Martedì, 01 Dicembre 2020

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gratteri luberto2"E' una delle più grandi operazioni degli ultimi 23 anni per numero di arrestati. E' il risultato di un progetto che, ancora prima di insediarmi, avevo esposto al generale Tullio Del Sette (comandante generale dell'Arma dei carabinieri), ossia di creare in Calabria una squadra strutturata, forte e solida. E il generale ha creduto nel progetto, ha avuto coraggio, ha inviato i suoi uomini migliori". E' il primo commento del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, durante la conferenza stampa che ha illustrato i particolari della maxi-operazione Stige che, con 169 arresti, ha disarticolato la cosca di Cirò Marina Farao-Marincola, dominante nel crotonese, nell'alto jonio cosentino e con ramificazioni nel Centro-Nord Italia e in Germania. "Non poteva mancare - ha proseguito Gratteri - il controllo politico. Ormai nelle istituzioni locali la 'ndrangheta ha messo suoi uomini funzionali agli interessi dell'organizzazione criminale. E' un'indagine – ha aggiunto – da portare nelle scuole di magistratura per spiegare come si fa una indagine per 416bis. Siamo di fronte a un 'locale', quello di Cirò, antico che partecipa al Crimine e al Tribunale della 'ndrangheta. È una struttura così radicata nel territorio che non necessita neanche più di fare intimidazioni". La Dda di Catanzaro, grazie al supporto di Eurojust e del suo vicepresidente, Filippo Spiezia, è riuscita a coordinarsi con tre procure tedesche e a garantire l'arresto di 13 persone, oltre al sequestro di diversi esercizi commerciali. La cosca controllava, in alcuni casi avendone il monopolio, le attività imprenditoriali dei territori sotto scacco e aveva grande potere anche sulla vita politico/amministrativa del comprensorio di Cirò Marina. In manette, infatti, sono finiti amministratori come il presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla, il vicesindaco Giuseppe Berardi (in consiglio da dieci anni), il presidente del consiglio comunale Giancarlo Fuscaldo, l'ex sindaco Roberto Siciliani e il fratello Nevio, già assessore. Sono finiti in manette pure il vicesindaco di Casabona Domenico Cerrelli, il sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici, il suo vice Filippo Mazza e l'ex vicesindaco di San Giovanni in Fiore Giovanbattista Benincasa. "Da calabrese – ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto – vi dico che, vista la situazione, siamo sull'orlo del baratro. Facciamo attenzione perché è a rischio la libertà di voto". Per quanto riguarda le infiltrazioni della 'ndrangheta nell'imprenditoria il dato non è meno allarmante. Vincenzo Luberto parla di una "mutazione genetica". La cosca non si serve più di reati violenti che portano alla carcerazione e fanno troppo rumore. Vi è una vera e propria immedesimazione della 'ndrangheta nell'imprenditoria, con cellule che hanno finanche il controllo delle aste boschive. Ma l'elenco delle attività è lungo e va dal controllo della distribuzione del pane a quello del vino, dei semilavorati per pizza e perfino al controllo delle case rifugio per migranti. L'operazione 'Stige' si rivela, allora, decisiva perché colpisce una consorteria insediata e radicata. "Il livello di pericolosità raggiunto dalla cosca era raggiunto anche dall'enorme ricchezza che possedeva", ha spiegato il generale del Ros, Pasquale Angelosanto, che ha raccontato i numeri del sequestro da 50 milioni di euro: 70 immobili e 400 autoveicoli. I Farao-Marincola gestivano ingenti flussi di capitali eppure, come ha sottolineato il colonnello del Ros Sabatino, alcuni esponenti della consorteria erano a reddito zero, vivevano nel lusso grazie avvalendosi di prestanome e godevano di ville e beni preziosi. Il colonnello Alessandro Colella, del comandante provinciale dei carabinieri di Crotone ha sottolineato come la pervasività della cosca in ogni ambito avesse bloccato la crescita del territorio.

 

 

 

 

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gratteri braccio alzatoCATANZARO - "Negli uffici requirenti ci sono magistrati a sufficienza per lavorare bene. Criticita' invece emergono nei tribunali. E' grave la situazione di Vibo Valentia, e nel 2018 ci sara' grande criticita' anche a Crotone". Lo ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, intervenuto oggi alla cerimonia per l'insediamento del nuovo procuratore generale Otello Lupacchini. "E' urgente - ha aggiunto Gratteri - l'intervento del Csm su Vibo oltre che una riforma che istituisca i tribunali distrettuali. Non puo' succedere che famiglie di 'ndrangheta consacrate da decenni vengano assolte. Per evitare queste 'sorprese' servono giudici specializzati in criminalita' organizzata come gia' succede per le Procure".

 

 

 

 

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gratteri braccio alzato"Dal 2009 ad oggi sono stati spesi 102 milioni di euro per il Cara di Isola Capo Rizzuto (Crotone) e di questi 36 milioni sono andati agli Arena, famiglia di 'ndrangheta tra le piu' importanti della Calabria". Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di una audizione davanti al il Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attivita' di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.

