Martedì, 26 Gennaio 2021

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Congesi, la società che si occupa del servizio idrico in città comunica che «ha ricevuto una nota da parte di Sorical con la quale si informa che per procedere ad alcuni lavori sulla cabina elettrica a servizio dell'impianto di potabilizzazione denominato "Neto" saranno costretti a fermare lo stesso impianto in data 16 dicembre 2020 dalle ore 9 alle ore 17».

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Congesi, la società che si occupa del servizio idrico in città comunica che «ha appena ricevuto una nota da parte del Corap, con la quale si informa che «per procedere alla riparazione della condotta di adduzione di adduzione al Potabilizzatore di Crotone, interromperanno il flusso dell'acqua nella stessa condotta a partire da domenica pomeriggio 6 dicembre prossimo».

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Congesi, la società che si occupa del servizio idrico in città, comunica che «a seguito degli eventi alluvionali dei giorni scorsi, è stata riscontrata una copiosa perdita sulla condotta idrica in uscita dal serbatoio di accumulo denominato "Vescovatello Alto"».

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Congesi comunica che «nei giorni scorsi è stata individuata una copiosa perdita sulla condotta idrica in uscita dal serbatoio di accumulo denominato "Vescovatello alto". Considerata l'entità della perdita, per procedere alla riparazione della stessa è necessario sospendere la relativa fornitura idropotabile».

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I consiglieri comunali Salvatore Riga e Domenico Ceraudo hanno depositato una mozione con contestuale proposta di deliberazione per la prima adunanza utile per fornire sostegno ai commercianti di Crotone colpiti dall’emergenza Covid.

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«La querelle infinita tra Sorical e Congesi è diventata insostenibile. I crotonesi sono stanchi di dover subire continui soprusi». È quanto sostengono i 19 firmatari* di una nota diffusa alla stampa che comprende esponenti del M5s, Pd e Terzo settore che richiamano l'esperienza del comitato "Acqua bene comune". «Vuoi per le perdite della rete – commentano – ormai logora e obsoleta, vuoi per questioni economiche tra l'azienda e il consorzio che gestisce appunto la distribuzione alle varie utenze, c'è sempre una scusa buona per lasciare i rubinetti dei cittadini a secco. È chiaro che parte delle responsabilità potrebbe essere imputata ad una parte dell'"utente domestico" che "non paga" o che è "abusivo"».

«Per quanto, in realtà, il dibattito sulla sostenibilità finanziaria – evidenziano – della gestione idrica sia così datato, nel Paese e in Calabria, da far pensare che il problema o i problemi possano essere altri. La Sorical, società mista a prevalente capitale pubblico con partecipazione del 53,5% della Regione Calabria e il 46,5% di Acque di Calabria Spa (100% della multinazionale francese "Veolia"), è in liquidazione da 7 anni, in gestione commissariale. Il 2019 è stato un anno terribile, di roventi polemiche politiche scaturite da assunzioni senza concorso e da uno stanziamento di ben 68 milioni da parte della Regione per non meglio specificati lavori. Tutto in periodo pre-elettorale. Ma l'attuale commissario, che è lì per "liquidare", non ne vuole sapere».

«Bisognerebbe però chiedersi – proseguono – se è davvero tutta colpa dei cittadini e dei comuni calabresi morosi o se c'è dell'altro. È facilmente reperibile, ad esempio, su varie testate giornalistiche online, una storiella molto interessante, e verificata da atti giudiziari, su spericolati investimenti finanziari, i cosiddetti derivati, fatti proprio nel periodo della crisi del 2008. Perché una società di gestione delle acque dovesse fare rischiose operazioni finanziarie del genere non si capisce e il danno pare essere considerevole. Ma dalle nostre parti, se c'è un problema, si trova "la soluzione": la gestione commissariale, che però serve solo a rendere sistemica l'emergenza stessa».

«Dieci anni fa – ricordano –, di questi tempi, erano già iniziate le prime assemblee per l'Acqua pubblica (Acqua bene comune) in tutta la Calabria e in tutto il Paese. Quel movimento avrebbe poi portato l'intera nazione a vivere un momento esaltante dal punto di vista democratico. Che cosa è rimasto di quella tornata referendaria del 2011, vinta dai "Sì" con oltre il 95% dei consensi? La maggioranza assoluta, si espresse a favore il 52% degli elettori! Nulla. Ancora oggi fino al 7% di quanto raccolto dalle società di gestione delle risorse idriche diviene profitto e continua ad andare nelle loro casse. Intanto le condotte rimangono un colabrodo, con una percentuale di risorsa persa nel tragitto che alcuni stimano sia del 50%, e che se anche non fosse realmente più alta sarebbe comunque uno spreco devastante».

«E poi ci sono – ricordano – i meravigliosi laghi silani, le dighe e gli impianti idroelettrici gestiti direttamente dalle multinazionali dell'energia. Quanto si conosce davvero della loro gestione, della gestione della risorsa idrica e del territorio circostante? Forse sono domande che bisognerebbe iniziare a porsi. Tutto ciò è diventato insostenibile, oggi più che mai dopo l'emergenza per il coronavirus. Non va bene per l'economia della Regione e dei cittadini, è criminale per questa terra che ci ospita e ospiterà i nostri figli, è irrispettoso per la democrazia e le scelte che abbiamo preso dieci anni fa come cittadini ed è ingiusto per Crotone, i crotonesi e i calabresi tutti», concludono.

*FIRMATARI

  • Andrea Correggia
  • Filippo Sestito
  • Anna Melillo
  • Rosa Anna Carvelli
  • Otello Chimenti
  • Mariapaola Ursini
  • Davide Monte
  • Emilio Pirillo
  • Paolo Sesti
  • Sara Greco
  • Giuseppe Papaleo
  • Antonio Iritale
  • Letizia Scotta
  • Alessandro Milito
  • Francesco Scuteri
  • Michele Scerra
  • Vincenzo Medici
  • Fabio Riganello
  • Leonardo Torchia

 

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