Lunedì, 28 Settembre 2020

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elisabetta dominijanni2Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria ha deciso di trattare definitivamente il ricorso presentato da Elisabetta Dominijanni, contro il Comune di Crotone, il prossimo 12 aprile. Dominijanni, già dirigente del settore urbanistico incaricata dal precedente sindaco Peppino Vallone, lo scorso mese di maggio aveva partecipato e vinto il concorso per dirigente bandito dall’amministrazione Vallone. L’attuale amministrazione guidata da Ugo Pugliese ha proceduto, in autotutela, all’annullamento del concorso vinto dalla Dominijanni, che ha presentato il ricorso al Tar Calabria. Con l’ordinanza numero 570, depositata lo scorso 14 dicembre, il Tribunale amministrativo calabrese ha comunicato che “le esigenze delle parti in causa siano/appaiono tutelabili adeguatamente con la sollecita fissazione del giudizio di merito ai sensi dell’articolo 55, comma 10 del codice di procedura amministrativa”. Significa che il Tar ritiene che “le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente”. Fissa, quindi, la data del 12 aprile prossimo con la prospettiva che c’è una valutazione sul favorevole apprezzamento delle ragioni rappresentate nel ricorso dall’architetto Dominijanni, che è stata rappresentata dagli avvocati Alfredo Gualtieri e Demetrio Verbario. Il Comune di Crotone, invece, è stato rappresentato dall’avvocato Giuseppe Pitaro. Un nome ricorrente, quello dell’avvocato Pitaro, quando ci sono vertenze legali che impegnano il Comune di Crotone. Evidentemente è un professionista di peso, ciò non esclude che si possa, in alcune circostanze, anche fare riferimento a professionisti di Crotone (l’offerta è molto ampia e di provata qualità), essendo Pitaro un legale catanzarese.

 

 

 

 

 

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giungato gulliLa seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria ha dichiarato quest’oggi inammissibile il ricorso presentato da Ilario Sorgiovanni per l'annullamento integrale delle operazioni elettorali svoltesi lo scorso 5 giugno per l’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali di Crotone. A decretarlo è stato il Tar in seduta collegiale composta da Salvatore Schillaci (presidente), Emiliano Raganella (primo referendario, estensore) e Giuseppina Alessandra Sidoti (referendario). Sorgiavanni è stato rappresentato e difeso dagli avvocati Natalina Giungato e Salvatore Gullì, mentre il Comune di Crotone aveva nominato come legale rappresentante l'avvocato Giuseppe Pitaro del foro di Catanzaro. La discussione era stata autorizzata dal Tar ad andare in diretta streaming. Il ricorso dei 5 Stelle era fondato sull'assunto che in 50 sezioni vi sarebbero state delle gravi irregolarita' che avrebbero inficiato il procedimento elettorale. Avverso tale ricorso si e' costituito il Comune di Crotone con il patrocinio dell'avvocato Giuseppe Pitaro, il quale, tra l'altro, ha eccepito l'inammissibilita' del ricorso per difetto di notifica da parte del Movimento 5 Stelle al Comune di Crotone. Il Tar ha accolto la tesi difensiva proposto dall'avvocato Giuseppe Pitaro ed ha rigettato in toto il ricorso dichiarandolo inammissibile, per cui l'amministrazione Comunale di Crotone guidata da Ugo Pugliese resta pienamente e legittimamente in carica.

 

 

 

