Giovedì, 22 Ottobre 2020

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akrea cassonettoCambiano, come anticipato nei giorni scorsi dal sindaco Pugliese, gli orari di conferimento dei rifiuti solidi urbani. La nuova fascia oraria va dalle 17.30 alle ore 6.00 del giorno successivo. Lo ha stabilito il sindaco con propria ordinanza. Il nuovo orario è in vigore dal primo ottobre. Con precedente ordinanza il sindaco aveva disposto il conferimento dei rifiuti, con particolare riferimento ai rifiuti indifferenziati, negli appositi cassonetti stradali. «La nuova regolamentazione - informa una nota - ha consentito di ottenere risultati positivi grazie alla fattiva collaborazione della cittadinanza. La precedente disposizione - spiega la nota - collimava con la stagione estiva e, dunque, per evitare esposizioni al sole dei rifiuti con prevedibili negative conseguenze si era adottato l'orario dalle 20.00 alle ore 4.00 del mattino successivo. Con l'autunno ed anche per venire incontro ad alcune fasce specifiche della popolazione come ad esempio gli anziani viene adottato il nuovo orario di conferimento». «Rinnovo ancora una volta - scrive il sindaco - il ringraziamento ai cittadini che, come ho avuto modo personalmente di constatare, hanno dato corpo ad un provvedimento che intendeva sostenere quel percorso di ritorno alla vivibilità che insieme alla cittadinanza stiamo affrontando. Un provvedimento - dichiara ancora il sindaco Ugo Pugliese - recepito dalla gente come una partecipazione collettiva di senso civico più che come una regola da rispettare. Proseguiamo sulla strada del dialogo e della collaborazione con la cittadinanza» conclude il sindaco Pugliese.

 

 

 

 

 

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rifiuti palamilone3Solo l’ordinanza del sindaco non è sufficiente per risolvere il problema dei cumuli di spazzatura presenti in città. Sbaglia il sindaco Ugo Pugliese se pensa di risolvere il problema della monnezza sparsa in città emanando un’ordinanza con la quale annuncia di elevare contravvenzioni del valore di 3.500 euro nei confronti di quei cittadini che dovessero essere pescati a buttare la spazzatura fuori dall’orario stabilito (dalle 20 alle 4). Non c’è dubbio che c’è anche da risolvere il problema del comportamento incivile di alcuni crotonesi, che pensano di potere utilizzare la città a loro piacimento. Ci sono “cittadini”, infatti, che abbandonano sacchetti di rifiuti in ogni angolo. Ci sono anche cittadini che buttano ingombranti nei posti meno indicati. Non è nemmeno inconsueto andare a passeggio nel centro della città o nei punti più importanti del centro storico e imbattersi in un cesso o in un bidè abbandonati e messi in bella vista insieme ad altri calcinacci, resti di interventi di ristrutturazione di appartamenti. Questi comportamenti meriterebbero multe più salate e anche sanzioni penali, perché a nessuno è consentito di abbruttire una città meravigliosa qual è Crotone. Molto spesso, però, i cumuli di spazzatura in città sono dovuti ad un cattivo funzionamento degli impianti di smaltimento. Il sistema dei rifiuti è complesso ed è stato reso difficile perché sono stati divisi i compiti da svolgere alle istituzioni: ai comuni spetta la raccolta e alla Regione lo smaltimento. Il punto debole del sistema è rappresentato dallo smaltimento, che la Regione molto spesso non garantisce.

 

