Sabato, 05 Dicembre 2020

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Redazione

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ponticelli rifiuti operaio akrea«A Ponticelli, l’ubicazione e l’esercizio dell’impianto, non garantiscono la tutela della salute pubblica!». È quanto scrive in una nota stampa la senatrice del Movimento cinquestelle Margherita Corrado.
«A circa 40 giorni – sottolinea la senatrice – da quando, essendo accorsi i rappresentanti locali di Cgil, Cisl e Uil in difesa del segretario nazionale Francesco Garofalo, al quale avevo contestato l’inerzia di Cisal Fiadel Ambiente davanti alle indecorose condizioni di lavoro degli addetti all’impianto regionale di bio-stabilizzazione rifiuti di Ponticelli, rivolsi loro l’invito di vederci sul posto, è superfluo dire che il mio appello è caduto nel vuoto».
«Rinnovo oggi quella sollecitazione – spiega Corrado –, poiché non sono mutate le condizioni del Polo tecnologico di Crotone, gestito com’è noto da Ekrò Scarl (di V&V Group), e di quel pugno di lavoratori la cui vicenda è esemplare. Una novità importante è però intervenuta, nel frattempo: l’ordinanza del presidente della Regione numero 246, datata 7 settembre e in vigore da oggi, oltre ad imporre all’Ato Crotone di accogliere in discarica a Columbra altre 120.000 tonnellate di scarti di lavorazione prodotti da tutti gli impianti regionali di trattamento rifiuti, si occupa espressamente anche di Ponticelli. La pianificazione regionale, vi si legge, prevede che l’Ato Crotone “delocalizzi l’esistente impianto e realizzi”, redatto il Piano d’ambito e individuato un altro sito di collocazione, “quello nuovo… con produzione di biometano e compost di qualità”. Il finanziamento della nuova piattaforma, si precisa, sarà garantito da un partenariato pubblico-privato».
«Ebbene, non voglio credere – incalza la senatrice – che l’imbarazzante combinazione di sordità cecità e mutismo, ben altra Triplice che quella celebre degli scorsi decenni, sottintenda la volontà dei sindacati di assistere indifferenti al traghettamento dall’impianto di Ponticelli al nuovo, ancora da allocare, magari evitando alla Proprietà di ‘sprecare’ i molti denari che la Regione ha messo a disposizione di Mi.Ga. srl (di V&V Group) per ammodernare un impianto che ormai da tempo tiene l’anima con i denti e avrebbe bisogno di un intervento radicale ma il cui destino, segnato, potrebbe compiersi in qualsiasi momento. Sì, perché in qualsiasi momento la Regione, la Provincia, il sindaco, il prefetto e/o il procuratore potrebbero ritrovare la memoria e tirar fuori dagli armadi le decine di comunicazioni di reato loro indirizzate dal 2005 al 2015 dall’Azienda sanitaria provinciale di Crotone».
«Oppure, più semplicemente, potrebbero riesumare – conclude la senatrice – il parere igienico sanitario negativo dato dalla stessa Asp in occasione della Conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) svoltasi a primavera 2016. L’Aia è stata poi concessa dalla Regione e l’impianto di selezione Rsu di Ponticelli è stato autorizzato nonostante il diniego esplicito dei tecnici Asp, debitamente motivato: “in quanto l’ubicazione e l’esercizio dell’impianto non garantiscono la tutela della salute pubblica”. Nulla di nuovo sotto il Sole, si dirà, dal momento che persino il progetto iniziale dell’impianto, approvato nel lontano 2001, mancava del parere igienico sanitario dell’Asp di Crotone. È a questa logica che si continuano a sacrificare i diritti dei lavoratori di Ponticelli?!».

