Domenica, 27 Settembre 2020

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discarica columbra«Non firmo nulla, non avallerò un ennesimo tentativo di fare di Crotone la pattumiera della Calabria». È quanto scrive il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, in merito all’ordinanza emanata dal presidente della giunta regionale calabrese, Mario Oliverio, per l’ampliamento della discarica di Columbra. Nel provvedimento si chiede «la condivisione e l'accettazione» dei contenuti dell'ordinanza. Entro le 14 di oggi, infatti, i presidenti Ato avrebbero dovuto far pervenire l'accettazione della proposta. Tale ordinanza, secondo il dipartimento della Regione, si è resa necessaria «per garantire la continuità del trattamento e scongiurare l'interruzione del servizio pubblico». Questo perché i Comuni della Calabria non hanno inteso realizzare gli impianti di smaltimento pubblici previsti dal Piano regionale dei rifiuti. Da qui la presa di posizione del sindaco di Crotone Ugo Pugliese che conferma il suo no «espresso lo scorso 5 agosto – ricorda nella nota – all'ampliamento di Columbra, così come non posso accettare che mi si invii un documento senza un minimo di discussione tecnica come se fosse un "prendere o lasciare"». «Ho il dovere – incalza Pugliese – di difendere i miei concittadini da questa ulteriore incresciosa situazione che ci vede incredibilmente indicati come risolutori, nostro malgrado, del sistema dei rifiuti calabresi. Siamo i più piccoli ma proprio per questo non intendiamo recitare il ruolo di Calimero. Sapremo difendere il nostro territorio. Registro già le reazioni dei concittadini che sono stanchi di subire e che sicuramente saranno al nostro fianco così come registro con piacere, ed era già mia intenzione coinvolgerli, che i consiglieri comunali si sono mobilitati per richiedere un consiglio comunale straordinario. Non molleremo di un centimetro su una battaglia che non è di una amministrazione ma dell'intera città».

 

 

 

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acquaIl sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, ha emesso oggi un’ordinanza per sospendere l’erogazione l’erogazione dell’acqua per il consumo umano proveniente dalla fontana pubblica presente in via Calabria nella frazione di Papanice. Si legge nell’ordinanza che il provvedimento si è reso necessario a seguito della «relazione del Dipartimento prevenzione – Servizio di igiene alimenti e nutrizione dell’Asp di Crotone, datata 30 agosto scorso, la quale informa che le analisi effettuate dall’Arpacal sul campione di acqua prelevato dalla fontana pubblica di via Calabria, frazione di Papanice, in data 27 agosto scorso, non è risultato idoneo per il consumo umano a causa della presenza di coliformi». Il sindaco ha quindi ordinato al presidente del Congesi, nella qualità di gestore del servizio idrico integrato di Crotone, di «sospendere immediatamente l’erogazione dell’acqua per il consumo umano proveniente dalla fontana pubblica presente in via Calabria, frazione di Papanice, fino a quando nuove analisi non attestino la conformità dell’acqua ai parametri di legge». L’ordinanza impone a Congesi di effettuare «ogni utile accertamento per individuare le cause e adottare ogni utile intervento per l’eliminazione dell’inquinamento riscontrato».

 

 

 

