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Sabato, 25 Maggio 2024

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farina trappeto2Il problema è la discarica. Si acuisce lo scontro sulla bonifica tra Regione Calabria e Comune di Crotone-commissario per la bonifica Elisabetta Belli. A rendere incandescente il dibattito sono le dichiarazioni rilasciate dal governatore della Calabria, Mario Oliverio, durante un’audizione alla commissione parlamentare sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti. Oliverio a testa bassa attacca la Belli dicendo che “il ruolo del commissario dovrebbe, dico dovrebbe, essere quello di facilitare il percorso con un atteggiamento super partes improntato alla risoluzione dei problemi e al superamento degli ostacoli. Purtroppo e sottolineo purtroppo, registriamo un comportamento che, forse per la non conoscenza del territorio, sta creando una forte confusione che viene quotidianamente strumentalizzata”. Rincarando la dose Oliverio aggiunge: “Mentre si avvia una discussione vera che richiede un serrato confronto sulle tecniche e le metodologie di bonifica, si tengono nel territorio incontri, per esempio con pseudo associazioni che nascono alla giornata , che nulla hanno a che vedere con i tavoli tecnici istituzionali”. Sin dalla sua nomina risalente al giungo del 2016 non c’è stato un buon rapporto tra la Belli e la Regione Calabria. Le divergenze sono emerse in più occasioni, ma la scintilla che ha messo fuoco alla polveriera è stata una lettera scritta dall’assessore regionale all’ambiente, Antonella Rizzo, con la quale si chiedevano i verbali di alcuni incontri e il cronoprogramma delle attività. A quella lettera ha replicato sulla stampa la stessa Belli e a sostegno della commissaria sono scesi in campo il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e la Prossima Crotone, coalizione che ha sostenuto Pugliese alle elezioni amministrative. Quali sono i motivi dello scontro? A naso si capisce che c’è una diversa visione di come dovrà essere fatta la bonifica, rispetto alle due ipotesi messe in campo. Oliverio da sempre sostiene che la bonifica deve essere fatta senza la costruzione di nuove discariche (tesi sostenuta anche nell’ultima audizione riportata sopra). Una bonifica fatta inertizzando i veleni e tombandoli nella stessa area. Evidentemente l’asse Comune-Belli propende per l’ipotesi che prevede il trasporto in discarica. In quale discarica? Se la Regione dice discariche zero potrebbe voler dire che c’è qualcuno che vorrebbe costruire una discarica a Crotone, aprendo così le porte a progetti vecchi e nuovi di discariche. Se dovesse essere questa l’ipotesi Crotone diventerebbe la città delle discariche. E’ arrivato il momento di dire chiaramente in quale discarica si intendono conferire i veleni presenti nell’area industriale nel caso in cui non dovesse passare il progetto che prevede l’inertizzazione.

 

 

 

 

 

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tavoli partenariato dibattitoAlla discarica non si rinuncia. Ogni volta che c’è un incontro per parlare di bonifica, c’è sempre qualcuno che tira in ballo la costruzione della discarica a Giammiglione proposta dall’imprenditore abruzzese Guglielmo Maio. E’ successo anche ieri alla Camera di commercio (foto), dove si è tenuto un incontro, che ha registrato la partecipazione della commissaria della bonifica, Elisabetta Belli, dei rappresentanti delle associazioni di categoria, del Comune di Crotone, del parlamentare Nicodemo Oliverio e della consigliera regionale di Calabria in rete, Flora Sculco [LEGGI ARTICOLO]. I partecipanti sono stati informati sullo stato dell’arte della procedura e in particolare sono stati messi al corrente sulle due ipotesi su cui si sta ragionando: fare una bonifica senza il trasporto in discarica (inertizzazione e tombamento in sito); bonifica con il trasporto in discarica. Ai presenti è stato detto che se si dovesse scegliere la via dello smaltimento dei veleni in discarica il territorio si dovrà fare carico della costruzione di un impianto ed è stato indicato quale possibile luogo di ubicazione Giammiglione. Ci risiamo ogni qualvolta c’è una riunione qualcuno tira in ballo la costruzione della discarica di Giammiglione e fa finta di non ricordare che esiste un piano regionale dei rifiuti che non prevede la costruzione di nuove discariche. Ha una memoria molto corta, quasi da malato di Alzheimer, da non ricordare nemmeno che il Consiglio di Stato si è espresso accogliendo le ragioni della Regione Calabria, che è contro la costruzione della discarica proposta a Giammiglione. Non ricorda o non vuole ricordare che la Syndial è stata chiara: in caso si scegliesse la via del conferimento in discarica la scelta sarà fatta sulla base di una gara internazionale. Allora perché ogni volta si tira in ballo la costruzione della discarica? C’è il sospetto che dietro queste continue riproposizioni vi siano interessi personali da difendere. Perché non si pone fine al ragionamento che rischia di fare diventare quella di Crotone la bonifica del gambero? Perché non si comincia ad entrare nel merito delle questioni per passare dalle parole ai fatti? La Belli, per esempio, perché non presenta il piano per spendere i soldi del risarcimento ambientale concessi dal tribunale di Milano alla città di Crotone? Si preferisce “ciurlare nel manico”, perché c’è sempre la speranza di “regalare” a Crotone una mega discarica per smaltire veleni e ogni tipo possibile e immaginabile di monnezza.

