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Una storia che viene dal mare: lo sbarco dei 610 migranti raccontato attraverso i loro sguardi

Posted On Lunedì, 08 Giugno 2015 16:47 Scritto da Marina Vincelli

sbarco giugno2015 3VIDEO - Non era certo una nave da crociera quella che si attendeva questa mattina, col sole a picco e l'incedere del primo caldo estivo, sulla banchina di riva del porto di Crotone [LEGGI ARTICOLO]. Si è trattato del pattugliatore "Vega" che ha virato tra l'insenatura dello scalo marittimo intorno alle 10. Il suo carico umano era possibile intravederlo già a partire dalla griglia della prua. Grigia e ormai forse un po' antiquata, la nave della marina militare può dirsi orgogliosa di aver concluso la sua carriera non con una missione di guerra, ma di pace. Ha portato in salvo ben 610 esseri umani, tra cui anche molte donne, bambini, neonati. Ad attendere i migranti, tutti di origine sub- sahariana, c'è un dispiegamento di uomini e mezzi, preparati e capaci di gestire uno sbarco tra i più importanti, come numero, tra quelli approdati a Crotone. Dentro la nave: 610 persone, seicento dieci vite, seicentodieci storie, raccontate da lingue esotiche o, forse, in un inglese stentato.


sbarco giugno2015 1VIDEO - Chi attende lo sbarco sono anche e soprattutto la Misericordia, la Croce rossa, il 118, i dirigenti della prefettura e delle forze dell'ordine. Ambulanze, medici ed infermieri sono pronti ad accogliere i migranti, bisognosi delle prime cure. Appena i migranti iniziano a scendere dalla scaletta della nave, si intravedono i primi colori. Un agente scende con in braccio un bimbo che dorme. Sembra quasi un bambolotto. Forse non si è accorto che sua madre non è più con lui. Poi iniziano a scende le donne, avvolte nei loro mantelli neri, colorati, verdi gialli. Nessuno sorride. Questo è un fatto. Il fatto che nessuno sorrida è davvero sconcertante. Perché è una storia dannatamente seria, quella che li porta fin qui. Dalle fessure luccicanti degli occhi di giovanissimi naufraghi, si scorge un senso di pesantezza, un fardello pesante fatto di stanchezza, sonno, sete, acqua. Null'altro che un buon giaciglio. Niente di più che un rifugio, dopo tanto mare. Dopo la paura, l'inganno, la fame forse. La guerra è lontana.


sbarco giugno2015 Gli uomini della marina e delle forze dell'ordine fanno e disfanno corridoi sicuri per far transitare i migranti dalla nave al posto dove verranno raccolti e smistati sui pullman che li attendono già. C'è un gazebo che non ha pace. Si sposta ora a destra ora a sinistra per offrire un minimo di zona d'ombra almeno alle donne e ai bambini. Sono tredici i bambini. Alcuni di loro non sono accompagnarti. Sono senza famiglia e verranno affidati al comune. La prefettura ha schierato sul posto gli uomini e le donne migliori. Il risultato è che pur nella concitazione del momento, nessuno è sgarbato. C'è un posto per ogni cosa e anche i migranti, sembrano scandire i loro movimenti secondo ritmi ben precisi. Nessuno si lamenta di nulla. Un ragazzo, sembra un etiope, probabilmente, è più stanco degli altri. Gli fanno spazio su una panchina di legno. Arriva l'acqua, ma lui trema. Non riesce a fermarsi e trema. Indossa un t-shirt bianca bagnata. Vediamo le spalle sottili che tremano. A penna, sulla maglietta dietro la schiena c'è scritto un nome e un numero. Una cosa senza umanità. Ma ce l'ha fatta. Quel numero non servirà a nessun parente per recuperare una salma rintracciata in mare. Lui è vivo.

 

sbarco giugno2015 4Arrivano altri bimbi, altre persone che vengono subito messe a sedere sotto il chiosco.«Chi sei? Da dove vieni? Stai bene?». Man mano che la nave si svuota a riva aumenta la confusione, ma le operazioni sono tutte già studiate nei dettagli. Un'ottima operazione della Prefettura e di tutte le Forze dell'ordine. La nave si svuota, i pullman, una decina cominciano a partire. «150 in Liguria, 150 in Veneto, 150 in Toscana, 50 in Basilicata. 153 casi sensibili andranno al Cara di Isola. In tutto sono 610. Tutti salvi». A spiegarlo è stata la vicaria della prefettura Carolina Ippolito. «La destinazione è stata decisa dal Ministero dell'Interno», dice ancora «tra di loro nessun caso grave. E' tutto sotto controllo. Sono stati già segnalati un centinaio di casi di scabbia. Niente di grave. Sono stati isolati e verranno alloggiati in osservazione per 12 ore presso l'ex- Cie, essendo un numero di ore limitato». Inoltre, Ippolito spiega che i minori non accompagnati verranno affidati al Comune (le strutture con la concessione per l'accoglienza dei minori non accompagnati è scaduta dal 31 dicembre).


sbarco giugno2015 5Il capitano del pattugliatore Vega, Antonio Dovizio, intanto, a fine sbarco, ha raccontato il salvataggio dei migranti nello stretto di Sicilia. «Abbiamo ricevuto una richiesta di soccorso mentre eravamo nei pressi del primo battello. Abbiamo tratto in salvo le prime persone. Poi è arrivata la richiesta di soccorso da altri tre natanti. Quindi abbiamo tratto in salvo tutti. Sono 610 persone, molte donne e bambini». «Noi operiamo nel settore salvaguardia pesca – ha aggiunto – ma quando ci sono in gioco vite umane abbiamo il dovere di salvarle». Il comandante che ha portato a termine una bella operazione di soccorso spiega: «in questi casi entrano in gioco molte emozioni. La scala dei valori viene stravolta. Quello che prevale è lo spirito umanitario». Dice ancora che a bordo è stato effettuato un primo controllo di sicurezza e un primo screening per evidenziare eventuali fonti epidemiologiche di contagio. Tutti sono stati accuditi e rifocillati, aiutati. Tutti sono salvi.

 

sbarco giugno2015 2Il comandante Antonio Dovizio della nave Vega ha dunque portato a termine un’operazione che ha consentito il salvataggio di 610 persone. Sono stati 4 i barconi naufragati, tratti in salvo nel canale di Sicilia. Il primo barcone in legno di circa 20 metri aveva a bordo 315 migranti. 229 uomini, 46 donne, 40 minori, tra eritrei, bengalesi, siriani, palestinesi e sudanesi. Il secondo mezzo soccorso era un gommone di 12 metri, con 93 migranti a bordo, tutti nigeriani, con 26 donne e 3 bimbi. Il terzo mezzo, un altro gommone, aveva a bordo 105 migranti, 16 donne e 14 minori, tra senegalesi, nigeriani, Gambesi, Guinesi. Il quarto, un gommone anch’esso in avaria, portava 97 migranti a bordo, 11 donne e 6 minori. In tutto 610 persone tratte in salvo. Un centinaio i casi sanitari segnalati, con patologie in corso, come scabbia, traumi vari e febbre.