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Sabato, 25 Maggio 2024

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Il sindaco di Scandale Iginio Pingitore e il vicesindaco Salvatore Rota hanno sporto querela contro gli autori della lettera pubblicata ieri dalla ProvinciaKR, inquanto, il suo contenuto è diffamatorio e non risponde al vero e non è riconducibile al comitato "Scandale nel cuore". Ignoti, infatti, si sarebbero firmati in maniera fittizzia col nome del movimento, inviando la missiva al giornale attraverso l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. In essa, oltre alla richiesta avanzata dalla Ecolsystemi alla Regione per realizzare una discarica di rifiuti speciali in località Corazzo a Scandale, si facevano riferimenti non veritieri sull'attività condotta dalla stessa azienda che ha un impianto a biomasse nella zona. Il sito, illustrato nella mail attraverso 4 foto aeree, è infatti continuamente monitorato e dunque in piena regola. La ProvinciaKR prende le distanze dai diffamatori.

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discarica corazzoVietato distrarsi. Appena abbassi la guardia e ti distrai qualcuno cerca di ottenere il via libera per costruire una discarica. E’ diventata ormai una costante della provincia di Crotone, presa di mira dagli imprenditori interessati al business della spazzatura. L’ultima, in ordine di tempo, in questo business è la proposta di costruire una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Santa Marina del Comune di Scandale. A proporre la struttura è la società Ecolsystema srl. L’area è quella che, nel recente passato, era stata indicata per allocare una discarica di amianto. Un progetto, poi, fallito per la rivolta generale del popolo di Scandale, che ha voluto scongiurare il sacrificio di un’area vocata alla produzione agricola anche di qualità. Se la memoria non inganna la nuova proposta è stata presentata dalla medesima società interessata alla discarica di amianto. La procedura è avviata e il prossimo 27 luglio il Dipartimento ambiente e territorio – settore 3, servizio 7 – della Regione Calabria ha convocato una conferenza dei servizi, che prevede la partecipazione del Dipartimento agricoltura e forestazione della Regione, la Provincia di Crotone, Il Comune di Scandale, l’Azienda sanitaria provinciale crotonese, l’Arpacal e Ecolsystema srl. L’ordine del giorno prevede: “Modifica codici Cer in ingresso alla discarica di rifiuti speciali non pericolosi da realizzarsi in località Santa Marina di Scandale”. L’area è ubicata in località Corazzo è confinante con quella parte del territorio comunale di Crotone, dove da anni un imprenditore abruzzese cerca di avere il via libera per la costruzione di una mega discarica di rifiuti tossici e pericolosi e rifiuti solidi urbani. Nonostante gli ostacoli frapposti da Regione, Provincia e Comune di Crotone l’imprenditore non demorde e presenta ricorsi a vari livelli. Attenzione che, appena si abbasserà la guardia, c’è il rischio che ci rifilino anche la mega discarica, così come è successo con l’ampliamento di due milioni e duecentomila metri cubi concessa ai fratelli Vrenna per la discarica di Columbra. Facendo mente locale gli imprenditori di spazzatura hanno deciso di accerchiare la città nella morsa dei rifiuti: a Sud Columbra, a Nord Ponticelli e termovalorizzatore Mida, a Nord Est Scandale, ad Est la passeggiata degli innamorati e al centro del cerchio i cittadini che muoiono sempre più di cancro.

 

 

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farina trappetoNotificati 37 avvisi di conclusione delle indagini a dirigenti dell’Eni. Si è conclusa l’indagine sulla discarica di Farina-Trappeto, meglio nota con il nome della “passeggiata degli innamorati”, avviata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone al tempo in cui procuratore generale era Raffaele Mazzotta. Erano state alcune associazioni ambientaliste e in particolare l’associazione Fabbricando l’avvenire (nata per volontà di ex lavoratori Pertusola) a denunciare alla Procura della repubblica presso il tribunale di Crotone la presenza, all’interno del sarcofago di Farina-Trappeto, di rifiuti di ogni genere. Rifiuti anche di dubbia provenienza e che nulla avevano a che fare con le attività industriali delle fabbriche di Crotone, al tempo gestite negli ultimi anni dall’Eni. Il sarcofago fu costruito dall’Eni nel lontano 1997 a margine della strada consortile (quella che costeggia il perimetro degli ex impianti Enichem e Pertusola Sud), in una posizione che è a ridosso del mare. Proprio il contatto diretto con l’acqua marina ha creato varchi di erosione nell’impalcatura di cemento che hanno determinato, in alcuni punti, la fuoriuscita di sostanze sospette e, quindi, c’è stata la richiesta di indagine alla Procura. Mazzotta assegnò il compito di indagare al nucleo degli ispettori di igiene del Nisa che, al tempo, operavano per conto della Procura crotonese su tutte le questioni ambientali. Il Nisa fu poi sciolto e a capo della Procura è succeduta la nomina di Giuseppe Capoccia il quale, a sua volta, ha assegnato l’indagine alla Guardia di finanza di Crotone. E’ toccato proprio agli investigatori delle Fiamme gialle, nelle scorse settimane, procedere alla notifica di 37 avvisi di conclusioni delle indagini e, secondo quanto riferito, sono stati già sentiti alcuni degli indagati. Se dopo 20 giorni dalla notifica dell’atto giudiziario gli indagati non presenteranno memorie difensive convincenti per l’archiviazione delle singoli posizione, questi dirigenti Eni, saranno rinviati a giudizio. In questo caso ci sarà il processo e non è escluso che, laddove la politica è fallita, qualche risultato lo produrrà invece l’attività dei magistrati. La politica, infatti, sino ad oggi, non è riuscita a far fare passi in avanti sulla questione della bonifica. Tra l’altro il nome di “passeggiata degli “innamorati” era stato inventato da un ex sindaco di Crotone per convincere i cittadini che quel sarcofago, zeppo di veleni, poteva essere utilizzato dalle coppiette di fidanzatini per le loro passeggiate romantiche.

