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Giovedì, 09 Febbraio 2023

SPORT NEWS

E' in corso dalle prime luci dell'alba una vasta operazione di servizio condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, che vede impegnati i militari del capoluogo lombardo, quelli brianzoli, delle province confinanti nonche' di Crotone, Reggio Calabria e Bari, nello smantellamento di una "locale" della 'ndrangheta dedita al traffico internazionale degli stupefacenti, all'usura, all'estorsione ed alle rapine. L'attivita' prevede l'esecuzione di una misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Milano, Andrea Ghinetti, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia - Alessandra Dolci e Marcello Tatangelo - nei confronti di 27 cittadini italiani e un albanese, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti, usura e estorsione e rapine. L'attivita', avviata nel gennaio del 2013, ha gia' portato all'arresto, in flagranza di reato di 9 pregiudicati ed al sequestro di circa 200 chilogrammi di sostanze stupefacenti. L'indagine ha acquisito nei confronti di 11 fra gli arrestati, incontrovertibili elementi probatori in ordine alla loro affiliazione alla 'ndrangheta. L'attivita' investigativa, inoltre, ha permesso di ricostruire le dinamiche criminali proprie della "locale" di Mariano Comense (Co) che, dedita al traffico internazionale degli stupefacenti destinati ai mercati lombardi, calabresi e pugliesi, realizzava ulteriori profitti sottoponendo ad estorsione i commercianti del territorio non tralasciando l'usura e le rapine. Nel corso delle indagini e' emerso palesemente il disaccordo tra
la figura del capo e quella di un affiliato che rivendicava per se' un ruolo di maggiore preminenza all'interno della struttura. La questione e' stata oggetto di numerose "discussioni" ed e' stata portata all'attenzione dei vertici criminali in Calabria.

 

 

 

 

 

 

 

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MILANO - Si è chiuso ancora con una sentenza di assoluzione dal reato di associazione a delinquere di stampo mafioso il processo d'appello bis a carico di 6 presunti affiliati al clan della 'ndrangheta Paparo, radicato in Brianza, ma originario di Isola Capo Rizzuto. I giudici della Quarta Corte d'Appello di Milano hanno disposto una serie di condanne relative ad alcuni reati minori (come lesioni e porto abusivo di armi), facendo decadere l'accusa di associazione a delinquere aggravata dalla finalità mafiosa, così come aveva chiesto l'avvocato Amedeo Rizza. La pena più alta, 5 anni e 10 mesi, è stata inflitta a Marcello Paparo, imprenditore ritenuto dagli inquirenti il capo della 'ndrina di Monza che - stando all'accusa - si sarebbe procurato appalti e commesse nel settore del movimento terra attraverso minacce, intimidazioni e pestaggi. In primo grado i 6 imputati erano stati tutti assolti dal Tribunale di Monza dall'accusa di associazione e delinquere di stampo mafioso. Sentenza ribaltata nel successivo processo d'Appello che aveva accolto l'impianto accusatorio della Procura e disposto una serie di condanne per il reato associativo, compresa quella a 12 anni e 7 mesi per Marcello Paparo. Il ricorso presentato dalle difese era stato accolto dalla Cassazione con l'annullamento del verdetto emesso in secondo grado. Di oggi la sentenza del processo d'appello bis che, in sostanza, ricalca l'impianto di quella emessa in primo grado dal Tribunale di Monza. Nel frattempo alcuni dei presunti 'ndranghetisti finiti alla sbarra, tra cui Marcello Paparo e Michele Ciulla, sono stati scarcerati.

 

 

 

 

 

