Sabato, 28 Novembre 2020

PRIMO PIANO NEWS

«Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e Casartigiani – si legge in una nota –, associazioni facenti capo al coordinamento di Rete Imprese Italia, intendono fare appello al senso di responsabilità civile e richiamare gli operatori economici al rispetto delle disposizioni contenute nel Dpcm 3 novembre, il rischio al contrario è quello di speculare su una situazione già di per sé drammatica».

Pubblicato in In primo piano

Tredici associazioni cittadine* hanno scritto al commissario straordinario del Comune di Crotone, Tiziana Costantino, chiedendo di «rendere note alla cittadinanza intera, alla luce dell'attività svolta in questi mesi, le risultanze della sua Relazione semestrale a ultimazione e trasmissione della stessa, ufficializzando l'effettivo stato dell' arte della gestione comunale, al fine di poter valutare le oggettive condizioni con cui dovrà misurarsi la futura amministrazione democraticamente eletta».

Pubblicato in In primo piano

«Il Comitato "Piscina, bene comune", nato – spiega una nota – con l'unico e solo fine di fare da sentinella su un bene pubblico di rilevante importanza per la città, sia dal punto di vista sportivo che sociale, insieme agli enti del terzo settore che sottoscrivono questo comunicato, ritiene che le vicende che stanno interessando la Piscina Olimpionica di Crotone non possano rimanere circoscritte agli utenti dell'impianto, ma debbano interessare tutta la collettività crotonese».

A sostegno del comitato, intervengono anche altre 35 fra associazioni e organizzazioni aderenti al Forum del Terzo settore. «Un bene comune – puntualizza il comunicato – non è prerogativa di chi lo utilizza, ma di un'intera collettività quale strumento di crescita comune. Si tratta di una infrastruttura utilizzabile tutto l'anno che consente la pratica di una disciplina sportiva particolarmente apprezzata e trasversale alle diverse fasce d'età, che funge anche da spazio aggregativo e formativo e, considerata la sua collocazione, riconnette il tessuto urbano attraverso la riqualificazione delle aree più periferiche».

«Gli avvenimenti – ricorda la nota – che hanno caratterizzato le ultime settimane hanno confermato il rischio concreto di perdere questa fondamentale infrastruttura.  Infatti, la determina dirigenziale con la quale è stata annullato l'Avviso pubblico per l'assegnazione degli spazi d'acqua dell'impianto natatorio, ma soprattutto quella successiva con la quale è stata revocata l'espletamento dei servizi di pulizia, di guardiania e di manutenzione degli impianti per il trattamento dell'acqua e fornitura di prodotti disinfettanti, hanno segnato un percorso ben preciso da parte dell'Amministrazione comunale, che porterà inevitabilmente all'abbandono definitivo del bene pubblico».

«Il rischio che i beni mobili (motori, centraline, impianto di allarme) contenuti nell'impianto sportivo vengano disinstallati è concreto con la conseguenza immediata, determinata anche dalla mancanza del servizio di guardiania e di manutenzione, di esporre il bene non solo ad auna rapida fatiscenza ma anche e soprattutto ad essere oggetto di saccheggio e vandalizzazione. Insomma – stigmatizza il comunicato – la semplicistica chiusura della struttura sportiva non soltanto non è la soluzione dei problemi ma, anzi, li moltiplicherà in quanto imporrà all'impianto la stessa fine già subita dall'altra storica struttura natatoria ubicata sul lungomare della città. Crotone non può permettersi un altro scempio!».

«Gli incontri richiesti sia al prefetto di Crotone che al commissario prefettizio, quelli che si intendono promuovere presso gli enti (locali e nazionali) di governo dello sport,  mirano ad un confronto franco con tutti i soggetti istituzionali che hanno responsabilità di gestione della “res publica”, al fine di elaborare soluzioni virtuose che possano garantire in una prima fase la conservazione dell'impianto per assicurare successivamente, si spera,  lunga vita al bene comune – risorsa della città - nell'interesse dell'intera collettività crotonese».

«A tal riguardo, l'ente – suggerisce la nota – proprietario del bene pubblico dovrà provvedere subito: a ripristinare i servizi di manutenzione dell'impianto natatorio e della sua guardiania, magari anche predisponendo adeguati e frequenti servizi di sorveglianza; assicurare il mantenimento delle utenze, in particolare quella elettrica, al fine di consentire il funzionamento dei motori, delle centraline e dell'impianto di allarme. Mentre – aggiunge il comunicato – nel tempo: a garantire la sua gestione mediante una procedura ad evidenza pubblica (altre soluzioni ricalcherebbero le strade intraprese in passato), che possa consentire la riapertura dell'impianto».

