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Sabato, 25 Maggio 2024

PRIMO PIANO NEWS

correggia spazzatura differenziata"L'amministrazione comunale di Crotone si occupa con sconcertante superficialità di ambiente. Peraltro la commissione consiliare preposta, di cui sono membro, non vuole discutere delle priorità in materia, nonostante le nostre richieste". Lo afferma, in una nota, Andrea Correggia, consigliere comunale M5s di Crotone. "Sulla modifica - prosegue Correggia - dell'autorizzazione ambientale per la discarica di rifiuti speciali di Santa Marina nel comune di Scandale, registriamo l'arroccamento del sindaco Pugliese e dei suoi, che rifiutano il confronto". "Inoltre l'amministrazione di Pugliese - incalza il consigliere 5 stelle - mente quando dice che tutti i rifiuti della bonifica andranno via, mente quando dice che partirà la differenziata e nasconde che dal 2018 la tariffa regionale passa da 165 euro a tonnellata a 205 euro, poiché Crotone non ha raggiunto l'obbiettivo del 25% di differenziata". "Per quanto riguarda la discarica da realizzarsi in località Santa Marina in Scandale - conclude Correggia - la confusione regna sovrana: mentre il municipio di Crotone porta avanti il gioco delle tre carte, i cittadini, ma soprattutto gli agricoltori di Scandale, vivono con una spada di Damocle sulla testa. Se da una parte ci sono gli interessi di aziende private nel sistema rifiuti e in alcuni casi anche della malavita, dall'altra parte ci sono gli interessi dei cittadini e di un territorio ormai esausto. Pugliese e la sua combriccola scelga da quale parte stare, consapevole, però, che il M5s sarà sempre con i cittadini a difesa dei diritti, della salute e del bene comune".

 

 

 

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giammiglioneScrive il comitato “Verità democrazia e partecipazione" di Crotone che «il prossimo 29 settembre si terrà la conferenza di servizi a conclusione del procedimento autorizzativo della costruzione della discarica di Giammiglione. Ancora una volta siamo costretti ad intervenire per ricordare alla politica ed agli amministratori pubblici che l’implementazione del numero di discariche non risolverà, né ora né mai, il problema dei rifiuti in Calabria o l’emergenza che il territorio sta affrontando. Il paradosso è una politica cieca, sorda ma tutt’altro che muta, incarnata dal governatore Mario Oliverio che non perde occasione per ribadire il principio discariche zero del Prgr e che dimentica puntualmente la miriade di progetti in corso di approvazione presso il dipartimento ambiente della Regione Calabria. Scala Coeli, Scandale, Crotone, progetti che sopiscono e poi riappaiono, sullo sfondo di una politica regionale slegata dalla realtà che fa finta di non conoscere e non sapere. La discarica di Giammiglione è l’ennesima violenza al territorio, l’ennesima genuflessione della politica all’imprenditoria, l’ennesima occasione persa per la politica calabrese tutta di privilegiare l’interesse dei cittadini al profitto dei privati. In assenza di una visione politica seria capace di elaborare soluzioni concrete, le emergenze ambientali ed il rischio per la salute in un territorio ormai al collasso restano. I cittadini di tutta la provincia sono fortemente contrari alla realizzazione dell’ennesima discarica e se necessario si mobiliteranno ancora una volta per difendere il territorio, l’ambiente e la salute».

 

 

 

 