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guardi saccoÈ stata una giornata milanese ricca di avvenimenti e di riconoscimenti quella di ieri (2 ottobre) per il maestro orafo crotonese Gerardo Sacco. Due grossi eventi che hanno avuto Sacco come protagonista. Il primo al pomeriggio quando alla Cascina Triulza di Expo, è stata presentata la giornata nazionale Lilt "Nastro Rosa", in collaborazione con Fondazione Triulza, dedicata alla valorizzazione dell'impegno pluridecennale Lilt per la donna e alla valorizzazione del ruolo della donna come catalizzatore di tanti percorsi di prevenzione, educazione e cura. Lo slogan scelto per l'edizione 2015 della campagna "Lilt for Women – Campagna Nastro Rosa" è semplice e diretto, ma il messaggio è importantissimo: "La prevenzione vince!". Tema molto caro al maestro Sacco che da tempo ha intrapreso una collaborazione con la lega italiana per la lotta contro i tumori. È stato il presidente della Lilt Italia Francesco Schittulli a dare il via alla manifestazione: «Oggi – ha detto Schittulli - riusciamo a guarire l'85% di tutti i tipi di cancro al seno, ma potremmo arrivare al 98%». Alla presenza del commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, il maestro Gerardo Sacco ha consegnato la sua creazione per la Lilt, una spilla che riproduce il nastro rosa – simbolo della campagna Lilt – a cui è legato un riccio d'argento alle tre testimonial delle campagne di prevenzione Lilt Emanuela Folliero, Francesca Senette e Anna Falchi. Una creazione che ha avuto enorme successo e che il maestro ha donato alla Lilt. Ma Gerardo Sacco ha voluto anche ringraziare il presidente Lilt Italia per il suo impegno offrendogli un paio di gemelli, appositamente creati, sempre raffigurante il riccio – da tempo vero must del maestro Sacco. In serata, poi, Sacco si è spostato al teatro degli Arcimboldi, sempre a Milano, per il nuovo debutto de "I promessi sposi". Nuova versione dello spettacolo di Michele Guardì che ha girato tutta Italia, collezionando oltre trecento 300 repliche. Una versione rivista ed elaborata apposta per Expo e che conta sulla nuova coreografia di Luciano Cannito, con 20 ballerini. Tredici interpreti tra i più bei nomi dello spettacolo musicale italiano: Noemi Smorra (Lucia), Giò di Tonno rientra nei panni di Don Rodrigo, Graziano Galatone (Renzo), Vittorio Matteucci (l'Innominato) e Christian Gravina che veste i panni di Fra Cristoforo e del Cardinale Borromeo. La prima edizione debuttò nel 2010 addirittura allo stadio di San Siro. Una rilettura in chiave musicale del capolavoro di Manzoni, ma molto vicina al testo originale. Una nuova versione in cui molte cose sono cambiate, ma non i prestigiosi gioielli del maestro Gerardo Sacco che ha ricevuto gli applausi di tutto il teatro degli Arcimboldi quando al termine della rappresentazione il regista Michele Guardì lo ha chiamato sul palco per rendere merito all'arte dell'orafo crotonese. È stata, dunque, una giornata milanese ricca di applausi e riconoscimenti per Gerardo Sacco che tra solidarietà e spettacolo ha ricevuto grandi apprezzamenti non solo per la sua arte nel forgiare pezzi di bellezza unica, ma anche per le sue qualità umane. Ottobre, però, sarà per il maestro Sacco un mese di appuntamenti in giro per l'Italia.
Già domani (4 ottobre) al Premio Bellini di Catania, nell'omonimo teatro, sfileranno i mori di Caltagirone insieme ai pupi realizzati nei laboratori crotonesi, mentre il prossimo 8 ottobre, nell'aula dei gruppi parlamentari alla Camera dei Deputati, Sacco sarà impegnato per la consegna del "Premio America".

 

 

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pino expoUna festa con molto movimento, ma anche con poche attrattive in proposito dei prodotti della terra quella che sta avvenendo a Milano per l'Expo. Si e' parlato per anni dell'evento Expo, si sono contati addirittura i giorni che mancavano per visitarlo. Ebbene, anche noi della Provincia Kr lo abbiamo visitato e l'impatto con la grande esposizione mondiale alimentare ha suscitato poco entusiasmo stando, anche, a quello che dicevano i tantissimi presenti. La nota negativa su tutte: i prodotti alimentari di ogni Paese poco visibili. Dopo lunghe code per accedere al padiglione da visitare, per sapere usi e costumi alimentari, occorre entrare nell'angolo ristorante e qui la sorpresa: prezzi salatissimi per una semplice portata. Prodotti che solitamente si trovano in ogni supermercato e centri commerciali rappresentano la novita' dell'Expo. L'Italia ospita da tanti anni cinesi, pakistani, polacchi e gente proveniente da ogni parte del mondo che portano con loro anche le tradizioni alimentari. Cio' che ci ha colpito dell'Expo, sono stati sopratutto i tantissimi giovani studenti arrivati da tutta la Lombardia, l'architettura dei cluster sparsi  nell'immensa distesa Rho-Pero. Una vera citta' del terzo millennio costruita senza cemento. Arrivarci e' facile, ma occorre seguire attentamente le indicazioni. Gli ingressi, tanti, sono regolati da giovani assunti per l'occasione che evidenziano molta gentilezza. Per il crotonese o calabrese che si aspettava un padiglione della Regione con i tradizionali prodotti alimentari, la delusione e' stata maggiore: esposte soltanto le cipolle di Tropea. Il padiglione del vino Italia espone tutti i vini, a volere leggere la provenienza ci vorrebbe qualche ora. Tra i tanti vini non era presente quello che si consumava gia' nell'antica Graecia e prodotto nel crotonese. In ogni caso e' pur sempre un evento mondiale in un Paese, Italia, che in questo periodo si diverte poco a causa delle tante negativita' del quotidiano. Come dicevamo prima, l'evento e' apprezzato per quello che ruota all'esterno dei padiglioni: sfilate, concerti, dibattiti. Sembra vivere in una citta' nel normale giorno di festa. Positivo anche per i mille giovani volontari che hanno accettato di rendersi utili all'Expo per esperienza personale. Il padiglione Italia il piu' visitato, per entrarci minimo novanta minuti di coda. All'interno filmati che evidenziano l'immensa cultura italiana. All'imbrunire la "citta' Expo si popola di soli adulti. Cosa ne sara' di questa immensa struttura a fine Expo e' noto a tutti, verra' smantellata. Lasciarla come un grosso outlet internazionale sarebbe una idea da non sottovalutare.

