Mercoledì, 08 Luglio 2020

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Nuove minacce al procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. Lo scrive Il Fatto Quotidiano, specificando che una missiva in cui si rivolgono le minacce al procuratore Gratteri è stata fatta pervenire ai carabinieri di Lagonegro. Nella lettera si afferma che la cosca di 'ndrangheta dei Mancuso avrebbe incaricato un uomo di fiducia di portare a termine il piano omicida, studiato a Limbadi ed affidato ad un killer residente a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza. Sono state avviate indagini per valutare le credibilità delle minacce. La lettera è stata già trasmessa alla Procura di Salerno, competente per le indagini che riguardano i magistrati del Distretto di Corte d'appello di Catanzaro.

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L’allontanamento d’urgenza dalla propria casa familiare è stato disposto a carico di un crotonese di 37 anni S.P che minacciava di morte la moglie.

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lettera minaccia morte il crotoneseIl prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, ha ricevuto in Prefettura, unitamente ai vertici provinciali delle Forze di Polizia, il corrispondente de “il Crotonese”, Giovanni Le Rose, destinatario, nella giornata di ieri, di un gesto intimidatorio. In una nota il prefetto fa sapere che ciò è avvenuto «allo scopo di acquisire più completi elementi conoscitivi sull’ episodio. Nel dimostrare vicinanza e solidarietà al giornalista e alla sua attività professionale, nel corso dell’incontro sono state espresse parole di ferma condanna per l’atto e per ogni manifestazione di pressione violenta ed indebita nei confronti della libertà di espressione». Intanto anche Cgil, Cisl e Uil hanno espresso solidarietà al giornalista. «Noi stiamo con Gianni Le Rose - scrive la triplice sindacale - e con tutti i giornalisti coraggiosi e indipendenti minacciati. E’ inammissibile ed inconcepibile che nel nostro paese si possa impunemente minacciare di morte un giornalista. E’ un fatto incontrovertibile che la criminalità tema l’informazione almeno quanto l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura, anche perché a volte la stampa arriva prima, sono infatti alcune inchieste giornalistiche ad accendere i riflettori su alcuni scandali e a diventare la base per le successive indagini. A Gianni va il sostegno morale e la solidarietà di tutti noi. Condanniamo, quindi, il gesto consumato ai suoi danni, ancora più perché crediamo nella forza e nella professionalità di tanti altri giornalisti che, come Lui, ogni giorno, anche in silenzio, svolgono il proprio lavoro con abnegazione e serietà. Senza paura. Senza timori di sorta. Armati di penna e taccuino, nel tentativo di informare senza filtri e senza pregiudizi».

 

 

 

 

 

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