Lunedì, 25 Gennaio 2021

PRIMO PIANO NEWS

Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalla Regione Calabria contro il decreto di sospensione dell'ordinanza emessa dal presidente facente funzione, Nino Spirlì, con la quale era stato disposto il rinvio al 15 gennaio dell'apertura delle scuole elementari e media in presenza.

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«Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine al contenzioso promosso dal ministero per i Beni e le attività culturali per lo Stadio Ezio Scida». Lo rende noto un comunicato diffuso dal Comune di Crotone.

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"Impugneremo la nuova ordinanza del ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale". Lo afferma il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, che annuncia un ricorso contro il provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza.

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barberio protesta discarica scandaleÈ stata ritenuta irricevibile l’opposizione, proposta dal Comune di Scandale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, avverso la determinazione di conclusione della Conferenza dei servizi che ha rilasciato l'autorizzazione (Aia) alla modifica codice Cer in ingresso per il progetto di discarica per rifiuti non pericolosi da realizzarsi in località Santa Marina di Scandale. Il Cdm ha rigettato la richiesta lo scorso 19 marzo perché l’opposizione sarebbe dovuta essere fatta pervenire nel mentre la Conferenza dei servizi alla Regione Calabria era ancora in corso. Proprio per questo motivo, l'Assemblea dei sindaci svoltasi nel corso del consiglio provinciale di ieri ha approvato un ordine del giorno. «Preso atto – si legge nel documento – che l’opposizione sospendeva l’efficacia della determinazione motivata di conclusione della conferenza del 10 gennaio 2019; che il Comune di Scandale aveva sollecitato, con nota numero 462 del 23 gennaio 2019, l’Amministrazione procedente ad assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell'articolo 21-nonies della L. 241/90; che, in data 27 marzo 2019, il Comune di Scandale ha avanzato richiesta all’Amministrazione procedente in merito all’ efficacia della determinazione di conclusione della conferenza, nel contempo diffidando l’ Ente a volersi esprimere, con urgenza, in merito a quanto richiesto», l’Assemblea dei sindaci si è quindi determinata «nel richiedere all’Amministrazione procedente (Conferenza dei servizi, ndr) di assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell'articolo 21-nonies della L. 241/90». «Nell’ ipotesi in cui ciò non dovesse avvenire – ha determinato ancora –, entro breve termine, al fine di non compromettere le ragioni del territorio, l’Assemblea dei sindaci si determina nel proporre ricorso avverso la determinazione di conclusione della conferenza dei servizi».

 

 

 

 

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comune isolaISOLA CAPO RIZZUTO – Gli ex amministratori presenteranno ricorso al Consiglio di Stato. «La sentenza del Tar non rende “Giustizia” alla verità dei fatti». Ad annunciarlo sono gli stessi ex amministratori del Comune di Isola di Capo Rizzuto che «non hanno intenzione di lasciare passare in sordina una sentenza ritenuta ingiusta nei confronti dell’operato svolto per quasi cinque anni nel proprio territorio».

«Le recenti sentenze del Tar Roma – scrivono in un comunicato – sugli scioglimenti dei consigli comunali di Lamezia Terme e Marina di Gioiosa, quella relativa all’annullamento dell’interdittiva antimafia della Ristorart Toscana e la sentenza della Cassazione sul Parco Eolico Vent1 ci spingono con maggiore forza a pretendere che la verità dei fatti emerga rispetto alle false ricostruzioni operate dalla commissione d’accesso.
Rispettiamo ma non condividiamo la sentenza del Tar Roma sullo scioglimento del nostro Comune ma non può passare come se fosse verità storica. La realtà è che il diritto e la giustizia, nello scioglimento del consiglio comunale di Isola di Capo Rizzuto, hanno avuto un ruolo secondario perché non rendono “giustizia” alla verità dei fatti. Quella di cui discutiamo non è la “nostra” verità, sarebbe comodo se fosse così, ma quella scolpita nei documenti da noi prodotti e che puntualmente, sembrerà surreale ma è così, sono travisati o addirittura reinterpretati; sinonimo che chi è deputato a leggere le carte molte volte omette completamente di farlo o addirittura inventa la propria verità.
Sulla ricostruzione delle parentele ci sarebbe da scrivere un libro con l’albero genealogico di ognuno di noi così da fornire ad ogni lettore i collegamenti fatti per giungere ad ambienti di ‘ndrangheta: ad esempio una ex cognata, figlia di un signore (incensurato) la cui sorella ha sposato un altro signore e dalla cui unione sono nati figli che, una volta adulti, hanno abbracciato ambienti di mafia e quindi legati ai clan! Questo sarebbe il legame parentele con ambienti mafiosi? Dove sarebbe stato consumato il vantaggio per costoro? Esistono frequentazioni continue documentate? Solo il nulla!
Parco eolico Vent1. Viene riportata nella “relazione del Prefetto di proposta di scioglimento” e nella sentenza del Tar Roma, che l’Amministrazione comunale ha favorito la realizzazione del parco eolico Vent1 considerato di proprietà della ‘ndrangheta e che non ha riscosso i tributi relativi allo stesso. La verità però non è questa. Il nulla osta per la realizzazione del parco eolico è stato dato dapprima con la delibera n° 247 del 18.11.2005 dalla Commissione Straordinaria (dr Ruggero Antonio, d.ssa Carolina Ippolito e dr. Salvatore Gullì).
Tale autorizzazione, successivamente veniva revocata con delibera n° 10 del 26.01.2006 (sempre dalla Commissione straordinaria) e per concludere il parco veniva definitivamente autorizzato con delibera n° 122 del 13.04.2006 (sempre della Commissione Straordinaria) previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, tenutasi presso il Comune di Isola di Capo Rizzuto in data 02.03.2006”. Ed ancora con delibera n° 19 del 14.08.2007, Commissario Straordinario dr Giustino Di Santo, ancora una volta è lo Stato a sottoscrivere la convenzione che disciplinerà i rapporti tra Comune e parco eolico.
Comprendiamo che vi è una certa difficoltà per le Istituzioni ad ammettere i propri errori ma non per questo si deve incolpare amministratori democraticamente eletti e modificare il corso storico di una democrazia in un territorio solo per assecondare teorie inventate di sana pianta.
In materia di tributi, il Comune di Isola di Capo Rizzuto ha agito in giudizio nei confronti della Vent1 su due linee creditizie già nel 2015 (epoca non sospetta di insediamento commissione d’accesso) con diffide prima e ricorso in commissione tributaria poi. Pertanto nessun amministratore ha mostrato atteggiamento di favore o di compiacenza nei confronti del parco eolico Vent1. A titolo di cronaca giova ricordare che qualche giorno fa, per la quarta volta, la Cassazione ha annullato la confisca del Parco eolico Vent1. Sulla custodia dei cani randagi è stata consumata una palese ingiustizia.

