Giovedì, 22 Ottobre 2020

SPORT NEWS

Il locale di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro”, composto dalle famiglie Manno-Trapasso-Zoffreo, era diventata una vera e propria holding criminale con ramificazioni operative non solo in Calabria ma anche in Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, nonché, con proiezioni estere. È quanto emerge dall’ordinanza dell’inchiesta “Malapianta” condotta dalla Dda di Catanzaro che quest’oggi ha portato le Fiamme gialle al fermo di 35 persone, al deferimento complessivo di 64 persone e al sequestro preventivo di beni per 30 milioni di euro.

 

DALLE INVESTIGAZIONI emerge che, oltre al dominio incontrastato del traffico di droga fra le province di Crotone e Catanzaro e l’usura praticata nei confronti di diversi imprenditori anche nel nord Italia, la “locale di San Leonardo di Cutro” «da anni esercitava la sua criminale influenza sulla gestione dei villaggi turistici nel territorio sottoposto al suo controllo, attraverso una costante quanto pesantissima vessazione posta in essere con l’imposizione di proventi estorsivi, di assunzioni di lavoratori vicini alla consorteria ‘ndranghetista nonché di fornitori di beni e servizi anch’essi graditi alle cosche annullando, di fatto, ogni forma di libero mercato e di concorrenza». Gli enormi proventi illeciti venivano poi riciclati dalla cosca anche mediante investimenti nei settori della ristorazione, dell’edilizia e delle stazioni di rifornimento carburante. Secondo gli inquirenti, la cosca sanleonardese agiva in rapporti di dipendenza funzionale con la cosca Grande-Aracri egemone sulla provincia.

 

LE ALTRE INDAGINI condotte nel corso degli ultimi anni hanno inoltre permesso di acquisire significativi elementi proprio sulla crescita di potere e di influenza criminale delle famiglie di ‘ndrangheta del territorio di San Leonardo di Cutro. Elementi, questi, che trovano piena conferma secondo i magistrati nell’odierna Operazione Malapianta che, all’esito di difficilissime indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone a partire dal 2017, consente di asserire l’esistenza a San Leonardo del “locale di ‘ndrangheta” riconosciuta con a capo le famiglie Mannolo e Trapasso. Fu lo stesso Nicolino Grande Aracri, nel corso di una conversazione captata in modalità ambientale alcuni anni fa, a sancire l’autorità mafiosa in quel territorio delle famiglie citate e a inserire i due capi famiglia, Alfonso Mannolo e Giovanni Trapasso fra i “grandi della ‘ndrangheta”.
La “locale sanleonardese” è dipinta nelle carte dell’inchiesta come una organizzazione delinquenziale ben identificata nei contesti criminali “crotonesi”. Il gruppo criminale inquisito risulta estremamente coeso, strutturalmente complesso ed altamente organizzato. Il metodo mafioso che l’indagine ha cristallizzato è quello tracciato dall’articolo 416 bis del codice penale. Forza di intimidazione del vincolo associativo, condizione di assoggettamento e condizione di omertà sono tutti parametri che sono stati documentati nella presente indagine “Malapianta”. Le vicende di diversi imprenditori, vittime delle cosche di San Leonardo, sono inequivocabilmente dimostrative del potere mafioso della famiglia Mannolo e dei fini associativi perseguiti oltre che del soffocamento che la ‘ndrangheta opera su ogni forma di impresa e, quindi, di sviluppo di questo territorio.guardia finanza crotone caserma gazzella

