Martedì, 01 Dicembre 2020

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«Il Comune di Crotone prende atto della decisione del Tar riguardo al contenzioso sollevato dal Consorzio Sportivo "Momenti di Gloria" rispetto alla gestione del PalaMilone». È quanto scrive in una nota il commissario straordinario Tiziana Costantino in una nota.

«Prende atto, altresì – prosegue il comunicato –, che nella medesima sentenza è specificato che la nota protocollo 45574 del 27 settembre 2012 "non è stata mai revocata o annullata né è mai stato adottato un provvedimento di decadenza". Infine prende atto dell'inciso "in disparte della sua legittimità". Si riserva ogni ulteriore valutazione», conclude il commissario.

 

 

 

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marine park village ricorso tarIl Tribunale amministrativo regionale per la Calabria (Seconda sezione) ha rigettato il ricorso presentato dai legali dei fratelli Salvatore Scalise e Armando Scalise contro la determina del dirigente del Settore 4 (Pianificazione e gestione del territorio) del Comune di Crotone che annulla in autotutela il permesso a costruire il Marine Park village a Scifo. La sentenza è stata depositata ieri dal colleggio presieduto da Nicola Durante. A difendere i fratelli Scalise sono stati invece gli avvocati Domenico Grande Aracri e Chiara Scalzi; mentre il Comune ha nominato il suo legale interno Rosa Concetta Maria Russo. Scrivono nelle motivazioni i magistrati della seconda sezione del Tar di Catanzaro: «Tra i detti presupposti (oassia per il rilascio del permesso a costruire, ndr) vi è anche il possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale; il possesso di tale qualifica è stato oggetto di revoca, con effetto retroattivo, con nota della Provincia di Crotone del 24 marzo 2014, divenuta definitiva; ritenuto il venir meno, con efficacia ex tunc di uno dei presupposti necessari per il rilascio del titolo, implica che l’atto impugnato riveste carattere vincolato, potendosi in ogni caso qualificare atto implicito di decadenza del titolo edilizio». Dunque il venire meno della qualifica di imprenditore agricolo (deciso dalla Provincia di Crotone) ha decretato, secondo i giudici, il venire meno della concessione data dal Comune in base a questo requisito fondamentale.

 

 

 

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pino greco«Finalmente dopo tanti anni di lotte e di opposizione il Tar del Lazio ha detto stop alle trivelle nel Mar Ionio». È il commento di Pino Greco e Natale Calabretta dell’associazione di ex operai Pertusola “Fabbrikando l’avvenire”. «Si tratta – prosegue il comunicato – di un risultato, storico, importantissimo, che l’associazione Fabbrikando l’avvenire ha contribuito a raggiungere insieme al Movimento No Triv Calabria e con il fondamentale impegno della Regione Calabria cui va il nostro plauso ed il nostro ringraziamento. In maniera particolare ringraziamo l’assessore all’Ambiente Antonella Rizzo che in questi due anni ha dimostrato come la politica fatta con passione è l’unica strada che porta al raggiungimento di grandi obiettivi. In questo caso l’obiettivo era più che nobile perché riguardava la difesa del patrimonio marino e costiero di tutta la fascia ionica. Occorre ricordare che la “Global Med” aveva ottenuto i permessi direttamente dal ministero e, insieme ad altre multinazionali che avevano già fatto richiesta, si apprestavano ad iniziare le ricerche nel nostro mare. Ma, fortunatamente e grazie alla solerzia della Regione Calabria l’accoglimento del ricorso ha scongiurato il rischio di un grande disastro ambientale rispetto al quale la nostra associazione da anni aveva messo in guardia le istituzioni e gli organi preposti attraverso studi, denunce, articoli sulla stampa arrivando perfino a Bruxelles dove in sede della Commissione europea per l’Ambiente, su impulso dell’europarlamentare Eleonora Forenza, avevamo posto la questione. Un ringraziamento dovuto agli ingegneri Natale Calabretta e Francesco Ingarozza che, per Fabbrikando l’avvenire, hanno lavorato con grande impegno alle osservazioni presentate ai ministeri competenti. Un plauso dunque a questa giunta regionale che, malgrado i molteplici attacchi subiti sulla stampa che accusavano l’assessore Rizzo e il presidente Oliverio di immobilismo e silenzio, oggi finalmente dà una risposta positiva ed incontrovertibile circa l’impegno profuso contro le trivellazioni nel mar Ionio. Il Tar del Lazio ha infatti accolto tutte le osservazioni mosse dalla Regione attraverso questo ricorso curato dall’Avvocatura regionale».

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