rifiuti palamilone2Il Comune raccoglie, ma se non sa dove scaricare i camion la spazzatura resta per strada, come succede spesso a Crotone. Nella città, poi, c’è il problema serio della differenziata. Facendo partire la raccolta differenziata molte delle questioni dovrebbero rientrare nella norma. Allora sì che ci vorrebbe l’ordinanza del sindaco per punire coloro che non si comportano da cittadini. Perché non parte la differenziata? Ancora non si capisce considerato che l’Akrea ha assunto 28 nuovi lavoratori, già dipendenti dell’Akros, e sono stati acquisiti i mezzi sempre dall’ex Akros. Non c’è dubbio, quindi, che fare partire la raccolta differenziata è un passo indispensabile per ridare normalità alla città. Contestualmente alla partenza della raccolta differenziata si dovrebbero aprire le due isole ecologiche che, al tempo dell’Akros, funzionavano. Le ordinanze lasciano il tempo che trovano sia perché il Comune non ha i mezzi per controllare e sia perché gli orari indicati non tengono conto della situazione reale della popolazione. Non ci sono vigili urbani per garantire anche gli altri servizi, figurarsi per controllare 24 ore al giorno i cassonetti e i cittadini che vanno in giro con le buste della spazzatura. La monnezza si butta dalle 20 alle 4, ma non si è tenuto conto della popolazione anziana, che dopo le 19 non esce più di casa. L’arco orario indicato dall’ordinanza di Pugliese per la popolazione anziana è una punizione severa e magari è quella che osserva di più le regole ed ha maggiore rispetto della città. I vigili urbani non ci sono e non c’è nemmeno la video sorveglianza. Non ci sono le condizioni per emanare l’ordinanza, che ha più il sapore di uno spot pubblicitario: il sindaco ha fatto quello che poteva (l’ordinanza) se poi i cittadini si comportano da incivili che colpa ne ha? Crotone ha bisogno di rilanciarsi e prima di tutto dovrà risolvere concretamente la questione dei rifiuti non con proclami e spot pubblicitari, perché all’inizio i cittadini ci credono poi, però, perdono la fiducia.

 

 

 

 

 

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«Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani - scrive il presidente nazionale Romano Pesavento - sollecita l'amministrazione comunale di Crotone a emettere al più presto un'ordinanza per la tutela delle persone e degli animali dai possibili danni derivanti dall'utilizzo incontrollato di fuochi artificiali, petardi, botti, razzi. Tale iniziativa s'inserirebbe nella cultura del rispetto reciproco e di una corretta convivenza uomo-animale. Inoltre i tanti rischi connessi all'esplosione di petardi e botti per la pubblica incolumità e la dubbia provenienza degli stessi dovrebbero già costituire validi motivi per contenere tale fenomeno. L'atto sarebbe un segno di civiltà amministrativa che potrebbe seguire l'esempio della città di Lucca, che proprio giorno 24 dicembre, ha emesso il provvedimento con multe fino a 500 euro per i trasgressori».

 

 

 

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«Il sindaco Peppino Vallone - informa una nota del Comune di Crotone - ha emesso una ordinanza con la quale si dispone il ripristino dell'erogazione idrica su tutto il territorio comunale. Con il provvedimento il sindaco ordina alla Sorical di disporre con decorrenza immediata il pieno ripristino dell'erogazione idrica destinata alla rete di distribuzione dell'acqua su tutto il territorio comunale garantendo i quantitativi adeguati ad un regolare approvvigionamento idrico».

 

 

 

 

 

 

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gianluca bruno«In seguito ai risultati delle analisi fornite da Sorical - informa una nota del Comune - con note 1208 e 1209 del 22/01/15, in ordine a prelievi eseguiti presso il serbatoio Sorical partitore, in entrata ed uscita dello stesso, il sindaco Gianluca Bruno (foto), con Ordinanza sindacale numero 2, del 23 Gennaio 2015, ordina ai cittadini il divieto, fino all'adozione di apposita ordinanza di revoca, di utilizzare l'acqua per uso alimentare/potabile delle reti cittadine del capoluogo e delle frazioni di Le Cannella e Capo Rizzuto. Dette note - spiega il comunicato - evidenziano la presenza di batteri nocivi quali coliformi ed escherichia coli oltre i limiti consentiti dalla norme vigenti. Da quanto è emerso le cause dell'inconveniente sono imputabili alla irregolare gestione dell'impianto di potabilizzazione di competenza della Soakro. Considerato - commenta il Comune - che i servizi di erogazione di acqua sono classificati come servizi pubblici essenziali e come tali non possono essere ne sospesi ne abbandonati. La tutela dell'igiene e della salute pubblica va peraltro intesa in senso estensivo ed evolutivo come protezione dell'ambiente in tutte le sue componenti essenziali. Pertanto, il presente ordine di divieto di non utilizzo dell'acqua è fine a scongiurare situazioni di pregiudizio per l'igiene e la salute pubblica. Si ordina, inoltre, alla Soakro - conclude il Comune - di porre in atto ogni qualsiasi attività mirata al ripristino del regolare funzionamento dell'impianto di potabilizzazioni, entro cinque giorni dalla notifica della presente, avvenuta in data 23 Gennaio».

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