Sabato, 08 Agosto 2020

 

PRIMO PIANO NEWS

Serie BKT 28esima giornata│Crotone nuovamente vicecapolista dopo il successo di Venezia e la sconfitta del Frosinone in casa contro la Cremonese.

Tabellino.

Venezia                1

Crotone               3

Marcatori: Benali 12°, Marrone 35°, Benali 48°, Caligara 82°

Venezia (4-3-1-2): Pomini, A. Fiordaliso, Molinaro, Casale, Maleh, Marino (Caligara), Fiordalino, Firenze, Aramu, Longo (Senesi), Capello (Capello).

All. Dionisi

Crotone (3-5-2): Cordaz, Curado, Marrone, Golemic, Gerbo (Mustacchio), Barberis, Benali (Gomelt), Crociata, Molina, Messias, Simy. All. Atroppa

Arbitro: Marco Serra di Torino

Assistenti: Lanotte – Berti

Quarto giudice a bordo campo: Alberto Santoro di Messina

Ammoniti: Gerbo, Casale, Mustacchio

Angoli: 5 a 5

Recupero: 5 minuti

La partita. Buon Crotone nella prima parte dell’incontro con prolungato possesso palla nella propria metà campo, triangolazioni e affondi da parte dei pitagorici quando si trovavano nella metà campo avversaria. Grazie a questa impostazione, Benali si fa trovare ben piazzato nell’area avversaria per mettere dentro il pallone al dodicesimo minuto. L’assist per il gol dalla fascia sinistra è di...

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Il questore della provincia di Crotone ha emesso, nei confronti di R.F., crotonese, di 45 anni, il provvedimento di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

Il provvedimento è stato notificato all’interessato da personale della Divisione anticrimine per tre anni. Il Daspo è stato applicato dopo i noti fatti occorsi presso il locale stadio comunale, nel corso dell’incontro di calcio Crotone-Venezia del 26 ottobre scorso. Il 45enne tifoso del Crotone, dopo aver minacciato P.P. minorenne di anni 17 perché indossava una maglietta dell’Inter e avergli intimato di togliersela, lo aveva percosso con uno schiaffo sul viso. Personale della squadra tifoseria dell’ufficio Digos, notando nel frangente il minore alquanto agitato dirigersi verso l’uscita dell’impianto e con una macchia rossa sul viso, immediatamente si è adoperato all’acquisizione delle prime informazioni che hanno poi permesso di identificare immediatamente l’autore dell’insano gesto e di deferirlo, successivamente, alla competente Autorità giudiziaria per i reati di “percosse”, “violenza privata” e “minaccia”.

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Un minore è stato aggredito da più persone questo pomeriggio nella curva sud dello stadio Ezio Scida di Crotone. Il ragazzo indossava una maglia vintage dell’Inter, particolare questo che ha destato l’attenzione di alcuni balordi che lo avrebbero aggredito, dapprima, verbalmente e, quindi, con fare minaccioso.

L’episodio, fortunatamente, ha richiamato l’attenzione degli stuart lì presenti e quindi delle forze dell’ordine che, prontamente, hanno provveduto a mettere in sicurezza il minore. Sul gesto hanno preso subito le distanze società e tifo organizzato. «Appreso dello spiacevole episodio – scrive l’Fc Crotone in un post sulla pagina ufficiale di Facebook –, verificatosi quest’oggi sugli spalti, stiamo già collaborando con le forze dell’ordine per individuare i responsabili del gesto di grande inciviltà. Inoltre il presidente Gianni Vrenna e il direttore generale Raffaele Vrenna avrebbero il piacere di invitare il ragazzo ad assistere al loro fianco al prossimo match di campionato Crotone-Perugia, non prima di avergli regalato un pre-partita "speciale"». Anche la Curva sud 1923 del Crotone, con un post sulla pagina ufficiale di Facebook, prende le distanze sullo spiacevole accaduto. «La Curva sud Crotone – è scritto nel post – si dissocia per il fatto avvenuto in curva quest’oggi, non fa parte della nostra mentalita’ fare simili azioni, per tanto, abbiamo gia’ provveduto a contattare il ragazzo per omaggiarlo del nostro materiale. La Curva sud Crotone ci tiene a precisare inoltre, che ogni evento che si verifichi’ in curva non puo’ essere attribuito al tifo organizzato, per tanto, ripetiamo il nostro invito a portare in curva i nostri colori. Chiediamo per tanto rispetto per tutto cio’ che facciamo per la nostra maglia».