QUANTO EMERSO dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone, conferma la mole di dati riferiti dai collaboratori di giustizia e permette di individuare l’esistenza del locale di ‘ndrangheta a San Leonardo di Cutro, a partire almeno dagli anni ’70, appartenente al “Crimine” crotonese/catanzarese e pertanto riconosciuta da parte del superiore “Crimine” di Polsi. La ‘ndrangheta sanleonardese ha, nel corso dei decenni, diversificato la sua operatività criminale passando dal contrabbando di sigarette al narcotraffico, all’usura e alle estorsioni. L’attività investigativa svolta ha consentito di comprendere come il capocosca di San Leonardo, Alfonso Mannolo, e i suoi sodali avessero timore, sia delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, la cui scelta veniva giudicata dai medesimi “vergognosa”, che dei magistrati inquirenti di Catanzaro verso i quali si sprecano le ingiurie e, inoltre, del procuratore Gratteri accostato, nei loro commenti, a Giovanni Falcone. La locale di San Leonardo pare abbia una fortissima capacità di controllo e monitoraggio del territorio per censire “presenze sospette” di veicoli e/o soggetti appartenenti alle forze dell’ordine. I componenti della consorteria criminale erano anche in grado di ottenere informazioni sulle operazioni di polizia imminenti attraverso una oscura rete di fonti e connivenze. Oltre a ciò è stato accertato come i sodali effettuavano regolarmente attività di antibonifica per il rilevamento di microspie o per eludere le attività intercettive dei finanzieri. Tutto ciò, unito al monitoraggio in stile “militare” del loro territorio, certifica la capacità dei “santoleonardesi” di ostacolare e sottrarsi a qualunque forma di investigazione.

 

L'ASSERVIMENTO DEI VILLAGGI turistici del litorale ionico fra Crotone e Catanzaro è la sintesi di un progetto delinquenziale condiviso dalle consorterie operanti nella “circoscrizione” criminale di Cutro. Imprese rappresentative di quello che senza dubbio è il settore economico di maggior importanza in questo territorio e che soggiacevano al controllo criminale posto in essere con due metodologie distinte: l’estorsione di denaro contante per milioni di euro e il condizionamento e lo sfruttamento della gestione dei servizi quali manodopera, forniture e manutenzioni. In pratica le cosche nel tempo sono riuscite a imporre la loro assoluta egemonia in relazione a qualsivoglia aspetto delle attività connesse alla gestione delle strutture alberghiere che abbia un profilo economico. Le dichiarazioni di diversi imprenditori, se per un verso hanno integrato le penetranti indagini dei finanzieri, sono anche la dimostrazione di uno spirito di ribellione alla ‘ndrangheta. Spirito che va sostenuto con ogni mezzo.

operazione malapianta conferenza stampa2TRA LE PRINCIPALI ATTIVITÀ del “locale di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro” si annovera senza dubbio il traffico di stupefacenti, una delle principali fonti di finanziamento dell’associazione. Sin dagli anni ’90 per le altre cosche del crotonese e non solo i Mannolo hanno costituito un punto di riferimento per il narcotraffico. In quegli anni venne addirittura impiantata una raffineria in quel di San Leonardo, località giudicata idonea in quanto facilmente controllabile dalla cosca e quasi impossibile da controllare per le forze dell’ordine. Le indagini hanno dimostrato come i sanleonardesi si sono approvvigionati di droga dalle cosche operanti in provincia di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria e, inoltre, si sono dotati di una ramificata rete territoriale per la commercializzazione del narcotico principalmente su Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello e zone limitrofe in provincia e Catanzaro, San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza. Le indagini hanno documentato l’acquisto e la successiva cessione di centinaia di chilogrammi di hashish, cocaina ed eroina. In particolare su Crotone la base operativa dello spaccio era situata nel quartiere di via Acquabona. Questo è il “fortino” dove risiedono centinaia di persone appartenenti al gruppo deicosiddetti “zingari” di Crotone. Caratterizzato da un fitto reticolato di abitazioni, per lo più abusive, connesse da vialetti transitabili, unicamente, a piedi dove donne e bambini fanno da vedette per lo spaccio. E’ da considerarsi la piazza di spaccio principale della città. In questo agglomerato si sono creati gruppi criminali i cui capi risultano affiliati alla ‘ndrangheta.