«Un percorso diverso – avverte il comunicato – darebbe, invece, la conferma della volontà di abbandonare definitivamente l'impianto sportivo, con un conseguente ed evidente danno erariale da parte dell'Amministrazione, oltre che la perdita di un altro pezzo importante della città, a discapito di un'intera collettività. Dunque, ben consci delle difficoltà che la situazione pone, auspichiamo che le Istituzioni di questo martoriato territorio possano assumere decisioni lungimiranti che mettano al riparo da qualsiasi rischio un bene comune, punto di riferimento non solo di numerosi sportivi, ma soprattutto di quelle fasce più deboli, che si vedrebbero sottratte uno strumento fondamentale per la loro crescita», conclude il comunicato.

Firmatari del comunicato

  1. Comitato "Piscina, Bene Comune"
  2. Centro Servizi per il Volontariato "Aurora" – Crotone
  3. Forum Terzo Settore – Provincia di Crotone
  4. Comitato "Crotone Pulita"
  5. Società Dante Alighieri di Crotone
  6. Arci Crotone
  7. Cooperativa "Agorà Kroton"
  8. Legacoop Crotone
  9. Codici Calabria
  10. Associazione "Gli Spalatori di Nuvole" Crotone
  11. Gruppo Archeologico Krotoniate
  12. Associazione "Maslow" Crotone
  13. Associazione "Nonostante tutto Resistiamo" Crotone
  14. WWf Crotone
  15. Aido Crotone
  16. Consorzio Jobel
  17. Associazione "Terra e Libertà" Crotone
  18. Associazione Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini – Crotone
  19. Italia Nostra - Sezione di Crotone
  20. Sentinelli Crotone
  21. Cooperativa "I tre melograni" Cirò Marina
  22. Associazione "Il Barrio" Crotone
  23. Associazione "Adultiraider" Cirò Marina
  24. Cooperativa "Kroton Community"
  25. Associazione "Crotone vuole volare"
  26. Cooperativa "Access Point" Crotone
  27. Associazione A.F.O.M.A. "Sasso nello stagno" Crotone
  28. S. Acli Crotone
  29. Cooperativa "Dalla parte dei ragazzi" Crotone
  30. Cooperativa "Shalom" Crotone
  31. Associazione "Libere donne" Crotone
  32. Associazione "Scaut Raider Calabri" Cirò Marina
  33. Associazione "Volontari di strada" Crotone
  34. Libera Crotone
  35. Anteas San Paolo Crotone
  36. Associazione "Diversi ma uguali Kr"

 

Pubblicato in In primo piano

discarica columbra3«Apprendiamo con stupore e perplessità che, dopo oltre venti anni di battaglie per la tutela dell'ambiente e della salute e per l'affermazione di un nuovo modello di gestione dei rifiuti, la Regione Calabria individui ancora una volta nell'aumento dei volumi dei rifiuti solidi urbani da abbancare nella discarica di Columbra, a Crotone, la soluzione ad un problema estremamente grave che riguarda le nostre comunità». È quanto scritto da 34 associazioni in un comunicato.
«E' preoccupante – commentano – constatare che, ciclicamente, le amministrazioni regionali siano sempre impegnate a proporre soluzioni di ampliamento della discarica a danno di un territorio, quello della provincia crotonese, già provato ed estenuato da problemi sociali, ambientali, culturali ed economici. Per l'ennesima volta si assiste alla volontà di scaricare esclusivamente sulle spalle dei cittadini crotonesi le conseguenze di un approccio emergenziale ad un tema talmente delicato che richiederebbe un'attenta fase di studio, programmazione e coinvolgimento dei cittadini e della società civile organizzata per la costruzione di un sistema di raccolta e smaltimento efficiente e sostenibile. Riteniamo necessario impedire la realizzazione di un progetto che si basa, di fatto, sull'ampliamento dei volumi di Rsu da trattare in una discarica che andrebbe chiusa e ci mobiliteremo, per l'ennesima volta, per manifestare apertamente la contrarietà a questo provvedimento. Crotone ed i crotonesi non possono più sostenere il peso dei rifiuti di tutte le altre province calabresi, di un'intera regione, e per questo con forza e determinazione si opporranno a scelte politiche e di governo che poco hanno a che fare con la tutela dei cittadini».

 

LE FIRME.

