Domenica, 25 Ottobre 2020

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«La querelle infinita tra Sorical e Congesi è diventata insostenibile. I crotonesi sono stanchi di dover subire continui soprusi». È quanto sostengono i 19 firmatari* di una nota diffusa alla stampa che comprende esponenti del M5s, Pd e Terzo settore che richiamano l'esperienza del comitato "Acqua bene comune". «Vuoi per le perdite della rete – commentano – ormai logora e obsoleta, vuoi per questioni economiche tra l'azienda e il consorzio che gestisce appunto la distribuzione alle varie utenze, c'è sempre una scusa buona per lasciare i rubinetti dei cittadini a secco. È chiaro che parte delle responsabilità potrebbe essere imputata ad una parte dell'"utente domestico" che "non paga" o che è "abusivo"».

«Per quanto, in realtà, il dibattito sulla sostenibilità finanziaria – evidenziano – della gestione idrica sia così datato, nel Paese e in Calabria, da far pensare che il problema o i problemi possano essere altri. La Sorical, società mista a prevalente capitale pubblico con partecipazione del 53,5% della Regione Calabria e il 46,5% di Acque di Calabria Spa (100% della multinazionale francese "Veolia"), è in liquidazione da 7 anni, in gestione commissariale. Il 2019 è stato un anno terribile, di roventi polemiche politiche scaturite da assunzioni senza concorso e da uno stanziamento di ben 68 milioni da parte della Regione per non meglio specificati lavori. Tutto in periodo pre-elettorale. Ma l'attuale commissario, che è lì per "liquidare", non ne vuole sapere».

«Bisognerebbe però chiedersi – proseguono – se è davvero tutta colpa dei cittadini e dei comuni calabresi morosi o se c'è dell'altro. È facilmente reperibile, ad esempio, su varie testate giornalistiche online, una storiella molto interessante, e verificata da atti giudiziari, su spericolati investimenti finanziari, i cosiddetti derivati, fatti proprio nel periodo della crisi del 2008. Perché una società di gestione delle acque dovesse fare rischiose operazioni finanziarie del genere non si capisce e il danno pare essere considerevole. Ma dalle nostre parti, se c'è un problema, si trova "la soluzione": la gestione commissariale, che però serve solo a rendere sistemica l'emergenza stessa».

«Dieci anni fa – ricordano –, di questi tempi, erano già iniziate le prime assemblee per l'Acqua pubblica (Acqua bene comune) in tutta la Calabria e in tutto il Paese. Quel movimento avrebbe poi portato l'intera nazione a vivere un momento esaltante dal punto di vista democratico. Che cosa è rimasto di quella tornata referendaria del 2011, vinta dai "Sì" con oltre il 95% dei consensi? La maggioranza assoluta, si espresse a favore il 52% degli elettori! Nulla. Ancora oggi fino al 7% di quanto raccolto dalle società di gestione delle risorse idriche diviene profitto e continua ad andare nelle loro casse. Intanto le condotte rimangono un colabrodo, con una percentuale di risorsa persa nel tragitto che alcuni stimano sia del 50%, e che se anche non fosse realmente più alta sarebbe comunque uno spreco devastante».

«E poi ci sono – ricordano – i meravigliosi laghi silani, le dighe e gli impianti idroelettrici gestiti direttamente dalle multinazionali dell'energia. Quanto si conosce davvero della loro gestione, della gestione della risorsa idrica e del territorio circostante? Forse sono domande che bisognerebbe iniziare a porsi. Tutto ciò è diventato insostenibile, oggi più che mai dopo l'emergenza per il coronavirus. Non va bene per l'economia della Regione e dei cittadini, è criminale per questa terra che ci ospita e ospiterà i nostri figli, è irrispettoso per la democrazia e le scelte che abbiamo preso dieci anni fa come cittadini ed è ingiusto per Crotone, i crotonesi e i calabresi tutti», concludono.

