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Sabato, 20 Luglio 2024

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Aumentano di 110 unità le imprese della provincia crotonese nel secondo trimestre del 2022. Dopo 2 anni di pandemia sembra avviarsi una normalizzazione del bilancio tra iscrizioni e cessazioni delle attività del territorio.

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Aumentano di 268 unità le imprese della provincia crotonese nell’anno 2021 (quasi il doppio rispetto all’anno 2020), nonostante la forte crisi economia causata dall’emergenza sanitaria Covid. L'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone ha elaborato i dati relativi alle iscrizioni, cessazioni e variazioni di imprese intervenute nel corso dell’anno 2021 (Movimprese).

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«Il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all'emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 5 anni».

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L'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone ha elaborato i dati relativi alle iscrizioni, cessazioni e variazioni di imprese intervenute nel corso del terzo trimestre del 2019 (Movimprese).

In crescita la consistenza delle nostre imprese, il saldo positivo colloca la provincia di Crotone in 39esima posizione a livello nazionale. Secondo le rilevazioni Movimprese – la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese – nel terzo trimestre 2019, la consistenza dell’imprenditoria crotonese tra aperture e chiusure di imprese fa registrare un saldo positivo di 42 unità. Da luglio a settembre 2019, a fronte di 187 nuove iscrizioni, sono state denunciate 145 cessazioni (dato al netto delle cancellazioni d’ufficio) che hanno portato lo stock complessivo di imprese a 17.929. Nel confronto con le altre province italiane, Crotone si colloca in 39esima posizione per tasso di crescita trimestrale (+0,23%), determinato da un tasso di natalità dell’1,04% superiore al tasso di mortalità (0,81%). Il tasso di crescita registrato nella nostra provincia risulta perfettamente in linea con la media nazionale (+0,23%) e leggermente superiore a quella regionale (+0,22%); tuttavia lo stesso dato risulta in calo rispetto al tasso di sviluppo registrato nel trimestre precedente (+0,60%). “Il tasso di crescita rilevato nel 3° trimestre, seppur contenuto, testimonia comunque una certa vivacità del nostro tessuto imprenditoriale – questo il commento del Presidente della Camera di Commercio Alfio Pugliese, che così prosegue – Ciò fa presupporre una volontà, anche delle giovani generazioni, di fare impresa che va agevolata e sostenuta; la Camera svolge una costante attività di promozione delle nuove imprese e consolidamento di quelle già esistenti, che auspichiamo vada in tale direzione”.

Confronto secondo e terzo trimestre 2019 per stock di imprese registrate, iscritte e cessate

II trimestre 2019

Registrate

Iscritte

Cessate

Saldo

17.888

294

186

108

III trimestre 2019

Registrate

Iscritte

Cessate

Saldo

17.929

187

145

42

Confronto secondo e terzo trimestre 2019 per tasso di natalità, mortalità e sviluppo

Tasso di natalità

Tasso di mortalità

Tasso di sviluppo

II trimestre 2019

1,64

1,04

0,60

III trimestre 2019

1,04

0,81

0,23

Andamento per settore di attività. L’analisi dell’andamento dei tassi di sviluppo per settore di attività evidenzia che a crescere sono soprattutto le imprese non classificate (+3,45%), a seguire quelle attinenti al settore istruzione (+2,60%) e ai servizi di informazione e comunicazione(+1,45%). I tassi di sviluppo negativi più significativi si registrano, invece, nei settori noleggio, agenzie viaggio, servizi alle imprese (-0,99%), trasporto e magazzinaggio (-0,43%) e attività manifatturiere (-0,31%). Restano pressoché invariati i restanti settori.

 

Numero di imprese registrate e tasso di sviluppo per settore Stock III trimestre 2019

Sezioni e divisioni attività

 Stock III trim 2019

Saldo al netto delle cancellazioni d’ufficio

 Tasso di sviluppo (%)

Agricoltura, silvicoltura e pesca

4.810

-2

-0,04

Estrazione di minerali da cave e miniere

9

0

0,00

Attività manifatturiere

1.282

-4

-0,31

Fornit. Energia elett., gas, vapore e aria condiz.

29

0

0,00

Fornit. Acqua; reti fognarie, att. Gest. Rifiuti e risanam.

