Lunedì, 28 Settembre 2020

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Il Tar Calabria dà ragione al consorzio di associazioni sportive “Momenti di gloria”: l’affidamento del Palamilone è legittimo, anche se deve essere stipulata una convenzione.

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danni maltempo imprese«Le sottoscritte aziende crotonesi – si legge in una nota – Graziani Francesco srl, Metal Carpenteria srl, Iron Immobiliare srl, Carmet srl, Elettrica Sud srl e GardenLand, tutte colpite dagli eventi meteorologici del 15 novembre 2018 e gravemente danneggiate da questi, ritengono opportuno dare rilievo e diretta notizia dell’esito della discussione cautelare che si è tenuta il 14 settembre 2019 dinanzi alla Prima sezione quater del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, a seguito del Ricorso promosso dall’avvocato Dell’Elce. Il Giudice Amministrativo ha infatti respinto la richiesta di sospensione del provvedimento con il quale la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento di Protezione Civile Nazionale non ha ritenuto sussistere i presupposti per la declaratoria dello stato di emergenza (ai sensi dell’articolo 7, comma I, lettera c del D.Lgs. N. 1/2018). La decisione in sé non suscita eccessiva sorpresa, trattandosi di un provvedimento di segno negativo rispetto al quale il provvedimento di sospensione cautelare non assume un connotato tipico. In realtà, la motivazione della decisione, sebbene succinta e provvisoria, indica con evidenza che la condotta del/degli Ente/i pare aver determinato l’epilogo negativo della procedura per il riconoscimento dello stato di emergenza. Vi si legge, invero, che il provvedimento non appare “incompleto od incoerente” (ad una prima delibazione sommaria) e – soprattutto – che non risulta dimostrata l’inefficacia dei sopralluoghi, come predisposti. Ebbene, la “predisposizione” dei sopralluoghi, la celebrazione di essi, la supervisione e la partecipazione tecnica sono state tutte attività compiute dai tecnici del dipartimento nazionale della Protezione Civile, unitamente a quelli regionali ed alle figure incaricate dal Comune di Crotone. Il quale parrebbe non aver curato per nulla la verbalizzazione e le rilevazioni compiute in quella occasione e neppure la trasmissione delle schede relative ai danni fatte pervenire tempestivamente - con le modalità definite dallo stesso Ente – dalle scriventi (a da altre) aziende danneggiate. Deve essere rappresentato che la Regione Calabria non ha neppure curato al costituzione nel procedimento promosso dalle aziende dinanzi al Tar Lazio e che il Comune di Crotone, costituitosi con una posizione “adesiva” alle nostre tesi di ricorrenti, non ha prodotto la documentazione che attesterebbe la trasmissione tempestiva dei documenti ricevuti e relativi ai danni, pur enunciandola in atto. Conclusivamente, la decisione provvisoria e cautelare assume il valore di una prima e sommaria analisi dell’azione amministrativa di Comune e Regione Calabria, con un esito del tutto negativo e carente. Dal quale potrebbe derivare un profilo di responsabilità risarcitoria nei confronti delle aziende danneggiate. Questo aspetto è oggetto in queste ore di una più approfondita valutazione giuridica da parte dei nostri avvocati, che preluderà ad ogni ulteriore ed eventuale iniziativa, senza alcuna rinuncia (allo stato) al procedimento incardinato dinanzi al Tar Lazio per la discussione e la decisone di merito».

 

 

 

 

 

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manuela cimino telediogeneIl Tribunale amministrativo regionale per la Calabria (Sezione Prima) ha rigettato l’istanza di tutela cautelare avanzata da Manuela Cimino sulla deliberazione del Consiglio comunale di Crotone numero 26 del 18 luglio scorso. Attraverso quel provvedimento, il consesso pitagorico aveva dichiarato decaduta la consigliera Cimino per le assenze fatte registrare alle sedute in maniera reiterata. Ebbene, la prima sezione del Tar Calabria ha giudicato irricevibile l’istanza «in ragione della prolungata durata, senza alcuna soluzione di continuità, dell’assenza complessivamente maturata dalla ricorrente, viste anche le ragioni giustificative addotte a sostegno della stessa, non appare sussistere il necessario fumus boni iuris del ricorso, emergendo invero elementi sufficienti per ritenere che la mancata partecipazione alle sedute dell’organo consiliare sia idonea a manifestare, con ragionevole deduzione, un atteggiamento insistito di sostanziale disinteresse, per motivi inadeguati, rispetto agli impegni assunti con l’incarico pubblico elettivo, con illegittima compromissione dell’esigenza della collettività a che il munus in parola sia correttamente esercitato».