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andrea correggia"Per l'ennesima volta, nonostante tutte le rassicurazioni dell'amministrazione regionale, dobbiamo tornare a parlare della possibilita' che venga concessa la realizzazione di una nuova discarica a Giammiglione, tra Crotone e Scandale". E' quanto afferma il consigliere comunale di Crotone del M5S Andrea Correggia. "Il silenzio del Comune - prosegue l'esponente Cinquestelle - e' assurdo, da tempo ho chiesto al consigliere Galdieri, presidente della II^ commissione, e al sindaco, di mettere all'ordine del giorno la discussione sull'argomento, ma siamo ancora qui ad attendere. Sembra che preferiscano non entrare nella questione, dimenticando che devono amministrare per il bene della citta' e svilendo ancora una volta il ruolo dei consiglieri comunali sia di opposizione ma soprattutto di maggioranza. Il futuro di Giammiglione e' sicuramente legato alla bonifica dell'area Sin. Infatti, meno di un anno fa, il sindaco Pugliese ha dichiarato: 'Per questa bonifica c'e' stato un precedente progetto, presentato da Syndial, che prevedeva una discarica in localita' Giammiglione. Questa discarica, oggi non si puo' realizzare piu' perche' il piano dei rifiuti della Regione Calabria non prevede piu' discariche e, di conseguenza, non abbiamo piu' possibilita' di abbancare fuori sito le scorie relative alla bonifica". "Noi vogliamo capire se il sindaco e la maggioranza che lo sostiene - dichiara Correggia -, sono favorevoli o no all'eventuale realizzazione di questa ennesima discarica. Vogliamo che i cittadini possano conoscere come avverra' la bonifica dell'ex area industriale. Invece, il 29 settembre, data della Conferenza dei servizi indetta dalla Regione, si sta avvicinando e loro fanno gli struzzi. Tutti sappiamo che le discariche sono sempre state uno degli interessi delle mafie". "Sindaco Pugliese - conclude il consigliere M5S -, anche per contrastare questi interessi, sia trasparente, indichi l'assemblea pubblica richiesta da oltre 700 cittadini, ci faccia partecipare nelle scelte che determineranno il futuro della nostra citta'. Siamo anche preoccupati per la possibilita' di svendita del nostro territorio in vista delle prossime elezioni, per una poltrona a Roma".

 

 

 

 

 

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discarica strongoliSTRONGOLI - Il Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Strongoli, in una nota, esprime "solidarieta' e sdegno per il grave atto intimidatorio che ha colpito il giornalista Giovanni Lerose, corrispondente de Il Crotonese, minacciato di morte insieme a tutti i componenti del Comitato per aver esercitato l'inviolabile diritto alla liberta' di opinione e di espressione". "Informarsi, capire ed informare, principi base della liberta' di stampa - prosegue la nota - sono sempre stati i valori a cui si e' ispirata l'attivita' svolta dal giornalista Giovanni Lerose e dal Comitato nato per contrastare l'insediamento nel territorio di Strongoli dell'ormai nota 'Cittadella del Recupero', comprendente una serie di impianti di trattamento dei rifiuti e una discarica. Riteniamo, pertanto, il gesto intimidatorio un grave atto, inaccettabile e deplorevole, volto a limitare o, addirittura, impedire la liberta' di fare corretta informazione in merito ad un progetto particolarmente sensibile per il territorio di Strongoli, ma anche la riprova di aver centrato bene i nostri obiettivi e di aver svolto un buon lavoro contro qualcosa che oggi piu' che mai possa essere definito 'torbido' e pericoloso. Alla luce di cio' ci sentiamo di proseguire nelle attivita' del Comitato, continueremo con coerenza ad informare e vigilare per la salvaguardia del territorio e dell'ambiente, auspicando maggiore trasparenza e collaborazione da parte degli Amministratori, delegati, prioritariamente, alla tutela della salute dei cittadini". A tal riguardo, il Comitato annuncia "che sara' presente, il giorno 23 settembre 2017 alle ore 11, alla riunione del consiglio comunale di Strongoli tra i cui argomenti all'ordine del giorno compare la 'discussione preliminare in merito alla proposta di realizzazione della cittadella dei rifiuti' ed invita a partecipare, non solo la stampa, che qualcuno vorrebbe vedere imbavagliata, ma anche la cittadinanza attiva e capace di reagire in un legittimo e doveroso esercizio di democrazia e partecipazione".

