Lunedì, 25 Gennaio 2021

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ISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri forestali nei giorni scorsi hanno sequestrato un apiario all’interno di un eucalipteto in località “Concio”. Le arnie non figuravano registrate nella banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario non è stato ancora individuato. Durante un controllo del territorio i militari delle stazioni dipendenti dal Gruppo carabinieri forestale Crotone hanno localizzato in un eucalipteto un apiario sospetto. Le arnie, infatti, non recavano l’indicazione del codice aziendale e l’apiario era privo del cartello identificativo obbligatorio. L’apiario non figurava registrato alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Malgrado i numerosi contatti stabiliti con i veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale e diversi apicoltori non è stato possibile individuare il proprietario. Le modalità di gestione dell’apiario sembrerebbero indicare che il proprietario provenga dalla Sicilia. Alcune arnie recavano i contrassegni Md e altre Ms. Molte di esse erano complete di melari, segno che l’alveare era in produzione. Gli eucaliptus, d’altronde, sono ancora in fioritura e non doveva mancare polline e nettare così ricercati dalle api. Sono state poste sotto sequestro in tutto 67 arnie. Il servizio veterinario, al momento degli accertamenti non presente sul luogo, dovrà eseguire controlli ulteriori per verificare la condizione sanitaria degli insetti, così come previsto dalle norme vigenti. Il rinvenimento dello scarabeo dell’alveare (Aethina tumida), parassita delle api endemico dell’Africa sub sahariana, nel 2014 nella provincia di Reggio Calabria e successivamente in Sicilia, ha destato preoccupazione negli addetti ai lavori. Il coleottero, infatti, è in grado di moltiplicarsi rapidamente in presenza di larve di api e di miele in favo. Gli esemplari adulti possono volare fino ad alcuni km e colonizzare altri alveari. La movimentazione di alveari e di loro parti è soggetta a precise restrizioni sotto il controllo dei Servizi veterinari dell’Asp, con l’obiettivo di prevenire la diffusione dei parassiti che rischierebbero di infliggere danni enormi ad un settore già penalizzato dalla presenza di zoopatie e dall’uso sconsiderato di pesticidi in agricoltura.

Pubblicato in Cronaca

arnie api sequestroI carabinieri forestali, alcuni giorni fa, hanno rinvenuto e sequestrato un apiario nei pressi di un eucalipteto in località "Scarazze" del territorio di Cutro. Le arnie non erano state registrate nella banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario è stato individuato e deferito all’Autorità giudiziaria. È accaduto durante un controllo del territorio da parte dei militari del Gruppo carabinieri forestale di Crotone che hanno individuato, su un terreno di proprietà privata, limitrofo ad un bosco di eucaliptus, un apiario sospetto. Le arnie, infatti, non recavano l’indicazione del codice aziendale e l’apiario era privo del cartello identificativo obbligatorio. Gli accertamenti, avviati subito, hanno acclarato che l’apiario non era registrato alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale così come previsto dalle norme vigenti. Il proprietario delle arnie, un giovane apicoltore del Crotonese, è stato individuato e deferito alla Procura della Repubblica. Sono state poste sotto sequestro in tutto 31 arnie. Il servizio veterinario dovrà eseguire accertamenti ulteriori per verificare la condizione sanitaria degli insetti.
L’anagrafe apistica nazionale (Bda) è stata istituita per consentire una sorveglianza più efficace delle malattie delle api. Ogni apicoltore, o chiunque detenga api a qualsiasi titolo, deve registrare nella Bda le informazioni relative agli spostamenti di alveari, effettuati a qualsiasi fine. Alcune aree del territorio della Calabria e recentemente anche della Sicilia, sono state interessate dalla presenza di un coleottero originario del Sudafrica, Aethina tumida, molto dannoso per gli alveari. La registrazione nella Bda si è rivelata essenziale per una efficace sorveglianza epidemiologica. La presenza di fioriture diffuse nel territorio del Crotonese spingerebbe apicoltori al nomadismo apiario, talvolta irregolare, col rischio di diffusione di parassiti. L’intervento dei carabinieri forestali è volto a salvaguardare il patrimonio apistico del Crotonese fortemente minacciato dall’uso di pesticidi, impiegati talvolta indiscriminatamente in agricoltura, e dalla diffusione incontrollata di parassiti.

 

 

 

 

 

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