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Domenica, 25 Settembre 2022

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akros camionFumata bianca. I sindacati hanno firmato l'accordo sottoposto dall'amministrazione Vallone relativo al piano d'assorbimento dei lavoratori Akros in Akrea. Ne dà comunicazione la stessa società in-house del Comune di Crotone che convocato una «conferenza  stampa per giorno 15 aprile 2016, alle ore 10, presso il capannone aziendale alla presenza del sindaco Peppino Vallone, dell'assessore all’Ambiente del Comune di Crotone Michele Marseglia e del presidente di Akrea. Parteciperanno - informa la nota - le Organizzazione sindacali provinciali per illustrare l'accordo sottoscritto dal Comune di Crotone con le parti Sociali Akrea-Akros».

 

Soddisfatto il segretario della Funzione pubblica di Cgil Crotone Franco Grillo che commenta: «È un accordo che va in direzione del mantenimento dell'occupazione e dà inizio alla raccolta differenziata in città: due traguardi in termini occupazionali e di salvaguardia ambientale». Il Piano, adesso ,dovrà essere approvato dal consiglio comunale.

 

 

 

 

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Potrebbe essere domani la giornata decisiva per sapere se i sindacati firmeranno o meno l'accordo relativo al piano d'assorbimento dei lavoratori di Akros in Akrea. Questo pomeriggio si è svolto un incontro al Comune tra Amministrazione, sindacati e lavoratori per cercare di dare una sterzata definitiva alla chiusura dell'accordo, in modo da portare, entro il più breve tempo possibile, il piano in consiglio comunale.

 

I sindacati hanno chiesto all'Amministrazione comunale di apportare delle modifiche all'accordo per quanto riguarda l'inquadramento e l'impiego di tre categorie di lavoratori: operatori isole ecologiche, amministrativi e autisti. L'Amministrazione, dalla sua, ha chiesto qualche ora di tempo per valutare l'amminissibilità delle richieste. Le parti si dovrebbero già ritrovare domani (ancora da definire orario e luogo dell'incontro).

 

In caso di risposta negativa, però, l'amministrazione sembra non essere più disposta a rinviare ulteriormente la firma. La corsa contro il tempo  è detta anche dal fatto che potrebbe essere decretato il fallimento per la società mista pubblico-privato e, quindi, si potrebbe dare avvio al licenziamento collettivo dei lavoratori, con la conseguente perdita della clausola sociale contenuta nei contratti di lavoro (una garanzia non di poco conto). La situazione è quindi molto delicata.

 

Alla riunione erano presenti il sindaco Peppino Vallone, l'assessore comunale all'ambiente Michele Marseglia, il presidente di Akrea Rocco Gaetani, i sindacalisti Franco Grillo (Cgil), Francesco Aprigliano (Cisl), Fabio Tomaino (Uil), Tommaso Medaglia (Fiadel) e Anconio Rocco (Flaica).

 

 

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«Lo scorso lunedì - scrive la segreteria provinciale della Fiadel di Crotone - presso la sala giunta, il socio unico congiuntamente al presidente dell'Akrea, ha presentato alle Parti sociali un'ulteriore bozza d'accordo. In essa, oltre ad essere enunciati per il futuro l'assunzione di molteplici impegni, si prevedono il numero, i tempi e le modalità di assorbimento dei lavoratori della società Akros, in virtù della trasformazione e ristrutturazione della società Akrea, alla quale verrebbe trasferito il servizio della raccolta differenziata».

 

«Le preoccupazioni - prosegue il comunicato - manifestate nei giorni scorsi solo dagli iscritti alla Fiadel, alla luce di quanto emerso nella riunione di lunedì, oggi è condivisa dalla maggioranza dei lavoratori dell'Akrea, in quanto gli stessi ritengono che senza un impianto e i mezzi necessari, il servizio subirebbe un aumento di costi nel conferire il rifiuto differenziato presso altri impianti, tale da creare criticità finanziarie. Già il Piano finanziario per la gestione del ciclo dei rifiuti approvato da questa Amministrazione nel 2015 ha dovuto aumentare la Tari del 40% come costo aggiuntivo per il conferimento dei rifiuti a Ponticelli per non aver raggiunto le percentuali di differenziata dettate dalla Regione».

 

«Altre preoccupazioni - scrive la Fiadel- trovano conferma nei criteri che si vogliono perseguire nell'assorbimento o trasferimento dei lavoratori dell'Akros in Akrea. La stessa Fiadel ha fatto notare ai presenti che i profili di cui necessitano nell'immediato stando al piano industriale ed alla bozza d'accordo, essendo di livello 2b, livello d'ingresso, i succitati criteri non corrispondono alla normativa vigente, ricordando che è stato di recente chiarito anche dal ministero del Lavoro, all'interno di un recente interpello. "Se ci sono più dipendenti aventi diritto alla precedenza all'assunzione, la scelta non può dunque basarsi su criteri come la qualità e le capacità professionali, ma su parametri oggettivi, come i carichi di famiglia e l'anzianità di servizio all'interno dell'azienda"».

 

«Inoltre - è scritto ancora nella nota - considerato che nell'agosto del 2014 è stato realizzato all'interno dell'Akrea un corso di formazione per autisti, al quale hanno partecipato 12 dipendenti, non si comprende la richiesta di ulteriori autisti, così come di ulteriori capisquadra avendone in Akrea già quattro, e di un ulteriore responsabile dei servizi, anch'egli presente. Questa Organizzazione sindacale è preoccupata che approfittando del bisogno delle maestranze in questione di non perdere il posto di lavoro, visto che siamo in campagna elettorale, prossimi alle elezioni Amministrative, qualcuno voglia tranne profitto adottando i criteri previsti nella bozza, che favoriscono alcuni penalizzando chi ne ha diritto».