 

 

 

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pugliese ter giunta 2019«Nel prendere atto – informa una dell’Amministrazione comunale di Crotone – della decisione del Tribunale amministrativo regionale relativo al ricorso presentato dall'architetto Manuela Cimino, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Pitaro relativa alla sospensione della decadenza dalla carica di consigliere comunale deliberata dal consiglio comunale è opportuno precisare che lo stesso Tribunale amministrativo regionale con provvedimento del 5 agosto 2019 aveva rigettato l'istanza presentata dalla stessa architetto Cimino a mezzo del proprio legale fissando la trattazione collegiale in camera di consiglio per il prossimo 11 settembre. Successivamente in data 6 agosto lo stesso legale dell'architetto Cimino ha presentato al Tribunale amministrativo regionale ulteriore ricorso chiedendo la concessione di un decreto monocratico (ex art. 56 c.p.a.) sospendendo provvisoriamente gli effetti della dichiarazione di decadenza deliberata dal consiglio comunale, circostanza che lo stesso Tribunale deliberava. Sorprende, e non poco, il presupposto della "estrema gravità" invocato nel ricorso dal legale rappresentante dell'architetto Cimino in quanto il consiglio stesso, a suo dire, è stato convocato per la seduta del 5 agosto, ed in seconda convocazione per il 6 agosto, per l'approvazione tra l'altro della "salvaguardia degli equilibri di bilancio". Lo stesso legale precisa che tale circostanza non consentirebbe di attendere la prima Camera di consiglio prevista per l'11 settembre. Motivazione che non trova riscontro nell'ordine del giorno del 5 e 6 agosto che non prevede il punto relativo alla salvaguardia degli equilibri di bilancio. Siamo di fronte ad una dichiarazione, da parte del rappresentante legale dell'architetto Manuela Cimino presentata a supporto della richiesta presso il Tribunale amministrativo regionale, che non trova riscontro nell'ordine del giorno convocato per la seduta odierna. Nel prendere atto della decisione assunta dal Tar, tuttavia l'amministrazione difenderà in ogni sede opportuna la legittimità del proprio operato».

 

 

 

 

 

 

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sentenza tar cibe afroditeIl Comune di Crotone deve pagare subito un milione di euro alla società Cibe e altri soggetti. In tal senso si è espressa la seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale della Calabria con la sentenza n 00773 pubblicata lo scorso 12 dicembre. La vicenda è quella della “strada del parco” frutto di una convenzione edilizia tra due società (Cibe e Afrodite) e il Comune di Crotone. In cambio della concessione edilizia le due società si impegnavano a costruire per il Comune di Crotone la strada che si imbocca dalla chiesa di Santa Rita e arriva a Tufolo. Nel 2014 l’allora sindaco Peppino Vallone ha chiesto di anticipare i lavori della costruzione della strada, perché era necessario creare un nuovo collegamento con Tufolo in vista di lavori da realizzare sulle arterie principali che collegano il centro città alla zona di Tufolo. Gli accordi sottoscritti tra le parti sono stati esplicitati nei verbali. Le due società non hanno più realizzato le lottizzazioni per le quali era stata sottoscritta la convenzione edilizia e, quindi, è venuto meno l’accordo che impegnava i privati alla costruzione della strada, che era stata però realizzata su richiesta del Comune. L’impegno economico sostenuto per la realizzazione del manufatto è stato subito quantificato in circa un milione di euro. Il Comune, dal canto suo, non ha inteso riconoscere il pagamento ed è partita la vertenza legale che si è conclusa con la sentenza del Tar Calabria.

via peppino impastatoPer una crisi di liquidità l’Afrodite ha ceduto la parte di credito che vantava dal Comune a Cibe, che aveva un debito con un privato, che ha inteso saldare cedendo una parte del credito che avrebbe dovuto riscuotere dal Comune. Di fronte al rifiuto dell’ente di procedere al pagamento delle somme dovute sono stati fatti atti ingiuntivi sia da parte di Cibe che dei privati che avevano avuto la cessione del credito. Anche di fronte agli atti ingiuntivi il Comune ha deciso di non pagare e i creditori si sono rivolti al Tar Calabria che, con la sentenza, “ordina al Comune di Crotone di eseguire il decreto ingiuntivo, con ulteriori interessi fino al soddisfo, entro 30 giorni dalla comunicazione” della sentenza. Entro 20 giorni della presentazione degli atti ingiuntivi il Comune di Crotone avrebbe dovuto presentare ricorso, ma non lo ha fatto. I ricorrenti hanno atteso 120 giorni e hanno legittimamente presentato un ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo ha nominato “il segretario comunale di Crotone quale commissario ad acta” per liquidare quanto dovuto ai ricorrenti. Il segretario generale, nonostante il Comune abbia il bilancio bloccato dalla Corte dei Conti, potrà intervenire determinando un apposito capitolo nel bilancio. Potrà utilizzare tutti i fondi del Comune compreso gli stipendi dei dipendenti. Secondo quanto è stato possibile apprendere le parti vincitrici del ricorso hanno già incontrato il segretario comunale che si è impegnato a procedere al pagamento di quanto dovuto. Nella vertenza legale al Tar Calabria i ricorrenti sono stati rappresentati dagli avvocati Pasquale Nicoletta e Marco De Meo, mentre il comune si è avvalso dell’avvocato Vittorio Quercia.

