Martedì, 20 Ottobre 2020

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«Stiamo portando avanti una intensa interlocuzione con Regione, Comune e Corap per ripristinare condizioni di vivibilità e decoro nell’area industriale di Crotone». Così Alessandro Cuomo, presidente della Piccola industria di Confindustria Crotone. 

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«Il depuratore comunale sia soppiantato da quello a gestione Corap». È quanto chiede in una nota stampa Giovanni Iaconis, coordinatore provinciale di “Riva destra” Crotone.

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«Da informazioni assunte direttamente dagli enti preposti comunichiamo che: i lavori di ripristino in località “Iannello” stanno proseguendo poiché il danno si è rivelato più grave del previsto». È quanto rende noto il Comune di Crotone attraverso la sua pagina ufficiale di Facebook.

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«Le Organizzazioni sindacali stanno seguendo con particolare attenzione l’iter della proposta di legge n. 473/10^, che nel testo approvato dalla Prima commissione riporta i principi generali per la costituzione dell’Agenzia regionale sviluppo aree industriali».

I segretari generali calabresi di Fp-Cgil (Alessandra Baldari), Cisl-Fp (Luciana Giordano), Uil-Fpl (Elio Bartoletti), Findici (Gesuino Macis) e Ugl (Ornella Cuzzupi) hanno scritto ai vertici della giunta regionale, al consiglio e al commissario del Corap.

«La vicenda dello stabilimento dell’Ex Ilva di Taranto – commentano –, dove la nuova proprietà ha avviato le procedure per la recessione del contratto d’affitto, preliminare all’acquisto dell’impianto, e il nuovo rapporto Svimez per il 2019, insieme a quelli degli anni precedenti, disegnano un quadro preoccupante ed impongono una maggiore azione di responsabilità volta a portare a compimento l’iter di approvazione della proposta di legge in itinere.

Il rapporto Svimez 2019, in continuità con quelli degli anni precedenti, mette in luce le criticità del settore produttivo del Mezzogiorno d’Italia e indica le policy da attuare, richiedendo innanzitutto una decisa e netta discontinuità della politica industriale rispetto al passato, ridando centralità all’industria, con il rafforzamento e la difesa dell’apparato esistente, ma anche per avviare nuove dinamiche di sviluppo industriale al Sud.

La grande crisi iniziata nel 2007 ha colpito molto pesantemente l’industria del Sud, già poco presente nell’area e con un elevato grado di frammentazione, principale ostacolo al conseguimento di maggiori livelli di produttività e di competitività. Persiste una scarsa localizzazione al Sud di medie imprese manifatturiere, ovvero, di quel segmento di struttura produttiva tipicamente più attivo nei processi di innovazione e di internazionalizzazione.

Le Pmi industriali del Sud tra il 2007 e il 2014 hanno subito un calo di oltre il 20% della base produttiva manifatturiera, circa il doppio di quanto si è perso a livello nazionale. Il divario di produttività delle imprese manifatturiere meridionali rispetto a quelle localizzate nel Nord del Paese è aumentato a causa degli anni di crisi, che hanno determinato una profonda erosione dell’apparato manifatturiero meridionale, con la scomparsa di un notevole numero di imprese e conseguenti rischi di desertificazione, lasciando sul campo un apparato ancora più ridotto.

Occorre mettere in campo politiche attive ed interventi selettivi, in grado di dare una svolta al modello di specializzazione delle industrie meridionali per superare i ritardi endemici dell’area, primo fra tutti quello rappresentato dalle ridotte dimensioni di impresa, che è anche la principale concausa degli altri gap strutturali che concorrono a determinare il divario di sviluppo del Sud.

Per raggiungere quest’obiettivo, servono strumenti di politica industriale, meno orientati, come in passato, a mantenere in vita ciò che non regge più alla prova della competitività e più focalizzati sulla capacità di attrarre e di attivare nuove energie in settori innovativi. Interventi quali i crediti d’imposta di medio e lungo periodo, i “Contratti di sviluppo” e le Zone economiche speciali, soprattutto in Calabria, rappresentano l’occasione, per questa regione, di avviare una strategia di medio-lungo termine di sviluppo dell’apparato produttivo regionale con l’attrazione degli investimenti dall’esterno.