 

 

 

 

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tommaso medaglia«Alcuni lavoratori dell'Akrea Spa preoccupati per come da settembre 2015 si sia iniziato la trattativa della trasformazione e la ristrutturazione della stessa Società, da poco più di un mese hanno deciso di aderire alla Fiadel, organizzazione sindacale peraltro firmataria dei vigenti Contratti collettivi nazionali di lavoro di Federambiente oggi Utilitalia che Fise-AssoAmbiente». Esordisce così in una nota stampa Tommaso Medaglia segretario provinciale Fiadel.

 

«Preoccupati - scrive Medaglia in riferimento ai lavoratori - perché, alle enunciazioni di principio di non creare problemi finanziari alla società in futuro, non stanno seguendo azioni concrete per evitarli, con l'assorbimento di alcuni o di tutti i lavoratori provenienti dall'Akros in Akrea, a completamento della trasformazione e della ristrutturazione. Preoccupati - sottolinea ancora il segretario Fiadel - perché, sia nel 2011, che 2012, venivano emanate dai vari governi nuove misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, incalzando le regioni ad istituire gli Ato e, mentre la Regione approvava a gennaio del 2013 le linee guida per la rimodulazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti e l'11 agosto 2014 approvava la legge regionale numero 14 " Riordino del servizio di gestione dei rifiuti in Calabria"; il socio unico di Akrea (Comune di Crotone, ndr) si limitava congiuntamente alla sua amministrazione a deliberare atti di indirizzo, che venivano imposti dalle varie Spending review, al solo fine di non avere problemi con la Corte dei Conti».

 

«Preoccupati - rimarca Medaglia - perché in questi anni non sono stati adottati atti amministrativi, non sono stati fatti investimenti né in impianti né in automezzi e nemmeno nella formazione professionale del personale di Akrea, necessari a preparare questa società ed i lavoratori nell'attuazione di quanto previsto nella Legge regionale dell'11 agosto 2014 numero 14. Preoccupati - dice sempre in riferimento alle maestranze - perché nella vertenza dei Lavoratori dell'Akros, non si sta tenendo conto né delle clausole contrattuali di salvaguardia dei livelli occupazionali, né tanto meno delle norme che negli ultimi anni sono state emanate sulla mobilità del personale delle partecipate».

 

«Di contro - spiega Medaglia - assistiamo a bozze di accordo che vengono proposte ad altre Organizzazioni sindacali, di volta in volta con un numeri e mansioni di lavoratori diversi, come se fossimo ad un mercatino. Preoccupati perché, i numeri e le mansioni scaturiscono dal Piano industriale elaborato
dall'Akrea che non è stato mai discusso con le Parti sociali e quindi non condiviso. Appare strano conclude Medaglia - che si discute sui numeri e sulle mansioni senza essere entrati nel merito del Piano, intendiamo, pianificazione, programmazione, organizzazione del servizio della differenziata, orari di lavoro, personale e qualifiche necessarie, automezzi e impianti».

 

 

 

 

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La Prefettura informa che, dopo una riunione avuta oggi presso l'Utg, è stata dichiarata la cessazione dello stato di agitazione dei lavoratori. «Si è tenuta, nel pomeriggio odierno - scrive la Prefettura di Crotone - una riunione per l'esperimento della procedura conciliativa prevista dall'articolo 2 della legge 146 del 1990 in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali, attivata dalla Rsu della Akrea (società operante nella materia dei rifiuti solidi urbani a Crotone) con specifico riferimento alla vertenza promossa dal personale in servizio presso la medesima azienda. Presente anche il rappresentante sindacale Fiadel, oltre al presidente di Akrea e, in rappresentanza del Comune di Crotone, l'sssessore all'Ambiente, Michele Marseglia. All'esito della discussione generale, le parti sono addivenute a conciliazione ed è stata dichiarata la cessazione dello stato di agitazione dei lavoratori».

 

 

 

è stata dichiarata la cessazione dello stato di agitazione dei lavoratori.
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akrea mezzi4In riferimento alla nota di risposta in merito alla richiesta di chiarimenti su mezzi Akrea in sosta al parcheggio di Parco Pignera, il consigliere Enrico Pedace specifica che «quanto riportato nella lettera, non era indirizzato alla segreteria provinciale della Flaica, bensì al sindaco, all’assessore all’Ambiente e al presidente Akrea. Purtroppo parliamo di un problema che ahimè sussiste, documentato quotidianamente dai cittadini che non tardano a inviare fotografie della situazione in cui versa il piazzale segnalato. La stessa documentazione fotografica è quella inviata agli uffici preposti ai quali si è chiesto di addivenire alla risoluzione di quanto riportato. Quindi, mio malgrado risulta ben chiaro che non si tratta di una problematica frutto della fantasia, o di una mera strumentalizzazione definita addirittura “politica affaristica”, bensì di una questione ambientale seria che merita l’attenzione di tutti i soggetti “competenti”. Come detto in premessa, la lettera è stata indirizzata alle autorità sopra citate, ragion per cui, a che titolo risponde questa sigla denominata Flaica? Perché invece la Flaica non si pone domande di questo tipo: la stazione di stoccaggio, ossia Parco Pignera, è provvista di apposita autorizzazione? È regolamentata per la sua gestione? E poi, che cosa vuol dire che “l’azienda Akrea provvede subito alla pulizia dei luoghi interessati?”. Il fenomeno della “fuoriuscita di liquame”, così come viene definito da chi scrive, non dovrebbe proprio sussistere, in quanto nocivo all’ambiente e alla salute pubblica».

 

 

 

 

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