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Sabato, 16 Ottobre 2021

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«Siamo al corrente dell’esito dell’udienza anche perché la proprietà, attraverso i suoi legali, ha sempre fornito tutte le informazioni che, man mano, gli abbiamo chiesto. In buona sostanza Abramo ha prodotto all’attenzione del Giudice designato la documentazione attestante l’esistenza di una nuova offerta vincolante formulata da un privato che, a quanto pare, prevede importanti garanzie. E’ questa è certamente una buona notizia».

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«Purtroppo ancora non è del tutto risolta la vicenda della Abramo Cc e sapevamo che la procedura sarebbe stata lunga ed il percorso per niente semplice da gestire». È quanto si legge in una nota a firma della Uilcom-Uil.

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Sui contenuti e gli eventuali scenari apertisi dopo il vertice di ieri al ministero della Sviluppo economico per la vertenza Abramo customer care ne abbiamo discusso, come sempre più spesso accade su questa testata, con il parere professionale dell’avvocato Giuseppe Donnici, esperto di procedure concorsuali che sta supportando gratuitamente la problematica dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali travolti dalla crisi aziendale.

Salve avvocato, ieri presso il ministero dello viluppo economico si è riunito il tavolo di crisi relativo alla vertenza Abramo customer care...

Ne sono al corrente. Io, però, non ho potuto partecipare a causa di concomitanti impegni precedentemente assunti. Nella serata di ieri ho, comunque, avuto un lungo colloquio con l’onorevole, Elisabetta Barbuto, per fare il punto della situazione.

Che novità ci sono?

Dal punto di vista procedurale, ancora nessuna. Siamo in attesa che il Tribunale si determini sul prosieguo della procedura considerato che le vendite sono andate deserte. Sul punto abbiamo già detto che la norma prevede la possibilità di riparametrare il concordato alla luce della predetta evenienza. Quindi, mi farebbe piacere sapere da Abramo se in relazione a questa ipotesi stanno già lavorando.

Si è parlato di clausola sociale. Può spiegarci che cosa è e come funziona?

I rapporti di lavoro nell’ambito dei call center sono da sempre caratterizzati da una certa flessibilità. Il datore di lavoro è in grado di garantire il posto di lavoro fintanto che la gara di appalto vinta non ha esaurito il suo normale corso. In passato è capitato che la gestione di un servizio, iniziata con un determinato call center, sia passata ad un altro soggetto. La conseguenza è stata l’interruzione dei rapporti di lavoro da parte della prima azienda. Al fine di evitare tutto questo, su pressione dei sindacati, è stato siglato un accordo tra le associazioni di categoria, confluito poi nel contratto collettivo nazionale, che, detta in maniera atecnica, obbliga la nuova azienda vincitrice dell’appalto di gestione ad assorbire i lavoratori dell’azienda che, invece, lo ha perso. In pratica il rapporto di lavoro prosegue con l’appaltatore subentrante. Il problema, quindi, diventa di carattere generale nel senso che conciliare la tutela dei posti di lavoro con la libertà di iniziativa economica a volte diventa quasi impossibile.

I sindacati hanno emanato una nota con la quale dicono che le ipotesi sono 3: nuova vendita (poco probabile), amministrazione controllata o fallimento. Lei cosa ne pensa?.

Io posso parlare solo di diritto. Ribadisco che l’articolo 163 bis della legge fallimentare al penultimo comma ci dice chiaramente che il debitore deve modificare la proposta ed il piano tenuto conto dell’esito della gara. Tra l’altro, è una cosa logica: se il cuore del concordato era rappresentato dalle offerte irrevocabili di acquisto che, comunque, nonostante la gara, non hanno provocato alcuna aggiudicazione, è precipuo diritto del debitore (abramo) riparametrare il concordato con nuove plausibili soluzioni.

L’amministrazione controllata a cosa serve?

E’ una procedura molto simile al concordato preventivo poiché, a differenza del fallimento, il proprietario non viene esautorato dalle funzioni amministrative e di gestione che possono essere esercitate seppur con delle limitazioni e sotto stretta sorveglianza. Il fine è quello di preservare il patrimonio produttivo delle grosse imprese mediante la prosecuzione delle attività. Il presupposto per l’ammissione, invece, consiste nella concreta possibiltà di recupero dell’equilibrio economico che potrà avvenire attraverso la cessione del complesso aziendale oppure attraverso una ristrutturazione economica e finanziaria dell’impresa. Dopo la dichiarazione di apertura dell’amministrazione straordinaria da parte del Tribunale, la gestione passa al ministero dello sviluppo economico che deve vigilare sullo svolgimento della procedura.

In conclusione, cosa si sente di dire a chi sta leggendo questo articolo?

Anche in questo caso, prima di tutto devo parlare di diritto: dobbiamo aspettare le decisioni del Tribunale che, spero, vengano adottate quanto prima posto che in ballo c’è la tenuta economica e sociale dell’intera provincia di Crotone. Poi, mi sento di condividere la frustrazione dei dipendenti e delle loro famiglie. Il loro dolore è il dolore di ogni crotonese degno di questo nome. Per questo invito la proprietà Abramo a riferire al più presto che cosa stanno facendo in concreto per raddrizzare la situazione tenuto conto del fatto che le aste sono andate deserte. Aggiungo che scriveremo una mail al professor Romano Prodi perché riteniamo sia giusto coinvolgerlo nella vicenda. 

 

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Poste italiane ha assegnato la gara per i lotti di Catanzaro e Crotone rispettivamente a Contact centre Sud e System House. Secondo la segreteria regionale Fistel-Cisl, il passaggio dei lavoratori dovrebbe avvenire presumibilmente dal 1 ottobre.

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«Sento di dover esprimere tutta la solidarietà e la vicinanza possibili nei confronti dei dipendenti della "Abramo customer care" il cui futuro lavorativo è incerto ormai da troppi mesi e che da ieri vivono momenti di maggior sconforto. A loro dico: c'è ancora speranza e la politica ha il dovere di lottare con tutte le proprie forze per salvare il destino di 4mila famiglie».

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Deluse le speranze dei circa 3mila dipendenti calabresi dell’Abramo customer care che questo pomeriggio hanno visto andare in fumo l’esito dell’asta indetta dal Tribunale di Roma. Su quanto accaduto abbiamo chiesto informazioni all’avvocato crotonese Giuseppe Donnici in qualità di esperto di procedure concorsuali che sta supportando gratuitamente la problematica dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali travolti dalla crisi aziendale.

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