L’Agenzia regionale sviluppo aree industriali, la cui istituzione è prevista nella proposta di legge n. 473/10^ approvata dalla Prima commissione, costituisce lo strumento attraverso il quale la Regione Calabria può superare innanzitutto il gap con le altre realtà regionali dello stesso Mezzogiorno, realizzando la specializzazione degli insediamenti per sostenere le produzioni ed introducendo nelle aree industriali di competenza già individuate gli strumenti di promozione per l'attrazione di nuovi investimenti, come le Zes, al fine di sostenere e incrementare l'occupazione e la qualificazione del sistema produttivo calabrese, caratterizzato da un tessuto di micro imprese, il più numeroso del Paese secondo la CGIA di Mestre, che ha assoluta ed immediata necessità di essere portato ad un livello superiore per poter sopravvivere.

Per tutto questo, la classe dirigente che guida questa regione, maggioranza ed opposizioni insieme, non possono sottrarsi né possono rimandare ad altri e ad altro tempo un compito e una responsabilità che spetta a loro soltanto: dare soluzione ad un problema che è, allo stesso tempo, politico, sociale, economico ed occupazionale e che impone decisioni immediate per superare le tante criticità fino a qui riscontrate e porre rimedio agli errori del passato.

L’approvazione del testo della proposta di legge n. 473/10^ da parte della Prima commissione consiliare rappresenta un segnale significativo per la Calabria e i calabresi, con una grande prova di responsabilità e competenza dimostrata in concreto da tutte le forze politiche presenti in commissione.

Fermarsi adesso, dubitare del lavoro svolto finora, lascerebbe la Calabria priva, per un tempo indefinito e comunque esiziale, di uno strumento utile ad affrontare la sfida per lo sviluppo del proprio tessuto produttivo, aumentando ancora di più il gap strutturale che separa il territorio calabrese dalle altre realtà regionali, che hanno già reso funzionali ed efficienti questi strumenti di supporto alle imprese.

Queste Organizzazioni sindacali, pertanto, nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali, rimangono fiduciose che le forze politiche che compongono la Seconda commissione consiliare e l’intera assise del Consiglio regionale, ai quali i cittadini calabresi hanno affidato la loro rappresentanza con il loro voto, sapranno dare ancora una volta la migliore risposta alle istanze di cambiamento della società calabrese, portando a compimento l’iter di approvazione della proposta di legge n. 473/10^».

