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Sabato, 25 Maggio 2024

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protesta discarica scandale«Il prossimo 31 gennaio è stata convocata una Conferenza di Servizi inerente al procedimento autorizzativo della discarica da realizzarsi in località Santa Marina, nel Comune di Scandale». A darne notizia sono i portavoce del Movimento 5 stelle Paolo Parentela (Camera dei deputati), Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia (consiglio Comunale di Crotone). «Una vicenda quella della discarica di Scandale – commentano i tre a nome del movimento – che ha assunto in questi lunghi mesi aspetti grotteschi. Nel 2010 – ricorda la nota – la Ecolsystema presenta alla Regione Calabria il progetto per la realizzazione di una discarica di rifiuti contenenti amianto, ma i cittadini di tutta la provincia oppongono una ferrea resistenza all'ennesima discarica sul territorio della provincia di Crotone, specie in una zona interessata da colture di pregio e biologiche, che è anche zona di pascolo di ovini per la produzione di formaggi a marchio Dop. La difesa dei cittadini per i prodotti agroalimentari che sono forza e motivo di riconoscimento per il nostro territorio vince sui progetti avallati dalla Regione Calabria che intendono trasformare l'intera area crotonese in una discarica quindi, nel 2013, il progetto viene accantonato. Nel 2016 – ricostruisce ancora la nota – ricomincia l'epopea della discarica a Santa Marina di Scandale ed assistiamo, nel corso dei mesi, ad una politica schizofrenica della Regione Calabria e dell'assessorato regionale all'Ambiente. Ecolsystema chiede la trasformazione dei codici Cer – identificativi della tipologia di rifiuti d'ingresso in discarica – e la ottiene, cosicché il vecchio progetto di discarica di amianto torna a nuova vita e si trasforma in quello di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi. Da quel momento in poi – scrivono i portavoce pentastellati – abbiamo assistito a un ballo senza precedenti con conferenze di servizi fissate in pieno agosto, in un momento di probabile distrazione dei cittadini. Ma il Movimento 5 stelle – incalzano – e tanti cittadini non si fanno trovare impreparati e lo stesso portavoce alla Camera Paolo Parentela chiedono all'assessore Rizzo spiegazioni su quello che sembra essere un altro regalo di parti di territorio a privati che hanno rilevanti interessi nel campo dello smaltimento dei rifiuti in Calabria. Ricordiamo, infatti, che ancora oggi, nonostante la fine del commissariamento, si agisce sulla base del "contingibile e urgente", fine e mezzo dell'eterna emergenza. In funzione di quel "contingibile e urgente", vengono utilizzati gli impianti che non hanno l'Autorizzazione integrata ambientale, che funzionavano per i poteri speciali che aveva il commissario e continuano a lavorare senza neanche un minimo esercizio di manutenzione o ammodernamento e, per di più, senza permessi. La situazione regionale di gestione dei rifiuti – stigmatizzano i pentastellati – ancora oggi si fonda sul circuito privato (discariche di Celico, Crotone e Pianopoli), mentre la sola discarica pubblica disponibile assorbe solo il 4% della totalità degli scarti di lavorazione. Per capire quanto consistente sia il business basti pensare che un imprenditore, con un sito dalla capacità di 650 tonnellate annue, ha un incasso di 50 milioni in dodici mesi. Ecco che la spazzatura per alcuni si trasforma in oro ed è questo il motivo di tanto impegno da parte della Ecolsystema. La Regione Calabria e l'assessore Rizzo – sottolineano –, dal canto loro, ad ogni accenno di contrarietà alla nuova discarica oppongono rassicurazioni fondate sulla Legge regionale numero 8 del 2016, emanata in attesa dell'approvazione del Piano regionale per gestione dei rifiuti, che imporrebbe il principio "discariche zero". Eppure, la tanto declamata legge, in vigore dal 16 febbraio 2016, non ha impedito ben tre conferenze di servizi convocate per il completamento dell'iter procedurale previsto per la realizzazione del progetto di Ecolsystema. Infatti, la Legge regionale numero 8 del 2016, benché effettivamente recepisca il principio "zero discariche", trova applicazione solo per i nuovi progetti e non anche per quelli, come la discarica in Santa Marina di Scandale, già precedentemente avviati. Perché è a questo che serve lo stratagemma del cambio dei codici Cer: mutare il progetto in corso d'opera, di fatto progettare una discarica nuova e diversa rispetto all'impianto precedente, ma "godere" dei vantaggi di un procedimento in itinere. E così passano i mesi, tra convocazioni di conferenze di servizi, acquisizioni di pareri dagli enti ed organismi interessati e comunicati stampa in cui l'assessore Rizzo urla al mondo il suo amore per il territorio che le ha dato i natali, amore che lei ricambia con il principio "discariche zero". E se l'incoerenza politica non avesse raggiunto ancora l'apice, ci pensa il dipartimento Ambiente e territorio della Regione Calabria che, con una nota inviata alla Provincia di Crotone, alla Asp, all'Arpacal, al dipartimento Agricoltura e alla Ecolsystema convoca un'altra conferenza di servizi prevista per il prossimo 31 gennaio, il cui Odg comprende l'approvazione in consiglio regionale del nuovo Prgr, che fa venir meno la portata applicativa della legge "discariche zero". Sul punto, però, corre l'obbligo di ricordare all'assessore Rizzo le sue stesse dichiarazioni che, da due mesi riempono le pagine dei giornali. La Rizzo, infatti, in tema di discariche di servizio per l'opera di bonifica dell'ex area industriale di Crotone, con fermezza ha ribadito che la creazione di una discarica ad hoc ai fini della bonifica fosse fuori discussione perché incompatibile con il principio "discariche zero", temporaneamente contenuto nella Legge regionale numero 8 del 2016 e recepito nel Piano regionale gestione rifiuti. Dunque, il Prgr prevede l'impossibilità di realizzare altre discariche, di fatto recependo i dettami della Legge regionale numero 8 del 2016 o no? L'operato dei Dipartimenti regionali interessati è in contrasto anche con quanto disposto dall'articolo 16 della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 40 che vieta, nelle aree agricole, ogni attività di deposito, smaltimento e lavorazione di rifiuti non derivante dall'attività agricola o da attività ad esse complementari, situate all'interno o in contiguità di zone agricole direttamente investite da coltivazioni di pregio con tutela o marchio di qualità, o da produzioni agroalimentari certificate. Nella zona di Scandale sono numerose le aziende agricole che forniscono prodotti di eccellenza con marchio di origine riconosciuto dall'Unione europea, così come sono numerose le aziende agricole che operano nel biologico. Una discarica, l'ennesima in Calabria, che mette a rischio le attività economiche dei cittadini della zona; un vero e proprio attentato all'economia, già precaria, della nostra Calabria. La confusione regna sovrana e mentre la Regione porta avanti il gioco delle tre carte i cittadini, ma soprattutto gli agricoltori di Scandale, vivono con una spada di Damocle sulla testa. Se da una parte ci sono gli interessi di Ecolsystema, dall'altra parte ci sono gli interessi dei cittadini e di un territorio ormai esausto. La Regione scelga da quale parte stare, consapevole, però, che il M5s sarà sempre con i cittadini a difesa dei diritti, della salute e del bene comune».

