Lunedì, 25 Gennaio 2021

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Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalla Regione Calabria contro il decreto di sospensione dell'ordinanza emessa dal presidente facente funzione, Nino Spirlì, con la quale era stato disposto il rinvio al 15 gennaio dell'apertura delle scuole elementari e media in presenza.

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«Desta preoccupazione la prossima udienza davanti al Consiglio di Stato che deciderà le sorti delle strutture amovibili di proprietà di Fc Crotone». È quanto scrive il candidato a sindaco Vincenzo Voce.

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La sentenza non è definitiva e uno dei due motivi del ricorso è stato rigettato, mentre sul secondo resta un flebile “nì”.

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stadio ezio scida curva tribunaLo stadio Ezio Scida resta a 16.000 posti. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del ministero per i beni e le attività culturali. E' stata premiata la linea giuridica del Comune di Crotone. Quanto avvenuto in sede di Consiglio di Stato lo spiega l'assessore all'Urbanistica Salvatore De Luca che ha seguito con determinazione il percorso che ha portato all'importante risultato.
"Dopo la discussione di ieri a cui ha preso parte l'Avvocatura Generale dello Stato con gli avvocati Del Gaizo e Russo il Consiglio di Stato ha premiato la linea giuridica a cui il Comune di Crotone ha ispirato il suo Ricorso al TAR di Catanzaro contro le ordinanze del soprintendente Pagano confermando in toto la decisione del Giudice amministrativo di primo grado che ad ottobre aveva sospeso quei provvedimenti. In sostanza il Consiglio di Stato ha accolto le tesi discusse in udienza da Vincenzo Di Baldassarre, avvocato del Comune di Crotone, e ritenuto che: non sussiste alcun presupposto di urgenza a sostegno della scelta del Ministero di ricorrere contro la sospensiva del TAR. Perplessità già sollevata da questa amministrazione al momento della ricezione del ricorso; nessun danno è stato prodotto dalle strutture dal 2016 al 2018; il Ministero non ha provato nulla in ordine al danno che le strutture produrrebbero - anche potenzialmente - ai reperirti archeologici. Considerando che nessun investimento è previsto per la valorizzazione di questi. Insomma, una debacle totale per le scelte del Mibact che paiono ormai persecutorie e prive di fondamento. Ora non resta che attendere, in pace, la decisione del Tar del 19 giugno prossimo. Che, alla luce della scelte del Consiglio di Stato potrebbe essere oggetto di un pronostico non difficile" dichiara l'assessore De Luca.
Il sindaco Ugo Pugliese dichiara: "sono naturalmente soddisfatto per la decisione del Consiglio di Stato ma allo stesso tempo rammaricato che, per l'accanimento terapeutico di qualcuno, abbiamo dovuto aprire un contenzioso con un'altra istituzione. Io sono un uomo delle istituzioni e rispetto tutte le istituzioni. Rispetto che forse manca a chi utilizza modi e linguaggi che non dovrebbero appartenere a chi ricopre ruoli rappresentativi. Questa vicenda dello stadio si sta risolvendo favorevolmente, come sapevamo, ma ha sottratto tanto tempo alla attività amministrativa. La città sa chi ringraziare di questo accanimento di parte, di questa totale mancanza di attenzione verso il territorio. Una azione continua e pervicace che oggi ha esposto, e me ne dispiace, un' alta istituzione come il Mibact difronte ad una situazione certamente non positiva. Una azione che purtroppo è continua e condotta con scarso senso istituzionale. Tuttavia noi andiamo avanti, nonostante chi continuamente frappone ostacoli sul futuro della città, frutto solo del pregiudizio, dimostrando che siamo professionisti e amministratori seri che portano le corrette istanze del territorio davanti a tutto e davanti a tutti".

 

 

 

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oliverio emiliano no triv«Nessuna ambiguità da parte della Regione sulle trivellazioni a mare». Lo scrive in una nota la giunta regionale rispondendo ai quesiti posti sul finire della scorsa settimana dal comitato nazionale No Triv e Raspa [LEGGI ARTICOLO]. «In merito alle notizie – è scritto nella nota – apparse nei giorni scorsi sulla stampa, da parte di alcune associazioni, attraverso cui si rilevano presunti ritardi ed ambiguità da parte di questa Amministrazione Regionale rispetto alla problematica delle trivellazioni a mare, si ritiene necessario fare alcune precisazioni al fine di evitare confusione e rovesciamento della verità. I temi dell’ambiente, come è noto, sono centrali nel programma del presidente Oliverio e nell'azione di governo di questa Giunta regionale che si è distinta sin dal primo momento nella iniziativa contro le trivellazioni nel nostro mare. E’ utile ricordare che quella contro le trivellazioni è stata una campagna aperta dalla prima ora. Questa battaglia è stata condotta con il coinvolgimento dei comuni, della rete associativa e dei cittadini. Il consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno contro le trivellazioni ed a sostegno della linea seguita, in tal senso, dalla Giunta Regionale. Tra l’altro, per quanto riguarda l’attività di contrasto alle attività estrattive e di ricerca di idrocarburi da parte della Regione, esiste una nutrita rassegna stampa che dimostra esattamente il contrario di quanto affermato da alcune associazioni attraverso la stampa. Nessuna ambiguità dunque anzi, al contrario, la Regione Calabria si è mossa con chiarezza e determinazione. Dal Manifesto di Termoli, attraverso cui la Regione Calabria ha aderito formalmente alla battaglia contro le trivellazioni, la Giunta regionale si è distinta, in tutti i passaggi, per essere stata tra i soggetti protagonisti di questa battaglia per la salvaguardia e la valorizzazione ambientale del nostro mare. La tutela dei nostri mari e delle nostre coste rappresenta una priorità imprescindibile e per questa ragione abbiamo impugnato la sentenza del Tar Lazio al Consiglio di Stato. Nessuna ambiguità, quindi, ma una linea chiara e determinata a difesa del nostro mare, contro ogni ipotesi di trivellazione più o meno camuffata».

