Mercoledì, 25 Novembre 2020

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«La Calabria brucia». È questo l’incipit di un comunicato di denuncia lanciato sugli organi d’informazione dall’area civica “Liberi per Crotone” in merito alla situazione della gestione dei rifiuti su territorio regionale.

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La sentenza non è definitiva e uno dei due motivi del ricorso è stato rigettato, mentre sul secondo resta un flebile “nì”.

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«Non posso che esprimere il mio netto dissenso sulla vicenda della possibile realizzazione di una discarica tra il territorio di Cutro e quello di Roccabernarda». È quanto scrive in una nota il consigliere provinciale Lino Lerose.

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«Nei giorni più difficili della storia politica di Cutro, per le note vicende che hanno portato alla nomina della commissione di accesso antimafia al fine di verificare se vi sono stati e se vi sono tutt’ora tentativi di infiltrazione mafiosa all’interno della pubblica amministrazione, si rincorrono voci in merito alla possibile individuazione del sito per una nuova discarica di servizio per la provincia di Crotone».

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«Ancora un'altra discarica nel Crotonese?». È l’interrogativo che pongono 31 tra associazioni ed eneti del Terzo settore del territorio*.

«Era il 2007 – si legge nella nota – quando un privato che lavorava all'interno dell'ufficio del Commissario per l'emergenza rifiuti in Calabria, mise a disposizione un suo terreno per realizzare una discarica a Terrate-Terratelle, a due passi da importanti e rinomate aziende agricole, in un territorio ad alta vocazione agricola di qualità. Quell'episodio diede vita ad una imponente mobilitazione della società civile, dal Comitato "Mi rifiuto" di Cutro, al movimento "No discarica" di Crotone, senza dimenticare il no deciso alla realizzazione della discarica da parte del consiglio comunale di Roccabernanrda e di Cutro. Quella mobilitazione fu una pagina di democrazia e partecipazione importante; e fu grazie a quei cittadini e a quelle assemblee elettive comunali che il tentativo di un privato di far profitto, realizzando un ulteriore "buco" in cui abbancare rifiuti, fu sventato».

«Allora tutto questo era possibile – commenta la nota – perché il ciclo dei rifiuti era gestito da quel porto delle nebbie che era l'ufficio del Commissario per l'emergenza rifiuti in Calabria. Ma oggi, sarebbe possibile realizzare una discarica di servizio pubblica senza che le amministrazioni locali non sappiano nulla? No, non sarebbe possibile, perché la funzione di individuare una discarica o impianti di trattamento spetta ai sindaci riuniti nell'assemblea dell'Ambito territoriale ottimale (Ato) di Crotone. Indubbiamente gli Ato della Calabria hanno accumulato ritardi importanti nell'individuare i siti, ma sappiamo anche che, ad esempio, l'Ato di Crotone da mesi sta lavorando all'identificazione del sito dove realizzare la discarica di servizio. E certamente noi non siamo a conoscenza di nessuna decisione formale assunta, anche perché tutte le decisioni dell'Ato dovrebbero essere assunte nella piena e corretta informazione delle comunità locali e visto che il ciclo dei rifiuti in Calabria e a Crotone è in emergenza da decenni, non riteniamo possibile che si assumano decisioni motivate dallo stato di emergenza, dal momento che di emergenziale non c'è nulla».

«Abbiamo deciso di tornare sull'argomento – spiega il comunicato – dell'individuazione della discarica di servizio perché in questi ultimi giorni stanno trapelando notizie riguardanti l'individuazione da parte dell'Ato di Crotone di un luogo, al confine tra i comuni di Roccabernarda e Cutro, tra i calanchi e le colline della valle del Tacina, dove ubicare la discarica di servizio. Non lontano dal luogo dove era stato individuato il sito della discarica privata di Terrate-Terratella più di dieci anni fa. Non riteniamo possibile che questa decisione stia prendendo forma senza che siano state informate le comunità interessate e senza una discussione pubblica su quale sia il luogo migliore dove allocare un'ulteriore discarica e senza avere avviato un radicale cambiamento di impostazione della gestione dei rifiuti: raccolta differenziata spinta, riuso, riciclo e risparmio, unica via da perseguire per evitare di realizzare decine di ecomostri eterni quali sono le discariche».

«Tuttavia, per fugare ogni dubbio – entrano nel merito i firmatari –, chiediamo alle autorità competenti di dire pubblicamente se queste voci che si rincorrono siano vere o destituite di fondamento e, qualora fossero vere, come si intendono coinvolgere le comunità locali che in quei territori vivono e come si intendono tutelare quei territori che tanta ricchezza producono», conclude il comunicato.