52

0

0,00

Costruzioni

2.120

-4

-0,19

Comm. Ingr. e dett.; riparaz. Autoveicoli e motocicli

4.569

-4

-0,09

Trasporto e magazzinaggio

469

-2

-0,43

Attività dei servizi di alloggio e ristorazione

1.161

6

0,52

Servizi di informazione e comunicazione

276

4

1,45

Attività finanziarie e assicurative

182

0

0,00

Attività immobiliari

159

0

0,00

Attività professionali, scientifiche e tecniche

355

1

0,28

Noleggio, agenzie viaggio, servizi alle imprese

304

-3

-0,99

Istruzione

77

2

2,60

Sanità e assistenza sociale

132

0

0,00

Attività artistiche, sportive, di intratt. e divertimento

152

1

0,66

Altre attività di servizi

456

1

0,22

Imprese non classificate

1.335

46

3,45

TOTALE

17.929

42

0,23

La composizione del tessuto economico provinciale, in linea di massima, è rimasta invariata e a predominare sono i settori: agricoltura, silvicoltura e pesca, che rappresenta il 26,8% delle imprese crotonesi; commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni autoveicoli e motocicli (25,5%); costruzioni (11,8%). Più modesta, invece, rispetto al totale delle imprese registrate, è la presenza di aziende operanti nelle attività manifatturiere (7,2%), nei servizi di alloggio e ristorazione (6,5%) e nel trasporto e magazzinaggio (2,6%). Nel restante 12,2% sono stati raggruppati i settori: altre attività dei servizi (2,5%); attività professionali, scientifiche e tecniche (2,0%); noleggio, agenzie di viaggio, servizi supporto alle imprese (1,7%); servizi di informazione e comunicazione (1,5%); attività finanziarie e assicurative (1,0%). Infine, il 7,4% del tessuto imprenditoriale è rappresentato dalla categoria delle imprese non classificate.

Andamento per forma giuridica. La forma giuridica predominante nella nostra provincia è da sempre quella della ditta individuale, che questo trimestre registra ben 12.184 imprese iscritte, numero in crescita rispetto al trimestre precedente (+12 unità) e che fa registrare un tasso di sviluppo pari allo 0,10%. Il tasso di sviluppo più significativo è ascrivibile, invece, alle società di capitale con un tasso di sviluppo pari allo 0,86% e 3.649 imprese iscritte; a seguire le imprese con altra forma giuridica (per lo più consorzi e cooperative), con un tasso pari allo 0,58% e 521 imprese iscritte e le società di persone che presentano un tasso di sviluppo negativo (-0,25%) ed uno stock di 1.575 imprese.

Confronto tra le diverse forme giuridiche per stock di imprese registrate, numero di iscrizioni e cessazioni, tasso di sviluppo – III trimestre 2019

Forma giuridica

Stock III trimestre 2019

Iscritte

Cessate*

Tasso di sviluppo

SOCIETA' DI CAPITALE

3.649

39

8

0,86%

SOCIETA' DI PERSONE

1.575

5

9

-0,25%

DITTE INDIVIDUALI

12.184

138

126

0,10%

ALTRE FORME

521

5

2

0,58%

Totale

17.929

187

145

-0,23

Il tessuto economico provinciale, al terzo trimestre 2019, risulta, pertanto, formato per il 68% da ditte individuali, per il 20,4% da società di capitali, per l’8,8% da società di persone e per il restante 2,9% da imprese con altra forma giuridica.

 

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Il terzo trimestre del 2016, si apre con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni di imprese, pari a 61 unità. A determinarlo hanno concorso 218 iscrizioni di nuove imprese (2 in meno rispetto alla stessa rilevazione del 2015) e 157 cessazioni di imprese esistenti (nel trimestre, non vi sono cancellazioni d’ufficio). Questo genera un tasso di crescita positivo pari allo 0,35%, che colloca la nostra provincia in 25a posizione, nella classifica generale per tassi di crescita provinciali, ed in linea con la media nazionale che registra un tasso di crescita pari allo 0,27%. Il dato delle iscrizioni è peggiorativo rispetto a quanto registrato sia nel terzo trimestre del 2015 (220 iscritte), che del 2014 (243 nuove iscrizioni). Guardando alle forme giuridiche, in termini assoluti l’aumento del saldo è da ascrivere alle società di capitali (+43 unità, ed un tasso di sviluppo positivo pari all’ 1,42%); ed alle ditte individuali: 25 imprese in più che generano un tasso di sviluppo pari allo 0,21%. Negativi invece, i saldi delle società di persone (-4 unità, ed un tasso di sviluppo pari a -0,24%); e delle atre forme – sostanzialmente società cooperative e consorzi (-3 imprese e tasso di sviluppo pari a -0,60%). «Anche il terzo trimestre si chiude con un saldo positivo dei dati relativi alla demografia delle imprese in provincia di Crotone – è il commento del Presidente della Camera di commercio Alfio Pugliese – Tuttavia, tale risultato non è ancora sufficiente per entusiasmarsi poiché a fronte di 218 iscrizioni di nuove imprese, assistiamo alla cessazione di altre 157, dato non falsato dalle cancellazioni d’ufficio. Questo attesta che, nonostante ci sia un’attitudine sul territorio a fare impresa, tale decisione è, talvolta, più il frutto della mancanza di sbocchi professionali che non della presenza di un reale progetto imprenditoriale. Ecco perché da anni l’Ente camerale persegue obiettivi di consolidamente delle imprese esistenti mediante la valorizzazione delle produzioni di qualità, l’introduzione di innovazioni di processo e l’internazionalizzazione».