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tar ricorso sagasIl Tribunale amministrativo regionale della Calabria sospende il provvedimento dell’Enac di non ammettere al bando di gara per l’assegnazione della gestione dell’aeroporto di Crotone della Sagas, società partecipata dai Comuni di Crotone e Isola Capo Rizzuto e dalla Regione Calabria. Nel dispositivo, reso noto nella tarda serata di oggi, a firma del presidente Vincenzo Salamo si legge: “Accoglie la domanda cautelare proposta con i motivi aggiunti, sospende l’efficacia del provvedimento Enac (numero 010 7225 del 18 ottobre 2016) di non ammissione della società ricorrente alla gara per l’affidamento in concessione della gestione totale degli aeroporti di Crotone di Reggio Calabria e conseguentemente riammette la società ricorrente alla procedura di gara previo ricorso all’istituto del soccorso istruttorio”. Quello che è stato accolto, quindi, è il ricorso aggiuntivo, che non annulla il bando Enac verso il quale era stato presentato da parte di Sagas il primo ricorso. Il bando resta, ma a giocarsi la partita dell’assegnazione c’è anche la Sagas. A questo punto è importante capire se il Tar, visto che ha fissato “per la trattazione collegiale la camera di consiglio” il prossimo 30 novembre, intenderà bloccare il bando rivedendo, di fatto, la sua prima decisione di non accogliere la richiesta di sospensione presentata dalla Sagas relativamente all'annullamento dello stesso. Il Tar Calabria, infatti, nella prima seduta aveva rifiutato di concedere la sospensiva in quanto il bando non aveva impedito alla Sagas di partecipare. La prima motivazione era stata presentata contro l’attribuzione del punteggio maggiorato alla società che partecipava al bando e chiedeva la gestione degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria. Secondo la Sagas questa impostazione era stata fatta da Enac per avvantaggiare la Sacal, attuale gestore dell’aeroporto di Lamezia Terme. C’era stato un pronunciamento non favorevole alla ricorrente Sagas per cui l’avvocato Paolo Borrelli ha presentato motivi aggiuntivi in quanto la Sagas era stata esclusa per la mancata presentazione della polizza fideiussoria prevista dal bando.

 

 

 

 

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ricorso bando enacÈ in odore di rigetto il ricorso proposto da Sagas Spa contro l’Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) davanti al Tar della Calabria e su cui, lo stesso tribunale, dovrebbe pronunciarsi questo mercoledì. Non era, infatti, stato reso noto sinora che già lo scorso 6 ottobre 2016 il presidente del Tar Calabria, Vincenzo Salomone, con un primo decreto presidenziale, ha posto una pesante ipoteca e non certo favorevole per la Sagas sull’esito del contenzioso. Il presidente del Tar, infatti, nello scrutinare la domanda di misure cautelari che la società a mezzo del proprio avvocato, Paolo Borrelli, aveva avanzato al fine di tentare di paralizzare immediatamente il bando, innanzitutto, ha ritenuto che non ne esistono i presupposti in quanto «ad un primo sommario esame – scrive il presidente – non sussiste una situazione di danno irreparabile posto che le clausole del bando di gara oggetto di impugnazione (unicità della procedura di affidamento della concessione di gestione aeroportuale per gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, nonché la valutazione unitaria dell’offerta in relazione alle due gestioni) non impedisce allo stato alla società ricorrente la partecipazione alla gara». Ciò che però più deve preoccupare la società pubblica è l’ulteriore inciso contenuto nel provvedimento presidenziale dove si afferma che «sempre ad un primo sommario esame, non si coglie allo stato la illogicità della clausola di unicità della gara riferita alla gestione di due aeroporti ubicati nella stessa Regione in un’ottica di integrazione dei servizi prestati e di economizzazione dei costi di gestione». Cioè a dire: non sembra che sia illegittima la clausola del bando che attribuisce un punteggio maggiore a chi si proporrà quale concessionario di entrambi gli scali aeroportuali di Crotone e Reggio Calabria il quale addirittura, secondo il Tar, contribuisce a realizzare maggiori economie in termini di costi di gestione. La domanda cautelare sarà nuovamente scrutinata il prossimo mercoledì 26.10.2016, ma lo “sbilanciamento” del presidente dell’organo di giustizia amministrativa non depone affatto bene per l’esito positivo del contenzioso che, laddove rigettato, comporterebbe la permanenza di una situazione di “supremazia” per le società che hanno proposto di gestire entrambi gli scali aeroportuali (al momento, Sacal ed il gruppo Avr Spa). Una nuova tegola che si abbatte sul management di Sagas Spa, già escluso dalla gara pubblica ed il quale potrebbe rientrare in corsa solo con l’accoglimento un nuovo ricorso al Tar contro il provvedimento di esclusione emesso nei giorni scorsi e già preannunciato dalla società. Il tutto sperando inoltre che l’attività contenziosa sinora messa in campo non si risolva solo in un’imbarazzante quanto inutile dispendio di denaro pubblico in spese legali.

