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Giovedì, 20 Gennaio 2022

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Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per la Calabria e per altre tre regioni: Sicilia, Sardegna e Molise per gli incendi che hanno imperversato nelle scorse settimane provocando vittime e danni.

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Dal 1 luglio scorso sono stati 6.725 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco in Calabria per i soli incendi boschivi e di vegetazione, di cui oltre 3.800 dal 1 agosto ad oggi. Le province maggiormente interessate sono state Cosenza con 1.760 interventi, Reggio Calabria (1.730), Catanzaro (1.580), Vibo Valentia (940), Crotone (715).

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Continua a bruciare la Calabria. Favoriti dalle alte temperature sono numerosi i fronti di fiamma degli incendi boschivi che da giorni interessano gran parte del territorio calabrese. Nella sola giornata di ieri oltre 170 interventi che non hanno dato tregua alle squadre dei vigili del fuoco.

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ROCCA DI NETO – I carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 47enne, bracciante agricolo del posto, ritenuto responsabile di due incendi di vegetazione verificatisi in località Sant’Agostino del Comune di Rocca di Neto, nello scorso mese di settembre.

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Forse perché ormai trovano insostenibile la presenza di cumuli di rifiuti per la città di Crotone, ignoti hanno iniziato a dare fuoco alla spazzatura. Scelta questa, oltre che pericolosa e nociva pe l’incolumità pubblica, del tutto deprecabile.

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In questi giorni la Polizia di Stato ha denunciato diverse persone responsabili a vario titolo dei reati di incendio doloso in quanto accusate di aver dato fuoco ai locali di cui erano proprietari o gestori al fine di conseguire dei vantaggi economici anche sul piano assicurativo. I fatti risalgono a incendi verificatisi sia lo scorso che quest’anno a Crotone. In particolare, a luglio dedel 2017, il giorno 14 e 20, si verificava l’incendio della pizzeria “La Stangata” in via Tellini e della sala scommesse “Replatz” in via Assisi. Nel primo episodio incendiario ci fu addirittura una vera e propria esplosione del locale tanto che furono danneggiate anche diverse auto parcheggiate nella zona e si rese necessaria l’evacuazione dell’intero palazzo in quanto le fiamme avevano creato una densa coltre di fumo che aveva completamente avvolto gli appartamenti sovrastanti la pizzeria. Gli episodi incendiari, verificatisi a distanza di una settimana, fecero pensare a una recrudescenza del fenomeno estorsivo che destò un certo allarme nella cittadinanza viste anche le modalità con le quali gli incendi erano stati appiccati. Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale, prima, e poi transitate alla Procura ordinaria, svolte dal personale della Squadra Mobile di Crotone con l’ausilio anche di intercettazioni, hanno fatto, tuttavia, emergere un quadro diverso in quanto sono stati raccolti diversi elementi che hanno individuato nei proprietari e nei gestori dei locali gli autori o i mandanti dei gravi fatti delittuosi.

incendio pizzeria la stangataInfatti nel caso della “Stangata” sono stati individuati quali autori materiali I.R., classe ’68, sua moglie nonché titolare della pizzeria B.A., classe ’71, e il loro figlio I.D., classe ’97. Inoltre la moglie è stata denunciata anche per il reato di simulazione di reato in quanto aveva dichiarato in Questura che ignoti le avevano incendiato la pizzeria. Nell’incendio della sala scommesse Replatz sono stati individuati quali autori materiali D.M.L., classe ’81, e L.D. ‘classe 83, entrambi noti alle forze di polizia mentre, come mandante, proprio il gestore della sala scommesse M.F.P., classe’83. In entrambi i casi vi era una copertura assicurativa per quella tipologia di danneggiamenti. Infine, lo scorso 20 maggio, nel corso della notte, in via Botteghelle si verificava un grosso incendio, anche in quel caso vi fu una vera e propria esplosione, di un capannone industriale in uso a R.R. classe ’77. Dopo essere riusciti a domare le fiamme grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, i poliziotti effettuavano un sopralluogo che permetteva fin da subito di raccogliere elementi che facevano non solo pensare alla natura dolosa dell’evento, ma anche a un possibile coinvolgimento del gestore del capannone. Le successive indagini, svolte sotto il coordinamento della Procura di Crotone, hanno consentito di appurare che in effetti, quella notte, il R.R., mediante l’uso di liquido infiammabile e accendini istantanei, ha dato fuoco allo stabile denunciando poi falsamente alla Questura che ignoti avevano danneggiato il suo capannone.

 

 

 

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