*FIRMATARI

  • Andrea Correggia
  • Filippo Sestito
  • Anna Melillo
  • Rosa Anna Carvelli
  • Otello Chimenti
  • Mariapaola Ursini
  • Davide Monte
  • Emilio Pirillo
  • Paolo Sesti
  • Sara Greco
  • Giuseppe Papaleo
  • Antonio Iritale
  • Letizia Scotta
  • Alessandro Milito
  • Francesco Scuteri
  • Michele Scerra
  • Vincenzo Medici
  • Fabio Riganello
  • Leonardo Torchia

 

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«Ancora una volta Congesi subisce da parte di Sorical Spa in liquidazione dal 2012 un’aggressione falsa e mistificatoria che non solo arreca danni all’immagine del Consorzio, ma crea nell’opinione pubblica disorientamento ed incertezze che, puntualmente, si riflettono sulla capacità di riscossione del gestore».

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«Sorical non può continuare a finanziare Congesi con crediti superano 15 milioni di euro». È quanto scrive la Società risorse idriche calabresi che si occupa degli schemi idrici di grande adduzione, accumulo e potabilizzazione, nonché del servizio idropotabile all’ingrosso in favore di tutti i Comuni calabresi per conto della Regione Calabria.

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Congesi, la società che si occupa del servizio idrico in città comunica che in questi giorni sta rilevando un aumento dei consumi idrici ai serbatoi di Vescovatello, aumenti fisiologici dovuti fondamentalmente all'aumento delle temperature.

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Quattrocentotrentaquattro euro: questa la cifra spesa nel 2019 da una famiglia per la bolletta idrica, con un aumento del 2% rispetto al 2018. Grosseto e Siena si confermano i capoluoghi di provincia piu' cari con una spesa media a famiglia di 781 euro, Isernia resta ancora la piu' economica con 130 euro. Gli incrementi piu' elevati si registrano a Crotone (+13,5%) e Varese (+12,3%), seguono Roma (+10,7%) e Palermo (+10,5%). La fotografia emerge dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva realizzato nell'ambito del progetto 'Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino', finanziato dal ministero dello Sviluppo economico (Dm 7 febbraio 2018). Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi.

TOSCANA LA PIÙ COSTOSA, MOLISE LA PIÙ ECONOMICA - Le regioni centrali confermano il primato per le tariffe piu' alte con 595 euro annuali (+2,7% rispetto al 2018) ma l'incremento maggiore si rileva nel Sud e Isole (+3,1%). A livello regionale, le famiglie piu' 'tartassate' risiedono nell'ordine in Toscana (688), Umbria (531), Marche (527) ed Emilia Romagna (511). La regione piu' economica resta il Molise con 163 euro l'anno. Il maggior incremento tariffario (+6,3%) si registra in Abruzzo; scende invece dell'1,8% la tariffa media in Veneto. Costi invariati in Emilia Romagna, Liguria, Molise e Puglia.
Oltre che tra le regioni, evidenti differenze di spesa continuano ad esistere anche all'interno delle stesse regioni. Ad esempio, in Sicilia, tra Enna (748 euro in media) e Catania (224) intercorre una differenza di 524 euro. Altri esempi di simile portata si possono riscontrare in Lazio, Toscana, Lombardia, Liguria e Calabria.
"Quello che emerge e' un quadro che ancora una volta denuncia profonde differenze nell'erogazione del servizio idrico tra aree geografiche dell'Italia, confermando in maniera opprimente la questione irrisolta del 'water service divide': una parte del nostro Paese, in prevalenza Nord e Centro, in grado di realizzare investimenti e con elevate capacita' gestionali, e un'altra parte invece, collocata principalmente nel Sud e nelle Isole, in cui l'inerzia e la mancanza di soggetti con le necessarie capacita' economiche e gestionali hanno generato condizioni di stallo, che si ripercuotono sulla qualita' e la disponibilita' stessa del servizio offerto ai cittadini", dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

RISPARMI POSSIBILI RIDUCENDO GLI SPRECHI - Gli italiani detengono il primato europeo per il consumo pro capite di acqua al giorno (237 litri a fronte di una media europea di 120 litri). Con un uso piu' consapevole e razionale di acqua, che abbiamo quantizzato in 150mc invece di 192mc l'anno, una famiglia spenderebbe 319 euro anziche' 434, con un risparmio medio di 115 circa a livello nazionale e fino a 211 per una famiglia toscana e 150 per una pugliese. Ad esempio, in un anno si possono risparmiare 42mc di acqua con questi piccoli accorgimenti: sostituendo, una volta su due, la doccia al bagno (risparmio di 4,5mc), riparando un rubinetto (21mc), usando lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (8,2mc), chiudendo il rubinetto mentre si lavano i denti (8,7mc).