 

I FINANZIERI DI CROTONE hanno individuato e posto in sequestro numerosi beni il cui valore totale è pari a circa 30 milioni di euro. Vengono sottoposti a sequestro: 5 società con sede a Botricello (CZ) e 5 con sede a Cutro (KR) attive in vari settori, dall’edilizia al commercio all’ingrosso e al dettaglio di bevande, materiali per agricoltura, edilizia e una esercente il servizio di posta privata. Fra le unità locali di alcune di queste società vi sono 3 stazioni di rifornimento di carburante ubicate in provincia di Crotone e Catanzaro, tre bar e una pizzeria. Inoltre vengono appresi due autoveicoli e quattro immobili. Con l’Operazione Malapianta, in sintesi, viene quindi smantellata, una locale di ‘ndrangheta, quella dei Mannolo, fra le più antiche, agguerrite e pericolose della provincia crotonese.

 

 

Pubblicato in Cronaca

spiaggia cimiteroIl sindaco di Crotone ha emesso quest'oggi un’ordinanza che interdisce il tratto di arenile pubblico antistante il viale Magna Grecia nella zona subito limitrofa al cimitero cittadino. Sarebbe qui emerso del materiale immediatamente riconoscibile come metasilicati contenenti Norm, cioè scarti della lavorazione industriale che hanno fatto registrare valori anomali di radioattività e che hanno quindi richiesto l'intervento del sindaco.
«Vista la relazione ispettiva - si legge nell'ordinanza - del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Crotone datata 4 aprile scorso (...) con la quale si segnala che personale del nucleo Nbcr dello stesso Comando è intervenuto in viale Magna Grecia per una verifica sulla segnalazione della presenza di materiale riconducile a metasilicati lungo il tratto di arenile compreso tra “El Gaviota beach club” e “F.lli Di Maio Sas”. Dal sopralluogo è emerso che: “Il personale ha potuto verificare a vista la presenza abbondante di materiale immediatamente riconoscibile come metasilicati contenente Norm, che si presenta in ciotoli di varie dimensioni, generalmente erosi dal mare, ma anche inglobati in blocchi di calce struzzo. Il materiale si trova distribuito sia sull’arenile, anche in acqua, che sui terrapieni sovrastanti, in notevole quantità, particolarmente concentrato in corrispondenza di un vecchio tratto di condotta di scarico della rete fognaria dismessa, che si prolunga verso il mare per qualche decina di metri».

«Dalle misure radiometriche campali - spiega l'ordinanza del sindaco - effettuate sull’intera area in oggetto utilizzando la strumentazione in dotazione (FH 40, UDR 13), sono stati registrati valori anomali di radioattività ambientale, si presume derivanti dalla presenza dei suddetti metasilicati, in linea con quanto rilevato in altre zone del Comune. Come noto, l’impiego di meta silicati contenente Norm come materiale di riempimento e per la realizzazione di manufatti in cemento, è stata una tecnica molto diffusa in passato, che ha trovato nelle città di Crotone ampia applicazione e con molta probabilità tale materiale è stato utilizzato anche nella costruzione del tratto di condotta predetto, dalla cui parziale disgregazione a seguito delle mareggiate, forse ne deriva». 

 Si legge ancora nelle motivazioni dell'ordinanza: «Considerato che dalla stessa relazione si segnala la necessità “…al fine di evitare il contatto diretto del materiale con la popolazione, oltre che il pericolo di inalazione di eventuali polveri, occorre provvisoriamente ed urgentemente inibire il tratto di arenile predetto all’accesso delle persone e dei mezzi meccanici, apponendo apposita recinzione e segnaletica, nelle more della realizzazione dei necessari lavori di allontanamento e messa in sicurezza”». Il sindaco Pugliese ha quindi ritenuto «in via cautelativa, al fine di scongiurare qualsiasi possibile rischio per la salute e l’incolumità pubblica, di dover aderire a quanto sopra segnalato, disponendo l’interdizione al pubblico il tratto di arenile antistante il viale Magna Grecia, nella zona compresa tra “El Gaviota Beach Club” e “F.lli Di Maio sas e l’attività di pesca nello specchio d’acqua prospiciente, in attesa dei successivi, necessari approfondimenti e interventi di bonifica e/o messa in sicurezza dell’area».