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marrelli hospitalI componenti del Comitato Marrelli hospital hanno scritto una nota stampa per sollecitare l'iter autorizzativo della struttura sanitaria crotonese. In particolare nel ricordare l'udienza del Tar sulla vicenda (in programma il 19 novembre prossimo), i componenti del comitato citano una lettera del 14 ottobre scorso con cui la struttura commissariale comunicava che, in collaborazione con il ministero della Salute, era in fase di predisposizione il fabbisogno dei posti letto da destinare ai privati. Ricordano inoltre che «nell'attuale programmazione regionale sono inseriti 99 posti letto da destinare con requisiti tutti già posseduti dalla struttura crotonese». I componenti del comitato si chiedono dunque perché non si provvede a rilasciare il parere di conformità della struttura, nonostante si spendano soldi per mantenere la stessa secondo gli standard di apertura e funzionalità.

 

La lettera del comitato.

«In un tempo in cui i media nazionali - scrivono i componenti del Comitato Marrelli hospital - evidenziano che i dati sulla sanità regionale continuano a essere negativi a tal punto da portarci a essere gli ultimi della classe, continuiamo ad assistere, imperterriti, al rimpallo di responsabilità su chi è stato, su cosa si doveva fare e su cosa oggi si vorrebbe fare (ma non si fa) per autorizzare a far aprire a costo zero (dal punto di vista sociale) una struttura d'eccellenza, pronta da ormai oltre due anni, che potrebbe assorbire almeno il 5% dell'attuale mobilità sanitaria regionale di malati che quotidianamente si dirigono verso altre regioni. Il comitato "Vogliamo il Marrelli Hospital" - è scritto nella nota - non intende arrendersi e non intende essere frenato da ulteriori rinvii. La lettera che l'azienda ha ricevuto il 14 ottobre con cui la struttura commissariale comunicava che in collaborazione con il ministero della Salute era in fase di predisposizione il fabbisogno dei posti letto da destinare ai privati, ancora a oggi, a distanza di un mese e prossimi ormai all'udienza del Tar di giorno 19 novembre, non ha alcun riscontro. Continuiamo a vivere alla giornata - stigmatizzano - in attesa di notizie, informazioni che ci indichino a che punto siamo. Attrezzature nuove con tecnologie avanzate sono ferme, farmaci e fili di sutura comprati (e ormai scaduti) sono stati ancora una volta riacquistati, garanzie e contratti di manutenzioni di tutti gli apparati della clinica sono ormai in scadenza. I collaudi fatti e pagati dovranno essere rifatti. Chi pagherà questo danno enorme? Chi ripagherà i tanti professionisti che hanno deciso di collaborare con questa struttura e sono in attesa di un contratto di lavoro da mesi? A chi dovrebbero essere rivolti gli imprechi di tante famiglie crotonesi che avrebbero potuto trovare in questa struttura conforto e cura? Questa del Marrelli Hospital continua ad essere un paradosso ed una situazione inaccettabile sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista legale. La confusione normativa - commenta la nota - che si è creata oggi ha penalizzato ulteriormente la struttura che poteva essere autorizzata alla pari delle altre strutture autorizzate nelle medesime condizioni normative, creando una evidente e grossolana disparità di trattamento. E poi vogliamo ricordare a tutti che nell'attuale programmazione regionale sono inseriti 99 posti letto da destinare con requisiti tutti già posseduti dalla struttura crotonese. Perché non si procede subito con il rilascio del parere di conformità? Ciò che è accaduto in questi mesi e continua ad accadere è vissuto da un'intera comunità come un vero e proprio atto di ingiustizia, perpetrato contro cittadini, contro i malati, contro i lavoratori ma anche contro un impresa economica importante del nostro territorio. Si dia subito atto e si completi - conclude il comunicato - senza indugio l'iter autorizzativo della struttura crotonese senza altri rinvii. E' in gioco la credibilità delle istituzioni regionali».

 

 

 

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sculco floraLa consigliera regionale di 'Calabria in Rete' interviene in merito alla decisione del Tribunale amministrativo che ha fatto decadere le giunte dei Comuni dove questa non è stata rispettata.

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