 

 

 

 

 

arnie api sequestroI carabinieri forestali, alcuni giorni fa, hanno rinvenuto e sequestrato un apiario nei pressi di un eucalipteto in località "Scarazze" del territorio di Cutro. Le arnie non erano state registrate nella banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario è stato individuato e deferito all’Autorità giudiziaria. È accaduto durante un controllo del territorio da parte dei militari del Gruppo carabinieri forestale di Crotone che hanno individuato, su un terreno di proprietà privata, limitrofo ad un bosco di eucaliptus, un apiario sospetto. Le arnie, infatti, non recavano l’indicazione del codice aziendale e l’apiario era privo del cartello identificativo obbligatorio. Gli accertamenti, avviati subito, hanno acclarato che l’apiario non era registrato alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario delle arnie, un giovane apicoltore del Crotonese, è stato individuato e deferito alla Procura della Repubblica. Sono state poste sotto sequestro in tutto 31 arnie. Il servizio veterinario dovrà eseguire accertamenti ulteriori per verificare la condizione sanitaria degli insetti.
L’anagrafe apistica nazionale (Bda) è stata istituita per consentire una sorveglianza più efficace delle malattie delle api. Ogni apicoltore, o chiunque detenga api a qualsiasi titolo, deve registrare nella Bda le informazioni relative agli spostamenti di alveari, effettuati a qualsiasi fine. Alcune aree del territorio della Calabria e recentemente anche della Sicilia, sono state interessate dalla presenza di un coleottero originario del Sudafrica, Aethina tumida, molto dannoso per gli alveari. La registrazione nella Bda si è rivelata essenziale per una efficace sorveglianza epidemiologica. La presenza di fioriture diffuse nel territorio del Crotonese spingerebbe apicoltori al nomadismo apiario, talvolta irregolare, col rischio di diffusione di parassiti. L’intervento dei carabinieri forestali è volto a salvaguardare il patrimonio apistico del Crotonese fortemente minacciato dall’uso di pesticidi, impiegati talvolta indiscriminatamente in agricoltura, e dalla diffusione incontrollata di parassiti.

 

 

 

 

 

bus scuola allagamentiIl 1° ottobre partirà il servizio di refezione scolastica. Lo rende noto l’assessorato alla Pubblica istruzione del Comune di Crotone. «Anche quest'anno – si legge nel comunicato – l'Amministrazione comunale ha intenso garantire, fin da subito, un servizio indispensabile per molte famiglie. Purtroppo il servizio di trasporto scolastico non potrà partire, come avvenuto un anno fa, il 1° di ottobre. Un ritardo non dovuto a questa amministrazione, che già in estate aveva lanciato l'allarme riportando anche i timori espressi dall'Anci Calabria. Il Comune di Crotone ha già previsto le risorse economiche in bilancio da subito disponibili. Tuttavia ci troviamo di fronte ad una situazione che coinvolge non solo il nostro ma tutti i comuni italiani. Ci stiamo battendo affinché prevalga il principio che il trasporto scolastico è un servizio pubblico, costituzionalmente garantito. Vogliamo evitare di addossare alle famiglie l'intero costo del servizio con il rischio di pregiudicare il diritto allo studio e soprattutto evitare una spesa ingente a carico delle famiglie. Ci aspettavamo che il nuovo Governo, sin dal primo consiglio dei ministri, trattasse l'argomento le cui conseguenze si riversano sui cittadini, ma così non è stato. Questi i fatti: a seguito dell'entrata in vigore del Dlgs 63/2017, la Corte dei Conti del Piemonte, con la deliberazione n. 46 del 6 giugno 2019 , partendo dalla qualificazione del servizio di trasporto scolastico quale servizio pubblico escluso dalla disciplina normativa dei «servizi pubblici locali a domanda individuale», ha interpretato la clausola di invarianza finanziaria prevista dal comma 3 dell'art. 5 del Dlgs 63/2017 nel senso di garantire la copertura dei relativi costi, mediante i corrispettivi versati dai richiedenti il servizio. Il che significa a carico delle famiglie! Un assunto inaccettabile, che lede il diritto allo studio e che aggredisce le fasce più deboli della società, le stesse che ricorrono maggiormente al servizio. Inaccettabile soprattutto in territori come il nostro, dove è forte la dispersione scolastica, dove più forte e incisiva deve essere la rete a sostegno delle famiglie e dei minori. Come detto associazioni, rappresentanze politiche, l'Associazione nazionale Comuni d'Italia, l'Unione delle Province d'Italia, hanno sollecitato il Governo per l'adozione di un provvedimento d'urgenza per chiarire ed orientare gli enti locali nell'adozione degli atti relativi al servizio per il corrente anno scolastico. Si deve registrare inoltre che nel mese di luglio la Corte dei Conti della Puglia è intervenuta con la Deliberazione n. 76/2019 che ha lasciato uno spiraglio, un appiglio normativo al quale ricorrere in attesa che il Governo intervenga. La Corte pugliese precisa quanto segue "nell'obbligatorio rispetto dell'economicità del servizio, presupposto essenziale per consentire l'effettività e la continuità della sua erogazione, tra le risorse volte ad assicurare l'integrale copertura dei costi possono essere ricomprese le contribuzioni regionali e quelle autonomamente destinate dall'ente nella propria autonomia finanziaria espressa nel divieto di nuovi e maggiori oneri (v. C.d.C. Sezione controllo Campania, parere n. 102 del 28 maggio 2019), con corrispondente minore aggravio a carico dell'utente". Sulla scorta delle sollecitazioni dell'Anci, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 6 agosto scorso, ha rimediato con un decreto in cui all'art.5 del Decreto Scuola, prevedeva che la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l'accesso ai servizi di trasporto scolastico potesse essere, in ragione delle condizioni della famiglia e sulla base di una delibera motivata, "inferiore ai costi sostenuti dall'ente locale per l'erogazione del servizio, o anche nulla". La condizione imposta ai Comuni per garantire i costi contenuti o la gratuità del servizio è il rispetto dell'equilibrio di bilancio. Ma visto che l'approvazione è avvenuta con la formula 'salvo intese', avrebbe dovuto concretizzarsi in un testo finale per approdare in Gazzetta Ufficiale entro il 28 agosto, in tempo per la ripresa dell'anno scolastico. La crisi di Governo, ha però messo tutto in stand by. Il Comune di Crotone ha deciso di non continuare ad aspettare -in attesa di risposte e soluzioni che potrebbero tardare ad arrivare- e quindi ha proceduto ad avanzare formale quesito alla Corte dei Conti Sezione di controllo Regione Calabria e all'Anci. Inoltre, sulla questione l'amministrazione ha cercato e voluto un'interlocuzione con Elisabetta Barbuto parlamentare del territorio affinché la questione approdi a Roma e venga portata all'attenzione del Governo Conte. Si auspica che il decreto scuola e con esso la modifica all'articolo 5, comma 3, del D.lgs 63/2017 possa essere portato all'attenzione del Consiglio dei Ministri nella seduta di giovedì 3 ottobre per la relativa approvazione».

