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Sabato, 20 Luglio 2024

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A poco meno di quattro anni dalla sua nascita, il Comitato Magna Graecia, pubblica il suo primo progetto editoriale. Domenico Mazza ‒ co-fondatore del Comitato, insieme a Matteo Lauria e Antonio Caruso ‒ edita un libro destinato a cambiare la visione e le aspettative del territorio jonico.

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«Città metropolitana a Catanzaro con annessi i territori di Crotone e Vibo: si persevera nella scriteriata visione centralista». È quanto scrivono in una nota congiunta l'ex parlamentare cinquestelle Elisabetta Barbuto e Domenico Mazza, presidente del Comitato per la provincia della Magna Graecia.

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«Recentemente la vicenda 106 nel tratto Sibari-Crotone è stata oggetto di dibattito a Roma, presso la Cittadella regionale, nonché in Provincia a Crotone e nelle prossime ore un nuovo incontro sarà tenuto in Corigliano Rossano». È quanto scrive Domenico Mazza, cofondatore Comitato per la Provincia della Magna Graecia (Cpmg).

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Siamo figli della nobile Sybaris e della gloriosa Kroton! Siamo anche figli dello Jonio e prima d'ogni altra cosa siamo Italiani e si sa, per antonomasia, siamo il Paese dei campanili. 

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L'imminente avvio dei lavori del terzo megalotto della Strada statale106, sta inesorabilmente riportando l'attenzione sulla travagliata condizione dei trasporti nel precario asse Jonico del nord est calabro. 

Del resto ormai si parla da tempo, della necessità di togliere l'area dall'atavico isolamento, pertanto ben vengano tutte le migliorie proposte affinché le stesse apportino quel valore aggiunto che potrebbe tradursi in un miglioramento dei servizi per i suoi abitanti. 

Ma accanto a lungimiranti progetti, che impattano la zona più settentrionale della Magna Graecia, manca quella visuale unitaria ed organica del territorio che rappresenterebbe l'asset strategico al rilancio dell'area.

Una strada deve inverare, simultaneamente, la crescita dell'idea progettuale congiungente i vari lembi del territorio in un tutt'uno. Deve accorciare distanze tra i centri in esso ricadenti, potenziando economie di scala e mobilità sostenibile ed interdipendente.

Ora, proviamo ad immaginare cosa sarà quel lembo di territorio compreso tra Sibari e Crotone quando da nord la 4 corsie virerà dallo Jonio verso l'entroterra vallivo dell'A2. 

Sicuramente si aprirà l'autostrada del Mediterraneo all'autostrada Adriatica! Ma a sud di Sibari? Qui tutto tace, si continua a parlare d'investimenti fatti da rotonde e guardrail, per i quali erano previsti in pre-pandemia circa 700 milioni di euro (che a questo punto non si sa neppure se saranno confermati). 

Ma vi sembra logico?  Estromettere dall'ammodernamento a quattro corsie il tratto della statale 106 che congiunge Sibari a Crotone, con tratti come la traversa interna al comune di Corigliano Rossano trafficata con punte di circa 25.000 autoveicoli al giorno. 

Si può continuare a prediligere la logica già vista sul binario Jonico, quando l'elettrificazione giunta a Sibari, ha virato verso Cosenza e Paola, uccidendo le ex città di Corigliano e Rossano, oggi città unica e terza della regione, nonché la città di Crotone?

Non mi si dica che in questo non è presente lo zampino del centralismo che, con arroganza ed irrispettosa irriverenza, ha convogliato verso l'ovest della regione, flussi ferroviari a doppio binario, autostrade, portualità ed aeroporti internazionali, lasciando l'area jonica come una landa desolata. 

È pensabile che questa Regione debba andare a due velocità? Macchine da corsa a ponente, aratri trainati da buoi a levante! No, assolutamente no. Adesso basta! 

La Magna Graecia, non merita questo. 

Sarebbe l'ulteriore mortificazione ad un territorio che ha già pagato un caro prezzo, che continua ad arrancare, quando immense sarebbero le sue potenzialità. 

Abbiamo bisogno di un sistema di trasporti moderno ed efficiente, abbiamo bisogno di una strada che colleghi tutta la Magna Graecia in maniera organica e veloce, con un tracciato pedecollinare, che ridurrebbe il percorso dagli attuali 110 km a circa 80, tra Sibari e Crotone. 