*Firmatari

  1. Comitato Crotone Pulita
  2. Arci Crotone
  3. Associazione "Gli Spalatori di Nuvole"
  4. Circolo Arci "Pagania"
  5. Italia Nostra Crotone
  6. Associazione Laicitalia
  7. Adultiraider  Cirò Marina
  8. Associazione "Il Barrio"
  9. Aido Crotone
  10. Cittadinanzattiva -Tribunale dei Diritti del Malato Crotone
  11. Crotone Vuole volare
  12. MGA Sindacato Nazionale Forense
  13. Cooperativa "I tre melograni"
  14. Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini Crotone
  15. Associazione Cotroneinforma
  16. Associazione "Terra e libertà"
  17. Associazione "Nonostante tutto resistiamo"
  18. "Jobel"- Consorzio di Cooperative Sociali            
  19. FiasRaider Cirò Marina
  20. Associazione Dora
  21. GAK – Gruppo Archeologico Krotoniate
  22. Associazione P.A.C. Calabria
  23. Volontari di strada Crotone
  24. WWF Crotone
  25. Associazione CODICI Calabria
  26. Anteas Crotone
  27. Forum Provinciale Terzo Settore Crotone
  28. Masci Crotone
  29. Coop. Agorà Kroton
  30. Associazione Bet Josefh Crotone
  31. "Shalom" società cooperative Crotone

 

 

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discarica columbra2«No all’ampliamento della discarica di Columbra». È quanto chiedono i portavoce del M5s Margherita Corrado (senatrice), Elisabetta Barbuto (deputata) e i consiglieri comunali Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia.
«Il sindaco di Crotone – scrivono – sulla questione dell’ampliamento della discarica di Columbra ha le idee molto confuse; prima dichiara che non darà mai il parere favorevole e poi si siede al tavolo della Regione per trattare la resa in cambio di un maggior beneficio economico. Pensare di barattare la salute dei cittadini per un eventuale vantaggio economico è un atto irresponsabile. Conosciamo bene l’impatto che la discarica di Columbra ha sulla comunità di Papanice (e non solo) ma, nonostante ciò, il grido di dolore del Comitato Pro-Papanice è rimasto inascoltato. Quello che fa ulteriormente riflettere è che il sindaco ha assunto questa iniziativa senza tener conto minimamente che 19 consiglieri comunali hanno richiesto un consiglio straordinario per discutere proprio dell’ampliamento della discarica deciso dalla Regione. Questa amministrazione, mentre cerca di far cassa con i rifiuti provenienti da altre province, ricorre ad azioni propagandistiche e ad un paradossale “ultimatum” alla società Akrea, dopo avene recentemente riconfermato il presidente e tutti i membri del Cda. E’ bene ricordare che sono tre anni che si annuncia l’avvio della raccolta differenziata ma siamo sempre fermi al palo, sotto l’8%, benché il comune di Crotone abbia usufruito di un finanziamento regionale di oltre 2 milioni di euro. La fantomatica Ato, poi, non si decide ad individuare un sito per la realizzazione di una discarica pubblica ad esclusivo servizio della provincia di Crotone. Questi due presupposti, uniti all’efficientamento di Akrea e del selezionatore Tmb di Ponticelli, permetterebbero di affrontare seriamente il problema dei rifiuti, riducendone i costi e l’impatto ambientale sul territorio. Il Piano finanziario 2019 per il servizio di gestione rifiuti si basa su una stima ipotetica della percentuale di raccolta differenziata del 25%; il mancato raggiungimento di un tale risultato comporterà inevitabilmente l’incremento della tariffa regionale per il conferimento in discarica che si rifletterà sui cittadini con l’aumento della Tari. Il sindaco non si illuda di compensare i maggiori costi del servizio con l’incremento del beneficio economico proveniente dai rifiuti conferiti dai Comuni fuori provincia, a scapito dell’ambiente e della salute dei cittadini! Se l’Amministrazione Pugliese non cambia rotta e non si oppone concretamente a questa ipotesi di ampliamento, i cittadini, come già annunciato dalle varie associazioni e comitati, si mobiliteranno con ogni forma di dissenso civile, cosa che sta accadendo già a Cassano e Catanzaro, dove sono state rispedite al mittente (Regione) le ipotesi di potenziamento che riguardano le discariche collocate nei loro territori».

 

 

 

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