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syndial bonifica cartello2Come anticipato ieri dalla Provincia KR [LEGGI ARTICOLO] e ripreso oggi da alcuni quotidiani calabresi «Syndial ha presentato il nuovo studio di fattibilita' alternativo che, accogliendo le istanze del territorio, prevede lo scavo e smaltimento in discariche esterne (nazionali e/o estere) dei materiali provenienti dalle discariche fronte mare e dalla bonifica da realizzare nelle aree di sua proprietà». Lo comunica la societa' dell'Eni in riferimento alla bonifica del sito industriale crotonese. «La soluzione individuata - si legge in una nota - e' stata sviluppata anche tenendo conto di quanto emerso nei confronti con le Istituzioni e nei tavoli tecnici promossi dal Commissario Elisabetta Belli. Nello studio di fattibilita', che e' stato depositato il 31 marzo e sara' illustrato nei prossimi giorni agli Enti, sono indicate le tecniche di rimozione delle due discariche a mare (Farina Trappeto e Armeria), previste anche dalle precedenti soluzioni progettuali presentate dal 2008 a oggi. Inoltre nel nuovo Studio sono indicate le modalita' di trasporto e le possibili destinazioni finali dei materiali rimossi. In particolare, per il trasporto, sono ipotizzate diverse modalita' - nave, ferrovia, gomma - che verranno sviluppate da Syndial, in modo esecutivo, al termine dell'espletamento degli iter autorizzativi. Cio' avverra' secondo le procedure di gara Syndial e nel rispetto della normativa vigente, compresa quella per i materiali contenenti radionuclidi naturali - Tenorm - che, come da DLgs 230/95 (art. 126 bis), e' di competenza della Prefettura. Il 31 marzo 2017, come previsto dalla Conferenza dei servizi dell'11 Gennaio scorso, Syndial ha inoltre depositato - si sottolinea - il "Progetto operativo di bonifica fase 1" per anticipare le opere di protezione spondale, propedeutiche all'intervento di rimozione delle due discariche fronte mare, al fine di ridurre i tempi complessivi di esecuzione della bonifica del sito". "Syndial - e' scritto ancora - e' impegnata nelle attivita' di bonifica suoli e falda previste dai decreti ministeriali e proseguira' nel confronto con il territorio per realizzare gli altri interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Crotone. Nel corso dei diversi tavoli tecnici che hanno avuto luogo a Crotone da febbraio a oggi, Syndial ha illustrato lo stato di avanzamento delle attivita' e ha puntualmente fornito precisazioni in merito alle osservazioni e richieste degli Enti. Nello specifico, sono stati trattati i temi della sperimentazione delle tecnologie di bonifica in situ e del progetto di bonifica area ex Agricoltura. Riguardo alle tecnologie sperimentate (fitorimediazione ed elettrocinetica per i suoli, attenuazione naturale assistita per la falda, come previsto dal decreto ministeriale del 2011), Syndial ne ha illustrato l'esito nel corso del tavolo tecnico del 28 marzo scorso: delle tre tecnologie, solo la tecnica dell'elettrocinetica si e' rilevata inefficace per la specificita' del sito. I risultati della fitorimediazione evidenziano l'efficacia della tecnologia, con un traguardo temporale di 10-15 anni, sulla porzione biodisponibile dei contaminanti, principalmente metalli. Tali risultati - continua la nota - dovranno essere validati dal Ministero dell'Ambiente che, insieme agli altri Enti, approvera' l'eventuale estensione della tecnologia. Per quanto riguarda la tecnologia di 'Attenuazione naturale assistita', finalizzata all'accelerazione della bonifica della falda, le prove di laboratorio hanno dimostrato la sua efficacia. Al momento e' in corso l'individuazione di aree idonee per l'implementazione. Infine, in merito al Progetto di bonifica dell'area ex Agricoltura, autorizzato con decreto ministeriale del 3 febbraio 2017, Syndial - si sottolinea - ha piu' volte illustrato lo stato di avanzamento degli interventi e ha confermato che, di concerto con Arpacal, e' stata avviata la caratterizzazione in situ per l'individuazione del destino di smaltimento dei materiali. L'attivita' sara' attuata sotto il controllo degli Enti preposti».