 

 

 

 

mercato pesce«Sottoscritta presso la cittadella Regionale – informa una nota – un'importante convenzione che consentirà al Comune di Crotone di avviare l'opera di ristrutturazione ed ammodernamento del mercato del pesce di via Giacomo Manna. A sottoscrivere l'atto il dirigente del settore Attività produttive della Regione Calabria Cosimo Carmelo Caridi e l'assessore alle Attività economiche e produttive del Comune di Crotone Giuseppe Renato Carcea. La Regione Calabria, con decreto dirigenziale del 23 settembre scorso, ha quindi ammesso a finanziamento il progetto presentato dall'Amministrazione Pugliese riguardante la riqualificazione dell'area ittica del suddetto mercato di via Manna. Il progetto di cui sopra prevede un contributo complessivo di 68.831,84 € di cui il 50% a valere sul Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), il 35% sul Fondo di rotazione, il 15% corrisposto dalla Regione Calabria».

carcea caridi L'assessore Carcea, a margine dell'incontro, ha dichiarato: «Sono felice, per la città e per i cittadini, di questo importante risultato che l'Amministrazione comunale ha raggiunto e che ha l'obiettivo di risolvere la particolare situazione di insostenibilità igienico-sanitaria e strutturale nella quale si trova da tempo il mercato del pesce di via G. Manna. E' doveroso, da parte nostra, ringraziare l'ex assessore Sabrina Gentile per l'avvio dell'iter procedurale. Adesso a noi il compito di completare l'iter burocratico ed avviare le opere che restituiranno dignità ad un'importante struttura mercatale della nostra città».