 

 

 

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giunta pugliese stadio«La notizia è importante – commenta una nota del Comune di Crotone – più di quella dello scorso 19 settembre. Oggi, infatti, è stata pubblicata la decisione collegiale con cui il Tar della Calabria di Catanzaro ha disposto che entrambe le diffide della Sovrintendenza sono prive di effetti. Sospese in via cautelare, per dirla tecnicamente. Quello che è avvenuto lo spiega l'assessore all'Urbanistica Salvatore De Luca: "il Tar si è pronunciato al termine di una discussione celebrata lo scorso 26 settembre dopo che il Presidente della prima sezione, Salamone, aveva già accolto la richiesta di sospensione "inaudita altera parte", ovvero prima ancora di instaurare il contraddittorio; tali e tanti erano gli elementi di forza del ricorso promosso dal Comune di Crotone, a cui ha fatto eco il medesimo atto compiuto dalla società di calcio. In quella discussione la difesa del Ministero e della Sovrintendenza si è potuta esprimere compiutamente e senza limiti. Malgrado questo, però la cautela di chi riteneva destinata a perdere effetto la decisione favorevole all'Amministrazione Pugliese si deve arrendere all'evidenza dei fatti. I giudici amministrativi hanno condiviso integralmente tutte le argomentazioni ed i rilevi del Presidente. Non considerando fondate le tesi ministeriali. Insomma, tutto confermato. Le diffide sono private di effetti, le strutture costruite nel 2016 restano dove sono e lo stadio conserva la sua agibilità. Il Crotone giocherà, quindi, in casa tutte le gare di campionato. L'udienza di merito, invero, è stata già fissata. Al 19 giugno 2019" aggiunge l'assessore De Luca. "E' inutile ribadire tesi e concetti già espressi in occasione della memorabile decisione presidenziale", sostiene l'assessore De Luca, che ha curato la vicenda dello stadio a partire dal mese di maggio di quest'anno, poco prima di ricevere la delega specifica dal sindaco. "Non sono sorpreso della decisione. Me l’aspettavo e non ne ho fatto mistero. Sono sempre stato convinto, infatti, che le iniziative del soprintendente per farci rimuovere le strutture esterne dell'Ezio Scida fossero inconcepibili e illegittime. Ma oggi più delle cose da dire, contano per me le cose da non dire. Non dirò, quindi, che il nostro Comune ha ottenuto una vittoria limpida e che l'Ufficio della Sovrintendenza ed il Ministero dei beni Culturali escono sonoramente sconfitti da un confronto che hanno voluto ostinatamente avviare e coltivare. Non lo dirò, perché credo che nessuno vinca in una contesa di questo genere. E che ad essere sconfitto è solo il buon senso e l'interesse della collettività crotonese. Non per niente anche nella decisione più recente il TAR riafferma quel principio che ho definito una lezione di etica politica. E' venuta l'ora della ragione. L'ora della rinuncia alla guerra di religione. E' l'ora della responsabilità e della comunione di intenti. Giacché comune è l'interesse della città e delle sue persone a ricevere un esempio di diligenza politica ed onestà intellettuale" aggiunge l'assessore De Luca. "Il compito è ancora grande. Anzi oggi è ancora più grande. Si tratta di completare il procedimento per ottenere l'autorizzazione temporanea all'uso delle strutture attuali per almeno trentasei mesi e di potere - così - avviare le procedure per costruire il nuovo stadio di Crotone. Mi aspetto, dunque, collaborazione con me, il Sindaco e tutta la Giunta per trovare al Ministero lo spazio e l'attenzione che finora sono mancati. E giungere alla soluzione definitiva del problema. Che oggi ha ricevuto un giudizio. Netto e forte. Un punto da cui partire insieme nel nome dello sport, della cultura e del bene di Crotone" conclude l'assessore De Luca. "Dal Tar è giunta una notizia che in qualche modo già aspettavamo rispetto ad un percorso di legalità che è la linea guida di questa amministrazione. Chi ha usato, troppo spesso impropriamente, la parola "legalità" deve oggi fare una analisi del termine usato. Ci dispiace non aver avuto un dialogo costruttivo con il Ministero che ci avrebbe portato ad una soluzione condivisa senza accendere inutili e strumentali polemiche. Ora non è più tempo di demolire ma di collaborare", dichiara il sindaco Ugo Pugliese».

 

 

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