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oliverio videoconferenza«Si è compiuto un altro passo importante per garantire il sacrosanto diritto alla mobilità a circa 300mila calabresi residenti nel territorio crotonese, catanzarese e cosentino». Saluta così la conclusione anticipata la Conferenza dei Servizi per l’aeroporto di Crotone il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.
«Ieri mattina – scrive il governatore – ho presieduto la seduta conclusiva della Conferenza dei servizi sugli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei dell’aeroporto di Crotone che si è chiusa in venti giorni rispetto ai 45 previsti. La riunione – prosegue la nota – si è conclusa con la completa definizione del contenuto degli oneri ed ha registrato la convergenza all’unanimità e senza condizioni di Regione, ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ente nazionale aviazione civile, Provincia di Crotone, Comune di Crotone e Sacal. I collegamenti prescelti sono stati Roma Fiumicino, Torino e Venezia. Il collegamento per Roma è coperto con frequenza giornaliera per un periodo di tre anni, prorogabili a 4. Il collegamento per Torino è coperto con frequenza trisettimanale e quello per Venezia con frequenza bisettimanale, entrambi per un periodo di due anni, anche questi prorogabili a 4. Ci sarà un regime tariffario differenziato con costi più contenuti per i residenti nella Regione Calabria. Adesso – conclude il presidente Oliverio – il percorso riprenderà presso il ministero per l’assunzione dell’atto formale di imposizione degli oneri, per le comunicazioni alla Commissione europea e per la selezione delle compagnie che effettueranno i servizi. Si è compiuto un altro importante passo nella direzione di garantire il sacrosanto diritto alla mobilità, a lungo violato, per circa 300.000 calabresi residenti nel territorio crotonese, catanzarese e Cosentino».

 

 

 

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operazione terry carabinieriVENEZIA - Venti perquisizioni e 7 provvedimenti cautelari (5 in carcere e 2 ai domiciliari) a carico di 15 persone, indagate a vario titolo per i reati di estorsione, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, trasferimento fraudolento di valori, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, minaccia, tentata frode processuale, aggravati dall’essere in alcuni casi stati commessi avvalendosi delle “modalità mafiose”. È il bilancio di un’operazione dei Carabinieri del Ros scattata questa mattina in Veneto, ma che ha anche coinvolto i comandi provinciali di Verona, Venezia, Vicenza, Treviso, Ancona, Genova e Crotone, facendo registrare inoltre l’impiego dei nuclei elicotteri di Bolzano e Belluno e delle unità cinofile di Padova.
Documentata dall'Arma, per la prima volta in Veneto, l'operatività di un gruppo criminale a connotazione mafiosa in raccordo con imprenditori locali. Le indagini, avviate con la Direzione distrettuale antimafia ed antiterrorismo di Venezia e condotte dal Ros, si sono indirizzate nei confronti dei componenti della famiglia cutrese dei Multari, legata alla cosca di Nicolino Grande Aracri e composta dai fratelli Domenico, Carmine e Fortunato, nonché da Antonio e Alberto, figli di Domenico, da anni responsabile di gravi condotte illecite commesse, con la complicità di soggetti residenti nelle province di Crotone e Venezia, con l’aggravante del “metodo mafioso”.
Le indagini hanno permesso di identificare numerose condotte illecite tra le quali, oltre alle estorsioni in danno di alcuni imprenditori Veneti, l’incendio di uno yacht commesso nel 2015 mentre si trovava ormeggiato nel porto di Alghero (SS). Il natante, oggetto di contenzioso con l’acquirente a causa di gravi vizi strutturali accertati da quest’ultimo, doveva essere distrutto per non consentire l’esecuzione delle perizie. Dopo un tentativo che aveva solo parzialmente incendiato l’imbarcazione, l’intervento dei Carabinieri del Ros aveva impedito la reiterazione del reato.
Benché il Domenico Multari avesse subìto la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni, era riuscito ad impedire il perfezionamento della procedura di vendita all’asta degli immobili sequestrati attraverso contratti simulati di vendita a prestanome e con minacce e violenze in danno dei pubblici ufficiali che, in più occasioni, si recavano presso le abitazioni dei Multari, per le quali era stata stabilita la vendita all’asta da parte del Tribunale Civile di Verona, nel tentativo di far desistere eventuali parti interessate all’acquisto degli immobili dopo averli visionati, con la conseguenza che le aste andavano deserte e gli immobili acquistati a prezzi estremamente vantaggiosi da prestanome degli stessi Multari.
L’operazione “Terry” ha consentito di accertare, per la prima volta da un punto di vista giudiziario, la presenza in Veneto di un gruppo criminale di origine calabrese, legato da vincoli familiari, radicatosi in Veneto e responsabile di gravi reati, commessi con le modalità tipicamente mafiose. Al contempo, ha pure consentito di constatare che imprenditori e comuni cittadini, pienamente consapevoli dello spessore criminale di Domenico Multari, che se ne vantava pubblicamente al fine di ottenere il completo assoggettamento psicologico dei suoi interlocutori, a lui si rivolgevano per risolvere ogni tipo di problematica economica e privata, preferendolo agli apparati statali.