 

 

 

 

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isola ecologica fondo gesu discarica collageC'era da aspettarselo, forse non è neanche una notizia. Così come era accaduto per quella di Tufolo, anche l'Isola ecologica situata nel quartiere Fondo Gesù (la numero 1) sembra essere fuori ormai controllo. I cittadini continuano a conferire depositando i rifiuti ingombranti davanti al cancello d'entrata. Con ogni probabilità, lo fanno al di fuori degli orari di conferimento. Le immagini parlano chiaro. Si notano, infatti, materassi usati, mobilia d'ogni genere e rifiuti non meglio identificati. Qualcuno ha cominciato rovistarvici per trovare magari qualcosa di riutilizzabile. Al di là della situazione già esposta nel precedente articolo, circa il fallimento di Akros (ex gestore delle isole ecologiche) e l'affidamento in gestione del servizio di differenziata ad Akrea da parte del Comune [LEGGI ARTICOLO], si registra ancora una volta un comportamento scorretto da parte dei cittadini. Sicuramente gli orari e il funzionamento dell'isola ecologica non saranno dei più regolari, ma questo non autorizza gli utenti a creare, nel contempo, una discarica abusiva fuori dall'isola ecologica,  ma soprattutto alle porte d'entrata di Crotone.

(Foto: Paolo Pulvirenti)

 

 

 

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marseglia vallone rizzo«La notizia - annuncia l'assessore all'Ambiente Michele Marseglia - che arriva dal dipartimento "Ambiente e territorio" della Regione Calabria che sospede il procedimento Aia relativo al progetto per la realizzazione di una nuova discarica in località Giammiglione è di quelle che, non solo fanno tirare un sospiro di sollievo, ma che dimostrano come la politica riesca a dare risposte positive». Così l'assessore comunale all'Ambiente dopo aver ricevuto la comunicazione del dipartimento regionale che annuncia la sospensione dell'iter amministrativo e l'annullamento della relativa conferenza dei servizi prevista per il giorno 9 marzo. «Fu immediata la presa di posizione del sindaco Vallone e della sua giunta - ricorda la nota -, quando fu convocata la Conferenza dei Servizi nel ribadire un "no" secco alla eventuale realizzazione di una nuova discarica in località Giammiglione. Un "no" che riprendeva il diniego espresso dal consiglio comunale, in più riprese con atti ufficiali fin dal 2009, e da tutta la comunità cittadina. Lo stesso presidente della Regione Mario Oliverio, ha ribadito, in più occasioni, il criterio "discariche zero" della sua azione amministrativa così come l'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo. Con la comunicazione ufficiale della sospensione del procedimento - conclude l'assessore Michele Marseglia - operato ai sensi della Legge regionale numero 8 del 2016 si concretizza la comunanza di intenti e la sinergia istituzionale su un tema importante quale la tutela dell'ambiente».

 

 

 

 

 

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I consiglieri comunali Manuela Cimino, Enrico Pedace, Flora Sculco, Cesare Spanó e Antonio Fabio Trocino in merito alla questione emersa negli ultimi giorni che vede ancora una volta protagonista la discarica di Giammiglione [LEGGI ARTICOLO], esprimono il loro «più totale dissenso nei riguardi di ogni forma di ulteriore contaminazione su un territorio, il nostro, già umiliato da troppi punti di vista». «La storia della discarica di Giammiglione - ricordano i cinque consiglieri - non inizia oggi. Quello che negli anni è stato un campanello di allarme tenuto a bada, un tentativo scampato di violenza, una bomba disinnescata, oggi rischia di diventare triste realtà e quindi di materializzarsi. È bene sensibilizzare l'opinione pubblica - sollecitano i cinque - sul fatto che la discarica fortemente voluta da Syndial, rappresenta una piaga per l'intero territorio provinciale, già alquanto sottoposto a stress ambientale. Ed è altrettanto opportuno puntualizzare che forse è giunta l'ora che Syndial sposti il mirino verso ciò che da troppo tempo è la reale urgenza. È arrivato il momento - concludono - di restituire dignità alla nostra terra un tempo fiera; è arrivato il momento di bonificare l'area Sin, questa la priorità assoluta».

 

 

 

 

 

 

 

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