 

 

 

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pugliese pacco di natale bonificaSono tre le questioni emerse nel corso del consiglio comunale di ieri: il sindaco della città, Ugo Pugliese, non esclude la costruzione di nuove discariche per lo smaltimento dei veleni della bonifica nell’area industriale; i revisori dei conti non sono disponibili ad accorciare le procedure; il capogruppo del Partito democratico, Mario Galea, diventa sempre più organico alla maggioranza. Relativamente alla vicenda della bonifica Pugliese ha detto che “è inutile oggi innalzare i vessilli di un finto ambientalismo con slogan come “discariche zero”. A suo dire, quindi, occorrerà autorizzare la costruzione di nuove discariche nel territorio comunale di Crotone. Magari riprendendo il progetto proposto dell’imprenditore abruzzese Guglielmo Maio di costruire una mega discarica per smaltire rifiuti di ogni tipo in località Giammiglione, a ridosso del centro abitato. Quel progetto, sino ad oggi, è stato avversato sia dalle amministrazioni comunali che da quelle provinciali e regionali, che si sono susseguite negli anni. I cittadini questo sanno e su questo hanno le idee chiare, così come le ha chiare il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, Giuseppe Capoccia, che in un’intervista a Telediogene rilasciata qualche settimana fa ha detto che avrebbe vigilato su eventuali proposte per costruire nuove discariche. Capoccia ha dimostrato di essere uno di quei servitori dello Stato che lavorano nell’interesse dei cittadini, in silenzio e abnegazione, e sicuramente la sua presenza a Crotone, oggi che si ritorna a parlare di costruire nuove discariche, è una garanzia. Le nuove discariche non servono perché ci sono già quelle autorizzate, funzionanti e capienti di Columbra. Autorizzarne di nuove significherebbe favorire il business dei rifiuti e significherebbe condannare la città di Crotone ad essere ancor di più di quanto non lo sia già una terra di discariche, di impianti di lavorazioni dei rifiuti, di centrali per produrre energia. Attività che incidono sull’insorgenza del cancro. Sono sempre di più le famiglie di Crotone che sanno che cosa è il cancro. Pugliese ha introdotto il ragionamento e spetta a lui chiarire il significato o cosa ha inteso dire nel suo intervento nel consiglio comunale di ieri. Lo dica chiaramente ai cittadini che non sanno o che non hanno ancora capito e vogliono capire. E’ stato approvato il punto all’ordine del giorno del consiglio di ieri relativo alla trasformazioni in house della società Marina spa, già partecipata dal Comune, mentre è stato ritirato il punto sulla trasformazione in house della società Crotone sviluppo, perché mancava la relazione dei revisori dei conti. Sulla società Marina i revisori dei conti hanno espresso parere favorevole con la raccomandazione di “attivarsi con sollecitudine per la definizione delle procedure necessarie al fine di cogliere e concretizzare le opportunità di valorizzazione nella proposta; di procedere con altrettanta sollecitazione e senza ulteriori indugi alla dismissione della partecipata – qualora tali opportunità non si dovessero concretizzare – onde evitare ulteriori aggravi sul bilancio dell’ente derivanti da perdite future;…” Secondo il collegio dei revisori la società Marina deve subito diventare operativa e dimostrare che la spesa impegnata vale la candela, altrimenti bisogna dismetterla. Il capogruppo del Pd, Mario Galea, ormai da più sedute vota tutto ciò che viene proposto dalla maggioranza. Ieri, su alcuni punti, ha avuto anche l’aiuto del suo collega di “opposizione” Giovanni Procopio.