Associazione "Gli Spalatori di Nuvole" Crotone
Cooperativa "Agorà Kroton"
Associazione "Maslow" Crotone
Associazione "Nonostante tutto Resistiamo" Crotone
Legacoop Crotone
WWf Crotone
Associazione "Terra e Libertà" Crotone
Associazione Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini – Crotone
Circolo Arci "Djiguiya Aps" Crotone
Italia Nostra - Sezione di Crotone
Arci Crotone
Sentinelli Crotone
Cooperativa "I tre melograni" Cirò Marina
Associazione "Il Barrio" Crotone
Associazione "Adultiraider" Cirò Marina
Associazione "Another Beach Project" Isola di Capo Rizzuto
Cooperativa "Kroton Community"
Associazione "Cotroneinforma" Cotronei
Cooperativa "Agape" Strongoli
Circolo Arci "Culture in... Movimento" Crotone
Cooperativa "Access Point" Crotone
Associazione A.F.O.M.A. "Sasso nello stagno" Crotone
U. S. Acli Crotone
Associazione Protezione Civile Caccuri
Cooperativa "Dalla parte dei ragazzi" Crotone
Cooperativa "Shalom" Crotone
Associazione "Vivere In" Crotone
Associazione "Ad un passo da te – Giuseppe Parrotta" Crotone
Associazione "Libere donne" Crotone
Associazione Nazionale Tutela Animali (Anta) Crotone
Associazione "L'isola che non c'è" Isola di Capo Rizzuto
Associazione "Scaut Raider Calabri" Cirò Marina
Ciclofficina TR22o - Crotone
Associazione "Volontari di strada" Crotone

 

 

 

Pubblicato in Politica

cerrelli lega crotone«Impossibile rimanere indifferenti di fronte allo squallore culturale espresso nel manifesto della Lega-Crotone in occasione dell’8 marzo». Lo scrive Giusy Acri per l’Anpi provinciale di Crotone. «L’uso strumentale di un tema - prosegue la professoressa Acri – quale ad esempio quello dell’ “utero in affitto”,non è annoverato tra le questioni dirimenti la parità tra uomo e donna ormai negli annali della storia contemporanea. Piuttosto di dubbio valore culturale e formativo soprattutto per le giovani generazioni, ci sembra il riferimento al “ruolo naturale della donna” eco di lontane e nostalgiche memorie buie del ventennio, a tal riguardo sarebbe interessante sapere quale sia di contro il “ruolo naturale dell’uomo”! Fa specie poi (e giusto per aggiungere qualche altra osservazione) l’uso improprio nel volantino del termine “autodeterminazione”, utilizzato in un’accezione strumentale e distorta rispetto alla donna, quasi si trattasse di un termine il cui senso è indice di devianza nei comportamenti. Vorremmo ricordare che ogni individuo nella carta dei diritti dell’uomo ha il diritto ad autodeterminarsi. Facendo sintesi rispetto al valore che ha il riconoscimento della cultura di genere e rispetto al diritto anche delle donne ad autodeterminarsi, ricordiamo l’art.3 della Costituzione che sancisce: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua…”, conclude Acri».


«L'ennesima dimostrazione da parte della Lega di ritornare a secoli bui è stata data oggi dalla Lega di Crotone in un suo messaggio contro la giornata internazionale della donna dell'otto marzo». È la reazione dell'Unione degli studenti Crotone. «Un messaggio pieno di stereotipi – continua la nota – riguardo le donne, con riferimenti ad una immagine di essa soltanto come casalinga e madre, sostenendo inoltre una posizione maschilista e omofoba. Chi offende realmente la dignità della donna sono quelle persone che cercano di toglierle i diritti, di limitare la sua libertà e di creare una immagine convenzionale e stereotipata di essa. Offesa sentita oggi da tutte le donne crotonesi e italiane che subito dopo aver letto il messaggio hanno aperto un vero e proprio dibattito contro il maschilismo. Noi dell'unione degli studenti condanniamo questo messaggio pieno d'odio verso la donna e invitiamo tutti gli studenti a prendere un ora della didattica scolastica per discuterne tra di loro e con i propri docenti come risposta alla propaganda maschilista. Crotone non sarà mai una città che abbasserà la testa a queste ideologie e men che meno lo faranno le donne crotonesi!».