Viene quindi fatto ordine attraverso il provvedimento di: «interdire l’accesso al pubblico il tratto di arenile antistante il viale Magna Grecia, nella zona compresa tra “El Gaviota Beach Club” e “F.lli Di Maio sas e l’attività di pesca nello specchio d’acqua prospiciente, in attesa dei successivi accertamenti e fino a quando non siano stati effettuati tutti gli interventi di bonifica e /o messa in sicurezza da porre in essere per il ripristino dei livelli di radioattività naturali nell’intera area; di demandare all’ Ufficio Tecnico comunale la predisposizione di segnaletica relativa al presente divieto e gli interventi atti ad impedire l’accesso al litorale interessato dalla presente ordinanza; di trasmettere il presente provvedimento ai seguenti Enti ed Organi, per quanto di rispettiva competenza: - Prefettura di Crotone- Ufficio Territoriale del Governo; - Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare – Direzione generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque; - Regione Calabria - Dipartimento Ambiente e Territorio; - Arpacal- Dipartimento Provinciale di Crotone; - Asp Crotone- Dipartimento Igiene Ambientale; - Agenzia del Demanio Direzione Regionale della Calabria; - Capitaneria di Porto di Crotone e altre Forze dell’Ordine; - Comando Polizia Locale».

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

giunta pugliese stadio«La notizia è importante – commenta una nota del Comune di Crotone – più di quella dello scorso 19 settembre. Oggi, infatti, è stata pubblicata la decisione collegiale con cui il Tar della Calabria di Catanzaro ha disposto che entrambe le diffide della Sovrintendenza sono prive di effetti. Sospese in via cautelare, per dirla tecnicamente. Quello che è avvenuto lo spiega l'assessore all'Urbanistica Salvatore De Luca: "il Tar si è pronunciato al termine di una discussione celebrata lo scorso 26 settembre dopo che il Presidente della prima sezione, Salamone, aveva già accolto la richiesta di sospensione "inaudita altera parte", ovvero prima ancora di instaurare il contraddittorio; tali e tanti erano gli elementi di forza del ricorso promosso dal Comune di Crotone, a cui ha fatto eco il medesimo atto compiuto dalla società di calcio. In quella discussione la difesa del Ministero e della Sovrintendenza si è potuta esprimere compiutamente e senza limiti. Malgrado questo, però la cautela di chi riteneva destinata a perdere effetto la decisione favorevole all'Amministrazione Pugliese si deve arrendere all'evidenza dei fatti. I giudici amministrativi hanno condiviso integralmente tutte le argomentazioni ed i rilevi del Presidente. Non considerando fondate le tesi ministeriali. Insomma, tutto confermato. Le diffide sono private di effetti, le strutture costruite nel 2016 restano dove sono e lo stadio conserva la sua agibilità. Il Crotone giocherà, quindi, in casa tutte le gare di campionato. L'udienza di merito, invero, è stata già fissata. Al 19 giugno 2019" aggiunge l'assessore De Luca. "E' inutile ribadire tesi e concetti già espressi in occasione della memorabile decisione presidenziale", sostiene l'assessore De Luca, che ha curato la vicenda dello stadio a partire dal mese di maggio di quest'anno, poco prima di ricevere la delega specifica dal sindaco. "Non sono sorpreso della decisione. Me l’aspettavo e non ne ho fatto mistero. Sono sempre stato convinto, infatti, che le iniziative del soprintendente per farci rimuovere le strutture esterne dell'Ezio Scida fossero inconcepibili e illegittime. Ma oggi più delle cose da dire, contano per me le cose da non dire. Non dirò, quindi, che il nostro Comune ha ottenuto una vittoria limpida e che l'Ufficio della Sovrintendenza ed il Ministero dei beni Culturali escono sonoramente sconfitti da un confronto che hanno voluto ostinatamente avviare e coltivare. Non lo dirò, perché credo che nessuno vinca in una contesa di questo genere. E che ad essere sconfitto è solo il buon senso e l'interesse della collettività crotonese. Non per niente anche nella decisione più recente il TAR riafferma quel principio che ho definito una lezione di etica politica. E' venuta l'ora della ragione. L'ora della rinuncia alla guerra di religione. E' l'ora della responsabilità e della comunione di intenti. Giacché comune è l'interesse della città e delle sue persone a ricevere un esempio di diligenza politica ed onestà intellettuale" aggiunge l'assessore De Luca. "Il compito è ancora grande. Anzi oggi è ancora più grande. Si tratta di completare il procedimento per ottenere l'autorizzazione temporanea all'uso delle strutture attuali per almeno trentasei mesi e di potere - così - avviare le procedure per costruire il nuovo stadio di Crotone. Mi aspetto, dunque, collaborazione con me, il Sindaco e tutta la Giunta per trovare al Ministero lo spazio e l'attenzione che finora sono mancati. E giungere alla soluzione definitiva del problema. Che oggi ha ricevuto un giudizio. Netto e forte. Un punto da cui partire insieme nel nome dello sport, della cultura e del bene di Crotone" conclude l'assessore De Luca. "Dal Tar è giunta una notizia che in qualche modo già aspettavamo rispetto ad un percorso di legalità che è la linea guida di questa amministrazione. Chi ha usato, troppo spesso impropriamente, la parola "legalità" deve oggi fare una analisi del termine usato. Ci dispiace non aver avuto un dialogo costruttivo con il Ministero che ci avrebbe portato ad una soluzione condivisa senza accendere inutili e strumentali polemiche. Ora non è più tempo di demolire ma di collaborare", dichiara il sindaco Ugo Pugliese».