Il servizio da anni viene affidato alla Pet service, società dotata di certificazione antimafia. Rimproverano alla nostra amministrazione che nel lontano 2005 (noi siamo stati eletti a maggio 2013, 8 anni dopo!), al Comune di Isola di capo Rizzuto c’era la Commissione straordinaria -Dr Ruggero, D.ssa Ippolito e Dr Gullì), il servizio sia passato in modo irregolare dalla Dog House alla Pet Service. E che la Dog house nel lontano 2005 (sic!) aveva un dipendente (ed è opportuno segnalare un dipendente e non il proprietario o un dirigente) che si presume legato alla criminalità!
Ma il paradosso sta nel fatto che alcuni giorni fa la Commissione Straordinaria che attualmente amministra il Comune di Isola di Capo Rizzuto ha affidato il servizio per il mantenimento e custodia dei cani randagi indovinati a chi: alla Pet Service. Ora seguendo il ragionamento della Commissione d’accesso e quindi della Prefettura, il Comune di Isola di Capo Rizzuto continua ad essere infiltrato nonostante la presenza dello Stato, oppure dovremmo supporre che le valutazioni fatte dalla Commissione di Accesso, dal Prefetto e dal Tar sono completamente errate e sono soltanto frutto di pregiudizi. Fatevi voi un’idea di quale ingiustizia sia stata consumata in danno del Comune di Isola di Capo Rizzuto e della sua popolazione. Cari amici e lettori non ci resta che dirvi…alla prossima puntata!».

 

 

 

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primarie pd generica2Giancarlo Sitra (coordinatore provinciale della mozione Orlando), Antonio Bertilorenzi (componente della commissione provinciale del congresso area politica Damiano) e Giovanni Ettore Sipoli (componente della commissione provinciale del congresso area politica Cuperlo) hanno presentato ricorso avverso alla deliberazione approvata della Commissione elettorale territoriale di Crotone dello scorso 27 aprile. Secondo quanto sostenuto dai tre, in violazione al Regolamento del Pd, è stato deliberato che i cittadini potranno votare anche senza esibire la scheda elettorale. Tutto ciò potrebbe portare alla partecipazione al voto di soggetti condannati ed interdetti. «I sottoscritti rappresentano le gravi irregolarità – si legge nel ricorso – tenutesi nella riunione della Commissione elettorale provinciale del congresso tenutasi in data 27 aprile 2017. In occasione della suddetta seduta è stata posta al voto la proposta di deroga rispetto a quanto disposto all'art.10, c.3 del Regolamento per l’elezione del segretario e dell’assemblea nazionale, approvato, ai sensi dell’art. 9 c. 1 dello Statuto, dalla direzione del Partito democratico, riunitasi il 24 febbraio 2017. Il citato art. 10, c.3 prevede che: “ogni elettrice ed elettore, per poter esprimere il proprio voto, è tenuto a esibire il proprio documento di riconoscimento e la propria tessera elettorale e a devolvere un contributo di due euro destinato direttamente al territorio”. Nonostante quanto previsto dall'art.10, c.3 del Regolamento è stato deliberato, con n.6 voti favorevoli e n.3 voti contrari, che coloro i quali si recheranno a votare alle primarie del 30 aprile 2017 potranno farlo senza esibire la prescritta tessera elettorale. Riteniamo che quanto deliberato palesi una gravissima violazione delle regole congressuali non suscettibili di alcuna deroga da parte dalla maggioranza dei componenti la Commissione provinciale per il congresso. La decisione adottata dalla maggioranza della Commissione provinciale del congresso, di fatto, potrebbe aprire le porte delle Primarie del Pd alla partecipazione al voto di soggetti condannati ed interdetti, in una realtà come quella del Crotonese nella quale, purtroppo, penetrante ed inquinante è l'azione delle associazioni criminali e mafiose anche nella vita politica. Per questi motivi si chiede con estrema urgenza, attesi i pregiudizi sul piano dell’a partecipazione politica, della tenuta democratica e dell'immagine del Pd del Crotonese, l'accoglimento del presente ricorso e, per l'effetto, il ripristino della disposizione regolamentare che obbliga, chiunque si rechi al voto alle Primarie del 30 aprile 2017, ad esibire la tessera elettorale».

 

 

 

 

 

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