Mercoledì, 25 Novembre 2020

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concioIl patrimonio monumentale del nostro territorio sotto la minaccia continua del depauperamento.

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Alcune  vicende di mare accadute nelle acque crotonesi tra Crotone ed Isola dal 1583 al 1740.

Pubblicato in Cultura Krotonese

gianluca brunoFar lavorare gratis i migranti come propone Alfano? Non è fattibile. E' secco il giudizio di Gianluca Bruno (foto), sindaco di centrodestra di Isola Capo Rizzuto, comune sulla costa ionica crotonese che negli anni ha legato il proprio nome al centro di accoglienza per immigrati più grande d'Europa, il "Sant'Anna". Nella struttura gravitano ogni giorno un migliaio di migranti, ma nei momenti "caldi" degli arrivi, il numero può arrivare sino a 1.500, capienza massima del Cara. Gli ospiti del centro non hanno limitazioni e possono uscire quando vogliono per recarsi in paese o spostarsi a Crotone o in qualsiasi altra località. Al termine dell'odierna Conferenza Stato-Regioni il ministro dell'Interno, Angelino Alfano,ha dichiarato in proposito: «Dobbiamo chiedere ai Comuni di fare applicare la nostra circolare che permette di fare lavorare gratis, ovviamente, i migranti che risiedono nei Comuni. Invece di stare li' a non fare nulla, che li facciano lavorare". Il sindaco Bruno, che il fenomeno dell'immigrazione lo conosce, avendo sul territorio una simile struttura ha replicato: «La proposta del ministro - ha spiegato - è da valutare a 360 gradi, non può essere l'applicazione fine a se stessa di una circolare. Ma comunque non è possibile impiegare gratis i migranti visto che la nostra normativa prevede che ogni lavoro abbia un corrispettivo in denaro». «E poi - si chiede il sindaco - quali lavori dovrebbero fare? Verrebbero occupati nel pubblico o nel privato? Questa dei migranti è sicuramente une tematica importante sulla quale occorrerebbe un ragionamento serio. Un loro impiego potrebbe anche essere una decisione utile, dal momento che potrebbero essere impiegati per la cura del verde pubblico piuttosto che per altri impieghi». Resta tuttavia il problema di fondo dell'impossibilità, ad avviso del Sindaco di Isola Capo Rizzuto, del mancato pagamento. Ma anche qualora fosse previsto un compenso, la fattibilità della proposta, secondo Bruno, non sarebbe possibile: «se pagassimo i migranti per farli lavorare, cosa direbbero poi gli italiani? Potrebbero sentirsi parte lesa dal momento che una eventuale fonte di sostentamento verrebbe dirottata sui migranti per mezzo di un provvedimento. Ciò dimostra che quella dell'immigrazione è veramente una tematica delicata».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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omicidio catizone2Sarebbe Carmine Pullano, di 31 anni, l'autore dell'omicidio del giovane Maycol Catizone. L'uomo è stato fermato dai carabinieri. Il sedicenne era stato ucciso con due coltellate al termine di una lite scoppiata per futili motivi in un bar a Isola Capo Rizzuto, nel corso della quale sono stati feriti in modo lieve anche altri due giovani. L'episodio è accaduto in piazza Roma, davanti al bar Romania Style. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri del  Comando provinciale di Crotone, Pullano ha avuto una lite con un ragazzo del gruppo di cui faceva parte Catizone. Ne è nata una rissa nel corso della quale il trentunenne ha ferito con una coltellata un ragazzo. L'uomo è quindi uscito fuori dal locale dove ha sferrato altri fendenti, due dei quali hanno raggiunto Maycol al torace e al fianco, uccidendolo, e ferito un altro ragazzo. Avrebbe festeggiato il suo sedicesimo compleanno tra 9 giorni, Maycol Catizone. Il giovane è però spirato durante il trasporto verso l'ospedale di Crotone per due coltellate subìte, una sul lato destro del petto e l'altra al fianco sinistro. Nessuna conseguenza grave, invece, per i due suoi amici, di 23 e 20 anni. Uno è stato ricoverato nel reparto di chirurgia dell'ospedale di Crotone mentre l'altro ha rifiutato il ricovero.

 

L'autore si nascondeva sotto una pila di materassi in una casa vuota.

E' stato trovato nascosto sotto una pila di materassi in un'abitazione usata solo d'estate dalla madre, Carmine Pullano, il trentunenne disoccupato sottoposto a fermo dai carabinieri della Compagnia di Crotone e del Reparto operativo per l'omicidio del sedicenne Maycol Catizone ed il tentato omicidio di altri due ragazzi, avvenuto nella tarda serata di ieri a Isola capo Rizzuto. Subito dopo l'accoltellamento, i carabinieri hanno visionato le telecamere di sicurezza del bar davanti al quale è avvenuto l'omicidio ed hanno ascoltato i testimoni presenti al fatto, mentre gli esperti delle investigazioni scientifiche repertavano tutte le possibili fonti di prova. Dalla visione delle immagini della videosorveglianza, gli investigatori hanno subito riconosciuto Pullano, che era già noto alle forze dell'ordine per reati in materia di droga. I carabinieri si sono messi alla sua ricerca effettuando diverse perquisizioni in luoghi e abitazioni riconducibili alla famiglia di Pullano. In uno stabile in cui abitano due dei suoi tre fratelli, in un'abitazione attualmente disabitata ma usata solitamente dalla madre dell'uomo nel periodo estivo, i militari di Isola Capo Rizzuto, dopo aver abbattuto la porta di ingresso, hanno notato la mano di Pullano spuntare da sotto la pila di materassi e lo hanno bloccato alle prime luci dell'alba. L'uomo è stato portato nel carcere di Catanzaro a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

Il responsabile della tragedia: «Non volevo ammazzare nessuno».