I DATI SULLA DISPERSIONE IDRICA - In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, dagli ultimi dati Istat disponibili (2018) emerge che a livello nazionale va dispersa il 37% dell'acqua immessa, con evidenti differenze nelle differenti aree geografiche e singole regioni: si va dal 45% nel Sud e isole, al 40% al Centro e al 29% al Nord. In testa per livelli di dispersione il Lazio con il 56%, segue la Sardegna con il 52% e l'Abruzzo con il 51%. Le cause sono da ricercare nella vetusta' delle reti e degli impianti che, soprattutto nei grandi centri urbani, sono stati realizzati da oltre 30 anni nel 60% dei casi e da oltre 50 anni nel 25%.

FAMIGLIE SODDISFATTE DEL SERVIZIO IDRICO? - Famiglie mediamente soddisfatte del servizio idrico ma vorrebbero vederci chiaro su qualita' e bollette. Secondo dati Istat, l'86,6% delle famiglie si dichiara molto (22,2%) o abbastanza soddisfatte (64,4%) del servizio idrico, contro un 13,3% poco o per niente soddisfatto. I livelli di soddisfazione espressi dalle famiglie italiane diminuiscono spostandosi dalle aree del Nord verso il Centro e quindi al Sud e nelle Isole. Le criticita' piu' marcate riguardano soprattutto Calabria, Sardegna e Sicilia, dove le famiglie poco o per niente soddisfatte rappresentano rispettivamente il 36%, il 35,1% e il 29,1% del totale. In particolare una famiglia su tre si dichiara poco soddisfatta della comprensibilita' delle bollette, quasi una su quattro di odore, limpidezza e sapore dell'acqua di rubinetto. Dall'analisi delle Carte dei servizi, emerge inoltre che nel 63% non viene data alcuna informazione sul bonus sociale a disposizione delle famiglie e in un caso su tre nemmeno sulla qualita' dell'acqua erogata. Nel 49% dei casi si fa riferimento a forme di coinvolgimento delle Associazioni di Consumatori nella redazione della Carta. Tuttavia, i contatti delle stesse associazioni appaiono solo sul 7,5% delle Carte esaminate.

Tutto il Dossier, con i dati nazionali e regione per regione, e' disponibile su www.cittadinanzattiva.it. Il rapporto restituisce una fotografia della disparata geografia dell'Italia in termini di erogazione del servizio idrico integrato riguardo gli aspetti tariffari, la qualita' e le tutele. Tali informazioni sono disponibili, con indicazione precisa delle fonti su Informap, www.cittadinanzattiva.it/informap, la cartina navigabile che rende fruibili, per ogni capoluogo di provincia, informazioni e approfondimenti su tariffe e agevolazioni, qualita', tutele e altri riferimenti utili. È inoltre attivo il numero telefonico 06/36718040 (lunedi' dalle 14.30 alle 17.30, mercoledi' e venerdi' dalle 10 alle 13) per informazioni ai cittadini sui servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale, asili nido comunali). (DIRE)

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Congesi, la società che si occupa del servizio idrico in città, comunica quanto segue: «Da circa un’ora Sorical sta pompando verso i serbatoi di Vescovatello solo l'acqua proveniente da Sant’Anna; la portata residua è al momento di 120 l/s a fronte dei 250 l/s normali, in serata la portata si ridurra' ulteriormente a 100l/s. Con queste portate forniremo da ora e fino a domani mattina solo le zone asservite al serbatoio di "Vescovatello alto": Tufolo, Farina, via Magna Grecia, via Matteotti, via Libertà, centro storico».

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