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sciopero dipendenti corap cittadella regione calabriaLe segreterie regionali FP-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Findici, Sul e Ugl Calabria proclamano lo sciopero generale dei dipendenti del Corap. «Premesso che – scrivono i sindacati – che in data 20 febbraio scorso, è stato proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti del Corap, con richiesta di incontro urgente alla Regione Calabria e all’Ente per discutere in merito alle problematiche dell’Ente soprattutto riguardo agli aspetti economico finanziari e alle mancate o ritardate erogazioni delle partite stipendiali dei lavoratori. In data 13 febbraio scorso, dopo diversi solleciti, veniva convocata una riunione dall’assessore al Bilancio e alle attività produttive per ascoltare le istanze delle Organizzazioni sindacali, che chiedevano rassicurazioni e informazioni sulla redazione e consegna del Piano industriale e dello Statuto, atti necessari per procedere ad una ricapitalizzazione per garantire la piena operatività all’Ente e la sicurezza retributiva ai lavoratori; in quella circostanza l’Ente e la Regione rimandavano le Organizzazioni sindacali alla riunione successiva per la consegna dei documenti richiesti. Lo scorso 18 marzo, è stato convocato un nuovo incontro tra la Regione e L’Ente, dove non venivano ancora consegnati i documenti richiesti e, vista la mancanza di qualsiasi proposta risolutiva da parte dei rappresentanti della Regione e dell’Ente, si sono interrotte le trattative e in assemblea sit-in tenutasi davanti al Palazzo della Cittadella, si è dato mandato alle Organizzazioni sindacali di proclamare lo sciopero. In data 19 febbraio scorso è stato proclamato lo sciopero per giorno primo marzo. Il 28 marzo è stato sospeso lo sciopero in virtù della convocazione delle Organizzazioni sindacali da parte della Regione e dell’Ente per giorno 5 marzo, quando ha avuto luogo alla Regione l’incontro durante il quale è stato consegnato alle Organizzazioni sindacali il Piano industriale ed il nuovo Statuto societario da approvare con il contributo delle Organizzazioni sindacali. In virtù di questo, si è proposto di fissare un tavolo tecnico per la discussione e l’approvazione dei due documenti. Il 24 aprile è stato nominato il nuovo direttore generale dell’Ente che convocato una riunione per giorno 20 maggio per la discussione del Piano industriale e Statuto dell’Ente. Ci si è aggiornati al 10 giugno, con l’intento di apportare le opportune modifiche e approvare in tale data i documenti. Il 20 giugno il dg dell’Ente ha convocato tutti i dipendenti del Corap per comunicare che l’Ente versava in stato di profonda crisi economico-finanziaria e, pertanto, si trovava nell’impossibilità di svolgere qualsiasi funzione e continuare le proprie attività. Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto immediata convocazione al presidente della Regione per discutere del perenne stato di crisi dell’Ente, venendo per questo convocati per giorno 5 luglio. Quanto sopra premesso, le scriventi Organizzazioni sindacali comunicano, quanto segue: visti gli esiti fallimentari dei numerosi tentativi di individuare una soluzione per comporre la vertenza relativa alla complessa situazione di insolvenza in cui versa il Corap, che si sta ripercuotendo sia sui livelli retributivi dei lavoratori da più mesi, sia sul loro futuro occupazionale; alla luce della mancata convocazione da parte degli interlocutori istituzionali annunciata nell’ultima riunione del 5 luglio, durante la quale il governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio, si impegnava a convocare le parti entro breve tempo per sottoporre una proposta concreta di ristrutturazione aziendale del Corap e/o la presentazione del Piano industriale, trascorse ormai due settimane circa dall’ incontro e non avendo ricevuto convocazioni da parte dell’Ente e dei competenti Uffici Regionali; proclamano una prima giornata di sciopero dei lavoratori del Corap, in data 30 luglio, riservandosi di proseguire nelle azioni di lotta con ulteriori giornate di sciopero, le cui date saranno comunicate nei termini previsti dalla normativa in vigore. Ai prefetti di Vibo Valentia e Crotone si segnala che è stato richiesto alla direzione del Corap un urgente incontro al fine di definire e sottoscrivere un Protocollo d’intesa sulla garanzia dei livelli minimi essenziali dei servizi di depurazione insistenti sulle due province e gestiti dall’Ente. Si comunica, altresì, che fino alla data del 30 luglio prossimo i lavoratori manterranno la mobilitazione con ogni forma di protesta prevista dal vigente sistema di relazioni sindacali».

 

 

 

 

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dipendenti corap sitinLa Camera di Commercio di Crotone ha raccolto il grido d’allarme sull’imminente “default” annunciato dal direttore generale del Corap e hanno convocato un consiglio straordinario aperto proprio per affrontare la problematica.
«Il presidente della Camera di Commercio di Crotone – informa una nota della Cciaa – ha indetto un consiglio camerale straordinario aperto per giorno 27 giugno alle ore 16.30, presso la sede della Arredo Inox srl, sita a Crotone in via F. Mancuso, 18 (zona industriale). L’oggetto dell’incontro è la situazione del Corap e dell’Area industriale crotonese. “La condizione delle imprese aventi sede nella zona industriale di Crotone – afferma Alfio Pugliese – non consente alle stesse di poter operare con quella serenità che dovrebbe caratterizzare l’operato di tutte le attività produttive. La Camera di Commercio di Crotone – continua Alfio Pugliese – intende affiancare le aziende interessate e che si sentono abbandonate dalle autorità, vivendo una costante situazione di degrado, tra discariche abusive e furti, che non può essere più tollerata. E’ necessario che le istituzioni – conclude il presidente Pugliese – programmino e, soprattutto, attuino degli interventi a sostegno delle imprese presenti nella zona industriale crotonese al fine di evitarne l’impoverimento produttivo, con tutte le conseguenze negative che si avrebbero per il nostro territorio, e, per questo motivo, la Camera ha deciso di sostenere la voce di queste imprese, indicendo un consiglio camerale straordinario aperto per discutere della situazione».

 

 

 

 

 

 

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