 

 

Pubblicato in Politica

stadio ezio scida curva tribunaLa prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria ha accolto oggi definitvamente l’istanza cautelare presentata dall’Fc Crotone, sospendendo così i provvedimenti di Soprintendenza e Mibac con i quali si intimava lo smantellamento delle strutture amovibili di Tribuna e curva sud dello stadio Ezio Scida. La sezione del Tar Calabria ha quindi fissato al 19 giugno 2019 l’udienza pubblica per il pronunciamento definitivo. Secondo i magistrati (Vincenzo Salamone, presidente; Francesca Goggiamani, referendario estensore; e Pierangelo Sorrentino, referendario), allo stato, «risulta la probabile sussistenza del lamentato vizio della funzione emergendo (vedi relazione direttori lavori e relazione Silpa 2016 e 2018) non solo che le strutture amovibili (tribuna e spogliatoi), per come progettate e realizzate, non hanno compromesso il sottosuolo e relativi resti archeologici, pienamente rispettando le prescrizioni contenute nell’originaria concessione (difetto di scavi/ carico inferiore a 1 kg/cmq), ma anche che il Mibac non ha programmato nell’area in questione interventi di valorizzazione dei beni archeologici, mentre al contrario la F.C. Crotone sta predisponendo studio di fattibilità per realizzazione di un nuovo impianto sportivo già preannunciato al Comune, il quale ha a sua volta approvato il documento preliminare al Psc». Sulla scorta di queste considerazione, i magistrati del Tar Calabria hanno ritenuto che i provvedimenti impugnati avrebbero potuto procurare danno alla comunità e alla società stessa non potendo disputare il campionato di Serie B in casa.