Siamo ancora in tempo, ma non possiamo più adagiarci sugli allori, dobbiamo agire e raddrizzare una situazione che se non rettificata rischia di scrivere la parola fine alle possibilità di crescita e sviluppo del territorio Magnograeco. 

Pertanto mettiamoci all'opera, dimentichiamo progetti che rappresenterebbero solo uno spreco di denaro pubblico ed un usufrutto assolutamente insufficiente. Iniziamo ad utilizzare quei 700 milioni (pretendiamo che vengano rimpinguati) per proseguire sulla pianificazione stradale a 4 corsie a sud di Sibari e verso Crotone quindi Simeri Crichi, laddove ricomincia la civiltà stradale. 

È il momento d'osare! Gli indugi e le titubanze fino ad oggi attuate, ci hanno relegato ai confini della civiltà. Svegliamoci, Sibariti e Crotoniati, prima che sia troppo tardi! 

Domenico Mazza

Cofondatore Comitato per la provincia della Magna Graecia

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"La storia si ripete", recita un vecchio detto. È proprio così!

Ciclicamente soprattutto alle nostre latitudini, siamo ormai avvezzi a ricadere negli stessi errori. 

Quello che più colpisce ed al contempo delude, non è tanto il gioco dei capoluoghi storici perpetuanti nella loro contorta visuale centralista, quanto il fatto che i nostri popoli non siano animati da quel sussulto d'orgoglio che permetterebbe un'inversione di tendenza alle storture. 

Capita che la città capoluogo di Regione ricorra al Tar per una sentenza avversa ad una sede della Soprintendenza nella città di Pitagora!

Certo non compete a chi scrive ricordare che quando gli avi greci misero piede in terra jonica fondarono città che ancora oggi riecheggiano negli annali: Sybaris e Kroton, che strinsero rapporti con Pandosia, passando per Krimisa e Petelia. La storia è nata qui! 

Le gesta dei grandi hanno albergato in questo lembo di terra di 200 km. 

Dovremmo imprimerlo bene, dapprima nella nostra mente, poi forse saremo in grado di pretendere il rispetto che altri ci devono. 
Si badi bene, Catanzaro fa il suo gioco! È legittimo tirare l'acqua al proprio mulino. 

Quello che si dovrebbe evitare è pensare di contrastare i colossi con gli eserciti di carta. 

Della meravigliosa Magna Graecia, oggi rimangono i brandelli della diaspora di popoli che si sono chiusi nei loro piccoli recinti. 

Allora, se Catanzaro vuole la sua soprintendenza, accentrando a sé tutta la terra d'Istmo dei Feaci, la Magna Graecia ha l'innato diritto d'avere la propria soprintendenza che abbracci le prime due colonie d'archea stirpe in terra di Calabria. 

Le stesse città che hanno portato luce laddove, prima di loro, c'era il più completo nulla. 

Pertanto, perché non generare una soprintendenza ai beni archeologici e culturali di Sybaris e Kroton! Non una, ma due sedi, magari dirette dallo stesso supervisore, uscendo quindi dal localismo che ci ha caratterizzato ed iniziando un reale e virtuoso percorso di rete.

Si badi bene, l'idea di amalgamare la sibaritide e la crotoniatide non è una forzatura, semplicemente è fare pace con la storia. 

Non abbiamo forza e numeri separatamente, ma potremo averla insieme, quando tutto il territorio avrà inverato l'idea di città solidamente diffusa. 

In questa Regione, per creare economie di scala bisogna destagionalizzare il turismo, che giocoforza si limita ai soli mesi estivi. 

Allora cosa si può sfruttare meglio, oltre al mare, se non la cultura, la storia, l'arte, che nell'Arco Jonico di levante abbonda! 

Si pensi ai molteplici castelli, alle fortezze disseminate tra Rocca Imperiale e Le Castella. Riflettiamo sulla miriade di chiese e monasteri che dai centri sulla linea di costa raggiungono i borghi che accarezzano le propaggini della Sila. 

Tutto quest'inestimabile tesoro, compreso anche l'unico patrimonio UNESCO in Calabria, gestito, curato e preservato dalla soprintendenza ai beni archeologici e culturali della Magna Graecia. 

A quel punto i capoluoghi storici non ci guarderanno più come terra di conquista, ma come competitivi avversari e il riverbero dell'area jonica di levante contribuirà irradierà quel circolo virtuoso di rinascita dell'intera Regione. 

Domenico Mazza

Cofondatore Comitato per la Provincia della Magna Graecia

 

 

 

 

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