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correggia spazzatura differenziata«Nei giorni scorsi, è stata depositata dal movimento 5 stelle un'interrogazione al sindaco per chiedere cosa abbia messo in campo per dare seguito alla mozione votata all'unanimità dal consiglio comunale, che impegnava il sindaco a una progressiva eliminazione della plastica nelle strutture comunali». È quanto scrive in un comunicato Andrea Correggia, portavoce del MoVimento 5 Stelle di Crotone.
«Sappiamo che il sindaco Pugliese – scrive il consigliere di minoranza – non risponderà all'interrogazione, nonostante sia un suo dovere farlo, ma non è nuovo a questo tipo di sgarbo istituzionale nei confronti dei consiglieri comunali. Purtroppo già sappiamo che in realtà il sindaco non ha compiuto nessuna azione concreta che porti a questo risultato importante per la città di Crotone. Ha agito emanando solo un'ordinanza che vieta alle persone che frequentano le spiagge di non usare plastica usa e getta, una vera contraddizione in un comune dove la differenziata raggiunge dei livelli non degni di una città come Crotone. Ci spiace constatare che ancora una volta il sindaco Ugo Pugliese, anziché attuare idee concrete, si adoperi in azioni che sanno di propaganda annacquata di superficialità, poiché questa ordinanza emessa non è stata pubblicizzata con adeguate campagne di informazione, visto che nelle sue intenzioni dovrebbe cambiare le abitudini dei crotonesi, e soprattutto risalta agli occhi la "deroga" di 120 giorni per gli esercenti per adeguarsi e "smaltire" le eventuali scorte, quindi di fatto questa ordinanza entrerebbe in vigore a dicembre! Il sindaco Ugo Pugliese ci ha abituati a provvedimenti carenti di logica e che non portano a conclusioni pratiche per i cittadini. Ora oltre a non avere più fiducia nelle sue capacità crediamo che anche i suoi consiglieri siano di basso livello. Eppure basterebbe fare piccoli azioni concrete, senza impelagarsi in voli pindarici. Il consiglio comunale aveva dato un indirizzo preciso al sindaco: far eliminare la plastica dagli uffici comunali. Partendo dall'esempio si può ordinare ai cittadini di non usare la plastica monouso, che poi se non si è capaci di fare questa azione negli uffici comunali, un luogo facilmente controllabile, come si può pensare di applicare regole di buon senso nei chilometri di costa crotonese? Crotone non merita questa superficialità nella sua amministrazione, che è quello che esce fuori dai comunicati stampa del sindaco, sempre impegnato a inveire contro le opposizioni, che fanno il loro dovere, e contro il governo, quasi un modo per confoderne le acque, ma i cittadini hanno ben capito che la responsabilità è sua!».

 

 

 

 

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mare passerella crotoneMulte da 25 a 500 euro per chi porta in spiaggia a Crotone sacchetti di plastica e prodotti monouso. È entrata in vigore quest’oggi infatti l’ordinanza numero 130 emanata dal sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «Come già anticipato nei giorni scorsi è stata pubblicata l'ordinanza finalizzata ad evitare l'aumento di rifiuti di plastica in spiaggia ed in mare in particolare», rende noto il sindaco Pugliese.
«Sulle spiagge – spiega il primo cittadino –, a tutela della fascia costiera non si potranno utilizzare sacchetti di plastica (shoppers) da asporto, posate, bicchieri, piatti, vassoi, mescolatori di bevande, cannucce e altri prodotti monouso in materiale non biodegradabile e non compostabile. Stiamo vivendo sul nostro territorio, una serie di contingenze favorevoli relative al sistema ambientale. Continuare a sostenere questo percorso positivo è fondamentale. Sono certo di poter contare sulla collaborazione di tutti i cittadini. Rinnovo l'invito a fare squadra per tenere le spiagge e il mare puliti e renderle sempre più accoglienti».

 

IL TESTO DELL'ORDINANZA:

1) nelle spiagge, nei lidi e altre strutture ricettive presenti nella fascia del demanio marittimo, tutti gli esercenti di attività commerciali, artigianali, di somministrazione di alimenti e bevande, nonché le organizzazioni turistiche nell'ambito dei loro servizi di assistenza ai clienti per la somministrazione di cibi e bevande dovranno provvedere a non utilizzare più sacchetti di plastica (shopper) da asporto, posate, bicchieri, piatti, vassoi, mescolatori di bevande, cannucce e altri prodotti monouso in materiale non biodegradabile e non compostabile;
2) I titolari dei suddetti esercizi potranno distribuire ai propri clienti shopper, posate, piatti, bicchieri, cannucce, mescolatori di bevande, vassoi e altri prodotti monouso realizzati esclusivamente con materiali biodegradabili e compostabili conformi agli standard previsti dalle direttive europee;
3) Il divieto di utilizzare o commercializzare materiale monouso non biodegradabile o compostabile vale anche in occasione di feste pubbliche, manifestazioni ed eventi sportivi o musicali, sagre e mercatini organizzati, patrocinati o finanziati dal Comune;
4) Il divieto di utilizzare il materiale monouso non biodegradabile o compostabile descritto al punto 1) vale per tutti i frequentatori nella fascia di litorale rientrante nel demanio marittimo;
5) La presente ordinanza entra in vigore a far data dalla sua pubblicazione. E' consentito agi operatori economici, esclusivamente per i successivi 120 (centoventi) giorni a decorrere dalla suo entrata in vigore, di utilizzare eventuali scorte dei sopra citati materiali non biodegradabili e, in ogni caso, fino allo scadere di eventuali contratti di fornitura già stipulati prima dell'entrata in vigore della presente ordinanza
6) Gli Uffici Comunali, secondo le rispettive competenze, dovranno elaborare una proposta di regolamentazione di carattere più generale, da sottoporre all'attenzione del Consiglio Comunale per la progressiva applicazione su tutto il territorio comunale dei principi di sostenibilità ambientale richiamati nella presente ordinanza.