 

REPLICA DI RASPA E COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

«Nei giorni scorsi – scrivono gli attivisti in una nota – il coordinamento nazionale No Triv e Raspa avevano invitato il presidente della Regione Calabria a compiere passi seri e risoluti contro il Mise e la Global Med. Oggi apprendiamo, indirettamente, che la Regione Calabria avrebbe proposto ricorso al Consiglio di Stato la sentenza del Tar Lazio che aveva respinto il primo ricorso della stessa Regione Calabria. Si spera che, a differenza che nel primo caso, questa seconda volta la strategia prescelta sia stata quella giusta. Commettere errori è umano, ma perseverare nell'errore è diabolico. Il presidente Oliverio non dimentichi però di aver cannato il primo ricorso e di aver lasciato "passare", senza opporre alcuna resistenza, il decreto del ministero dell'Ambiente che ha valutato compatibile con l'ambiente l'istanza di Global Med per un terzo permesso di ricerca, sempre nello Jonio e in area contigua ai due già esistenti».

 

 

 

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piattaforma global med«I termini per il ricorso al Consiglio di Stato contro le trivelle nel mar Ionio sono scaduti? Il presidente Oiverio dica esattamente come stanno le cose e cosa farà la Regione». È quanto scritto in un comunicato dal coordinamento nazionale No Triv e da Raspa (Rete autonoma Sibaritide e Pollino per l'autonomia). «Con sentenza pubblicata il 27 novembre 2017 – è scritto nella nota –, il Tar Lazio ha respinto il ricorso proposto dalla Regione Calabria [LEGGI ARTICOLO] contro i ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e dei Beni culturali, nei confronti della compagnia americana Global Med, per l'annullamento di due distinti decreti del 15 dicembre 2016 («F.R 41.GM» e «F.R 42.GM») con cui il Mise ha accordato il permesso di cercare gas naturale e petrolio nel Mar Ionio, in un'area di circa 1.500 chilometri quadrati nell'off-shore della provincia di Crotone. Il Tar Lazio ha sentenziato che «[...] il ricorso è irricevibile ed infondato e deve essere respinto». La Regione Calabria ha la possibilità di proporre appello dinanzi al Consiglio di Stato entro il termine del 27 maggio 2018, sempre che nel frattempo la sentenza del Tar Lazio non sia stata notificata, nel qual caso il termine sarebbe di 60 giorni dalla notifica. I cittadini possono sapere se i termini per proporre il ricorso sono scaduti? Si possono ancora fidare delle istituzioni? Per le vie informali, le strutture territoriali del coordinamento nazionale No Triv hanno già da tempo sollecitato più volte la Regione a muovere passi concreti e immediati contro le pretese di Global Med e gli atti del Mise. Ad oggi, tuttavia, non si registrano né prese di posizioni ufficiali da parte del presidente Oliverio, né fatti concreti che autorizzino a pensare che la Regione intenda far sul serio. I precedenti non giocano certamente a favore della comunità calabrese: basta leggere le motivazioni della sentenza del Tar Lazio per capirlo. Dei tre motivi addotti dal Tar per respingere il ricorso, due appaiono, infatti, fondati. Ci si chiede come sia stato possibile averli citati nel ricorso quando anche un avvocato in erba sa bene che per progetti "petroliferi" in mare la legge non prevede alcuna Intesa tra Stato e Regione, e che per far valere questioni più strettamente ambientali si sarebbe dovuto ricorrere contro i decreti di compatibilità ambientale. Ma non è finita qui. Gobal Med è in attesa di ottenere un terzo permesso di ricerca (istanza denominata «d 87 F.R.GM»), sempre nello Ionio, in un'area contigua alle due oggetto dei permessi «F.R 41.GM» e «F.R 42.GM». Il ministero dell'Ambiente si è già pronunciato a favore della compatibilità ambientale del terzo progetto con decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 3 ottobre 2017, contro cui la Giunta si è ben guardata dal proporre ricorso anche grazie alla disattenzione di tutte le forze politiche. Il coordinamento nazionale No Triv, per il tramite di Raspa (Rete autonoma Sibaritide e Pollino per l'autonomia), ha tra l'altro offerto alla Regione Calabria il supporto giuridico gratuito di Enzo Di Salvatore, noto costituzionalista e padre dei quesiti referendari No Triv, che garantirebbe un ricorso che non abbia fini esclusivamente elettorali o di facciata. La domanda sorge spontanea: si vuol concedere al ministero e a Global la possibilità di vincere a mani basse su tutti i fronti? Vogliamo regalare 2.200 chilometri quadrati di mare a Global Med? La Regione Calabria vuol farsi ridere dietro dal resto d'Italia o intende prendere la cosa veramente sul serio? In occasione del ricorso al Tar, il presidente Oliverio scrisse al Mise che “Il nostro mare è una risorsa da salvaguardare e valorizzare. Una risorsa per alimentare lo sviluppo sostenibile”. Bene: alle parole faccia seguire passi seri e concreti e non ricorsi mal fatti».

 

 

 

 

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