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

giunta pugliese stadioCrotone-Foggia del 2 settembre si giocherà allo stadio Ezio Scida. Il sindaco Ugo Pugliese firmerà l'ordinanza per l'utilizzo dello stadio per lo svolgimento della prima partita casalinga del Crotone Calcio. Lo ha annunciato lo stesso sindaco nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio nella sala giunta del Comune di Crotone ed alla quale ha preso gli assessori della Giunta Pugliese. Il sindaco ha confermato la sua ferma volontà, già espressa nel corso dell'incontro con i 41 giornalisti sottoscrittori dell'appello per lo Stadio che si è tenuto lo scorso 10 agosto, di fare in modo che il Crotone giochi la serie B tra le mura amiche. Nel corso della conferenza il sindaco nel ripercorrere l'iter amministrativo di questi mesi ha annunciato, confermando la volontà già espressa dalla giunta comunale con la delibera del 25 luglio scorso, di impugnare davanti ai giudici competenti l'atto di diffida della Soprintendenza relativa allo smontaggio della tribuna coperta e della sopraelevazione della Curva Sud, ed a tale riguardo è stato dato già mandato all'Ufficio legale dell'Ente. Il sindaco ha inoltre ribadito di aver richiesto un incontro con il ministero in relazione alla problematica dello Stadio e si è in attesa delle determinazioni ministeriali. E' già pronto un progetto, con cronoprogramma e computo finanziario, per il rispristino dei vecchi spogliatoi. Il sindaco Pugliese ha inoltre confermato la volontà di arrivare alla costruzione di un nuovo stadio e a tale riguardo ha illustrato tutte le tappe procedurali già messe in essere dall'amministrazione. "Non lasciamo nulla di intentato - ha assicurato il sindaco Pugliese –, stiamo facendo il possibile e l'impossibile affinché il Crotone giochi in casa le sue partite del campionato in corso. Confermo quello che ho già avuto occasione di dirvi nel corso dell'incontro del 10 agosto scorso. Per la prossima partita firmerò l'ordinanza che consenta al Crotone di affrontare il Foggia allo Scida. Lo faccio sotto la mia diretta e piena responsabilità», ha concluso il sindaco Pugliese.

 

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

lungomare movida«Ho appena firmato una ordinanza finalizzata a garantire una estate all'insegna della serenità, del divertimento ma anche della sicurezza dei nostri giovani perché non prendano la macchina per andare fuori Crotone ma restino in città per socializzare». E' la dichiarazione del sindaco Ugo Pugliese rispetto all'ordinanza che regola gli orari di attività di intrattenimento musicale durante il periodo estivo. «Il sindaco – informa una nota – ha infatti emesso un provvedimento, basato sul lavoro congiunto dell'assessore alle Attività produttive Sabrina Gentile e dell'assessore allo Spettacolo e Turismo Giuseppe Frisenda e condiviso dalla giunta comunale, che disciplina lo svolgimento di attività che prevedono intrattenimenti musicali in città nel corso della stagione estiva, in modo che le stesse possano svolgersi coinvolgendo la comunità cittadina e gli ospiti in città ed allo stesso tempo non arrecare disturbo alla quiete pubblica e danno alla salute della popolazione. Spettacolo, divertimento, sicurezza per i giovani ed allo stesso tempo sostegno alle attività produttive della città per garantire ulteriore accoglienza alla tradizionale ospitalità degli operatori commerciali crotonesi. Nello specifico l'ordinanza prevede che dal 30 giugno al 9 settembre prossimi tutte le attività d'intrattenimento musicale con l'utilizzo di impianti acustici ed elettroacustici a diffusione, comprese quelle annesse a locali pubblici e svolte all'aperto, presenti su tutto il territorio comunale, con particolare riferimento all'intero lungomare cittadino, sono consentite, nel rispetto dei livelli di emissione e di immissione sonore previste dalla legge: dal lunedì al giovedì, fino alle ore 1; venerdì e sabato fino alle ore 2; domenica fino alle ore 1. Per i locali notturni fuori dalle aree urbane, dal 30 giugno al 16 settembre fino alle ore 4; inoltre nei giorni: 11, 14, 15, 18 agosto le attività sono consentite fino alle ore 3».

 

 

 

Pubblicato in In primo piano
Pagina 10 di 13