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gratteri borderlandCATANZARO - "Abbiamo ridato liberta' alla gente". Con queste parole il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha commentato l'esito dell'operazione "Borderland" che ha portato in carcere 48 esponenti della cosca Trapasso di San Leonardo di Cutro. Nel corso della conferenza stampa, Gratteri ha aggiunto: "Si tratta di un'indagine importante, completa e difficile, che racchiude tutte le tipologie di indagine sulla mafia". Anche il questore Giuseppe Racca ha sottolineato l'importanza dell'operazione: "La provincia di Catanzaro - ha detto - non e' esente dal predominio della criminalita' organizzata", mentre il capo della squadra Mobile, Nino De Santis, ha evidenziato il controllo della cosca sui villaggi turistici della zona con il pagamento di "mazzette" da parte dei condomini. Il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, nell'illustrare i retroscena dell'operazione, ha sottolineato gli interessi non solo nel comprensorio a cavallo tra le province di Catanzaro e Crotone, ma anche gli interessi della cosca in Veneto ed Emilia Romagna. L'indagine, come ha affermato Bombardieri, ha potuto utilizzare sia le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, sia "le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia quali Marino, Cortese, Pulice e Vrenna". Lo stesso procuratore aggiunto ha ribadito sia l'ostentazione del potere da parte degli esponenti della cosca, sia la violenza con cui venivano imposte le regole del clan. Secondo il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, "la cosca Trapasso ha avuto il controllo del battito cardiaco del territorio, con il controllo totale sui villaggi turistici, ma anche attraverso il condizionamento mafioso alle elezioni amministrative del 2014". (AGI)

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affidato unicef3«Questa nomina mi onora e nello stesso tempo la ritengo una missione di vita. Missione lodevole che l’Unicef da sempre con il suo costante lavoro promuove a sostegno dei minori». Con queste parole Michele Affidato ha commentato la sua nomina a testimonial per la Calabria di Unicef Italia. Il maestro orafo crotonese ha ufficialmente ricevuto questa “missione”, nel corso dell’iniziativa che si è svolta giovedì 10 novembre nella sala consiliare del Comune di Crotone, dal tema “Protezione dei minori 3.0” promossa dal comitato regionale Unicef Calabria e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente nazionale Unicef Giacomo Guerrera e del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. «Viviamo - ha commentato durante il suo intervento Affidato - in un mondo dove ci sono troppe diversità. Una delle problematiche è proprio la condizione di vita dei minori. I bambini sono il nostro domani, mi allaccio infatti ad una affermazione di Papa Francesco che in merito tra l’altro dice: “Una società che abbandona i bambini oscura il suo futuro. Bisogna aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. Ciò mi ha molto colpito e nello stesso tempo mi ha fatto riflettere perché è un dovere di tutti assicurare i diritti dei minori, proteggerli ed accompagnarli nella loro crescita al fine di garantire loro un futuro migliore. Il mio impegno - continua Affidato - sarà quello di sostenere e promuovere iniziative a sostegno dei minori ed in tutto questo sono sicuro di essere affiancato dal presidente regionale Unicef Francesco Samengo, dalla segretaria del comitato regionale Calabria per l'Unicef, Paola Bianchi, dal presidente provinciale Donatella Fauci, e dalla segretaria provinciale Francesca Puccio che tanto hanno già fatto per l’Unicef».

 

affidato unicef2La manifestazione, introdotta dalla segretaria Paola Bianchi, si è aperta con il sindaco della città di Crotone Ugo Pugliese che ha espresso soddisfazione per la nomina di un crotonese: «Siamo onorati che questa scelta sia caduta sul maestro orafo Michele Affidato. Grazie al suo genio, alla sua arte ed al suo lavoro ha saputo accendere i riflettori su questo nostro territorio spesso dimenticato. Siamo certi che dal cuore sensibile e dall’animo nobile di Michele possa giungere un contributo importante alla causa dell’Unicef». Parole di stima per il maestro orafo anche dall’amico procuratore Nicola Gratteri che nel suo intervento, dopo aver ricordato che sulla “questione minori” anche l’Onu ha le sue co-responsabilità, ha puntato l’attenzione sulla necessità di prevenire gli atteggiamenti ‘ndranghetisti nelle famiglie dove spesso i bambini sono “iniziati” alla vita mafiosa. Durante il dibattito, moderato dalla giornalista Maria Elena Scandaliato, sentito e appassionato è stato anche l’intervento del presidente Guerrera che ha ricordato come il mondo industrializzato ha voltato le spalle ai paesi meno sviluppati e il risultato è l’esodo di questi ultimi anni. Ecco perché servono interventi pratici, azioni che l’Unicef sta già mettendo in campo in Sicilia, Puglia e anche in Calabria. Alla manifestazione hanno preso parte le più alte cariche istituzionali e religiose, ma anche imprenditori, referenti del mondo associazionistico e tanti cittadini. Presente anche l’arcivescovo di Crotone e Santa Severina Domenico Graziani.

 

 

 

 

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