«Non volevo ammazzare nessuno, con quel coltellino non capisco come sia stato possibile». A dirlo, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato lo stesso Carmine Pullano, il trentunenne fermato con l'accusa di avere ucciso con due coltellate il sedicenne Maycol Catizone. L'uomo, in un primo momento, avrebbe cercato di negare le proprie responsabilità per poi ammetterle, implicitamente. A lui i carabinieri sono giunti sulla base delle riprese del sistema di videosorveglianza. L'identificazione è stata poi confermata dai due ragazzi rimasti feriti. I carabinieri stanno cercando il coltello usato per il ferimento mortale.

 

Il sindaco Gianluca Bruno: «Serve senso d'appartenenza da parte della comunità».

«Mettiamoci assieme per evitare che episodi del genere possano ripetersi in futuro. Serve il senso di appartenenza ad un territorio, il dovere civico di progredire per lasciare un futuro migliore a chi vivrà dopo di noi». Lo afferma il sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno, che, sul suo profilo Facebook, si stringe "alla famiglia del giovane Maycol". «La degenerazione - ha detto il sindaco Bruno - sta nel fatto che si è perso il dialogo nelle famiglie, si è smarrito 'lo stare insieme e socializzare', si è perso il senso di appartenenza ad una comunità, essere di Isola Capo Rizzuto! Bisogna fare tutti mea culpa per quanto accaduto. E non pensiamo che non riguardando direttamente noi, possiamo stare tranquilli».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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cane interna«Quando lo guardi ti chiedi come fa ad avere ancora fiducia nell'essere umano dopo quello che gli hanno fatto e poi ti domandi quale mente malata possa aver agito su un animale indifeso con tanta brutalità e ferocia». A raccontare la storia di questo cane sono i volontari dell'Anta onlus Capo Rizzuto, Associazione nazionale tutela animali, che hanno trovato l'animale di notte, buttato in un fosso. «Come fosse un gioco rotto - commentano i volontari dell'Anta - che non può più divertire i suoi crudeli aguzzini». I volontari hanno portato il cane al comando di Polizia municipale di Isola dove sta ricevendo le cure necessarie. «Le ferite riportate dall'animale sono molteplici – spiegano i volontari che se ne prendono cura – e da trascinamento, quindi possiamo immaginare che la povera bestia sia stata sottoposta ad un gioco perverso magari trascinato da un'autovettura. Il recupero è lento e doloroso ma lui non si arrende, lui vuole vivere. I cani - prosegue il comunicato - vengono spesso presi per compagnia o per i bambini, poi crescono, cambiano, magari si interpongono tra i propri padroni ed una vacanza o impegni vari e allora vengono "scaricati", abbandonati, vagano senza meta alla ricerca di cibo e non capiscono cosa abbiano fatto di male per meritarsi questa punizione. Nero, questo il nome che gli hanno dato i volontari è stato tradito due volte, prima dai suoi padroni che lo hanno considerato un peso e lo hanno abbandonato, e poi da chi considera torturare un animale come un divertimento. A tal proposito - conclude il comunicato - l'associazione Anta onlus Capo Rizzuto sta portando avanti un'opera di sensibilizzazione verso i giovani, attraverso eventi che hanno coinvolto i ragazzi dalle scuole elementari alle scuole medie, al fine di isolare gli episodi di violenza verso gli animali ed arginare il fenomeno dilagante del randagismo».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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gianluca bruno«Importante successo - informa una nota - in chiave turistica ottenuto dal comune di Isola Capo Rizzuto che, nei giorni scorsi, è stato premiato con la Bandiera Verde. Riconoscimento assegnato dall'associazione dei Pediatri italiani che individua le spiagge a misura di bambino. Ovvero: acqua cristallina e bassa vicino la riva; sabbia pulita dove i bambini possono divertirsi e giocare serenamente; bagnini e mezzi per la sicurezza; aree di ristoro nei pressi della spiaggia. In Italia - specifica la nota - sono solo 100 le località che possono fregiare questo particolare riconoscimento, 12 in Calabria, tra cui appunto l'intera area del comune di Isola di Capo Rizzuto. Ciò grazie soprattutto al lavoro svolto nell'estate precedente dall'amministrazione comunale, con la costante ed efficiente pulizia delle spiagge, controlli mirati delle acque e sicurezza in generale. Un traguardo molto importante - commenta il comunicato - che arriva in un particolare periodo dell'anno con la stagione estiva alle porte, un traguardo che per una località ad alta vocazione turistica come la nostra assume un valore ancora più importante. Sin dall'insediamento - ircorda la nota - quest'amministrazione ha mirato la valorizzazione delle coste e delle spiagge, per far tornare il turismo ai fasti di un tempo. Grazie ad un lavoro - conclude - meticoloso e ben organizzato della giunta guidata da Gianluca Bruno (foto), si iniziano a vedere i primi frutti».

 

 

 

 

 

 

 

 

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