 

 

 

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Il sindaco Ugo Pugliese nel corso del Consiglio Comunale di questa sera è intervenuto sulla bonifica dell'ex area industriale di Crotone. “Voglio ringraziare - ha esordito il sindaco - e voglio farlo qui in Consiglio comunale, nella casa dei crotonesi, e non con un semplice comunicato stampa, i cittadini che hanno cominciato ad interessarsi del progetto Syndial della bonifica. Un progetto - ha informato il sindaco - è arrivato ai nostri uffici qualche giorno fa e che oggi è all’attenzione dei nostri tecnici, per studiarlo bene, approfondirlo, nell’unico scopo di capire realmente quale sia la cosa migliore per Crotone. L’ho detto e ridetto, e non mi stancherò mai di ripeterlo, la città ha il sacrosanto diritto di avere una bonifica realizzata nel minor tempo possibile, con le migliori tecnologie, e, soprattutto, nel modo migliore e definitivo. Questo - ha puntualizzato Pugliese - è il binario su cui intendiamoci muoverci, ed in questo percorso, è bene chiarirlo sin dall’inizio, non intendiamo fare sconti a nessuno. Appena sarà concluso lo studio tecnico delle carte inviateci da Syndial apriremo il confronto con la città, a partire da questo Consiglio comunale, e allargandoci, poi, a tutte le realtà vive del nostro territorio. Il processo - ha sottolineato ancora il primo cittadino - che porterà alla scelta di che tipo di bonifica fare dovrà essere partecipato e condiviso. Ed è per questo che un mese fa ho deciso di bloccare la firma dell’accordo tra la Regione e la Syandial.
È inutile oggi innalzare i vessilli di un finto ambientalismo con slogan come “discariche zero”. I cittadini crotonesi hanno le idee chiare su questo. Quindi risulta del tutto nocivo nascondere la polvere sotto il fatidico tappeto.
La bonifica richiede una discarica, che questa venga realizzata all’interno della ex Pertusola, oppure ai margini del territorio comunale è una scelta che solo Crotone, e nessun altro, può fare. La città dovrà essere protagonista di questo percorso, non è una richiesta che ci è stata fatta, ma è una nostra ferma intenzione. Ascolteremo tutti a cominciare dai tecnici Syndial, ma alla fine del confronto sarà la città a doversi esprimere su che tipo di bonifica vogliamo”.

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discarica columbra4I cittadini della Frazione di Papanice hanno presentato un esposto per presunto inquinamento ambientale, terrestre ed atmosferico contro la discarica “Sovreco” di proprietà del gruppo Vrenna, situata in località Columbra. L‘esposto reca la firma di oltre 1250 residenti della frazione ed è rivolto, oltre che alla Procura pitagorica, al sindaco Ugo Pugliese, al ministero dell’Ambiente, alla Perfettura, all’azienda sanitaria provinciale, al dipertimento Tutela della salute della Regione e all’Arpacal. «Nel sito – specificano i cittadini – si procede allo smaltimento di rifiuti pericolosi e non e del trattamento degli Rsu».

 

discarica columbraNel rimarcare che la frazione è posta in linea d’aria a circa 2 chilometri dalla discarica, i cittadini di Papanice denunciano «ormai i cumuli sono ben visibili» a occhio e che «essendo questa una zona ventilata per buona parte dell’anno, i venti predominanti sono quelli che soffiano da sud sud-est, convogliano l’immissione in aria e anche per contatto cutaneo di polveri di colore grigio scuro e particolato di ogni genere sul centro cittadino». La circostanza viene ormai sopportata da un po’ di tempo secondo quanto riferito dai cittadini e sta diventando invivibile per i residenti del quartiere.