 

 

 

 

 

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rifiuti spiaggia«Con molta curiosità, attenzione ed emozione stiamo registrando sul nostro territorio, una serie di contingenze favorevoli relative al sistema ambientale». È quanto scrive il sindaco di Crotone Ugo Pugliese in una nota. «L'azione determinata sulla depurazione – scrive –, sul sistema fognario, i controlli specifici e continui, hanno portato alla recente certificazione dell'Arpacal dell'eccellenza della qualità delle acque della costa crotonese. Non è un caso che il nostro litorale sia oggi diventato ambiente privilegiato per i nidi di tartaruga "Caretta Caretta". Certo le condizioni climatiche la fanno da padrone però la tutela dell'ambiente e la valorizzazione delle potenzialità del mare sono temi che sono stati sin dal primo giorno del mio insediamento sono stati al centro dell'attività amministrativa non solo perché sono finalità istituzionali ma soprattutto nella convinzione che dalla qualità dell'ambiente scaturiscono elementi per lo sviluppo turistico ed economico della città e del territorio. Quindi non si ferma l'azione in questo senso. Nei prossimi giorni sarà emessa l'ordinanza di Plastic free. Una ordinanza finalizzata ad evitare l'aumento di rifiuti di plastica in spiaggia e in mare in particolare. Sulle spiagge, a tutela della fascia costiera non si potranno utilizzare sacchetti di plastica (shoppers) da asporto, posate, bicchieri, piatti, vassoi, mescolatori di bevande, cannucce e altri prodotti monouso in materiale non biodegradabile e non compostabile. Ai cittadini l'invito a rinunciare alla plastica. Un invito che vi arriva dal mio amore per il mare e per il suo ecosistema, oggi al centro di tante campagne di sensibilizzazione. Emozionatevi all'idea che le nostre spiagge possano diventare territorio di riproduzione di uno degli esemplari più amati al mondo. Il mare è un patrimonio comune ed una risorsa fondamentale per il nostro territorio. Il provvedimento, tra l'altro, si inserisce pienamente sia nelle politiche ambiente in tema di plastica free promosse dall'amministrazione ed è in linea con le direttive comunitarie sulla riduzione dell'incidenza dei prodotti di plastica sull'ambiente di cui è prevista la progressiva eliminazione. Abbiamo lavorato nei anni scorsi sulla depurazione e sul sistema fognario per arrivare a risultati ottimali per quanto riguarda la qualità delle acque, ma c'è anche un ecosistema da proteggere. Sono certo di poter contare sulla collaborazione di tutti i cittadini: a noi adesso dimostrare all'Italia intera che sappiamo fare squadra per tenere le spiagge pulite e renderle sempre più accoglienti non solo per noi stessi ma anche per tutto l'eco sistema. Questo è un percorso che dobbiamo compiere insieme, una sfida che siamo in grado di vincere. Sulla tutela dell'ambiente non molliamo un centimetro. Stiamo lavorando anche per ampliare ottimizzare la gestione dell'area marina protetta».

 

 

 

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Il locale di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro”, composto dalle famiglie Manno-Trapasso-Zoffreo, era diventata una vera e propria holding criminale con ramificazioni operative non solo in Calabria ma anche in Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, nonché, con proiezioni estere. È quanto emerge dall’ordinanza dell’inchiesta “Malapianta” condotta dalla Dda di Catanzaro che quest’oggi ha portato le Fiamme gialle al fermo di 35 persone, al deferimento complessivo di 64 persone e al sequestro preventivo di beni per 30 milioni di euro.

