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Lunedì, 26 Settembre 2022

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nicodemo oliverio«Il vino calabrese al Vinitaly e' l'esempio di una Calabria sempre piu' forte in questo settore. Una Calabria moderna, brillante, gradevole, di qualita': proprio come il suo vino».

 

E' quanto ha dichiarato in una nota Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd in commissione Agricoltura della Camera dei deputati.

 

«Il fatto che per la prima volta la Calabria - dichiara l'onorevole oliverio - si presenti al Vinitaly in una sola area espositiva di 900 metriquadri è un merito di straordinaria importanza che va ascritto alla Regione e al presidente Mario Oliverio che a questo risultato ha lavorato in prima persona».

 

«Ben 56 aziende - elenca il parlamentare - e i consorzi 'Tutela vini doc Ciro' e Melissa' e 'Tutela e valorizzazione vini dop terre di Cosenza' affermano ed esaltano la maturita' del settore, anche per l'alta qualita' delle aziende vitivinicole calabresi. "Tremila anni di storia, tradizioni e cultura: la nostra passione nel tuo bicchiere" è il felice slogan che accompagna la produzione calabrese, forte di un patrimonio di circa 350 vitigni, con 12mila ettari di vigneto e una produzione di 400mila ettolitri all'anno, di cui il 70 per cento rosso e il 30 per cento bianco».

 

«La Calabria - rende noto Oliverio - produce 10 milioni di bottiglie, con un'esportazione estera del 15 per cento. Numeri importanti che vanno rafforzati e potenziati. I vitigni autoctoni calabresi danno vita a moltissime varieta' di vino, tra cui 9 Dop e 9 Igp».

 

«Il settore - commenta - è in crescita, ma va sostenuto nel suo percorso di ulteriore espansione, produzione e commercializzazione. L'avvio del Psr calabrese, i bandi Ismea, i 'pacchetti giovani' del ministero delle Politiche agricole, potranno rappresentare per il settore vitivinicolo calabrese, una grande occasione, forse la piu' importante degli ultimi 10 anni».

 

 

Pubblicato in Attualita'

discariche veronaVERONA - Discariche totalmente abusive, prodotti pericolosi, tra cui salme provenienti dai cimiteri, interrati senza alcun rispetto della normativa vigente, camion carichi di rifiuti intestati ad una ditta calabrese smaltiti in maniera illecita in Veneto: e' quanto ha scoperto la Polizia stradale di Verona con un'indagine che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 19 persone, tutti imprenditori residenti nelle province di Milano e Verona, al sequestro di diverse aziende e di circa 35mila tonnellate di rifiuti. Ed è coinvolta nell'inchiesta anche una ditta di autotrasporti di inerti e rifiuti di vario genere con sede legale a Melissa (Crotone), ma operante in provincia di Verona. L'azienda è stata sanzionata con 250mila euro. I titolari calabresi della stessa azienda risultano coinvolti in un'altra indagine della Squadra mobile scaligera per lo smaltimento di rifiuti pericolosi a Ronco all'Adige (Verona) avviata a ottobre del 2014 e che avrebbe portato all'inquinamento della falda e al sequestro, lo scorso luglio, di un'oasi naturalistica lo scorso. «Al momento - ha detto il comandante della Polizia stradale di Verona, Girolamo Lacquaniti - non abbiamo un riscontro oggettivo di un legame con la criminalità organizzata di tipo mafioso, in questo caso come la 'ndrangheta. Il rischio mafioso - ha spiegato Lacquaniti - è un rischio con le quali tutte le aree geografiche devono tener conto, in questo momento non possiamo escludere nulla, la polizia vigila affinché il territorio ed i suoi residenti siamo tutelati, ma credo che sia impossibile escludere il rischio di infiltrazioni per qualsiasi provincia italiana"». Proprio a Ronco all'Adige, in questa indagine la Polstrada ha sequestrato un'area di 4 mila metriquadri nella quale erano depositati mille metricubi di rifiuti pericolosi, ma anche resti umani, derivanti dalle operazioni di esumazione ed estumulazione delle salme in cimiteri che non sono ancora stati individuati. Questa azienda non aveva nessuna autorizzazione. Gli altri sequestri hanno interessato aree e depositi nei comuni di Arcole, Castelnuovo del Garda, Sommacampagna, Villafranca di Verona, Povegliano Veronese, Sona e Vigasio; in quest'ultimo sito erano depositate decine di bancali di Eternit in pessimo stato di conservazione. Tra i rifiuti scoperti dai poliziotti c'erano scarti di metalli e altri materiali pericolosi per l'ambiente.

 

 

 

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gerardo sacco tastevin2VERONA - Gerardo Sacco consegna al Vinitaly il Tastevin del 50esimo anniversario dell'Associazione italina sosommelier (Ais). «Il tastevin - informa una nota - più grande e prezioso del mondo. A conclusione della terza giornata del Vinitaly, ieri sera, nella città scaligera, è stata presentata presso l'area Mipaaf (Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali). È una creazione orafa assolutamente centrale - commenta la nota - in un'iniziativa dell'Ais nazionale che prenderà forma e impegnerà l'associazione nei prossimi mesi. In occasione del 50° compleanno dell'Ais, che sarà celebrato il prossimo 7 luglio, il maestro orafo crotonese Gerardo Sacco ha realizzato il prezioso tastevin commemorativo di cui ha voluto far dono all'associazione. Si tratta di un'opera prestigiosa: una creazione a sbalzo e cesello in argento dedicata ai 50 anni dell'associazione nazionale più importante dei sommelier. Il gioiello di Sacco - è scritto ancora nel comunicato - sarà nei prossimi mesi il testimone di una simbolica staffetta tra tutte le 22 associazioni regionali dell'Ais fino a giungere a Milano, dove Maria Rosaria Romano, presidente dell'Ais Calabria, lo consegnerà il 7 luglio al presidente nazionale Antonello Maietta. Gerardo Sacco ha creato per l'occasione in esclusiva un pezzo unico in argento 925/000. Si tratta di un eccezionale "taste vin" (il classico assaggiavini dei sommelier) dal diametro di 30 cm pesante quasi un chilo, cesellato, sbalzato, inciso e smaltato interamente a mano. E' una vera e propria scultura - prosegue la nota - che al centro vede raffigurato un Dioniso interpretato da Sacco come maschera apotropaica, il talismano magnogreco propiziatore di salute, fortuna e felicità. Per celebrare il 50° anniversario della fondazione dell'Ais, il maestro orafo ha utilizzato le classiche "bolle" e le "perle" del taste-vin che nell'opera diventano 22: una per ogni emanazione regionale dell'Associazione italiana sommelier e l'incisione della frase "Ais 1965-2015 - da cinquant'anni il racconto del vino"».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura e spettacoli
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