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Sabato, 25 Maggio 2024

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sit in discarica scandale regione calabriaSi informa la cittadinanza tutta che, con ricorso al Tar Calabria-Catanzaro, l'Amministrazione comunale ha impugnato il Ddg numero 5474, del 3 maggio 2019, con il quale è stata modificata la “Autorizzazione integrata ambientale (di cui ai Ddg numero 2014/2010, Ddg numero 540/2011 e Ddg numero 873/2011) rilasciata alla Ecolsystema srl, con sede legale a Scandale, Via G. Puccini, 44”». È quanto rende noto il sindaco di Scandale Antonio Barberio.
«Le ragioni fondanti del ricorso – spiega il sindaco – attengono a due principali e determinanti aspetti. Il primo motivo di illegittimità dell'autorizzazione rilasciata è fondato su di un vizio originario della stessa, rappresentato dall' annullamento del Decreto n. 2014 del primo marzo 2010, a seguito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Ciò determina anche il travolgimento automatico dei successivi decreti (n.540/2011 e n. 873/2011) ritenuti, invece, dalla Regione Calabria pienamente vigenti ed assunti a presupposto del nuovo DDG 5474/2019. L' attività posta in essere dall' Amministrazione comunale, finalizzata a portare avanti le ragioni di una intera comunità, che ha più volte espresso il proprio No alla discarica, ha fatto emergere l'omessa corretta rappresentazione dei fatti, a fondamento del provvedimento impugnato. Infatti, il Decreto 5474/2019 è affetto da un ulteriore vizio: eccesso di potere, per carenza d' istruttoria, travisamento dei fatti e carenza dei requisiti.
Dalla sovrapposizione delle tavole di progetto, per come presentate dalla Ecolsystema, con le mappe catastali, è emerso che sul terreno, sul quale dovrebbe sorgere la discarica, insiste una servitù' di elettrodotto, che attraversa il sito in direzione nord- sud, per la presenza dell'elettrodotto di grande portata (380mila Kv) e di importanza strategica, che fa parte della Rete nazionale di trasporto e svolge una funzione essenziale nel territorio calabrese. La presenza dell'elettrodotto è una situazione di fatto che la Regione avrebbe dovuto rilevare in proprio, considerato che è un'opera strategica nazionale, su cui ha competenze specifiche che non poteva non conoscere. Tale infrastruttura non è stata in alcun modo considerata, tant'è che Terna, titolare della servitù pubblica e dell'elettrodotto, non è stata coinvolta nell'iter autorizzativo! Eppure il progetto prevede modifiche di altimetria del terreno, sbancamenti, produzione di biogas ed effluenti gassosi che incidono sui campi elettromagnetici, con effetti sull'ambiente circostante, sia da un punto di vista di sicurezza che di incolumità.
Ma, al di là delle "colpe", ciò che conta è l' oggettività delle mancate verifiche in fase di istruttoria da parte della Regione Calabria, che mettono in serio dubbio anche la legittimazione di Ecolsystema che, pur nel suo status di proprietaria, non ha titolo per incidere su una servitù di natura pubblica che ha l' obbligo di tutelare e preservare. Per quanto sinteticamente sopra rappresentato, si è chiesto al Tar l' annullamento del DDG 5474/2019, previa sospensiva del provvedimento».

 

 

 

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protesta discarica santa marina scandale«Ricominciamo la lotta. Sì, bisogna ricominciare daccapo!». È quanto ha scritto una cittadina di località “Timperosse” di Scandale, Maria Cotrone, al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, dopo il decreto che autorizza la modifica dei codici Cer e quindi l’avvio dell’insediamento della discarica a in località “Santa Marina”. La cittadina fa parte del comitato che già nel 2010 vinse la prima battaglia contro la discarica grazie alla decisione del Presidente della Repubblica.

 

«Daccapo – scrive Cotrone – contro una decisione a dir poco assurda se non aberrante e insostenibile. Sembra che i vertici della nostra Regione (Calabria) siano diventati sordi a qualsiasi invocazione da parte dei cittadini. Sembra che non importi a nessuno ascoltare le ragioni per cui una popolazione intera decide di tornare a combattere contro un qualcosa che sembrava ormai scongiurato. Cosa ne è stato della decisione del Presidente della Repubblica nella cui sentenza bocciava l’autorizzazione della discarica? Cosa ne è stato delle lotte che coinvolsero l’intero paese di Scandale e dintorni con manifestazioni tese a indicare la volontà al diniego di questo scempio?».

 

«Ancora oggi – prosegue la cittadina – la Regione vuole cercare per forza dei motivi che possano giustificare la legittimità degli interessi degli imprenditori, se così si possono definire, che hanno avanzato questo progetto; progetto che influenzerà la vita di tutta la provincia crotonese e non vuole sentir ragioni invece, a tutelare gli interessi, questi sì legittimi di tutte le aziende limitrofe esistenti e che risultano essere fantasmi nella documentazione presentata. Già, sembra che nei dintorni del luogo designato a discarica vi sia una zona deserta. Ebbene noi non ci stiamo!».