 

 

 

 

 

 

 

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carvelli antonio5Quindicimila sono stati gli iscritti che hanno preso parte alla XV maratona di Milano (15esima SwisseGas Milano Marathon). Un caldo torrido ha contraddistinto questa edizione, conclusasi nel primo pomeriggio dello scorso 12 aprile. Quasi cinquemila iscritti hanno preso parte alla lunghissima maratona di quarantadue chilometri, mentre i restanti partecipanti si sono sfidati in una staffetta composta da quasi tremila squadre, che ha reso la competizione molto più avvincente. La quindicesima edizione della maratona di Milano ha visto trionfare, su tutta la linea, il Kenya che ha dominato nelle varie competizioni previste dalla maratona. Kenneth Mungara ha vinto in 2 ore 08' e 44''. Il Kenya non deve essere orgoglioso solo di Kenneth, ma anche del secondo e terzo classificato alla competizione, ovvero Cyprian Kotut, che si è classificato secondo con un ritardo di un minuto circa rispetto a Mungara, e Philomen Bearu che si è invece dovuto accontentare del terzo posto, con un tempo pari a 2 ore e 9 minuti complessivi. Nel settore femminile invece a trionfare è stata la giovane ragazza Lucy Karimi in 2 ore e 27 minuti. All'evento era presente il podistica crotonese Antonio Carvelli tesserato "Gs Interforze Torino". Antonio è partito in prima fila (estato ripreso più volte dalle telecamere di Rai Sport che seguivano l'evento). «È stata una partenza brillante - commenta l'atleta - pur non avendo fatto una specifica preparazione, sono riuscito a tagliare il traguardo dei 42,195 chilometri. Mi sono lanciato nella gara, la prima parte è volata, i problemi si sono presentati con l'aumento della temperatura, ho avuto un pit-stop per problemi gastrointestinali, una disattenzione sulle basole mi ha fatto cadere intorno al 26 chilometro e, sul finire, a circa 300 metri dall'arrivo, i crampi hanno avuto la meglio e mi sono dovuto fermare fin quando dopo circa 3' interminabili minuti, sono passati e sono ripartito tagliando il traguardo solo per esperienza, in 3h04'49". Mi ritengo davvero molto soddisfatto - conclude Carvelli - è stata dura, ma mi sono portato un altra esperienza e un altra medaglia a casa». Gli altri appuntamenti podistici di Carvelli saranno a Lucca il 3 maggio prossimo, e poi a metà maggio, gli Europei di Atletica a Grosseto.

 

 

 

 

 

 

 

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Segantini2

La sobrietà delle cose umili, il rapporto primitivo tra l'uomo e la Natura, la luminosità dei paesaggi alpini sono motivi ricorrenti e fonte d'ispirazione per l'estro artistico e l'abilità espressiva di Giovanni Segantini, impareggiabile maestro della tecnica divisoria, in mostra presso il Palazzo Reale di Milano fino allo scorso 18 gennaio. Seguendo, passo dopo passo, i ritmi ancestrali della vita alpestre e succhiando il nettare della genuinità delle atmosfere rupestri, l'artista ne rappresenta in ogni sua opera la poesia con le sue sfumature romantiche e, a volte, malinconiche delle sue pennellate. Nei volti umili delle madri, dei laboriosi braccianti, contadini, mandriani, si leggono i duri solchi scavati dalle rughe e la fatica giornaliera, ma anche la purezza, l'amore e la dolcezza dei sentimenti che uniscono «tutte le femmine di tutti i sereni animali che avvicinano a Dio». Il sincronismo elettivo della tenera unione tra madre e figlio, elemento fondamentale del percorso umano e artistico del pittore, si presenta ricorrente in molti suoi quadri: il dramma della scomparsa prematura della propria madre, all'età di sette anni, ne influenza in modo fatale gran parte della produzione; tale rapporto viene vagheggiato con nostalgia e delicatezza rare; tanto più quando è iconograficamente accostato ai "cuccioli" di altre creature: vitellini con mucche, pulcini con chiocce, agnellini con pecore, specularmente rispecchiano la benevolenza e l'afflato della prima consanguineità. Le calde sfumature colorate del tramonto e il soave passaggio delle stagioni si imprimono sulle superfici e costellano i quadri di pulviscolo iridescente, rasserenando la mente dell'osservatore. Nell'armonia della quotidianità trova davvero rifugio la bellezza; la grazia delicata di variegate figure e forme bucoliche ci accompagna gradualmente verso un mondo semplice e antico. La spettacolarità imponente dei paesaggi dilata immaginazione e pensiero, che spaziano liberi tra gli echi delle gole delle catene montuose e si espandono all'infinito.

 

 

 

 

 

 

 

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