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Vincenzo De Vivo, il prefetto antimafia che promette di combattere il malaffare (VIDEO)

Posted On Giovedì, 15 Gennaio 2015 15:21 Scritto da

Sorrisi, strette di mano ed estrema cordialità nelle risposte. Così si è presentato ai giornalisti il nuovo prefetto di Crotone nella conferenza stampa convocata presso la sala riunioni dell'Utg.

VIDEO - Nella sua prima uscita pubblica, il prefetto Vincenzo De Vivo (63 anni) ha inteso instaurare un rapporto di mutua collaborazione con gli organi di stampa nell'ottica dello svolgimento delle proprie attività quotidiane. Il prefetto si è infatti detto conscio del fatto che occorrerà un'informazione corretta e puntuale se si vuogliono davvero affrontare le numerose emergenze che attanagliano il territorio a partire da quella occupazionale e proseguendo con quella malavitosa, ambientale e sanitaria. Il prefetto De Vivo, in apertura d'incontro con la stampa, ha subito illustrato il suo ricco curriculum [LEGGI ARTICOLO] da funzionario di varie prefettura, prima, e da ufficiale di governo, poi. «La mia attività - ha precisato De Vivo - si è sempre concentrata nel contrasto alle infiltrazioni mafiose, fossero esse state ravvisate negli Enti pubblici, oppure sottoforma di condizionamenti nella concessione degli appalti. Sono stato commissario - ha precisato - per ben sei volte in dei Comuni sciolti per mafia e, da prefetto, sono stato anche il primo a ricoprire tale incarico da quando è entrata in vigore la normativa che consente lo scioglimento delle Amministrazione pubbliche interessate da tali fenomeni. Mi sento di dire - ha concluso - che la mia azione si è concentrata molto su questi aspetti e intenderò mettere questa mia esperienza al servizio del territorio crotonese». Il neoprefetto ha inoltre riferito di essersi a lungo soffermato con il suo predecessore, Maria Tirone, durante il passaggio di consegne sui tanti problemi di ordine sociale ed economico-finanziario del Crotonese. «Ho così composto - ha detto il prefetto -  un primo quadro per lo svolgimento della mia attività di raccordo da ufficiale di governo». «Sono rimasto piacevolmente impressionato - ha aggiunto De Vivo - della vivacità risontrabile per le vie di questa città». Ma ha poi puntualizzato: «C'è una cosa che invece mi colpito in modo contrario: apprendere che qui non viene effettuata la raccolta differenziata, ma soprattutto sono ancora visibili per strada i cassonetti dell'immondizia. Bisgona dare un impulso perché anche a Crotone venga avviato il ciclo virtuoso dei rifiuti». Il prefetto si è inoltre espresso anche sui temi dell'immigrazione e del centro di Sant'Anna, compiendo qualche passaggio sulle questioni sanitarie. «Sono ottimista per natura - ha poi concluso - e vado sempre avanti per la mia strada. Se mi mettono i bastoni tra le ruote e non riesco ad andare avanti la vita mi ha insegnato anche a sapermi dimettere».

 

Il caso della chiamata del ministro Franceschini per comprendere i motivi della protesta a Capocolonna.

Nel corso dell'incontro odierno avuto coi rappressentanti degli organi d'informazione, il prefetto De Vivo ha specificato che l'interessamento del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini sulla protesta in atto nel Parco archeologico di Capocolonna è stato frutto di una sua mediazione. «Dopo aver appreso della manifestazione di protesta - ha reso noto De Vivo - mi sono subito messo in contatto col ministero dell'Interno perché si facesse chiarezza su quanto contestato dai manifestanti. Poco tempo dopo - ha aggiunto - il ministro Franceschini ha quindi contattato i vertici della Soprintendenza proprio per comprendere quanto sta accadendo nei chiantieri aperti nell'area archeologica».