 

«Vogliamo ribadire per l’ennesima volta – sottolinea la cittadina – la nostra contrarietà. Vogliamo affermare con forza la nostra esistenza e dire con quanto fiato abbiamo in gola che noi imprenditori non siamo da meno e esigiamo tutele in quanto già presenti. I nostri sacrifici, e sapete benissimo quanto possa costare fare imprenditoria qui, nella nostra amata e violentata terra, combattendo giorno dopo giorno contro le avversità che già ci sono e mi riferisco a mancanza di infrastrutture e non solo… i nostri sacrifici, ripeto, meritano almeno di essere valutati».

 

«Non potete lavarvene le mani – incalza Cotrone – di un territorio che ha già sofferto e continua a soffrire dei guai che hanno causato le industrie ormai dismesse. Un territorio ormai saturo di impianti di smaltimento, di centrali biomasse e turbogas, di inceneritori di rifiuti speciali. Il nostro è un territorio che ha esclusivamente bisogno di bonifica e non di ulteriori discariche. Un territorio meraviglioso, culla di antiche civiltà e che state portando allo sfacelo. Territorio ricco di opportunità agricole, allevatoriali e turistiche che avrebbe solamente bisogno di infrastrutture per decollare e ridiventare la perla che era un tempo. E voi volete distruggerlo».

 

«Sì, perché dando il consenso alla realizzazione della discarica – commenta la cittadina – non fate altro che consegnare la nostra terra, la mia terra, alla rovina, non ci sarà più possibilità di recupero anzi diverrà una strada spianata alle discariche e alle ecomafie. Se avete intenzione di far ciò, allora, preparate un piano di evacuazione totale. Inutile parlare di bonifica o di promozione di attività agricole in genere perché non vi crede più nessuno; non si può continuare a chiedere alle persone, ai giovani soprattutto, di investire e dedicare la propria vita per il bene della collettività quando poi non si ha alcun riscontro da parte vostra. Diceva Socrate:” c’è un limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù”».


«Ebbene, io dico che – conclude – chi non si preoccupa dei nostri sentimenti, delle nostre necessità, delle nostre verità, non merita di avere più la nostra pazienza e la nostra sopportazione. La pazienza messa troppe volte alla prova diventa rabbia ed esasperazione. Non fateci arrivare a questo. Non sfidate l’esasperazione delle persone perché quando non si riesce a vedere più la luce in fondo al tunnel l’uomo è disposto a tutto, anche a morire».

 

 

 

 

 

 

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barberio protesta discarica scandaleArriva il decreto definitivo che modifica il codice Cer (codice europeo del rifiuto) del progetto approvato nel lontano 2010. Le intenzioni della Regione Calabria, che ha inviato la comunicazione al Comune di Scandale, è quella di porre la parola fine alle procedure per passare alla fase di costruzione della discarica di Scandale. Ovviamente il sindaco Antonio Barberio, che sulla questione questa mattina ha rilasciato un’intervista a Telediogene, non ci sta e dichiara di “avere già pronto il ricorso da presentare al Tribunale regionale amministrativo” e annuncia di “volere portare a giudizio i responsabili del procedimento”. Barberio è sconfortato, ma non si arrende. Ha già convocato la riunione con tutti i consiglieri comunali eletti a Scandale per le 18,30 di oggi. Non è andato a buon fine il tentativo di sottoporre a valutazione l’incartamento del progetto all’Ufficio legale della Regione. Questa era la richiesta di Barberio e di quanti, nei giorni scorsi, avevano protestato nell’androne della cittadella regionale. La speranza era quella che sottoponendo a valutazione le carte del progetto, gli avvocati dell’Ufficio legale avrebbero rilevato l’incongruenza esistente e cioè avrebbero convinto i rappresentanti della politica (assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, e governatore Mario Oliverio), che la procedura di modificare il codice Cer di un progetto cancellato dal presidente della Repubblica nel 2012 non doveva e non poteva essere modificato. Caso mai si doveva partire con una nuova ipotesi progettuale per realizzare la discarica a Santa Marina di Scandale. L’iter procedurale del progetto approvato nel 2010 non poteva essere modificato e risuscitato semplicemente modificando il codice Cer e cioè cambiando il tipo di rifiuto da conferire nella discarica: da amianto a rifiuti speciali non pericolosi (scarti della raccolta differenziata). Questo, invece, è avvenuto e non si è nemmeno voluto tenere conto del fatto che nell’incartamento non ci sono altrui documenti importanti. Non si è voluto tenere conto del fatto che la realizzazione della discarica nella Valle del Neto va a vanificare l’attività agricola di pregio che esiste nel sito. Il sindaco di Scandale non riesce a capacitarsi come possa avvenire che a Cosenza e Reggio Calabria c’è una levata di scudi contro le iniziative che propongono la realizzazione di nuove discariche e a Crotone tutto è possibile. Non c’è nessun coinvolgimento nemmeno sulla scelta del sito e viene calato tutto dall’alto. A Crotone e nella sua provincia gli impianti pericolosi per la salute dei cittadini vengono realizzati con enorme facilità. Basta pensare a quello che già esiste.