«La lega non offende solo le donne, offende l'intelligenza di tutti». Lo scrivono le associazioni: Terra e Libertà – verità democrazia e partecipazione, Arci Crotone, Mga – sindacato nazionale forense, Cgil area vasta Kr-Cz-VV, associazione Il Barrio, associazione Gauche, associazione Gli Spalatori di nuvole, Associazione Mddc, I Sentinelli di Crotone, Legacoop sociale Calabria, cooperativa sociale Agorà Kroton, I Sentinelli di Milano e cooperativa Radici Future edizioni. «Un volantino – scrivono – con i peggiori luoghi comuni sulle donne sarebbe già stato sufficiente per provocare lo sdegno di un'intera comunità. Ma la lega a Crotone è riuscita a fare peggio. Sono riusciti a codificare, in un elenco di nefandezze, la cultura della violenza di genere, legittimandola. Quando affermiamo che la lega rappresenta un pericolo sociale intendiamo proprio questo. Non è solo questione di relegare la donna ad angelo del focolare, a contenitore biologico che sforna e cresce figli per la patria. Nella politica sessista della lega si esprime il dissenso per l'emancipazione femminile e si legittima la violenza quale strumento di sottomissione e ripristino dei valori patriarcali. Decenni di battaglie per rivendicare uguaglianza di diritti, lotte per ottenere il giusto riconoscimento lavorativo e reddituale delle lavoratrici, conquiste e prospettive di una società che dovrebbe mirare ad eliminare discriminazioni e disuguaglianze. Niente di tutto ciò è dato acquisito per i leghisti nel 2019. La mancanza di rispetto e l'assoluta assenza di una coscienza in materia di diritti era già evidente negli atti di un governo che propina caccia alle streghe e disegni di legge per umiliare le donne. Da oggi la questione femminile si arricchisce di un nuovo tema: spiegare ai leghisti che le donne rappresentano, al pari degli uomini, una porzione di umanità ed in quanto tali, hanno pari dignità e pari diritti».

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

comitato discarica scandale«La Regione impedisca la realizzazione della discarica di Scandale». È l’appello lanciato dalle associazioni "Terra e Libertà", Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, Italia nostra, Arci, Gli spalatori di nuvole, Il Barrio, Legacoop, Nonostante tutto resistiamo, cooperativa Agape, Protezione animali Calabria, Cooperativa Agorà Kroton e Wwf.
«Bene ha fatto – commentano – il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, a indire una conferenza stampa in cui ha espresso, a nome di tutta la comunità, il proprio no alla realizzazione dell'ennesima discarica che rischia di compromettere definitivamente l'ambiente, la salute e le produzioni agricole alla base dell'economia del nostro territorio.
Da dieci anni ad oggi i tentativi da parte della società Ecolsystema di realizzare una discarica di amianto prima ed una di rifiuti speciali non pericolosi poi, sono stati innumerevoli. Fare profitto, guadagnare a scapito della comunità, dell'ambiente, del territorio, del benessere comune, è lo sport più diffuso nella nostra provincia e nella nostra regione.
Tuttavia, ricordiamo che nel corso degli anni il Comune di Scandale e un grande movimento composto da comitati, associazioni e cittadini si è sempre opposto alla realizzazione di questa discarica, adottando tutte le misure burocratiche e amministrative necessarie a impedire la realizzazione dell'opera e mettendo in piedi un importante moto di opposizione popolare.
Non riusciamo a spiegarci come, puntualmente, ogni due o tre anni, la Ecolsystema torni alla carica e ottenga da qualche istituzione, in questo caso la Regione Calabria, la riapertura del procedimento o un atto autorizzativo favorevole nonostante il Piano energetico approvato dalla Regione Calabria nel 2005, escludesse, a seguito di un emendamento dell'allora consigliere regionale Pino Napoli, la possibilità di ubicare nel territorio crotonese ulteriori impianti di trattamento, trasformazione, conservazione e smaltimento di rifiuti di ogni genere, o suoi derivati
Ricordiamo, in tema di discariche, che la discarica privata di Crotone in località Columbra ha abbancato milioni e milioni di metri cubi di rifiuti tal quali provenienti da tutta la Calabria. Discarica che è tornata ad essere, in questi ultimi periodi, l'unico posto in cui riversare buona parte dei rifiuti provenienti da altre province calabresi.
Ci chiediamo come sia possibile che gli uffici competenti della regione Calabria siano sempre così sensibili nell'autorizzare scempi di tal fatta. A chi giova? Non certo alla comunità di Scandale, non certo alla provincia di Crotone, ai suoi abitanti e al suo ambiente.
Qualcosa non funziona, è evidente. Sarebbe opportuno che, in questo caso sì, ci fosse un'attenzione particolare nel capire e portare alla luce i metodi e i meccanismi autorizzativi degli enti preposti.
Noi, come sempre, non ci tireremo indietro. Impediremo con tutte le nostre energie e le nostre forze la realizzazione di questa ennesima discarica e contrasteremo chi intende realizzare il massimo profitto senza preoccuparsi di danneggiare irreversibilmente l'ambiente e il territorio.
Chiediamo infine con forza alla Regione Calabria, come già fatto dal sindaco Barberio, di indire in autotutela una nuova Conferenza di Servizi per opporsi alla realizzazione della discarica».

 

 

 

Pubblicato in In primo piano
Pagina 1 di 3