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Domenica, 25 Settembre 2022

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''Vertenza Abramo'' terza in Italia dopo Alitalia e Ilva: il punto sulla situazione

Posted On Venerdì, 17 Giugno 2022 20:55 Scritto da Redazione
''Vertenza Abramo'' terza in Italia dopo Alitalia e Ilva: il punto sulla situazione Nella foto l'avvocato Donnici di spalle al fianco dell'onorevole Barbuto e della viceministra Todde

Sarebbe la terza procedura più grande d’Italia dopo Alitalia e Ilva. La posizione debitoria dell'azienda Abramo customer care che è in corso di valutazione al Tribunale di Roma ha questa portata. Ieri il  tavolo di crisi alla Prefettura di Crotone con la presenza del viceministro Alessandra Todde. Il punto della situazione con Giueseppe Donni, in qualità di legale incaricato dalla Uilcom Calabria.

Buonasera avvocato, ieri ha partecipato al tavolo tecnico che si è tenuto in Prefettura alla presenza del viceministro allo Sviluppo economico Todde. Cosa è emerso?
Il viceministro e il suo staff hanno seguito la vicenda sin dall’inizio poiché sono stati interessati dall’onorevole Barbuto. In generale posso dire che il fatto che si sia mossa personalmente è assolutamente apprezzabile perché stiamo parlando di politici di levatura internazionale che, a differenza di molti altri, hanno una visione: prospettato il problema, sono in grado di trovare soluzioni attraverso percorsi plausibili capaci di concretizzarsi se adeguatamente sostenuti dalle componenti che vengono coinvolte.

A che punto siamo con la procedura di Amministrazione straordinaria?
Ora la procedura camminerà secondo due direttrici parallele, la prima, ossia quella della verifica del passivo, è già iniziata e il 15 giugno scorso sono state verificate le prime cento domande. Le prossime 250 saranno verificate alla prossima udienza che sarà celebrata a fine settembre. La seconda direttrice è quella che approderà alla vendita dell’azienda. Ieri è stato riferito che il piano per accedere alla cessione è stato già depositato all’attenzione del Mise lo scorso 6 giugno. Noi non lo abbiamo ancora visto ma ritengo che a breve inizierà la fase della collocazione sul mercato.

Quanti sono i creditori insinuati al passivo?
La procedura è di grande portata. Mi hanno riferito che, per numero di lavoratori coinvolti, sia la terza procedura più grande d’Italia subito dopo quelle che hanno coinvolto Alitalia e l’Ilva di Taranto. Io non ho verificato questi dati, ma posso dire che i lavoratori insinuati sono qualche migliaio. L’auspicio è che la verifica del passivo duri meno possibile e che ci siano i presupposti per ottenere, quanto prima, un primo riparto parziale delle somme ammesse. Siamo ben al corrente del fatto che esistono dei tempi tecnici ma questo non ci può impedire di manifestare un nostro desiderio posto che, se esaudito, ne beneficerebbero i lavoratori.

Più di qualcuno ha sollevato la questione del Tfr. Potrebbe fare un po’ di chiarezza?
Iniziamo col dire che la Uilcom Calabria si è resa subito conto del fatto che, in molte certificazioni uniche, riguardo al Tfr non era stato riportato un dato veritiero e, in alcuni casi, è stato proprio omesso. Per fortuna la sensibilità degli amministratori straordinari, che ringrazio, ci ha consentito di superare il problema attraverso la rimessione delle certificazioni ed altri strumenti che abbiamo potuto adoperare come prova del credito. Per tornare alla domanda, direi che, semplificando al massimo, il diritto positivo prevede che dal 1 gennaio 2007 in poi il Tfr debba essere versato al fondo di tesoreria dell’Inps che, quindi, è l’unica obbligata a versarlo al lavoratore nel momento in cui matura il relativo diritto. Quello antecedente al 1 gennaio 2007 dovrebbe essere rimasto in azienda e, per l’erogazione, può intervenire il fondo di garanzia dell’Inps che, dopo la verifica da effettuare in sede concorsuale, può anticiparlo al lavoratore per poi surrogarsi nella sua posizione. I tempi, ovviamente, non sono brevi ma come abbiamo più volte ribadito, chiederemo all’Inps di allocare un numero ragionevole di risorse umane per fare più velocemente possibile.

Cosa si sente di dire ai lavoratori?
Mi rivolgo prima di tutto al mercato dei potenziali acquirenti dicendo quello che sosteniamo da tanto tempo: i lavoratori di Abramo Customer Care sono il vero valore dell’azienda. Basti pensare che nonostante le tribolazioni degli ultimi 2 anni stanno continuando a produrre in maniera coraggiosa, competente e significativa. La vera garanzia è questa e chi li acquisirà farà un vero affare.