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protesta regione discarica scandale barberioBlitz di sindaco e consiglieri comunali di Scandale questa mattina nell’atrio d’ingresso della Cittadella regionale a Catanzaro. L’azione simbolica è per protestare contro la determinazione di conclusione della Conferenza dei servizi che ha rilasciato l'autorizzazione (Aia) alla modifica codice Cer in ingresso per il progetto di discarica per rifiuti non pericolosi da realizzarsi in località Santa Marina di Scandale. Di recente, il Consiglio dei ministri ha rigettato l’opposizione presentata dal Comune di Scandale rispetto la determinazione del nucleo di valutazione della Regione Calabria. Da qui, il tentativo del sindaco Antonio Barberio e della sua amministrazione per tentare di sensibilizzare la Regione Calabria nel merito. Lo scorso 28 marzo, infatti, l'Assemblea dei sindaci svoltasi contestualmente al consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno in cui chiede «all’Amministrazione procedente (Conferenza dei servizi, ndr) di assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela» e «nell’ ipotesi in cui ciò non dovesse avvenire entro breve termine, al fine di non compromettere le ragioni del territorio, l’Assemblea dei sindaci si determina nel proporre ricorso avverso la determinazione di conclusione della conferenza dei servizi».

 

 

 

 

 

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rifiuti cavalcaviaI coportavoce provinciali dei Verdi di Crotone Luisa Federico e Francesco Salice segnalano «una situazione insostenibile che affligge la nostra cara amata città».
«Durante un sopralluogo – spiegano – abbiamo rilevato una discarica a cielo aperto, precisamente sotto il cavalcavia (vicino ex Montedison) di Crotone, pensiamo innanzitutto che chi competenza avrebbe già dovuto intervenire per ripristinare la situazione di degrado, trattandosi di un ingresso della città è di sicuro un pessimo biglietto da visita turistico per chi viene a Crotone. I cumuli di immondizia sono certamente depositati dagli extra-comunitari sfollati in precedenza dai vagoni che stazionavano sui binari inutilizzati della ferrovia e che, non avendo più alloggio negli stessi, hanno innalzato una baraccopoli ricreando un’ulteriore situazione di degrado sociale e di criticità sanitaria. Non solo stiamo pagando a caro prezzo gli errori del passato a causa degli inquinati degli ex stabilimenti ma continuiamo a pagare gli errori del presente. Chiediamo alle tante associazioni umanitarie di intervenire affinché questa povera gente possa ritrovare condizioni di vita più dignitose in attesa che vengano rilasciati i regolari permessi di soggiorno e soprattutto a chi di competenza di intervenire per ripulire l’area interessata dalla discarica. Il Gruppo dei Verdi si impegnerà sempre ad essere vigile sulle criticità di natura ambientale e sociale che affliggono il nostro territorio in quanto a noi sta molto a cuore la città di Crotone e tutta la Provincia».

 

 

 

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barberio protesta discarica scandaleÈ stata ritenuta irricevibile l’opposizione, proposta dal Comune di Scandale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, avverso la determinazione di conclusione della Conferenza dei servizi che ha rilasciato l'autorizzazione (Aia) alla modifica codice Cer in ingresso per il progetto di discarica per rifiuti non pericolosi da realizzarsi in località Santa Marina di Scandale. Il Cdm ha rigettato la richiesta lo scorso 19 marzo perché l’opposizione sarebbe dovuta essere fatta pervenire nel mentre la Conferenza dei servizi alla Regione Calabria era ancora in corso. Proprio per questo motivo, l'Assemblea dei sindaci svoltasi nel corso del consiglio provinciale di ieri ha approvato un ordine del giorno. «Preso atto – si legge nel documento – che l’opposizione sospendeva l’efficacia della determinazione motivata di conclusione della conferenza del 10 gennaio 2019; che il Comune di Scandale aveva sollecitato, con nota numero 462 del 23 gennaio 2019, l’Amministrazione procedente ad assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell'articolo 21-nonies della L. 241/90; che, in data 27 marzo 2019, il Comune di Scandale ha avanzato richiesta all’Amministrazione procedente in merito all’ efficacia della determinazione di conclusione della conferenza, nel contempo diffidando l’ Ente a volersi esprimere, con urgenza, in merito a quanto richiesto», l’Assemblea dei sindaci si è quindi determinata «nel richiedere all’Amministrazione procedente (Conferenza dei servizi, ndr) di assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell'articolo 21-nonies della L. 241/90». «Nell’ ipotesi in cui ciò non dovesse avvenire – ha determinato ancora –, entro breve termine, al fine di non compromettere le ragioni del territorio, l’Assemblea dei sindaci si determina nel proporre ricorso avverso la determinazione di conclusione della conferenza dei servizi».

 

 

 

 

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