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protesta discarica santa marina scandale«Era il primo marzo del 2010 quando il dirigente generale del dipartimento Politiche dell'ambiente della Regione Calabria autorizzava la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Santa Marina di Scandale. Esattamente 7 anni dopo, lo scorso 2 marzo ero finalmente in conferenza dei servizi, convinto di poter vedere concluso, una volta per tutte, l'iter autorizzativo dell'impianto». Inizia così la lunga lettera inviata alla stampa da Antonio Trivieri, il socio unico di "Ecolsystema Srl" che è il soggetto proponente della discarica in località Santa Marina di Scandale. Nella lettera-denuncia, l'imprenditore ripercorre tutte le tappe seguite per ottenere un iter autorizzativo per l'attività imprenditriale a tutt'oggi non concesso dalla Regione e si dichiara vittima di un presunto «monopolio sulla gestione dei rifiuti» vigente in Calabria. «Tra queste due date (1 marzo 2010 - 2 marzo 2017, ndr) - scrive Trivieri - non sono soltanto trascorsi 7 lunghissimi anni, ma si è consumata una vera e propria odissea burocratica la cui ragione mi fa sorgere il dubbio che la mia iniziativa imprenditoriale possa rompere l’attuale monopolio di gestione dei rifiuti, che opera in stato di emergenza con costi maggiori per la collettività e vantaggi per chi ne gestisce lo smaltimento. Vorrei non fosse vero, ma a questa amara consapevolezza sono arrivato dopo lunghi anni in cui, ottimista ed ingenuo, ho continuato ad essere rimbalzato dagli uffici regionali che chiedevano pareri e certificazioni sempre nuovi; ad essere bloccato da leggi regionali che sospendevano l'autorizzazione della discarica; a vedere rinviate le convocazioni della conferenza dei servizi per le più disparate ragioni. Non c'è stato passo in avanti compiuto, parere rilasciato che, in questi anni, non abbia dovuto ottenere attraverso sollecitazioni e diffide e nonostante questo, 7 anni dopo, la procastinazione della decisione continua. La mia odissea ha avuto inizio, dicevo, nel 2010, sebbene già da un paio d'anni lavorassi, con l'aiuto di professionisti del settore, al progetto di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi dedicata esclusivamente allo smaltimento di rifiuti contenenti amianto in località Santa Marina di Scandale, la cui utilità fu sottolineata da molti, considerata l'alta incidenza di amianto da smaltire. Tuttavia, subito dopo il decreto autorizzativo, comunicato l'avvio dei lavori, partirono una serie di sospensioni da parte del dirigente che aveva concesso l'autorizzazione e da parte del Comune di Scandale, per le proteste di qualche associazione. Tra sospensioni e revoche disposte dal Tar, che puntualmente mi dava ragione, sono trascorsi quasi due anni ed infine il 23/12/2011 veniva introdotta una norma ad hoc nella legge regionale n.47 del 23/12/2011 che all'articolo 54 disponeva la sospensione degli effetti delle autorizzazioni già rilasciate limitatamente alle discariche di amianto non ancora in funzione. Guarda caso calzava a pennello al mio impianto. Altri due anni sono trascorsi tra ricorsi vari, finché, avendo la Regione Calabria pubblicato una manifestazione di interesse per gestori di discariche e disponibili a ricevere nei propri impianti, vista l'emergenza regionale, rifiuti anche non autorizzati, ho riconvertito il progetto in una discarica di rifiuti non pericolosi per lo smaltimento dei rifiuti urbani non recuperabili, utile ad accogliere il residuo dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Ponticelli. Trascorso un anno ed ottenuto il parere favorevole della Struttura tecnica di valutazione regionale, il 14 settembre 2015 si sarebbe dovuta tenere la conferenza di servizi. Ma un anno e mezzo è trascorso tra rinvii vari motivati quando dallo smarrimento del fascicolo nel trasferimento degli uffici