aveva disposto la rimozione. Inoltre la realizzazione di un nuovo impianto sportivo da parte del Crotone Calcio e del Comune è stata avviata a dimostrazione della volontà di rispettare la prescrizione di temporaneità delle strutture e dell'impianto sportivo attualmente in uso. Il Tar - aggiunge - ha ritenuto sussistente il grave danno che deriva alla comunità crotonese dalla esecuzione degli atti impugnati correlato all'impossibilità per il Crotone Calcio di proseguire nella partecipazione al campionato di serie B. Il giudice ha quindi sospeso l'efficacia degli atti della soprintendenza ed ha disposto la discussione in udienza camerale sulla vicenda il prossimo 26 settembre. Sostanzialmente questa decisione del Tar riporta lo stadio alla sua originaria capienza di 16.000 posti e stabilisce che la gara con il Verona di sabato prossimo si potrà giocare regolarmente. Alla conferenza stampa hanno partecipato i legali del Comune e del Crotone Calcio Sandro Cretella e Elio Manica. Dopo la vittoria di ieri a Livorno un altro importante risultato per la squadra e la città», conclude la nota.

 

 

 

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pugliese frisenda stadioPronto a ricorrere al Tar. Il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, replica così durante un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Telediogene, alla diffida perentoria fatta recapitare ieri dal soprintendente Mario Pagano che intima alla «ottemperanza immediata allo smontaggio delle strutture provvisorie dello stadio "Ezio Scida" di Crotone». Nel frattempo, vista la prescrizione del soprintendente che nella diffida invita tutti i destinatari a vigilare sull'immediata esecuzione dello smontaggio e, in caso contrario, a denunciare la mancata ottemperanza all'Autorità giudiziaria, il sindaco ha deciso di cautelarsi per avviare le procedure per lo smantellamento. Ciò compoerterà dei tempi tecnici, anche per l'indizione della gara d'affidamento dei lavori. Parallelamente, il sindaco Pugliese cercherà di convocare un tavolo istituzionale per concordare tempi e modalità. Ma in ultima istanza, l’Amministrazione comunale si dice pronta a ricorrere al Tar.

 

 

 

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oliverio emiliano no triv«Nessuna ambiguità da parte della Regione sulle trivellazioni a mare». Lo scrive in una nota la giunta regionale rispondendo ai quesiti posti sul finire della scorsa settimana dal comitato nazionale No Triv e Raspa [LEGGI ARTICOLO]. «In merito alle notizie – è scritto nella nota – apparse nei giorni scorsi sulla stampa, da parte di alcune associazioni, attraverso cui si rilevano presunti ritardi ed ambiguità da parte di questa Amministrazione Regionale rispetto alla problematica delle trivellazioni a mare, si ritiene necessario fare alcune precisazioni al fine di evitare confusione e rovesciamento della verità. I temi dell’ambiente, come è noto, sono centrali nel programma del presidente Oliverio e nell'azione di governo di questa Giunta regionale che si è distinta sin dal primo momento nella iniziativa contro le trivellazioni nel nostro mare. E’ utile ricordare che quella contro le trivellazioni è stata una campagna aperta dalla prima ora. Questa battaglia è stata condotta con il coinvolgimento dei comuni, della rete associativa e dei cittadini. Il consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno contro le trivellazioni ed a sostegno della linea seguita, in tal senso, dalla Giunta Regionale. Tra l’altro, per quanto riguarda l’attività di contrasto alle attività estrattive e di ricerca di idrocarburi da parte della Regione, esiste una nutrita rassegna stampa che dimostra esattamente il contrario di quanto affermato da alcune associazioni attraverso la stampa. Nessuna ambiguità dunque anzi, al contrario, la Regione Calabria si è mossa con chiarezza e determinazione. Dal Manifesto di Termoli, attraverso cui la Regione Calabria ha aderito formalmente alla battaglia contro le trivellazioni, la Giunta regionale si è distinta, in tutti i passaggi, per essere stata tra i soggetti protagonisti di questa battaglia per la salvaguardia e la valorizzazione ambientale del nostro mare. La tutela dei nostri mari e delle nostre coste rappresenta una priorità imprescindibile e per questa ragione abbiamo impugnato la sentenza del Tar Lazio al Consiglio di Stato. Nessuna ambiguità, quindi, ma una linea chiara e determinata a difesa del nostro mare, contro ogni ipotesi di trivellazione più o meno camuffata».