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Nel corso del 2015, il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese annuale, è stato di 261 unità. A determinarlo hanno concorso 1.167 iscrizioni di nuove imprese (36 in meno rispetto alla stessa rilevazione del 2014) e 906 cessazioni di imprese esistenti (dato al netto delle cancellazioni d'ufficio). Per le iscrizioni si tratta di un dato peggiorativo rispetto al 2014, ma migliorativo rispetto a quanto registrato nel corso del 2013. Guardando alle forme giuridiche, in termini assoluti l'aumento del saldo è da ascrivere alle società di capitali (+196 unità, ed un tasso di sviluppo positivo pari al 7,22%); alle ditte individuali che presentano un saldo di 56 imprese in più rispetto all'ultima rilevazione, facendo registrare un tasso di crescita positivo pari allo 0,46%; alle altre forme, sostanzialmente cooperative e consorzi, con un saldo di 16 imprese ed un tasso di sviluppo pari al 3,30%, in diminuzione rispetto alla rilevazione dell'anno precedente (6,04%). Unico saldo negativo, quello delle società di persone che con 7 imprese in meno rispetto alla precedente rilevazione, fanno registrare un tasso di crescita negativo pari allo 0,40%. "Ancora una volta assistiamo con moderata soddisfazione alla crescita del numero delle imprese in provincia di Crotone – è il commento del Presidente della Camera di commercio di Crotone Alfio Pugliese – Il tasso di crescita della provincia di Crotone è più che doppio rispetto al dato nazionale, evidenziando un certo fermento che è proprio di un territorio che sta cercando di riconvertire le proprie produzioni, puntando sull'accoglienza turistica e sulla qualità e l'eccellenza dell'agroalimentare. Continua, inoltre, l'auspicato consolidamento delle imprese, come attesta l'aumento record delle società di capitali". Circa la forma giuridica le attività imprenditoriali della nostra provincia rimangono rappresentate prevalentemente da Ditte Individuali, che rappresenta ben il 70,2% del tessuto imprenditoriale dell'intera provincia. A seguire, le società di capitali con il 16,9% del totale e le società di persone, che rappresentano il 10% del totale delle imprese. Più contenuta invece è la percentuale delle altre forme giuridiche, che rappresentano il 2,9% del tessuto imprenditoriale provinciale.

 

Andamento per settore di attività.
Il saldo positivo è da imputare principalmente alle Imprese non classificate (+293 aziende); a seguire le imprese agricole (+113 unità). Più contenuti gli altri saldi positivi: Noleggio agenzie di viaggi (+15 imprese); Attività professionali, scientifiche e tecniche (+4 imprese). Tra i saldi negativi, Costruzioni (-47 imprese); Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-29 unità); Attività commerciali (-28 imprese); Trasporto e magazzinaggio (-21 unità); Attività manifatturiere (-15 imprese). Sostanzialmente stabili i restanti comparti. Il tessuto imprenditoriale crotonese è composto in misura prevalente da imprese che operano in attività di tipo tradizionale ed in particolare, il 26,7% degli imprenditori opera nel settore dell' Agricoltura, il 26% nel Commercio, il 12,5% nelle Costruzioni. A seguire, il 7,6% opera nelle Attività manifatturiere; il 5,9% nelle Attività dei servizi di alloggio e ristorazione.
Esigua la percentuale degli altri settori, fatta eccezione per le Imprese non classificate che rappresentano il 7,2% dello stock al 31 dicembre 2015.

 

 

 

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