alla cittadella regionale, quando dall'impedimento del dirigente, quando dall'assenza al tavolo del Dipartimento Agricoltura della Regione. Nel frattempo, il 22 dicembre del 2016 è stato approvato il nuovo Piano regionale gestione rifiuti, è decaduta legge 8/2016, recante “Misure di salvaguardia in pendenza dell'approvazione del nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti”, che aveva sospeso le autorizzazioni ed ho chiesto l'immediata convocazione della conferenza dei servizi. La risposta del dirigente generale del Dipartimento Ambiente Rodolfo Marsico è stata che aveva bisogno di tempo per studiare il nuovo piano... come se non fosse stato redatto dal settore di cui è a capo! Finalmente una data era stata individuata nel 31 gennaio ma, puntualmente, qualche giorno prima è arrivato l'ennesimo avviso di rinvio richiesto dal sindaco di Scandale per poter svolgere un consiglio comunale aperto sull'argomento. Consiglio che, tuttavia, non si è mai svolto. Ed eccoci al 2 marzo. Credevo davvero di essere arrivato alla fine di questa odissea ed invece ecco l'ennesimo coniglio dal cilindro: il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Carmelo Salvino, il cui parere era l'unico mancante, ha sollevato una pregiudiziale, facendo notare che essendo stata l'istruttoria avviata in vigenza della legge 8/2016 che sospendeva le autorizzazioni, va verificata la validità giuridica degli atti. A nulla sono valse le mie richieste di reinviare subito le carte alla Struttura tecnica di valutazione: ancora una volta è stata scelta la strada più lunga: chiedere un parere in merito all'avvocatura della Regione. Ora che non sono più ingenuo come un tempo so già come andranno le cose: il Dipartimento Ambiente invierà la richiesta di parere all'avvocatura non prima del termine ultimo di 30 giorni, a sua volta l'avvocatura potrà prendersene 90 e di nuovo il Dipartimento Ambiente ne avrà a disposizione 30 per comunicarci il parere. Il totale è di 150 giorni, sempre che non calcolino ferie e festivi: almeno altri 5 mesi con cui arriveremo alla fine del 2017. Ed anche se l'avvocatura decidesse che non ci sono pregiudizi alla legittimità dei pareri, sono certo che spunteranno altri cavilli, magari una miniera d'oro o chissà quale scarafaggio di specie protetta nel territorio individuato per la discarica. In extremis potrebbe intervenire qualche legge regionale ad hoc, come quell'articolo 54 della legge 47/2011 che sospese solo ed esclusivamente l'autorizzazione della mia discarica di amianto. Se la delusione dell'andamento della conferenza di servizi non fosse sufficiente, lo scorso 7 marzo è arrivato il colpo di grazia, con le dichiarazioni del governatore Oliverio riportate da “Il Crotonese”: “Sindaco stai tranquillo, la discarica non passerà mai”. Una dichiarazione gravissima da parte dell'amministratore di un ente che da anni mi tiene appeso ad un iter che pare infinito. Questo è davvero troppo anche per me che finora ho pazientato, ho rispettato regole e ruoli, ho operato nella massima trasparenza e legalità ed ho proposto al Comune di Scandale una vantaggiosa convenzione che prevede benefit per la popolazione, oltre ad assicurare l'assunzione di non meno di 15 unità lavorative selezionate tra i residenti. Forse, come dicevo all'inizio, sono semplicemente scomodo perché con la mia iniziativa imprenditoriale rompo la gestione attuale dei rifiuti, sebbene io offra semplicemente l'ultimo passaggio della catena, ovvero lo smaltimento degli scarti della selezione dei rifiuti urbani. Passaggio che, è bene che i cittadini lo sappiano, consentirebbe a tutti i cittadini di risparmiare denaro rispetto all’attuale sistema di lavoro in emergenza. Le dichiarazioni riportate, sono state per dovuta conoscenza inviate alla Procura della Repubblica».

 

 

 

 

 

 

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