 

 

 

 

 

 

 

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protesta discarica scandaleFilippo Sestito dell’Arci, Filly Pollinzi di Possibile, Teresa Liguori di Italia Nostra ed Elsa Bonazza della Cgil scrivono che «a ridosso della conferenza di servizi che si terrà il prossimo 2 marzo, a conclusione dell’iter autorizzativo relativo alla discarica di Santa Marina di Scandale, non registriamo la necessaria e dovuta attenzione da parte delle istituzioni preposte alla tutela del nostro territorio, martoriato da politiche inadeguate». «Nessuna notizia – commentano i quattro scriventi – è giunta alla cittadinanza da parte degli enti interessati e convocati presso la Cittadella regionale a Catanzaro per il prossimo giovedì. Ad oggi la Provincia di Crotone, la Asp - Servizio igiene e sanità pubblica, il dipartimento provinciale dell’Arpacal e il dipartimento Agricoltura della Regione Calabria non hanno palesato alcuna volontà in ordine al progetto della “Ecolsystema Srl”, trincerati dietro un pesante silenzio che li renderebbe complici dello scempio ambientale in atto. Riteniamo che non sia né pensabile né immaginabile che ogni pezzo di terra del nostro territorio sia destinato a diventare un buco dove interrare rifiuti, di qualsiasi genere, favorendo il profitto a tutti i costi a scapito dei diritti dei cittadini. Ricordiamo che più di cinque anni fa, quando fu posto in essere lo stesso tentativo di insediare e realizzare la discarica di amianto in località Santa Marina di Scandale, le istituzioni tutte, con il Comune di Scandale in testa, e la cittadinanza scesero in strada bloccando la strada statale 107 e prendendo una posizione netta e contraria. Oggi registriamo il silenzio. Perché? Cosa è cambiato? E’ la crisi economica che attanaglia il nostro territorio a favorire il tentativo di tenere “tiepide” le istituzioni di fronte ad argomenti così contingenti oppure sono pressioni ed interessi di altra natura, che non si leggono sul giornale e che vivono di parole sussurrate nell’ombra, a far sì che tutto taccia? Se così fosse non saranno sufficienti le pressioni di nessun genere a fermare il cambiamento e la voglia di riscatto del territorio ma ci renderanno più forti e convinti che la strada che abbiamo intrapreso dicendo no alla devastazione del territorio è la strada giusta. Auspichiamo che tutte le istituzioni coinvolte sappiano ritrovare il coraggio di difendere i cittadini ed il territorio che sono chiamati ad amministrare. In caso contrario le pressioni forti di un movimento coeso e partecipato saranno in grado, così come è avvenuto in passato, di difendere anche da fuori le istituzioni, il nostro territorio, la nostra salute ed il nostro futuro».

 

 

 

 

 

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giammiglioneAnche il Consiglio di Stato dice no alla realizzazione della discarica di Giammiglione. Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria (sentenza numero 00462 della sezione I) aveva accolto la richiesta dell’imprenditore Guglielmo Maio per la realizzazione di una discarica in località Giammiglione, a ridosso del centro abitato di Crotone. L’ordinanza n. 196 del 12 maggio scorso emessa del Tar Calabria è stata impugnata dalla Regione, che si oppone alla realizzazione del progetto dell’imprenditore abruzzese. Oggi il Consiglio di Stato (sezione quarta) in sede giurisdizionale ha pubblicato la decisione di accoglimento dell’appello “e, per l’effetto, annulla l’ordinanza impugnata”. Vuol dire che i sostenitori della discarica di Gimmiglione che, sino ad oggi, l’hanno tirata in ballo ogni qualvolta si tenevano incontro sulla bonifica di Crotone, possono mettersi l’animo in pace. L’ordinanza rappresenta un importante successo per il governatore calabrese, Mario Oliverio, che da sempre sostiene che la bonifica dovrà essere realizzata a rischio zero per i cittadini e senza la costruzione di nuove discariche. Questa sentenza rappresenta anche un’importante novità per riprendere il ragionamento sulla bonifica, partendo dalle due ultime questioni: conclusioni del tavolo tecnico riunitosi a Crotone qualche giorno fa; i tre decreti del ministero dell’ambiente del 7 febbraio scorso. Il tavolo tecnico ha messo in campo decisioni importanti e si è dato tempi certi per valutare le progettazioni delle due tipologie di bonifica (intervento con smaltimento in discarica e messa in sicurezza totale con tombamento in sito). Sulle decisioni che saranno assunte pesa la posizione della Regione espressa anche da Oliverio nel corso dell’audizione presso la commissione parlamentare ciclo rifiuti e attività illecite, presieduta da Alessandro Bratti. I tre decreti del ministero dell’Ambiente, che hanno determinato tanta preoccupazione, possono rappresentare una fase di partenza per trovare una soluzione condivisibile. Viene intanto smentita la notizia attribuita, da ambienti istituzionali, all’assessore Antonella Rizzo secondo la quale la Syndial sarebbe disponibile al superamento dei decreti del ministero dell’Ambiente. In particolare si sta ragionando se i lavori previsti dal decreto con il quale si approva il “primo lotto di intervento relativamente agli interventi di bonifica in situ dei suoli dello stabilimento ex Pertusola (volume I)” potrebbero essere propedeutici all’utilizzazione delle indicazioni emerse dalla conferenza dei servizi, tenutasi lo scorso 11 gennaio. Se non ci saranno disturbatori i prossimi incontri potrebbero portare novità e schiarite.

