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Unindustria Calabria: è uno stillicidio occupazionale, in 10 anni persi 93mila posti lavoro

Posted On Giovedì, 22 Gennaio 2015 12:14 Scritto da

I risultati dello studio "Senza lavoro" pubblicato dall'associazione degli industriali calabresi dicono che la ripresa è ancora lontana. Intanto aumentano le ore Cigs e cala l'export.

Ripresa ancora lontana in Calabria. Ammontano a 93 mila i posti di lavoro (-14%) persi in Calabria nel decennio 2004-2013. A darne conto sono i risultati dello studio "Senza lavoro" di Unindustria Calabria curato da Rosanna Nisticò, docente di Politica economica all'Università della Calabria. Solo nel corso del 2013, evidenzia la ricerca, si sono persi 39 mila occupati (-7%). Una variazione cinque volte più grande di quella registrata al Centro (-1,5%), sette volte quella del Nord (-1%) e tre volte e mezzo quella registrata a livello nazionale (-2%). All'inizio del 2014, inoltre, si registra il picco negativo dei livelli occupazionali, il più basso dell'ultimo decennio, sul territorio nazionale (22,2 milioni) e calabrese (507 mila). Il tasso di disoccupazione, secondo quanto riportato nel documento, ha raggiunto nell'ultimo anno valori del tutto eccezionali, particolarmente nelle aree storicamente più colpite dalla mancanza di lavoro, ovvero il Mezzogiorno e, all'interno di quest'ultimo, la Calabria. Nel primo trimestre 2014 il tasso di disoccupazione in Italia è al 12%, ovvero una persona ogni otto che si presentano sul mercato del lavoro non trova occupazione, mentre nel Mezzogiorno è uno su cinque che non ha lavoro (20%) e in Calabria è uno ogni quattro (25%). A confermare i dati è il continuo incremento delle ore concesse di Cassa integrazione guadagni straordinaria. Nel 2013 la richiesta è stata di 4,5 volte maggiore di quella relativa al 2008. Nel 2013 la Calabria, con 7 milioni di ore concesse assorbe il 5% delle richieste dall'intero Mezzogiorno. I settori interessati dal fenomeno, nei primi otto mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sono le costruzioni (gli interventi sono più che triplicati), il commercio (39,5%) e i trasporti (28,9%), anche se i settori che assorbono una quota maggiore del totale ore concesse di interventi straordinari sono il commercio (28%), le attività manifatturiere (22%) e le costruzioni (20%). Per quanto riguarda i settori produttivi, sempre secondo quanto riportato nel report economico di Unindustria, tutti hanno risentito della mancata ripresa dell'economia nel corso del 2013. L'intensità della caduta dei livelli occupazionali in Calabria è stata particolarmente rilevante per l'industria, sia relativamente alla componente manifatturiera (-14,5%) che a quella delle costruzioni (-12%). In calo risulta anche la domanda estera dei prodotti calabresi con un calo pari a -12,8%, in controtendenza rispetto al dato nazionale trainato quasi esclusivamente dal Nord. «La ripresa è lontana - conclude l'analisi di Unindustria Calabria - e solo con la realizzazione di interventi mirati di politica pubblica, specificamente tarati sulla valorizzazione delle potenzialità di sviluppo dei territori, che il sistema economico e sociale regionale può essere traghettato oltre la stagnazione e scongiurare il perpetrarsi della recessione».