 

REPLICA DI RASPA E COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

«Nei giorni scorsi – scrivono gli attivisti in una nota – il coordinamento nazionale No Triv e Raspa avevano invitato il presidente della Regione Calabria a compiere passi seri e risoluti contro il Mise e la Global Med. Oggi apprendiamo, indirettamente, che la Regione Calabria avrebbe proposto ricorso al Consiglio di Stato la sentenza del Tar Lazio che aveva respinto il primo ricorso della stessa Regione Calabria. Si spera che, a differenza che nel primo caso, questa seconda volta la strategia prescelta sia stata quella giusta. Commettere errori è umano, ma perseverare nell'errore è diabolico. Il presidente Oliverio non dimentichi però di aver cannato il primo ricorso e di aver lasciato "passare", senza opporre alcuna resistenza, il decreto del ministero dell'Ambiente che ha valutato compatibile con l'ambiente l'istanza di Global Med per un terzo permesso di ricerca, sempre nello Jonio e in area contigua ai due già esistenti».

 

 

 

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piattaforma global medSono arrivati in ritardo e impugnando in maniera erronea i decreti. Per questo il Tribunale amministrativo ha, in parte, dichiarato l’irricevibilità, in parte, l’inammissibilità e, per il resto, ha respinto il tutto al mittente. La terza sezione del Tar del Lazio ha infatti rigettato i ricorsi presentati da Regione Calabria e Comune di Crotone nel febbraio 2017 contro i decreti autorizzativi rilasciati dal ministero dell’Ambiente alla società “Global Med” per compiere le ricerche petrolifere nell’acque dello Ionio attraverso la tecnica dell’air gun. Tant'è che qualche movimento, in tal senso, lo si è forse notato al largo di Crotone, già nello scorso mese di dicembre. Le sentenze sono due, perché due erano i ricorsi presentanti dai due Enti. Entrambe le decisioni sono state depositate il 25 novembre 2017, dalla stessa sezione del Tar del Lazio riunita in camera di consiglio con l'intervento dei magistrati: Giampiero Lo Presti (presidente), Michelangelo Francavilla (consigliere, estensore) e Antonino Masaracchia (consigliere). In un primo momento, nel marzo 2017, il Tar del Lazio aveva accolto per via cautelare i due ricorsi con grande soddisfazione espressa dagli Enti ricorrenti. All’ordinanza del Tribunale amministrativo, però, si è poi appellato il ministero dell’Ambiente davanti al Consiglio di Stato. Il 27 giugno 2017, l’Appello ha riformato il provvedimento del Tar e ha respinto l’istanza cautelare proposta con il ricorso di primo grado. Da qui il nuovo pronunciamento del Tar nel novembre scorso che ha rigettato i ricorsi sia del Comune, che della Regione. Entrambi avevano impugnato i decreti del ministero dello Sviluppo economico (Direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche) del 15 dicembre 2016, con cui sono stati rilasciati, in favore della Global Med Llc, i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel Mar Ionio zona marina “F” convenzionalmente denominati «F.R 41.GM» e «F.R 42.GM», nonché tutti gli atti a loro connessi. Il Tar richiama in entrambe le ultime sentenze il fatto che, ad essere impugnati, sarebbero dovuti essere i due decreti precedenti a quelli autorizzativi, cioè i numeri 287 e 288 del 18 ottobre 2016, di compatibilità ambientale adottati dal ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il ministro dei Beni culturali. Ma per entrambi i decreti, secondo il Tribunale, sarebbero comunque scaduti all’epoca del ricorso i 30 giorni di tempo concessi per l’impugnazione dopo la pubblicazione su Gazzetta ufficiale. Su questo punto, la legge avrebbe comunque consentito in extremis il ricorso straordinario al Capo dello Stato che dilata il termine a 120 giorni dalla comunicazione (o piena conoscenza) dell'atto impugnato: Tale via del tutto straordinaria si può proporre contro provvedimenti definitivi solo per motivi di legittimità, mai per vizi di merito. Sulla sentenza del Tar del 25 novembre 2017 la Regione Calabria fa sapere di avere l'intenzione di ricorrere in Appello.

 

 

 

 

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