 

 

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«No alla discarica di Santa Marina: il sindaco tace». Lo ribadiscono in una nota i portavoce del MoVimento 5 stelle di Crotone Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia. «Ancora una volta – commentano i due – si vuole trasformare il territorio crotonese in una discarica. Mentre la Regione Calabria approva il piano regionale dei rifiuti con l'obiettivo "discariche zero'', nel territorio di Scandale, al confine con i comuni di Crotone e Rocca di Neto, si riesuma il progetto della discarica di Santa Marina. Il M5s di Crotone – è scritto nella nota – chiede al sindaco di Crotone Ugo Pugliese, in rappresentanza di tutti i cittadini, di far sentire il “No” dei cittadini alla realizzazione di ulteriori impianti ad alto impatto e rischio ambientale, in un comprensorio già disseminato di mezzi di trattamento rifiuti e di siti inquinati. Per la tutela della nostra salute – sottolineano i consiglieri comunali pentastellati – e per la valorizzazione di prodotti che hanno conseguito la registrazione di marchi collettivi Dop con indicazione dell'origine geografica o di prodotti di nicchia come il pecorino crotonese, dobbiamo difendere a tutti i costi i territori minacciati dalla volontà espressa di realizzare questa discarica. Ecco il nostro appello accorato: egregio sindaco, non si può aspettare che sia troppo tardi! Ti chiediamo di far sentire in maniera chiara e decisa il “No” dei crotonesi all'ennesima discarica».

 

 

 

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protesta discarica scandale«La vicenda inerente la discarica di Scandale è emblematica della parabola politica relativa alla gestione del territorio e di come gli interessi dei privati mirino ad influenzare le scelte politiche in danno dei cittadini». A dichiararlo sono il comitato Verità democrazia e partecipazione, il Movimento 5 stelle, il comitato “Mediterraneo Possibile” di Crotone, il Partito della Rifondazione comunista – federazione provinciale, il Partito comunista di Crotone, il meetup “Amici di Beppe Grillo” Crotone, Gak-Gruppo archeologico krotoniate, Italia nostra sezione di Crotone, il movimento Diritti del cittadino – Mddc, la Funzione pubblica Cgil e la Camera del lavoro di Crotone. «Inaccettabili – prosegue la nota –, in quest’ottica, appaiono le dichiarazioni della Ecolsystema su presunti vantaggi che il folle progetto potrebbe portare alla cittadinanza. Proporre una convenzione in cui per pochi spiccioli si spera di ottenere il plauso di una cittadinanza costretta a fare i conti con l’ennesima discarica è un’offesa alla dignità dei cittadini. Il progetto della discarica di Scandale promuove quelle forme di distruzione dell’economia locale a vantaggio del singolo imprenditore ed è un problema che coinvolge e riguarda tutti i cittadini della provincia, e non solo i cittadini di Scandale o il sindaco Pingitore. A sostegno delle ragioni del territorio, degli agricoltori e dalla salute pubblica è in campo da sempre una schiera molto più ampia di soggetti politici, associazioni e cittadini che non sono disposti a svendere per pochi spiccioli ed una borsa di studio l’economia di un paese e la tutela del territorio. Auspichiamo che a favore di questa battaglia si schieri tutta l’opinione pubblica per mandare un messaggio forte ed univoco alle istituzioni ed alla politica: non è più tempo di proclami. Occorre decidere ora favorendo l’agricoltura e lo sviluppo economico ecosostenibile ed ecocompatibile. Le discariche danneggiano questo tipo di economia e non producono posti di lavoro, a differenza del sistema di raccolta differenziata che, come testimoniano numerose esperienze positive in Italia, sono in grado di sviluppare l’occupazione e perseguire l’obiettivo di città pulite e a misura di cittadino».

 

 

 

 

 

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