 

 

 

 

fontanelle via di vittorio crotoneMilioni di ragazzi hanno manifestato giorni addietro in ogni città d’Italia per responsabilizzare i politici affinché si preoccupino di migliorare l’ambiente evitando il continuo inquinamento che sta provocando la morte del Pianeta. Il mondo non è più lo stesso dal versante ambientale. I ghiacciai continuano a sciogliersi a causa dell’aumento della temperatura. Un evento che sta riducendo e di molto le scorte dell’acqua. La siccità anche in Italia è ormai un evento da considerare con il passare del tempo. A Crotone diverse volte la Congesi ha dovuto ridurre l’erogazione del prezioso liquido per l’abbassamento del livello dei laghi. Un allarme che dovrebbe fare riflettere gli amministratori di ogni città perché si interessino ad evitare sprechi d’acqua, anche attraverso fontane e fontanelle. Le fontane di Via G. Di Vittorio a Crotone (di fronte l’Inps) un continuo sgorgare acqua per ventiquattro ore. Una fuoruscita del prezioso liquido che si perde senza essere utilizzato, se non per qualche decina di litri che viene consumata da parte di chi la preferisce all’acqua minerale. In totale, dalle sei fontane sistemate in Via G. Di Vittorio fuoriesce all’incirca una quantità d’acqua di 38.000 metri cubi annui. Il consumo medio annuo per un normale nucleo familiare è, mediamente di 150 metri cubi annui. L’acqua che si spreca dalle fontane di Via. G. Di Vittorio potrebbe soddisfare l’esigenza idrica di 250 famiglie. Non è poca cosa per una città come Crotone, se poi si aggiunge l’eliminazione dello spreco di altre fontane, il risparmio idrico si eleva e si ridurrebbe la bolletta della Congesi nei confronti della Sorical. Per mettere in essere il risparmio idrico sopra citato basta poco: installare in maniera definitiva ai sei tubi dove sgorga l’acqua in Via G. Di Vittorio, e ad altre fontane, un rubinetto che rimane chiuso quando nessuno ha necessità di riempire qualche bottiglia. In altre Città questo è stato fatto. Farlo a Crotone significherebbe dare un segnale importante da parte degli amministratori per la salvaguardia del bene primario mondiale. Se poi si provvede anche a pulire adeguatamente il luogo dove ci si reca per riempire qualche bottiglia d’acqua per renderlo più igienico, sarebbe ancora meglio.

 

 

 

agricoltura«In vista della scadenza naturale del Cpl (Contratto provinciale del lavoro) del settore agricolo e florovivaista prevista per il 31 dicembre prossimo, e dopo una serie di incontri e confronti con i lavoratori e le tre sigle sindacali, è stato inoltrato alle organizzazioni datoriali, la proposta di rinnovo contrattuale per la nostra provincia». Lo rendono noto in un comunicato stampa congiunto Stefania Taverniti per la Flai-Cgil, Franceso Fortunato per la Fai-Cisl e Massimo Comberiati per la Uila-Uil.
«Un contratto – sottolineano le sigle di categoria – che impatta sulla vita di circa 7.400 lavoratori del comparto che rimane difatti l’unico settore produttivo che anche qui da noi ha valori in crescita e che punta ad aumentare sempre di più. Tra le nuove proposte messe in campo, oltre ovviamente l’aumento salariale da noi proposto per il 6%, riguardano vari temi tra i quali crediamo non possa mancare, vista la grande incidenza degli infortuni in agricoltura, l’attenzione per la stipula di convenzioni con le istituzioni locali per poter fornire occasioni di informazione e formazione dei lavoratori, sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. La possibilità di avere il trasporto direttamente nei campi, la facoltà di poter vedere ridotto il contratto da tempo pieno a part-time per esigenze familiari, la regolamentazione degli appalti per le cosiddette cooperative ed imprese “senza terra” e la possibilità, anche per questo settore di avere un premio di produttività. Un articolo intero disciplina poi le particolari necessità dei lavoratori migranti oggi sempre più numerosi sulle nostre terre. Queste ed altre proposte saranno ora al centro dell’attività di confronto con le organizzazioni datoriali, augurandoci che si trovi, senza troppa fatica, un’intesa su tutte le proposte avanzate».

 

 

 

 

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