 

 

 

 

 

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corso alta specialiazzazione corte europea diritti umaniLa Calabria e Crotone sono state rappresentate a un importante Corso di alta specializzazione sulla ricorribilità alla Corte europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo che si è tenuto dal 24 al 26 novembre a Venezia. «La sede del corso – riferisce una nota – è stata l’Eiuc (Centro interuniversitario per i Diritti umani e democratizzazione) di Venezia, che da anni opera nel settore dei diritti umani fondamentali ed ha diverse sedi nel mondo. Ammesse a partecipare al Training Seminar, l’avvocato Emilia Tolomeo, per il diritto civile, del Foro di Catanzaro, la dottoressa S. Giordano, del Foro di Catanzaro, e l’avvocato Francesca Portulano del Foro di Crotone, per il modulo avanzato di diritto penale. Le ultime due professioniste avevano già conseguito un diploma di secondo livello, sempre nello stesso ambito, con la frequenza del master “Robert Schuman”, svoltosi a Strasburgo lo scorso agosto.

portulano francesca2L'alta formazione conseguita al corso “La tutela dei Diritti umani presso la Corte europea dei Diritti dell’uomo”, è stata incentrata nel fornire le competenze sostanziali e processuali relative all'inoltro dei ricorsi alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, ma anche ad implementare, a livello avanzato, le conoscenze di coloro che avevano già una prima formazione in materia. Come definito dall’Eiuc, lo scopo del corso è stato quello di approfondire i meccanismi di protezione dei diritti fondamentali previsti dalla Convenzione europea dei Diritti dell’uomo (Cedu), con particolare riferimento alla procedura di ricorso individuale presso la Corte di Strasburgo. In generale, “la missione di EIUC, con i suoi sette Global campus in tutto il mondo, è quella di sviluppare un hub strategico per il progresso, l'interconnessione e il coordinamento delle risorse umane e delle competenze chiave nell'area dei diritti umani in tutte le regioni del mondo, collaborando con le parti interessate a livello governativo, intergovernativo e i livelli della società civile”. La visione condivisa del Centro interuniversitario europeo per i diritti umani e la democratizzazione/Campus globale dei diritti umani è: “un mondo in cui la dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, come valori condivisi dell'UE e delle Nazioni Unite e come standard legali vincolanti a livello internazionale, siano pienamente realizzati”».

 

 

 

 

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