 

DALLE INVESTIGAZIONI emerge che, oltre al dominio incontrastato del traffico di droga fra le province di Crotone e Catanzaro e l’usura praticata nei confronti di diversi imprenditori anche nel nord Italia, la “locale di San Leonardo di Cutro” «da anni esercitava la sua criminale influenza sulla gestione dei villaggi turistici nel territorio sottoposto al suo controllo, attraverso una costante quanto pesantissima vessazione posta in essere con l’imposizione di proventi estorsivi, di assunzioni di lavoratori vicini alla consorteria ‘ndranghetista nonché di fornitori di beni e servizi anch’essi graditi alle cosche annullando, di fatto, ogni forma di libero mercato e di concorrenza». Gli enormi proventi illeciti venivano poi riciclati dalla cosca anche mediante investimenti nei settori della ristorazione, dell’edilizia e delle stazioni di rifornimento carburante. Secondo gli inquirenti, la cosca sanleonardese agiva in rapporti di dipendenza funzionale con la cosca Grande-Aracri egemone sulla provincia.

 

LE ALTRE INDAGINI condotte nel corso degli ultimi anni hanno inoltre permesso di acquisire significativi elementi proprio sulla crescita di potere e di influenza criminale delle famiglie di ‘ndrangheta del territorio di San Leonardo di Cutro. Elementi, questi, che trovano piena conferma secondo i magistrati nell’odierna Operazione Malapianta che, all’esito di difficilissime indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone a partire dal 2017, consente di asserire l’esistenza a San Leonardo del “locale di ‘ndrangheta” riconosciuta con a capo le famiglie Mannolo e Trapasso. Fu lo stesso Nicolino Grande Aracri, nel corso di una conversazione captata in modalità ambientale alcuni anni fa, a sancire l’autorità mafiosa in quel territorio delle famiglie citate e a inserire i due capi famiglia, Alfonso Mannolo e Giovanni Trapasso fra i “grandi della ‘ndrangheta”.
La “locale sanleonardese” è dipinta nelle carte dell’inchiesta come una organizzazione delinquenziale ben identificata nei contesti criminali “crotonesi”. Il gruppo criminale inquisito risulta estremamente coeso, strutturalmente complesso ed altamente organizzato. Il metodo mafioso che l’indagine ha cristallizzato è quello tracciato dall’articolo 416 bis del codice penale. Forza di intimidazione del vincolo associativo, condizione di assoggettamento e condizione di omertà sono tutti parametri che sono stati documentati nella presente indagine “Malapianta”. Le vicende di diversi imprenditori, vittime delle cosche di San Leonardo, sono inequivocabilmente dimostrative del potere mafioso della famiglia Mannolo e dei fini associativi perseguiti oltre che del soffocamento che la ‘ndrangheta opera su ogni forma di impresa e, quindi, di sviluppo di questo territorio.guardia finanza crotone caserma gazzella

QUANTO EMERSO dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone, conferma la mole di dati riferiti dai collaboratori di giustizia e permette di individuare l’esistenza del locale di ‘ndrangheta a San Leonardo di Cutro, a partire almeno dagli anni ’70, appartenente al “Crimine” crotonese/catanzarese e pertanto riconosciuta da parte del superiore “Crimine” di Polsi. La ‘ndrangheta sanleonardese ha, nel corso dei decenni, diversificato la sua operatività criminale passando dal contrabbando di sigarette al narcotraffico, all’usura e alle estorsioni. L’attività investigativa svolta ha consentito di comprendere come il capocosca di San Leonardo, Alfonso Mannolo, e i suoi sodali avessero timore, sia delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, la cui scelta veniva giudicata dai medesimi “vergognosa”, che dei magistrati inquirenti di Catanzaro verso i quali si sprecano le ingiurie e, inoltre, del procuratore Gratteri accostato, nei loro commenti, a Giovanni Falcone. La locale di San Leonardo pare abbia una fortissima capacità di controllo e monitoraggio del territorio per censire “presenze sospette” di veicoli e/o soggetti appartenenti alle forze dell’ordine. I componenti della consorteria criminale erano anche in grado di ottenere informazioni sulle operazioni di polizia imminenti attraverso una oscura rete di fonti e connivenze. Oltre a ciò è stato accertato come i sodali effettuavano regolarmente attività di antibonifica per il rilevamento di microspie o per eludere le attività intercettive dei finanzieri. Tutto ciò, unito al monitoraggio in stile “militare” del loro territorio, certifica la capacità dei “santoleonardesi” di ostacolare e sottrarsi a qualunque forma di investigazione.