 

discarica columbra2 «Tutto ciò – assicurano nell’esposto – può essere agevolmente accertato con sopralluogo in loco». I firmatari della denuncia hanno anche realizzato un dossier fotografico realizzato nella zona interessata. Nei pressi della discarica sorgono molti appezzamenti di terreni adibiti a varie colture (vigneti, alberi da frutta, coltivazione varia). «Sarebbe molto importante – scrivono ancora nell’esposto – capire il livello dei contaminanti, accertare o meno la loro presenza e se sono finiti nella catena alimentare umana e quindi degli abitanti del posto». I cittadini della frazione si appellano all’articolo 32 della Costituzione italiana, che nel sancire la tutela della salute come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, di fatto obbliga lo Stato «a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela».

 

discarica columbra3I firmatari dell’espsoto chiedono alle autorità competenti che si effettuino le analisi dei terreni antistanti la discarica per verificare la presenza di inquinanti pericolosi; il monitoraggio ambientale delle polveri ad alto volume; il rispetto delle regole fissate dal decreto Legislativo 13 gennaio 2003, numero 36 "Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti"; la valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione residente nei pressi della discarica dal 2000 ad oggi, entro il limite di 5 chilometri dalla discarica.

 

 

 

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incendio discarica cutro rocca collageUna chiamata al 115 dei Vigili del fuoco ha segnalato, quest’oggi, alle 04.10 circa del mattino, un incendio alla discarica “Rocca” sita in località Lenze nei pressi di Cutro. Sul posto sono intervenuti cinque squadre dei pompieri e altrettanti automezzi giunti da Crotone e Petilia. Era possibile vedere la Colonna di fumo innalzatasi dall’incendio da Cutro e dai suoi dintorni. Ingenti i danni alla struttura. Cinque i mezzi totalmente distrutti dalle fiamme. La natura dell'incendio, al momento, non è stato possibile accertarla, ma sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Petilia e Roccabernarda. I vigili del fuoco sono rimasti sul posto a lungo per salvaguardare la struttura portante e rendere sicuri i luoghi.

 

 

 

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antonella rizzo2L’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, ha commentato – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta - la recente sentenza del Consiglio di Stato con la quale viene rigettato il ricorso legato alla richiesta di realizzazione, da parte di una società, della discarica di rifiuti nella località “Giammiglione” di Crotone [LEGGI ARTICOLO]. La politica della Giunta, guidata dal presidente Mario Oliverio, in tema di gestione dei rifiuti, e l’importante lavoro che sta svolgendo l’assessorato all’Ambiente guidato da Antonella Rizzo sono stati, quindi, riconosciuti da questa sentenza del Consiglio di Stato. La normativa che prevede la formula "discariche zero" viene, infatti, definitivamente suggellata e valorizzata da una sentenza della V sezione del Consiglio di Stato. La vicenda, in particolare, riguarda la richiesta che la Società “Maio” aveva fatto alla Regione Calabria per la realizzazione di una mega discarica di rifiuti pericolosi e non pericolosi a Crotone, in località “Giammiglione”. Il diniego della Regione aveva spinto la società a ricorrere al Tar dal quale aveva già ottenuto una bocciatura dell’istanza, ritenendo la pretesa infondata. La società “Maio”, quindi, propose ricorso al Consiglio di Stato. Anche in quella sede, però, l’appello è stato giudicato infondato, soprattutto alla luce della Legge regionale numero 8 del 19 febbraio del 2016 recante "Misure di salvaguardia in pendenza all'approvazione del nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti" che, appunto, prevede il raggiungimento dell’obiettivo discariche zero. Un risultato importante - commenta la nota - che dà ulteriore forza e riconoscimento al lavoro che l’assessorato all’Ambiente sta svolgendo, soprattutto nel corso dell’ultimo anno. L’assessore regionale all’ambiente Antonella Rizzo ha accolto con grande soddisfazione la sentenza che esclude definitivamente la realizzazione della discarica in località “Giammiglione” di Crotone. «Si tratta - ha detto l’Assessore- di una decisione con la quale il Consiglio di Stato conferma la fondatezza e la giustezza della linea politica che stiamo portando avanti in seno alla giunta regionale sul fronte della gestione dei rifiuti. Una decisione che certamente ci spinge ad andare avanti con maggiore convinzione, nella consapevolezza che dalla corretta gestione del territorio dipende il futuro e lo sviluppo di questa Regione».

 

 

 

 

 

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