 

L'ASSERVIMENTO DEI VILLAGGI turistici del litorale ionico fra Crotone e Catanzaro è la sintesi di un progetto delinquenziale condiviso dalle consorterie operanti nella “circoscrizione” criminale di Cutro. Imprese rappresentative di quello che senza dubbio è il settore economico di maggior importanza in questo territorio e che soggiacevano al controllo criminale posto in essere con due metodologie distinte: l’estorsione di denaro contante per milioni di euro e il condizionamento e lo sfruttamento della gestione dei servizi quali manodopera, forniture e manutenzioni. In pratica le cosche nel tempo sono riuscite a imporre la loro assoluta egemonia in relazione a qualsivoglia aspetto delle attività connesse alla gestione delle strutture alberghiere che abbia un profilo economico. Le dichiarazioni di diversi imprenditori, se per un verso hanno integrato le penetranti indagini dei finanzieri, sono anche la dimostrazione di uno spirito di ribellione alla ‘ndrangheta. Spirito che va sostenuto con ogni mezzo.

operazione malapianta conferenza stampa2TRA LE PRINCIPALI ATTIVITÀ del “locale di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro” si annovera senza dubbio il traffico di stupefacenti, una delle principali fonti di finanziamento dell’associazione. Sin dagli anni ’90 per le altre cosche del crotonese e non solo i Mannolo hanno costituito un punto di riferimento per il narcotraffico. In quegli anni venne addirittura impiantata una raffineria in quel di San Leonardo, località giudicata idonea in quanto facilmente controllabile dalla cosca e quasi impossibile da controllare per le forze dell’ordine. Le indagini hanno dimostrato come i sanleonardesi si sono approvvigionati di droga dalle cosche operanti in provincia di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria e, inoltre, si sono dotati di una ramificata rete territoriale per la commercializzazione del narcotico principalmente su Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello e zone limitrofe in provincia e Catanzaro, San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza. Le indagini hanno documentato l’acquisto e la successiva cessione di centinaia di chilogrammi di hashish, cocaina ed eroina. In particolare su Crotone la base operativa dello spaccio era situata nel quartiere di via Acquabona. Questo è il “fortino” dove risiedono centinaia di persone appartenenti al gruppo deicosiddetti “zingari” di Crotone. Caratterizzato da un fitto reticolato di abitazioni, per lo più abusive, connesse da vialetti transitabili, unicamente, a piedi dove donne e bambini fanno da vedette per lo spaccio. E’ da considerarsi la piazza di spaccio principale della città. In questo agglomerato si sono creati gruppi criminali i cui capi risultano affiliati alla ‘ndrangheta.

 

I FINANZIERI DI CROTONE hanno individuato e posto in sequestro numerosi beni il cui valore totale è pari a circa 30 milioni di euro. Vengono sottoposti a sequestro: 5 società con sede a Botricello (CZ) e 5 con sede a Cutro (KR) attive in vari settori, dall’edilizia al commercio all’ingrosso e al dettaglio di bevande, materiali per agricoltura, edilizia e una esercente il servizio di posta privata. Fra le unità locali di alcune di queste società vi sono 3 stazioni di rifornimento di carburante ubicate in provincia di Crotone e Catanzaro, tre bar e una pizzeria. Inoltre vengono appresi due autoveicoli e quattro immobili. Con l’Operazione Malapianta, in sintesi, viene quindi smantellata, una locale di ‘ndrangheta, quella dei Mannolo, fra le più antiche, agguerrite e pericolose della provincia crotonese.

 

 

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